Psicologia e Seduzione: “mi batte il cuore…forse ti amo” ;-)

Ciao,

dalla psicologia allo sviluppo personale si sente parlare datempo di “seduzione”. Ormai ci sono talmente tante”tecniche”, “metodologie e corsi” su questo argomento che a nominarli tutti ci si impiegherebbe anni. Ma forse non tutti sanno che esistono anche molte ricerche che fanno parte della psicologia sociale, cioè di quella branca della psicologia che studia le interazioni fra l’individuo e i gruppi che lo circondano. Applicando il”metodo scientifico” alle interazioni umane.

Uno dei miei attuali scienziati preferiti gli ha dedicato un intero capitolo sul suo ultimo libro…che ti ultra consiglio “Quirkology” di Richard Wiseman. Così i ricercatori si sono divertiti a studiare l’attrazione all’interno di contesti reali, come ad esempio il “recente”fenomeno dello speed-dating…cioè una serie di incontri programmati, della durata di pochi minuti (3 minuti) in cui si cerca di conoscere nuovi possibili partner…

1) Mi batte forte il cuore…allora mi piaci 😉

Donald Dutton e Arthur Aron, professori di psicologia diedero vita ad un interessante esperimento, condotto sopra due ponti sospesi sopra il Capilano: il primo era una passerella instabile sospesa a 60 metri da terra, mentre il secondo era più solido e posizionato molto più in basso.Su entrambi i ponti c’era una intervistatrice che chiedeva di compilare un questionario prima di attraversare il ponte…e successivamente metteva a disposizione il proprio numero di telefono per chi avesse voluto saperne di più sui i risultati del suo lavoro.

I ragazzi intenti ad attraversare il ponte più alto, non solo accettarono più di buon grado il numero di telefono, ma contattarono con una maggiore frequenza la ricercatrice. Ma per quale strambo motivo? Come forse saprai, quando vedi una persona che ti piace il cuore batte più forte e i ricercatori si sono chiesti se fosse vero anche l’inverso. Cioè se il cuore ti sta battendo forte (per la tensione della altezza del ponte) allora chi incontri risulta più attraente?Secondo i risultati della ricerca la risposta è si 😉 Per cui se vuoi fare colpo è meglio portare la persona a vedere un concerto rock piuttosto che a fare un bagno alle terme 😉

2) La frase migliore al “primo incontro”

James Houran e Caroline Watt, insieme ai collaboratori della Edinburg Internationa Science Festival misero in piedi un esperimento su larga scala per individuare i migliori argomenti per il primo approccio. Per farlo si servirono di 500 candidati ad un incontro di speed-dating. Metà di questi erano invitati a parlare di argomenti precostituiti, i classici: hobby, cinema, viaggi e libri…mentre ad un’altra metà non veniva dato nessun argomento (gruppo di controllo)…

Il 60% dei partecipanti se ne era andato con un numero di telefono o un altro tipo di recapito (facebook e affini).Le donne sono state più “schizzinose” degli uomini (i soliti arrapati e le classiche f….. di legno ;-)) L’argomento,fra i 4 selezionati, che ha riscosso maggiore successo è stato quello legato ai viaggi. Maggiore attenzione è stata posta sui “seduttori più bravi” i quali avevano incoraggiato il partner a parlare di sè in maniera poco usuale…

…invece di chiedere “che cosa ci fai qui”, le “seduttrici”che riscossero maggiore successo chiesero cose del tipo:”se fossi una farcitura per pizza che cosa saresti?” :-)mentre la frase migliore degli uomini fu: “se partecipassi ad un talent show quale sceglieresti?”. Ok, quindi è chiaro(non solo da questi studi) che essere creativi e in modoparticolare “divertenti”, portava ad un successo maggiore all’interno di quel contesto (speed-dating)…ma perché?

Ancora Arthur Aron (quello del ponte) e Barbara Fraley crearono uno studio in cui il compito era quello di insegnare una serie di passi di danza ad un estraneo (le coppie erano casuali). Nella prima condizione (quella buffa), il soggetto che doveva imparare i passi era bendato, mentre il secondo doveva leggere le istruzioni con una cannuccia in bocca 🙂 Mentre nella seconda condizione i soggetti imparavano “normalmente”, cioè senza benda e senza cannuccia.

Al termine dell’esperimento è stato chiesto alle coppie quanto si sentivano “vicine” al loro partner (cioè della persona che era stata scelta a caso) chiaramente quelli che avevano svolto il “compito divertente” erano anche quelli che si sentivano più vicini. Insomma condividere qualcosa che implichi una “emozione” (che sia positiva,come il ridere o che sia “negativa” come l’ansia di attraversare una passerella) aumenta la vicinanza psicologica delle persone.

Lo scopo principale dell’essere umano è l’accoppiamentoper questo motivo esiste un forte interesse su questoargomento. Ok… se mi segui sai che sono della parrocchia evoluzionistica (questo mi sembra un bell’ossimoro ;-)) per cui vedo questo “interesse” come una cosa sana…La voglia di migliorarsi esiste in tutti i campi e spesso,avere le informazioni giuste può davvero fare la differenza.Ricordando sempre che la “realtà” è una cosa diversadalla ricerca (grazie a Dio ;-))

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a presto
Genna

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