Intelligenza Emotiva: “trattenere le emozioni positive”

Ciao,

spesso si sente dire da chi soffre di depressione: “no io non sono mai felice”. Su questa frase che i piennellisti direbbero essere “mal formata” ci si può ragionare un bel po’ e fare una delle domandine (a volte fuori luogo) del metamodello del tipo “mai mai? neanche quando dorme?”…è chiaro chela risposta sarà si… ma per quale motivo accade questo?

Ci sono numerose teorie fisiologiche legate a quelle sostanze che regolano l’umore (le catecolamine) …eccone una legata alla capacità di “trattenere le emozioni positive”.

Hai mai sentito parlare di “intelligenza emotiva?”..ok si tratta di quella capacità “isolata da Daniel Goleman” in cui si divide nettamente il QI (Quoziente intellettivo dato dalla capacità di affrontare e risolvere problemi “razionali) e il QE (Quoziente Emotivo – la capacità di riconoscere e gestire le proprie e le altrui emozioni). La ricerca in questo senso ha scoperto numerose cose interessanti, ma per mostrarti semplicemente lo “studio oggi”, parleremo esclusivamente della capacità personale di provare e di modificare il proprio stato emotivo.

Richard Davidson e i suoi collaboratori della Università del Wisconsin hanno condotto uno studio su 27 pazienti depressi e su 19 di controllo (per controllo si intende che i 19 non hanno la depressione – è un termine di paragone). A tutti i soggetti è stato dato il compito di osservare delle immagini che ritraevano scenari positivi e negativi…e di soffermarsi ad immaginarsi in quelle determinate scene. Durante l’esecuzione del compito i soggetti erano monitorati attraverso la risonanza magnetica funzionale.

Risultato: in entrambi i gruppi, durante la immaginazione (cioè mentre si immedesimavano nella scena) positiva si attivavano quelle aree connesse all’elaborazione delle emozioni positive, con una differenza importante. Nei soggetti depressi le aree si spegnevano più rapidamente rispetto al gruppo di controllo ( i non depressi). Sembra proprio che i “depressi” non siano in grado di trattenere quelle emozioni positive a lungo…

Ok, nonostante non ci sia lo studio opposto…cioè quello di misurare se nei depressi durano di più le emozioni negative sembra chiaro che ci sia un meccanismo simile. A questo punto, dopo aver letto un articolo del genere a chi ha questa patologia potrebbe venire da pensare che “ci sia poco da fare”visto che è stato provato a livello neurofisiologico che “loro”funzionano in questo modo. Fortunatamente non è così, visto che molte forme di depressione si possono trattare con la psicoterapia

…ed è anche per questo che gli studi sullo “sperimentare il più spesso emozioni positive” hanno dato i loro risultati anche su questi soggetti. Dico “questi soggetti” perché devi sapere che alcune forme di depressione sono davvero molto forti, tanto che nel loro trattamento è obbligo fare terapie congiunte (almeno all’inizio) di farmaci e psicoterapia. Cosa che con altre patologie su può anche evitare…

So che se sei un mio collega mi “scuserai” se non sono troppo preciso sui criteri diagnostici e su altre sfumature che per noi addetti ai lavori sono importanti. Detto questo riprendo parte del filo del discorso legato alla “intelligenza emotiva”che in qualche modo vede questo aspetto legato ad una forma di allenamento (aspetto cognitivo comportamentale) cioè…più ti alleni a vivere le emozioni positive nella vita e più facilmente riuscirai a farlo. E’ come se il cervello fosse un”muscolo” da tenere allenato… chiaramente se lo fai solo nel “momento del bisogno serve a poco”…ti devi allenare…

Così oggi è possibile allenarsi a tenere queste emozioni,ci sono molte modalità:

La gratitudine, la manipolazione delle tue rappresentazioni interiori, lo scrivere e annotare tutte le volte che accade qualcosa di bello (cognitiva), il pensiero da ottimista (Seligman), il mindfulness cioè la capacità di restare nel “qui e ora” che mescola la psicologia con le antiche tradizioni della meditazione…ecc…

Insomma la diatriba è storica: se credi che solo una sostanza esterna possa modificare la chimica del tuo cervello per stare bene, allora devi andare di farmaci. Ma se credi di poter migliorare la tua condizione sia frequentando una psicoterapia e sia prevedendo e allenandoti e accrescendo il tuo QE…allora puoi usare la metafora dell’allenamento. Che dirti…buon allenamento!

Fammi sapere cosa ne pensi, lascia un commento quisotto e se vuoi seguire e sostenere il blog iscriviti ai miei feed e/o seguimi su facebook.

A presto
Genna

Ps. se hai circa la mia età (trentina) allora avrai di certo sentito il claim di una famosa pubblicità: “prevenire è meglio che curare”…lo stesso vale per questo genere di cose;-) (psicologia della salute)

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Sviluppo Personale: “Condizionamento visivo…e piccoli cambiamenti fanno la differenza”
Psicologia: I Neuroni Specchio…un flop scientifico? Speriamo di No ;-)
Sviluppo Personale: “tutta la verità sul Neuromarketing”
Il potere della musica per una società migliore
5 Commenti
  • Patrizia –
    Ciao Gennaro.
    GIUSTISSIMO prevenire è meglio che curare………..SEMPRE E IN TUTTO.
    Ma…….solo se non sei ancora in "quello stato" o ne sei uscito…puoi allenarti.
    Diversamente non basta anche se ci credi. Devi attingere a TUTTE le risorse non c'è santo che tenga.
    E poi… alleniamoci, terapia di mantenimento. Io ci sono riuscita.
    Grazie dei post e dei consigli e buon lavoro.
    Patrizia.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao a tutti,

    @ Elisa: grazie a te a tutte le persone che commentano nonostante ultimamente sia parecchio occupato e riesca a rispondere di rado 🙂

    @ Giorgio: ehehe…"tutto è uno"…mi appello a questo principio generale, nonostante non sia così spirituale ;-))

    @ Doc: m'pare…ma come? dopo tutti gli esercizi ;-)…tranquillo capita… capita che ci siano quei giorni, l'importante è imparare dagli ostacoli che ci vengono davanti ed essere determinati per superarli 😉

    Grazie a tutti
    Genna

  • Bellissimo l'articolo, come al solito tantissimi spunti di riflessione…

    ps. m'pare scrivilo sul calendario, oggi é la prima volta che non riesco a parlare con un paziente 🙁

  • o fa ho scritto un post riguardante l'inteligenza emotiva. la ho chiamata intelligenza emozionale. Ho tratto la definizione da quella della scuola di Ramtha che dice:

    l'intelligenza emozionale si manifesta nel momento in cui:

    – non si cade preda delle proprie emozioni
    – quando si cambia la gerarchia delle proprie emozioni
    – quando c'è la coerenza di parole, pensieri e azioni.

    Ramtha dice che il vero segreto della propria realizzazione sta nella capacità di integrare pensieri e azioni.

    Ho l'impressione che i due arrivino allo stesso risultato usando strade diverse. Queste sono le meraviglie della mente umana.

    Un saluto

    Giorgio D.

  • in costante allenamento 😉
    buona giornata.

    ps. grazie per la risposta di ieri, apprezzo che tu abbia trovato il tempo per rispondermi, proverò e riproverò 😉

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK