Creatività: “7 modi per essere più creativi”

Ciao,

ti ricordi il percorso della crea-attività? è stato il mio primo”webinar” … mi sono divertito un sacco a farlo e da quel momento ho continuato ad approfondire l’argomento perché il “mondo scientifico” è sempre prolifico in questo senso e ci da modo di ricordare una cosa importante:”tutti siamo creativi”…anche se credi di non avere alcuna dote creativa.

 

1. Prendere le distanze: Lo so può apparire banale ma gli studi lo hanno dimostrato,prendere le distanze da un compito permette alle persone di avere più idee creative. Per l’esattezza il doppio rispettoa chi invece “è vicino” al compito che gli è stato richiesto.Per cui, se vuoi avere delle idee creative, ma ti ritrovi nella”famosa impasse” il consiglio è quello di prendere le distanze…e attendere 😉 Puoi farlo anche immaginando… cioèimmaginando quello stesso “compito” ma in un contestodifferente. (Jia et al., 2009).

2. Usare il tempo: Esattamente come per la “distanza psicologica” anche “usare il tempo”, cioè immaginare il “compito” in un arco di tempo diverso (magari che cosa accadrà fra 1 o 2 anni) è utile.La distanza cronologica permette di vedere le cose da unnuovo punto di vista. Forster et al. (2004) hanno chiestoalle persone come sarebbe la loro vita fra un anno…

…mentre ad un altro gruppo hanno chiesto come sarebbestata la loro vita domani. Quelli che hanno avuto un arco temporale maggiore hanno avuto sia idee più creative e sia più idee in generale.

3. Stimolazione assurda: L’uomo ha un bisogno innato di dare significato a ciò che lo circonda. Più le esperienze sono assurde e strane e più è difficile per il cervello dargli un significato. Proulx, (2009) e i suoi collaboratori hanno fatto leggere alcune storie “assurde” di Kafka prima di svolgere un compito di riconoscimento. Comparati con un gruppo di controllo,i soggetti che avevano letto i “brevi racconti” sono stati più bravi nel riconoscere “i pattern nascosti”.

Leggi leggi e leggi 😉 questo è il consiglio più importante,nutri la tua mente con racconti e storie anche diverse daquello che fai nella vita. Erickson consigliava ai suoiallievi di leggere i libri al contrario… iniziare dalla fine edi cercare di immaginare come sarebbero stati i capitoliprecedenti.

4. Usare i sentimenti negativi: Che le emozioni positive aiutino a risolvere meglio i problemi e ci rendano più flessibili non è una novità. Pareche lo stesso funzioni con i “sentimenti negativi”. George & Zhou (2007) hanno radunato 161 dipendenti di un’azienda e li hanno monitorati sul lavoro. I risultati della loro ricerca mostrano che le persone sono più creative quando i sentimenti negativi e positivi sono intensi.

Il mio consiglio personale è quello di usare sempre leemozioni positive. Tuttavia, anche immaginare l’altro latodella medaglia può essere utile a trovare nuove soluzioni.

5. Usa gli opposti: Rothenberg (1996) si è messo a studiare la vita degli scienziati che hanno vinto il Nobel ed premio il Pulitzer. Scoprendo che molti di questi avevano un modo di pensare comune, quello di giustapporre gli opposti.Questo modo di ragionare viene anche detto “il pensierodi Giano” il dio bifronte che simboleggia (fra le tante cose) anche l’unione degli opposti (piccola nota biografica, il nome Gennaro deriva da Giano ;-))

Combina gli opposti e fallo in modo che risultino più ridicoli e strani possibile. Quando pensi al tuo “compito”prova a combinare le soluzioni in modo assurdo e sequesto non funzionasse, puoi sempre pregare il dio Giano 😀

6. La via della resistenza: Quando la gente prova ad essere più creativa, di solito sceglie la via della “resistenza minima”… costruendo le proprie idee su quelle preesistenti (Ward, 1994).Questo non è un problema, ma è ovvio che cambiare strada, scegliere nuovi percorsi aiuta la mente a sgranchirsi. Il consiglio migliore da questo punto di vista è quello di aggiungere costantemente nuovi stimoli nella tua vita, anche se questi sembrano essere “più resistenti”. Cioè percorrere strade che non siano “già asfaltate” rende più creativi.

7. Ri-concettualizzare: Spesso le persone rispondo “troppo velocemente”. Cioè a volte andiamo alle conclusioni troppo in fretta e questo non ci permette poi di “ritornare sui nostri passi” per poter rivedere le cose in modo diverso. Questo è un errore che personalmente faccio mooolto spesso.

Mumford et al. (1994) hanno scoperto che le persone avevano idee più creative quando li si “forzava” a ripensare alle soluzioni che avevano già preso. Dimenticala soluzione e chiediti se la domanda che ti stai ponendo è quella giusta.

La carrellata è terminata, se conosci qualche studio a proposito ti invito a postarmelo…e spero che anche tu come me oggi stia “festeggiando la pasquetta” con i tuoi amici e cari… Qui, si suona la chitarra e ci si diverte, anche questo è un modo per essere più creativi.

A presto
Genna

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Meditazione e Creatività: “2 studi scientifici che mostrano questo affascinante legame”
La formula “segreta” della creatività!
Creatività: il “ritorno” del Brainstorming
Materiale Gratuito di PSINEL
1 Commento
  • Un post davvero interessante, su primi due punti mi fai venire in mente un mio modo di fare abituale: quando sono bloccato (in qualsiasi ambito) lascio perdere. Cambio attività, magari non ci penso per qualche giorno, e quando torno (se sono stato bravo) è quasi come se quel lavoro non mi appartenesse più, lo eseguo come se dovessi correggere gli errori di chi è venuto prima di me (che poi sono sempre io).

    Ovviamente ciò non è sempre possibile, principalmente per motivi di tempo. Ma questo mi ha insegnato anche che nella vita è sempre meglio giocare di anticipo…

    a presto,
    andre

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK