Sviluppo Personale: “come piacere agli altri – i consigli di Benjamin Franklin”

Ciao,

uno dei motivi principali per cui le persone studiano lacomunicazione efficace, la PNL o altre metodologie disviluppo personale e psicologia applicata è, in modosemplice, “piacere agli altri”. Se ci pensi facciamodi tutto per piacere agli altri, chi più chi meno. Alcunipassano ore allo specchio e altri apprendono storiee racconti da narrare… alcuni imparano la PNL.ecc..ecc…

Esistono da molto tempo studi al riguardo e, scommettoche se “sei un esperto” starai già pensando a tutte lenote “diavolerie” della PNL e dello sviluppo personale.Come, ad esempio, il mirroring, o l’accordarsi ai suoivalori…ecc…ecc… Invece il “segreto” che sto per rivelartiha radici antiche, perché era stato già postulato daBenjamin Franklin … E, dopo anni sappiamo, che ciaveva “proprio beccato”. Tutto quello che devi fareper piacere agli altri è….

“fargli dei piccoli piaceri?”…assolutamente il contrario!esatto, hai capito bene. Non è fare dei favori ma farsifare dei piccoli favori 😉 Questa idea che potrebbesuonare come “un po’ bizzarra” è stata testata da alcuniricercatori: Jecker, J. and Landy, D. (1969). In questoesperimento alcuni soggetti sono stati reclutati con lapromessa che avrebbero vinto del denaro. Dopodiché,quando i soggetti uscivano dal laboratorio, veniva lorodetto che i ricercatori erano “a corto di soldi” e se, perpiacere, il partecipante era disposto a rendere lapiccola somma guadagnata nell’esperimento.

Successivamente agli stessi soggetti è stato chiestoquanto erano “gradevoli/piacevoli” i ricercatori…edindovina? i soggetti che avevano reso la piccola somma(e nota che sottolineo piccola ;-)) avevano valutato”più positivamente” la gradevolezza dei ricercatori….esattamente come aveva teorizzato Franklin.Quando ho sentito parlare di questa ricerca ho subitopensato ad una aneddoto raccontato da Bandler e daLaValle nel loro corso “Persuasion Engineering“…

…in quell’anedotto i due “mostri del marketing” ;-))dicevano: “fatti salvare la vita da un tuo potenzialecliente e lui comprerà qualsiasi vostra proposta”.Ahahah…di certo loro esagerano, è insito nel lorodivertentissimo stile 😉 ma il concetto è esattamentelo stesso: “farsi aiutare, aumenta il rapporto fra lepersone”. Probabilmente questo succede perché, èbello sentirsi utili per qualcuno! Fai sentirequalcuno importante…lo fai sentire apprezzato peri suoi gesti…ecc…ecc…

Concludendo: contro “ogni senso comune” se vuoiessere più apprezzato inizia a farti aiutare dalle personeche ti circondano. Questo non solo aumenterà la lorofiducia nei tuoi confronti, ma ti permetterà anche diimparare a “chiedere”…una delle cose più difficili nelmondo moderno fatto di “super uomini/donne” chefanno “tutto da soli” 😉

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a prestoGenna

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9 Commenti
  • Patrizia –
    Per mia indole sono una persona che chiede, solo che sono frenata perchè ho avuto una madre con questo brutto modo di fare, ovvero, lei dava agli altri ma non voleva ricevere mai nulla neppure da sua figlia. Sono riuscita a superare la cosa ma …..poi esiste il fatto che quando chiedo ogni tanto, mi viene risposto picchè e allora…..???????????? mi viene da pensare che chi fa da sè fa per tre. Come fare?
    Grazie…ciao
    Patrizia.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Elisa,

    credo proprio che siano questi piccoli gesti a permettere ciò che intendeva Franklin 😉

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao a tutti 🙂

    @ Anonimo e Laridream: avete perfettamente ragione, l'orgoglio è l'ostacolo principale al "farsi aiutare"… e pare che siamo noi maschietti i più colpiti da questo 😉

    @ David: è possibile che esistano delle differenze culturali. Se ci penso mi viene in mente che in molte culture, dopo aver effettuato alcuni "riti di passaggio" poi, si evita come la peste di chiedere aiuto…perchè ormai si è "adulti, cioè completamente auto-sufficienti".

