Sviluppo Personale: “come uscire dalla profezia che si auto-avvera”

Ciao,

sai che cosa è la profezia che si auto-avvera?

E’ uno dei meccanismi psicologici più potenti che esistano.

Detta in “parole povere”: quando credi che qualcosa è in un certo modo (es. sono bellissimo), agirai in modo tale da confermare a te stesso che è così (se ti senti bello, ad esempio, tutti gli sguardi che incrocerai significheranno che “piaci alla gente).

Questo meccanismo è basato sulle credenze e/o convinzioni che hai rispetto a te stesso, agli altri e al mondo che ti circonda.

Non è di certo una novità parlare di “convinzioni”, visto che abbiamo a lungo discusso del potere del famigerato “effetto placebo“.

Ma a volte mi chiedo se le persone sono a conoscenza degli studi più noti e allo stesso tempo più chiarificanti del mondo della psicologia.

Ed è per questo che ho deciso di mostrarti i due studi più rappresentativi(anche se datati) che riguardano questo affascinante fenomeno e fare luce anche su come puoi utilizzare a tuo vantaggio questo meccanismo, nella vita di tutti i giorni.

Il primo studio è in assoluto il più famoso ed è stato condotto da Rosenthal e Jacobson nel 1968.

Ad alcuni insegnanti sono stati forniti dei test del QI dei loro alunni ad inizio anno. Questi test erano manipolati a caso per fare in modo che, alcuni alunni, dimostrassero di essere particolarmente intelligenti.

I test venivano forniti in modo tale che “profetizzassero” il futuro degli studenti.

A fine anno i ricercatori hanno notato che gli alunni a cui era stato “profetizzato” di essere intelligenti avevano una media di voti significativamente più alta rispetto ai loro compagni e ai loro stessi risultati dell’anno scolastico precedente.

Ok, fino a qui tutto tranquillo, si può vedere l’effetto della profezia come un sistema cibernetico di interazione, cioè dove la comunicazione fra studenti e insegnanti è stata dettata dalla profezia.

In pratica, quando lo studente”profetizzato” aveva dei buoni risultati veniva incoraggiato maggiormente, gli venivano fatti notare di più i suoi successi che non gli insuccessi…ecc… A loro volta gli studenti, diventavano più sicuri, ed iniziavano ad essere realmente…più intelligenti. Questo viene chiamato anche Effetto Pigmalione

La cosa più bizzarra avviene quando, invece di fare questo esperimento con gli esseri umani, viene fatto sugli animali.Infatti il secondo “esperimento storico” è stato condotto sui topi.

In pratica veniva preso un gruppo di topolini che dovevano percorrere un labirinto ed un gruppo di persone che dovevano valutare quanto erano bravi nel farlo.

Prima di iniziare ai soggetti (umani ;-)) veniva detto che, alcuni di questi topi derivavano da un ceppo selezionato di ratti abili in questo compito… mentre altri topi venivano descritti come “incapaci nello svolgere il compito”.

E indovina che cosa è successo?

…esatto! I topolini pre-valutati (profetizzati) come i più bravi risultavano esserlo realmente. Eppure, le varie profezie erano assegnate assolutamente a casaccio.

L’uomo in quanto essere che da “significato alla realtà” e che ne pianifica continuamente lo svolgimento, attraverso piani di azione, obiettivi e quant’altro… è continuamente soggetto alle profezie che si auto-avverano. Sia che vengano “generate” da loro stessi (auto-inganno) e sia che vengano generate dagli altri (etero-inganno).

Questa visione sistemica e circolare della comunicazione fra le persone è stata studiata approfonditamente dal famoso gruppo di ricerca del M.R.I di Palo Alto.

Che invece che concentrarsi sull’aspetto “intra-psichico” della convinzione si è concentrato sull’aspetto comunicativo. Per intra-psichico si intende come “tu stesso ti crei quella realtà” senza prendere in esame il contesto sociale che ti circonda.

