Meditazione camminata: “Come meditare camminando – applicazioni Mindfulness”

 

 

 

 

 

 

 

Oggi parliamo di “meditazione” per il tuo sviluppo personale… e in modo più preciso di Mindfulness, cioè dell’applicazione della meditazione alla psicoterapia. Ne abbiamo già parlato molte volte di questo “mindfulness” perché lo trovo un modo molto bello di usare positivamente i nostri stati di coscienza. In modo particolare oggi parliamo di come “meditare camminando”…esattamente di come sia possibile applicare la consapevolezza mentre stai camminando…

 

 

 

L’hai ascoltato? bene, sia che tu conosca già questo genere di meditazione e sia che tu non la conosca è molto importante che tu ti renda conto di una sola e semplice cosa: l’importanza di allenarsi ad essere presenti.

Cioè di avere la capacità di concentrarsi completamente sulle cose che stiamo facendo. Questo non solo “ti allena” ma ti fa apprezzare 1000 volte di più ogni singola cosa che fai. Lo so “sembra facile ma non lo è”… c’è solo un modo per renderlo “facile”…praticarlo 😉

E’ quasi inutile che ti stia a ripetere che siamo nell’era dell’attenzione. Siamo costantemente bombardati da una valanga di informazioni e questo contribuisce, e non poco, a farci vivere o nel presente o nel passato… distogliendoci da quello che è il “presente”. E’ un vero “discorsone” questo e, infatti, cerco di evitarlo perché rischierei di farmi delle simpatiche “meta-seghe mentali” (seghe mentali sulle seghe mentali).

Ecco i 7 “passi” per praticare la meditazione camminando:

1) Trova un posto e il tempo: Sembra una banalità ma il luogo dove applichi questa pratica è importante e deve permetterti di stare tranquillo per almeno 10 min o un quarto d’ora. Trova un posto bello, ancora meglio se immerso nella natura… ma nulla ti vieta di farlo nella comodità di casa tua.

2) Guarda avanti: spesso quando si cammina assorti fra i pensieri si tende a guardare “verso il basso”. Invece durante la meditazione camminata è utile puntare lo sguardo in avanti…verso l’orizzonte… Evita di ammirare il panorama intorno a te, devi essere centrato sui piedi…

3) Senti il contatto con il suolo: senti i tuoi piedi che toccano il pavimento, proprio come dice Thich Nhat Hanh: immagina che la suola delle tue scarpe possa lasciare un timbro e che, l’inchiostro del timbro sia la tua consapevolezza. Più poni attenzione e meglio verrà il timbro…

4) Senti ogni passo: percepisci ogni “singolo passo” come se fosse qualcosa di unico ed irripetibile. Come se non potessi mai più avere quella magnifica sensazione di presenza. Porta la tua consapevolezza sulle sensazioni cinestesiche che ti da fare ogni singolo passo.

5) Tieni il ritmo: cammina in modo ritmico e regolare. Tutta la vita è fatta di “tempo”, dal battito del tuo cuore alla regolazione delle stagioni… mantenere una andatura regolare ti permette di entrare nello stato di coscienza giusto. Quello che “permette il risveglio”…

6) Non avere mete: Il modo migliore per esercitarti e “non avere mete e destinazioni”. Soprattutto all’inizio, ti conviene camminare solo per il piacere di farlo … ma ancora una volta, nulla ti vieta (una volta diventato un esperto “meditatore camminante”) di farlo mentre vai a fare la spesa o ti rechi a lavoro.

7) Fai avanti e indietro: il modo per racchiudere al meglio i “6 consigli precedenti” è quello di fare “avanti e indietro” lo stesso identico percorso. Infatti così “non hai mete”, puoi essere ritmico, puoi stare sostare in un posto prescelto…ecc…ecc…

Lo stato modificato di coscienza (sarà davvero così?)che si produce durante questo genere di meditazione fa BENE anzi benissimo e lo dimostrano una marea di dati sperimentali.

Ne abbiamo parlato più e più volte, svolgere una pratica meditativa ti permette di stare meglio sia nella mente (scopo principale di questo blog) ma anche nel corpo…visto che ormai è ultra noto che sono “la stessa cosa” 😉

Come sempre fammi sapere se ti piace, lasciando un commento qui sotto e se ti piace il blog, seguilo dai feed rss oppure dal tuo account di facebook.

A presto
Genna

Ps. Non so perché ma la qualità audio è venuta peggio del solito…pardon!

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
La meditazione musicale
La meditazione può salvare il mondo?
Meditazione: “l’Imprevisto vien mangiando”
Meditazione: Perché meditare anche se non sei religioso?
12 Commenti
  • Ciao Davide,
    no non devi visualizzare nulla ma solo concentrarti su ciò che percepiscono i tuoi piedi. Prova a camminare in casa scalzo, fallo solo per due o tre passi e poi torna indietro. Concentrati su ciò che sentono i tuoi piedi, devono per forza sentire qualcosa altrimenti non avresti il feedback per restare in equilibrio. Per cui concentrati sui tuoi piedi, in caso non ci riuscissi fai la meditazione del cibo prima e poi torna su questa.

  • Ciaco Genna, vorrei chiederti un consiglio per quanto riguarda la meditazione camminata.

    Sto provando da alcuni giorni a praticarla ( è ancora poco lo ammetto) ma… non ci riesco!

    Tento come posso di concentrarmi sui piedi ma semplicemente… non sento nulla! È come se non sentissi niente. Anche se provo con la mente a concentrarmi sui piedi è come se non percepissi nulla. E naturalmente la testa mi vaga dopo 2 secondi altrove, cerco naturalmente di riportarla sui piedi, ma non sentendo praticamente nulla se ne va di nuovo.

    Ma devo forse visualizzare mentalmente qualcosa? Devo pronunciare un mantra per focalizzarmi sui piedi? Ho provato anche a contare i singoli passi e sembra che riesco a mantenere meglio la concentrazione così, ma ho il dubbio che non vada bene… sbaglio?

    Ciao e grazie per il blog!

  • Ciao Stefano,
    cavolo sai che non riesco a trovarlo neanche io 😛 Per trovarlo bisogna ascoltarsi le prime ANL, si tratta del racconto di come Bhudda mangiava un mandarino, poendo la sua più totale attenzione a ciò che stava facendo.

    La storia ci porta al Mindfulness, magari con questa parola chiave riesci a trovarlo prima…OPS neanche a dirlo l'ho trovato proprio "ragionando con te" 😉

    http://www.psicologianeurolinguistica.net/2009/02/sviluppo-personale-meditazione-e-il.html

    eccolo, copia ed incollalo nel tuo browser.

    Ps. non devi scusarti la ANL non è "a tempo" 😉 puoi trovare tutti gli articoli della ANL andando sul blog, sotto "rubriche" clicca su "audio esercizi (ANL)". E quando hai voglia fammi sapere che cosa ne pensi e cosa "ti hanno dato".

    Grazie
    Genna

  • Buonasera Dott. Romagnoli, mi scuso per aver ascoltato e letto in ritardo questa audionewsletter decisamente interessante! Tuttavia vorrei chiederle cortesemente di passare il link in cui è spiegato l'episodio del "Buddha e il mandarino" da lei citato, in quanto non sono riuscito a trovarlo. La ringrazio a nome di tutti i suoi lettori per le preziosissime informazioni e la passione manifestata!

  • Ciao "anonimo",
    ti ringrazio per lo "psicologo evoluto" 🙂 sono d'accordo a vole il fai da te selvaggio peggiora…per non parlare dei farmaci per l'ansia…e nonostante l'orario (sto per scappare a lavoro) ho due precisazioni:

    1) la meditazione vipassana non è di Osho ma fa parte della tradizione buddhista.