    @ Andrea: grandissimo Andrea, credo che tu abbia proprio centrato come funzina questo principio da un punto di vista relazionale. Sentirsi "liberi" è stra fondamentale…proprio ieri sera ho rivisto un pezzo dell'"uomo del cavo"… terribile, ma chiarissimo il messaggio 😉 (non c'entra nulla, ma ad un certo punto appare anche Robbins nel film ;-))

    @ Tungsteno: la mia mail è genna78@gmail.com purtroppo non conosco personalmente colleghi a Tornio. Se non "sei mai riuscito ad entrare in trance" è probabilmente perchè hai un'idea distorta di cosa sia "la trance". Mi spiego meglio, a meno che tu non voglia abbiare come un cane o pigolare come un pulcino…la trance sonnambolica (quella da film che assomiglia al sonno) non serve assolutamente a nulla. Per effettuare i cambiamenti in ipnosi non è necessario ottenere quelle fenomenologie da film. Oltre a questo c'è anche da dire che quando tu sei in "trance"…soprattutto i primi tempo…non lo sai. E come se ti chiedessi se, quando dormi sai di essere addormentato 😉 Non so se mi sono spiegato bene.

    Grazie a tutti
    Genna

  • Talvolta chiedo che mi venga aperta la bottiglietta dell'acqua o un barattolo di conserve 😉

    A volte non riuscivo davvero a farlo e vedevo che gli uomini si crogiolavano nel riuscirci, così una volta ho scelto volontariamente di chiedere aiuto e ho visto che funzionava.
    Da allora, ogni tanto "proprio non ci riesco" 😉

  • Ciao Genna,
    non ho trovato il tuo indirizzo di posta e scrivo direttamente sul blog nella speranza che tu mi possa rispondere privatamente.
    E' da un bel po' di tempo che seguo il tuo blog e sono sempre piu' affascinato dalle potenzialita' dell'ipnosi e della pnl.
    Vorrei sperimentare in prima persona queste tecniche ma purtroppo i due tentativi di "farmi" ipnotizzare non sono andati a buon fine. Ormai sono passati tre anni dall'ultimo tentativo e la voglia di scavalcare il mio solidissimo muro di razionalita' si e' fatta nuovamente sentire.
    Hai qualche persona da consigliarmi che eserciti nella zona di Torino ?

    Grazie.
    Buona giornata

    Max

  • Ciao genna,
    io credo che farsi aiutare quando abbiamo bisogno sia un gesto di grande maturità. Sopratutto quando sono gli altri a proporsi e non io a chiedere..
    E grazie a ciò ho creato legami molto forti, sopratutto per il fatto che esiste anche una "regola della reciprocità" che permette a chi mi ha aiutato di sentirsi libero di chiedermi una mano quando ne ha bisogno..
    Buona giornata!

  • Non credo di essere completamente d'accordo, io vivo in Calabria, e qui da noi se chiedi un favore a qualcuno, e dipende anche dal tipo di favore, sei etichettato come un opportunista o peggio uno sfigato. Differenze culturali geografiche? non lo so, comunque rimango in lieve dubbio su quanto affermato da Franklin.

  • Confermo in pieno, con il mio carattere orgoglioso e autonomo ad oltranza ho comesso l'errore di non coinvolgere mai totalmente chi mi sta vicino, fino al punto di sentirmi direc "tu non mi stimi",ecco cosa ho fatto non coinvolgendo le persone attraverso la richiesta di piccoli e a volte banali aiuti loro hanno pensato che non avevo fiducia e stima, falso per quanto mi riguarda ma vero ai loro occhi, ho modificato un p0' questo mio aspetto e ho iniziato a chiedere piccoli aiuti,rendendo in questo modo più sereni e "complici" i rapporti.

  • Confermo in totem, l'ho notato da diverso tempo per esperienza personale, chiedere aiuto rende gli altri felici di sentirsi apprezzati, e li fa sentire importanti anche se si tratta di piccole cose.
    Il problema sorge quando sei una persona orgoglio come me,autonoma ad oltranza,e proprio per questa caratteristica a volte a commesso l'errore di non chiedere aiuto creando nelle persone vicine un senso di ineguatezza, mi sono state dette frasi del tipo: "manchi di fiducia nei miei confronti", "non mi stimi",ecc allora ho capito che se anche una cosa potevo farla da sola chiedere un piccolo aiuto avrebbe fatto solo bene a chi mi sta vicino e tutto sommato anche a me.

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