E’ evidente come queste auto- ed etero- profezie possano essere sia di carattere positivo (come nell’esempio di chi si sente un figo) e sia negative (come nel caso contrario).

La PNL e altre forme di auto-aiuto hanno dato un loro deciso contributo per abbattere le convinzioni limitanti masi sono concentrate poco sull’aspetto pragmatico e attivo di costruzione della realtà…come invece hanno fatto i ricercatori di Palo Alto.

Questi sistemi percettivi-reattivi(chiamati così perché, alla percezione di qualcosa si tende a reagire in un determinato modo) sono spessissimo nascosti a chi ci sta dentro.

Questo avviene per una delle più classiche leggi della teoria sistemica secondo cui, chi si trova all’interno del sistema stesso è “in balia” delle sue leggi. Per creare un cambiamento allora è necessario fare un salto logico e uscire dal sistema.

E’ per questo che le persone chiedono aiuto ai professionisti in questo campo. Ovviamente sto facendo una super mega semplificazione della questione su cui ci si potrebbe fermare per ore a discutere…

Ecco un consiglio direttamente dagli studi su questo argo-mento, il famigerato “come se”:

in pratica se ti rendi conto di essere “schiavo” di queste profezie, puoi semplicemente chiederti: “che cosa farei se fossi X, come mi comporterei?”.

Se ad esempio ti senti “brutto” potresti chiederti: “come mi comporterei se fossi un figo?”.

Di certo vista così sembra una impresa semi impossibile, ma questo non accade se usiamo una logica di “problem solving” dove spezzettiamo il problema in problemi più piccoli.

Ed allora ecco il consiglio operativo: chiediti questo tutte le mattine ed elenca 5 cose che faresti se fossi “X” …prendi quella più facile ed applicala.

Lo so che fra di voi ci sono i paladini “del vero” che pensano: “ma questo è un modo per ingannare se stessi…ecc…ecc.”.

Evita di preoccuparti tu fallo e basta! La ricerca in questo campo ha dimostrato la validità dell’agire “come se”… a volte è molto più semplice modificare un comportamento che non la convinzione che ci sta dietro.

E quando il comportamento nuovo diverrà automatico ecco che le ripetute esperienze modificheranno anche le convinzioni.

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A presto
Genna

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11 Commenti
  • ciao. mi dispiace aver letto questo tuo post e di aver scoperto la tua pagina solo ora, la trovo molto interessante ed utile. attuerò il "come se" già da domani e sono sicuro che funzionerà. mi chiedevo se questo ragionamento si potesse riflettere anche sui sogni: spesso mi capita di sognare vicende e situazioni che mi accadranno pochi giorni dopo, del tipo vedere una certa cosa in un determinato posto, una sorta di deja vu… siamo noi che creiamo inconsciamente i presupposti per cui possa verificarsi tale situazione?

  • Ciao Tiziano,
    esattamente devi comportarti come se quella persona fosse come tu desideri che sia… se la vuoi onesta e sincera devi comportarti come se lei lo fosse, altrimenti metteresti in atto dei comportamenti che potrebbero portarla a non essere più sincera.

    Esempio: con la tua partner, per sincerarti che sia sincera le controlli il cellulare…e per caso trovi un messaggino dove un suo amico le ha scritto "non sai cosa ti farei". Ti arrabbi con lei…anche se magari è stato quel collega a fare lo stupido.

    Di conseguenza abbasserai la probabilità che ti riveli il prossimo sms di qualche "provolone". E questo sai dove potrebbe portare…per il semplice fatto di comportarsi "come se" ci stesse tradendo. Se invece ci comportiamo "come se" fosse impossibile abbassiamo la probabilità che accada.

    Tenendo presente che potrebbe accadere lo stesso 😉 Noi facciamo del nostro meglio.

    Spero di essere stato chiaro
    Genna

  • …aggiungo per chiarire… facciamo il classico esempio del genitore che vede il figlio, non so, ad esempio incoscenzioso, e il figlio lo è per questa profezia e per l'effetto Pigmallione. Che dovrebbe fare se ad esempio il genitore si rendesse conto che lo giudica troppo incoscenzioso e magari ne è convinto, e vorrebbe agire in modo diverso per avere effetto in modo positivo sul comportamento del figlio? agire come se fosse coscienzioso?

  • Ciao Genna,
    domanda: vale lo stesso principio, se ad esempio volessi aiutare una persona a vedersi in un determinato modo?
    Cioè sto parlando di modificare un etero inganno da parte nostra, affinché possiamo riuscire ad aiutare una persona a essere in un certo modo. 🙂 non so se mi spiego. Che dovrei fare, agire nei suoi confronti "come se" fosse in un certo modo? grazie

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Giovanni,
    cavoli proprio non so come aiutarti, chiederò un pò in giro e se trovo una soluzione sarai il primo a saperla.

  • ciao genna,
    per quanto riguarda la visione del tuo blog su facebook ho notato che non riesco a leggere dal mio account non solo il tuo ma anche altri networkedblogs, mi sai indicare cosa posso fare?
    giovanni

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao a tutti,

    @ Anonimo 1;-) tutto si potrebbe riassumere nella frase "chi cerca trova"…un pò il "tifo inconscio" e un pò il pre-giudizio (cioè la profezia)…

    @ Andrea: eh già 🙂 il segreto, dal punto di vista della pragmatica della comunicazione (quello che uso qui dentro e che tu conosci bene ;-)) è proprio esaminare "come le persone tentano di uscire dai propri problemi". Quella che MRI ed il centro di Arezzo chiamano "la tentata soluzione"…

    @ Claudio: si…ma è la LOA che ha preso spunto da queste ricerche e non il contrario 😉 Tutto ciò che presupponiamo su noi stessi, sugli altri e sul mondo…si avvera o per lo meno, ha una più alta percentuale che avvenga. La differenza sostanziale con la LOA è che qui…non si pensa…si agisce 😉

    @ Giovanni: si sono i principi della "pragmatica della comunicazione" studiati dagli anni 70 ad oggi.

    Non so perchè tu non riesca a visualizzarlo… allora 1) entra nel tuo account di facebook…2) copia ed incolla questa url e 3) fammi sapere:-)

    http://apps.facebook.com/blognetworks/blog/psicologianeurolinguistica/

    Grazie a tutti
    Genna

  • ho trovato molte informazioni interessanti di questo tipo nel libro: "Comunicare bene, la comunicazione come forma mentis" edizioni psiconline 2009. Parla proprio di come la prima impressione possa influenzare una buona comnicazione.
    P.S. Mi puoi spiegare come mai dal mio account facebook non riesco a visualizzare il tuo blog? Mi da pagina non trovata.
    ciao, giovanni.

  • Ciao Genna,

    Bellissimo post!
    In pratica "Noi decidiamo a cosa pensare; in qst modo condizioniamo gli avvenimenti che potrebbero sembrare invece delle coincidenze"
    Lo trovo in perfetta linea con la "legge dell'attrazione" non trovi?

    Bisognerebbe riuscirci anche con il superenalotto! 🙂 hehe

    Ancora complimenti, a presto
    Claudio

  • Ciao Genna,
    mi piace un sacco quando parli di "evita di preoccuparti, tu fallo e basta"!
    C'è un sacco di gente (me compreso, spesso) che vorrebbe una soluzione a tante sue "profezie-mentali" (per non chiamarle in altro modo 😉 ), la trova, come in questo caso, ma poi si costruisce un'altra "profezia" per cui la soluzione "non può funzionare"!

    Grazie e a presto!
    Andrea

  • Se posso… Non mi è chiaro l'esperimento coi topi… Non c'era una "valutazione oggettiva" della capacità di un topo di riuscire nello svolgere il compito?!? Se sì, questa veniva comunque influenzata dalla "profezia"? In che modo?? O è come dire che i topi più "supportati" – anche solo psicologicamente – riuscivano di più??? Una specie di tifo – inconscio??? 😀

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