Svelare le bugie: “le 3 emozioni di chi mente”

Ciao,

le ricerche su come si “svelano le bugie” sono sempre più famose, soprattutto negli ultimi tempi da quando il telefilm “Lie To Me” ha spopolato in Italia e nel mondo.

Questo per”noi psicologi” è un vero vanto, visto che da anni è possibile andare in biblioteca (o peggio alla cartoleria della stazione) e reperire testi di fantomatici “esperti del linguaggio non verbale”.

 

E’ lo stesso Paul Ekman ha raccontare nei suoi scritti che “la metà delle cose (riferite a come smascherare una bugia) che ha potuto visionare anche nei manuali di addestramento delle forze speciali sono cavolate” 😉

Qualche tempo fa ti avevo parlato anche delle leggende più note in questo campo, oltre che delle interessantissime micro-espressioni.

Da allora, soprattutto dalla apparizione inTv, molti mi hanno chiesto “Ok, ho capito quali sono le espressioni delle emozioni, ora quali devo andare a cercare per capire se una persona sta mentendo o meno?”.

La risposta ci arriva sempre da Ekman, esistono 3 emozioni che sono risultate essere significative nello smascherare gli inganni nelle relazioni interpersonali:

 

1) la paura di essere scoperti

2) Il senso di colpa per aver mentito

3) la soddisfazione per averla fatta franca

 

1) La paura di essere scoperti: questa paura, nelle sue forme più soft è un vantaggio per chi mente, perché gli consente di mantenere un alto livello di vigilanza.

Quando invece è riconoscibile scatta un primo problema: la paura che si disegna sul volto della persona è perché ha mentito o perché ha paura di non essere creduto? la micro-espressione è la stessa per cui è difficile comprendere realmente quale sia delle due.

In più esistono persone in che per natura sono più brave a nasconderla mentre altre meno e…dagli studi fatti da Ekman, pare che i “famosi tratti di personalità“c’entrino poco o niente.

 

2) Il senso di colpa per aver mentito: non si riferisce al contenuto della menzogna ma al fatto di averla detta. Questa è una distinzione importante, perché uno può non sentirsi in colpa per ciò che nasconde ma per il fatto stesso di nasconderlo.

Simile ma diversa è la vergogna, che a differenza del senso di colpa è un’emozione sociale (necessita di un “pubblico” per essere provata)…mentre il senso di colpa puoi provarlo anche da solo.

Queste due emozioni sono spesso concomitanti: ci si sente in colpa per aver mentito ma ci si vergogna di ammetterlo 😉

 

3) Il piacere della beffa: ebbene si la bugia può creare anche dei sentimenti positivi. Quelli socialmente accettati sono da attribuirsi ai “giochi/scherzi” che si fanno gli amici.

Scherzare mentendo è un gioco molto divertente purché venga fatto con l’intento di ridere insieme e non di ridere di qualcuno. Altrimenti si chiama “presa per il culo” e non è così piacevole per chi la subisce 😉

Questa emozione traspare anche sui volti di molte persone che sogghignano felici delle loro malefatte…come micro-esperessione questa è la più riconoscibile, anche se, essendo assolutamente contrastante rischia di passare inosservata.

 

Bene, come hai visto esistono 3 emozioni che cruciali che mette in mostra chi mente. Tutte variano in base all’intensità della emozione provata.

Infatti tutti riescono a camuffare le emozioni, chi più e chi meno…ma se questa è alta ed improvvisa, pochi sono in grado di controllarla…a meno che questi non si trovino in un contesto appropriato, ad esempio una partita di poker.

Nei prossimi post passerò in rassegna ognuna di queste 3 emozioni così importanti per “smascherare i bugiardi”… che ne dici potrebbe interessarti? 😉

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a presto
Genna

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