Intelligenza Emotiva: “il primo passo è riconoscerle”

Ciao,

sai che cosa è l’intelligenza emotiva o QE Quoziente Emo-zionale? probabilmente si 😉 è una serie di abilità che cipermette di vivere meglio. Questa si contrappone alfamoso QI, che sono invece un insieme di abilità razionaliCon il QE si vanno a coprire i due lati dell’essere umano, siaquello della “ragione” (QI) che quello del “cuore” (QE).Dalla valanga di letteratura a riguardo una cosa è chiara,le emozioni non sono qualcosa che si può spegnere oaccendere, ma si possono solo vivere, cavalcare e peressere meno romantici “gestire”.

Il primo passo per farlo è quello di riconoscerle. Questoè quello che ci spiega per bene Goleman nel suo famoso libro”intelligenza emotiva”… secondo Elisa Bellinghausen ci sono3 modi per poterle riconoscere:

1 – Riconoscimento dei propri pensieri o cognizioni:cioè che cosa pensi quando vivi una certa emozione, checosa ti dici dentro.

2- tendenze all’azione:quali azioni, compi o vorresti compiere in quelladeterminata situazione.

3- Quali movimenti “biologici” accadono dentro:quindi quali manifestazioni fisiche ti fa provare quellaspecifica emozione. Come ad esempio il nodo alla golaoppure la sudorazione accelerata.

Prendiamo come esempio la paura…è chiaro che esistono”paure e paure” e qui voglio prendere in esame una “paurainutile”. Si perché esistono anche “paure utili”, come quelladi essere investito da una automobile. Quindi ammettiamoche uno provi un pò di “paura irrazionale”… dovrebbefermarsi ad esaminare i suoi pensieri, ad esempio, “nonvado in vacanza con gli amici perché ci vanno in aereo” …

…come puoi notare nello stesso pensiero è evidente la”tendenza all’azione”, cioè la decisione di non partire chespesso si trasforma in una valanga di scuse 😉 Dopodichéc’è l’analisi fisiologica, di come ci sente: ad esempio c’è chiprova batticuore, rossore, caldo…ecc. Paul Ekman (e nonsolo) ha provato che alcune emozioni sono caratterizzateda pattern di attivazione dell’organismo ben precisi:

paura, tristezza e collera sono caratterizzati da un aumentodel battito cardiaco, mentre gioia, disgusto e sorpresa no.Portare la tua attenzione nel riconoscere le emozioni chevivi quotidianamente è il primo passo per una loro efficacegestione. Tieni comunque sempre a mente la bellissimafrase del mitico Paul Watzlavick mentre fai questiesercizi di “riconoscimento”…”guardarsi dentro rendeciechi” …e io ci aggiungerei un bel “in media stat virtus” 🙂

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a prestoGenna

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2 Commenti
  • Ciao.
    Proprio in questi giorni ho iniziato a leggere il libro di Goleman… bella coincidenza, no? 😉
    Concordo che non bisogna estremizzare ma è anche vero che normalmente non abbiamo nessuna coscienza di quanto ci succede quando proviamo un'emozione… la subiamo e basta. Di sicuro non ci viene insegnato a conoscerle e meno che mai a gestirle (al limite a reprimerle). Ben venga quindi qualunque strumento o esercizio che ci aiuti ad esserne consapevoli. Scommetto che Genna ha qualche ottimo consiglio da darci! 😀
    gc

  • Ciao Genna,
    "le emozioni non sono qualcosa che si può spegnere o
    accendere, ma si possono solo vivere, cavalcare…" È vero. E poi, "cavalcare" richiama il famoso motto orientale del "cavalcare la tigre". Se cerchi di affrontare (razionalmente) la tigre (le emozioni) esse ti divoreranno; se fuggi da esse, ancor più ti raggiungeranno e sbraneranno ("evitamento e fuga": fobie…). Se inveci cavalchi la tigre (gestisci le emozioni – magari con degli stratagemmi), allora essa non ti farà niente e, alla fine, ti porterà in una radura luminosa (la guarigione).
    Che la tigre sia in te (e sotto di te: mai sopra, davanti o dietro…)
    Nicola Perchiazzi

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