Psicologia del sonno: la posizione migliore per dormire

Ciao,

buona festa dei lavoratori a tutti…farsi una bella pennichella è una cosa sana ed utile, come ti avevo già detto. Questa volta i ricercatori si sono sbizzarriti ed hanno cercato di testare quale sia il modo migliore per prendersi questa breve pausa ristoratrice, testando diverse modalità per addormentarsi. Infatti uno può decidere di schiacciare un sonnellino sia da seduto che da sdraiato… e nel caso resti seduto è meglio reclinare indietro la schiena o portarsi in avanti e appoggiare “la testa sul tavolo”?

Alcune ricerche hanno provato che nel momento in cui decidi di farti una dormitina, più ti reclini all’indietro,rispetto alla posizione da seduto e meglio è per la qualità del sonno, misurata in termini di “de-faticamento”. Dayong Zhao e colleghi hanno comparato il sonnellino fatto reclinati indietro con quello reclinati in avanti…e hanno scoperto alcune differenze molto interessanti.

Lo studio era composto da 30 studenti delle superiori che svolgevano regolarmente la loro pennichella. Quindi tutti abituati a riposarsi quei pochi minuti prima di reiniziare a svolgere le loro mansioni quotidiane. Questi sono stati monitorati attraverso EEG e altri rilevatori di cambiamenti fisiologici per rilevare la famosa P300.(cioè l’onda elettroencefalografica che segnala l’entrata in coscienza di uno stimolo qualsiasi).

I partecipanti, tutti zeppi di elettrodi, dovevano svolgere un compito di attenzione in cui dover discriminare alcuni stimoli rispetto ad altri. Questo veniva fatto, sia prima di fare la pennica e sia dopo, per avere un metro di paragone.Una parte di questi soggetti era invitata a dormire reclinata all’indietro, un altro gruppo “reclinato in avanti” (con la testa sulla scrivania) e infine un gruppo di controllo che se ne stava seduto ad aspettare.

Risultati: entrambi i gruppi che hanno “schiacciato il loro pisolino post pranzo” mostrarono benefici rispetto al gruppo di controllo. I “dormitori” non solo erano più bravi nello svolgere il gioco di attenzione ma riferivano anche di avere un umore migliore. Il risultato interessante è che nei due a livello di EEG, non c’era differenza fra chi aveva dormito a”faccia in giù” ed il gruppo di controllo. Mentre nei dormitori a “pancia in su” (cioè che potevano coricarsi) c’era una evidente differenza nell’ampiezza della P300…risultato che dimostra quanto “questo sonnellino” faccia meglio degli altri…

Concludendo: farsi un sonnellino dopo pranzo fa bene, la famosa pennica è sacrosanta. La buona notizia è che faccia bene anche se si è costretti ad appoggiare la testa sulla scrivania. Tuttavia, nonostante sia riposante è molto meglio se riesci a trovare un posto in cui coricarti o semi-coricarti,questa sembra essere la migliore maniera per sfruttare il potere di un buon sonnellino 😉

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a presto
Genna

Ps. in caso non si sia capito, non si intende la differenza fra supini e proni… ma semplicemente se sdraiarsi o reclinarsi all’indietro, sia meglio che addormentarsi appoggiandosi in avanti…

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