Ansia e Panico: “La semplicità della mente e farmacologia”

Ciao,

e da un pò di tempo che continuo a parlarti di Ansia e diPanico, il motivo è semplice ho “lo studio pieno” dipersona che ne soffrono. Mi ritrovo spesso a parlarnecon i colleghi e noto che nelle “psicologia ingenua” esisteuna causalità interessante: “più una persona è semplicee meno viene colpita dai malesseri psicogeni”. Questocapita perchè si immagina il cervello come un computerche se “caricato di troppo software” (conoscenza) è piùportato a “pensare” o meglio a “farsi le seghe mentali”.

Questa idea che potrebbe avere dei connotati reali: unpò perchè è vero che chi conosce di più e più portato afilosofeggiare sulla vita e quindi ad “incastrarsi da solo”non ha un riscontro reale nella mia attività clinica. Ok,mi spiego meglio: se questo ragionamento fosse vero cisi dovrebbe aspettare (nel caso dell’anisa) che sianosolo alcuni ceti ed alcune persone a soffrirne. E invece honotato in questi anni che è una “patologia democratica”.

Infatti nel mio studio ho persone di tutti i tipi che nesoffrono: dal manager in carriera all’agricoltore. E tiassicuro che il livello di “sofferenza” non cambia. Siache il lavoro si svolga all’interno di un ufficio zeppo di”conoscenza” e sia che si svolga all’aria aperta fra lecoltivazioni più disparate. E’ necessario sapere che ogginon esiste nessun tipo di lavoro che non richieda unacerta quantità di conoscenza…

Quindi nonostante oggi ci sia sempre più bisogno diconoscenza, si sia ultra bombardati dalle informazionie ci siano di certo molte più cose a cui pensare, l’ansianon risparmia nessuno. E te lo potrebbero giurare gliagricolotori, gli operai, gli elettricisti, i muratori e imanager con cui opero quotidianamente. Questo postnon è per dire che siamo “una generazione di malati”ma per dire che è la nostra società ad esserlo e che,fortunatamente esistono strumenti validi per starebene senza bisogno di farmaci.

Infatti pochi sanno che la consulenza psicologica, lapsicoterapia e altre forme di aiuto possono aiutare lagente ad uscire dal GAD (disturbo d’ansia generalizzato)senza bisogno di assumere farmaci. E’ chiaro che questovaria da caso a caso…se fai il manager devi prendere unaereo a tutti i costi e non hai ancora iniziato un percorso,ma ti cachi sotto dalla paura (termine tecnico ;-)) alloraè giusto intervenire farmacologicamente. Ma se sei unacasalinga che teme di andare al supermercato le cose cambiano…

Molti medici sostengono che la farmacoterapia non diadipendenza e bisogna ammettere che in questi ultimi 10anni ha fatto passi da gigante in questo senso, ma nontutti sanno quel’è il vero danno…cioè l’essere dipesi daqualcosa di esterno. Questo non fa altro che amplificarequel circolo vizioso di “non sei capace” tipico di chisoffre di GAD. Mi spiego meglio, gli ansiosi (la maggiorparte) amano crogiolarsi nel loro dolore raccontandoagli altri come stanno… questo gli serve per un solovero motivo-> farsi aiutare.

Infatti chi ha il GAD restringe la propria vita, iniziandoad avere paura di tutto, sino al “top della generalizzazione”l’agora fobia dove la persona non esce più neanche di casa.A questo punto inizia a chiedere aiuto alle persone che glistanno accanto che, se non sono degli stronzi, l’aiuteranno.Questo, come insegna la scuola strategica, da un doppiomessaggio al paziente: il primo è conscio e razionale “tivoglio bene per questo ti aiuto”, il secondo è inconscio edè: “tu da solo non sei capace”.

Non dobbiamo scomodare Freud per evidenziare quantosia più potente il “secondo messaggio”, quello inconscio.Ecco, la stessa cosa accade quando si prende un farmaco,da un lato si riceve il messaggio “prendi questo che tiaiuta, lo faccio per il tuo bene” mentre dall’altro il cervelloregistra “da solo non puoi uscirne”… a questo puntosfido tutti i simpatici neurologi e psichiatri che vanno intv a raccontare che la terapia farmacologica è l’unicomodo per trattare ansia e panico … ” :DDDD

Come sempre fammi sapere se ti piace, lasciandoun commento qui sotto e se ti piace il blog, seguilo daifeed rss oppure dal tuo account di facebook.

a prestoGenna

Ps. sono stato un pò tecnico ed ho utilizzato unaterminologia psico-logica perchè su questo campobisogna essere “seri”…ma NON “seriosi” 😉

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6 Commenti
  • Di certo il vantaggio migliore che danno gli psicofarmaci e ingrossare il fatturato delle case farmaceutiche.

    Basta guardare nei telefilm la classica scena degli Americani che aprono lo sportellino nel loro bagno e prendono tonnellate di medicine.

    O anche tutte le scene in qui si suicidano SEMPRE con psicofarmaci… evidentemente in giro ce ne sono proprio tanti…..

    Bravo Genna, porta avanti questa importante crociata!

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Grazie a tutti 🙂

  • Magari tutti quelli che "credono" di avere bisogno di uno psicologo si trovassero davanti Gennaro Romagnoli… io non sono un "addetto ai lavori" per professione, ma da una decina d'anni studio per passione PNL,Ipnosi, Crescita Personale ecc. ecc. e trovo che questo sia un problema ENORME di questa categoria. Credo che gran parte di loro non si renda conto del potere che ha nell'installare delle convinzioni nelle persone. La mia esperienza si limita a pochi casi di conoscenti per cui non è valida a livello statistico, però gli effetti sono stati devastanti. Nei casi di cui parlo le persone o sono diventate dipendenti dai farmaci o sono diventate dipendenti dallo psicologo…. in ogni caso: "tu sei malato – da solo non puoi farcela".

  • Ciao Gennaro,
    sei il solito faro nella notte 😉

    E quanto uno impara cosa sono i fari, inizia a farci maggiormente attenzione…

    Ciao,
    Luca (deepening)

  • vittorio di resta
    Rispondi

    quando mi viene un attacco di panico non ci capisco più nulla. E' sempre una questione di cose da fare e troppo poco tempo ("poco tempo, troppa fame" direbbe qualcuno).
    La soluzione che adotto io è organizzarmi il più possibile. Utilizzare quella tecnica che hai indicato tu in un post precedente: segnare le cose da fare su un foglietto e cancellare il più presto possibile… sperando che non mi venga l'ansia da cancellazione! 😀

    L'ansia maggiore però arriva quando ti danno da fare cose che ritieni di non essere capace a fare.

  • Il cervello registra "da solo non puoi uscirne".

    Bel post semplice ed efficace.
    Mi piace in particolare questo mettere in risalto come gesti "apparentemente" altruisti si possano trasformare in gabbie.
    Enrica

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