    2) non sempre è necessaria la catarsi…soprattutto nei "disturbi d'ansia".

    Quest'ultimo punto è per me molto importante…ci ho dedicato anche numerosi post 😉

  • ciao, devo riconoscere che sei un psicologo molto evoluto e molto creativo, ciò giova al tuo lavoro,sono sicuro che puoi aiutare moltissime persone; questa meditazione e uguale al vipassana di osho grande maestro illuminato; io sono 20 anni che m'incammino nel sentiero della meditazione mi riferisco a osho e non avendo gente dal cuore tenero intorno ho fatto tutto da solo, passando da un pericolo ad un'altro perchè qui si sta parlando di mente, e c'è poco da scherzare perchè come tu sai benissimo e molto complessa e delicata; io avevo sbagliato tutto, e in questi anni mi sono ammalato di attacchi di panico, e praticando alcune meditazioni scelte da me sono peggiorato molto molto da sembrare un vecchio di 100 anni, be ne sto venendo fuori pian piano, basta con i farmaci, basta con tutte queste terapie che tamponano e basta; qui ci vuole il coraggio di un leone, meditare e x i leoni e non x i codardi; quello che posso dirti x mia esperienza che per far tacere la mente con tutti i suoi perchè, non c'è altra via di una profonda catarsi ( CATARSI ) la meditazione che dici tu e molto buona e valida in quando il camminare o il movimento in se e catartico e può funzionare; sei sulla buona strada e ti consiglio di continuare, approfondisci di più la catarsi, prova te in prima persona e vedrai che alla fine quando hai buttato tutto il veleno fuori, tutta la pazzia, tutta la spazzatura che la socetà ci ha sbattuto in faccia, le cose cominciano a cambiare, allora e il momento del vipassana; dai un'occhiata alle meditazioni di osho, e fatti un'idea; ti mando un'assaggio su facebook chissà potresti interessarti e migliorarti ancora di più nella verità di osho!!!

  • Andre…pensa che
    per il post di dopo domani volevo mettere la tua foto eheh 🙂

  • Grazie per le referenze online, è sempre un onore..
    E comunque penso ci si veda molto presto!
    😉
    Andrea

  • Ciao Andrea,

    ottimo…non lo sapevo 🙂 così la prossima volta che ci si vede ti chiedo qualche approfondimento "spirituale" a riguardo 😉

    Ormai i lettori sanno che tu sei il mio "referente spirituale" 😀
    Quindi preparati a rispondere a domande semplici come: "esiste Dio? perchè siamo qui?" e voglio tutte le risposte di Thich Nhat Hanh ;DDD

    Buon lavoro
    Genna

  • Ciao Genna,
    Thich Nhat Hanh è uno dei miei autori spirituali preferiti!
    Buona camminata 😉
    Andrea

  • Ciao Patrizia,

    si, ci sono ancora un sacco di cose da dire 😉 soprattutto perchè continuano a sfornare sempre nuove ricerche su i suoi benefici.

    Grazie per il prezioso feedback
    Genna

  • Patrizia –
    Ciao Gennaro, intanto grazie per il post che in questo mio momento particolare mi è utile provare, infatt non conoscevo questo tipo di medit. camminando. In genere cerco di farlo quando sono in coda da qualche parte, oppure aspetto l'autobus o sul treno ecc.ma ferma.
    L'audio andava benissimo, c'era solo un fruscio come di pagine girate quando leggevi.
    Certi post sono delle chicche che mi arrivano sempre al momento giusto. In momenti particolari comunque è ancora più dificile fare la solita meditazione perchè si inseriscono le meta-seghe mentali di cui hai scritto. Hai ancora qualcosa da dire sulla meditazione? Mi era piaciuto molto il libro di Giuditta Denbech "Meditare è facile".
    Ancora Grazie. Patrizia

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK