Fisiognomica: “viso più largo = meno fiducia?”

Ciao,

fino a qualche tempo fa si credeva che la fisiognomica, cioèla materia che studia la relazione fra forma del viso (e nonsolo) e tratti di personalità, fosse oramai relegata al reamedelle pseudo-scienze magiche che ci trasciniamo dietro dal800. E invece, se ricordi qualche tempo fa abbiamo parlatodi alcune ricerche che mettevano in evidenza la forma delviso e alcuni tratti di personalità. La ricerca non si è fermae ha sfornato una relazione fra larghezza del viso e lapercezione di attendibilità o fiducia.

Il viso umano è la parte più esperessiva del nostro corpo,attraverso il quale veicoliamo la maggior parte della nostracomunicazione non verbale. In modo particolare sappiamoche Ekman e colleghi hanno costruito la loro “fortuna”proprio studiando come le emozioni che transitano sul visodelle persone (non sono stati gli unici a trarne vantaggio ;-).Ma è possibile che le persone siano inclini a giudicare unvolto in un determinato modo solo in base alla sua forma?

Stirrat, M. e Perret hanno creato un esperimento ingegnosoper valutare quanto la larghezza del viso, che è uno deifattori regolati dagli ormoni sessuali (chi resta più “bambino”da un punto di vista ormonale, ha il viso più largo. Il che nonsignifica che siano più buoni, guarda i giocatori di Hokey ;-))apparso sul journal Psychological Science. Vediamo comeè stato costruito l’esperimento:

I soggetti reclutati venivano invitati a partecipare ad un”gioco di soldi”, molto famoso negli studi sulla finanzacomportamentale. Si da una somma di denaro al soggetto(poco, circa 5 dollari) e poi lui può decidere se tenerseli eterminare il gioco, oppure se reinvestirli per guadagnaredi più. Il gioco è basato sulla fiducia, perché l’investimentoè passare il proprio denaro ad un secondo partecipante e,in questo modo raddoppiarlo nelle sue mani (molto simileal multilevel marketing brrrr ;-)).

A questo punto, il secondo partecipante (quello che haricevuto i soldi dal primo) può decidere se tenersi i soldiaccumulati oppure continuare la “catena”, e può anchedecidere l’ammontare di denaro da far tornare in circolo.Qui scatta la “prova di fiducia”. In caso di “egoismo” oppurecome la chiamano gli esperti di finanza comportamentaledi “razionalità”…il secondo soggetto dovrebbe mollaretutto ed andare via con i soldi raddoppiati… Lo scopofinale sarebbe che ognuno ritorni a casa con il propriogruzzoletto fidandosi degli altri.

Nel caso dell’esperimento originale (cioè quello economico)i partecipanti non hanno alcuna informazione sugli altripartecipanti. Mentre in questa versione i soggetti avevanoa disposizione le foto dei visi, delle persone di cui avrebberodovuto fidarsi….perché ovviamente il gioco era “virtuale”.Ecco i risultati: su 143 studenti le donne hanno avutouna “fiducia media” del 45% ed una reciprocità del 69%.Per reciprocità si intende quanto, mediamente, hannorestituito il denaro al mittente (hanno fatto fruttare omeno l’investimento)…

..mentre gli uomini hanno avuto un 51% di “fiducia media”ed un 72% di reciprocità. Osservando la percentuale di”larghezza del viso” dei partecipanti i ricercatori hannorilevato che, le donne non cambiano più di tanto le loroopinioni (e comportamenti) in base a questo dato. Mentresugli uomini questo ha un profondo effetto sullareciprocità…in parole povere: più una persona aveva ilviso largo e più veniva percepita come una sfruttatricee per questo…si fidavano meno di lei. Ovviamente larelazione è anche in versa (più fine più fiducia).

Ma i ricercatori non si sono fermati qui, hanno preso lefoto dei partecipanti creduti maggiormente e le hannomodificate allargandole, successivamente hanno chiestoad alcuni “giudici esterni” di valutare quali foto gliispirassero maggiore fiducia. Mescolando fra i gruppi lefoto vere con quelle modificate. Bene, ancora una volta,i soggetti con la “faccia allargata” erano creduti meno diquelli dal viso fine.

Chiaramente questo genere di studi sollevano sempre moltequestioni, restiamo a vedere come i ricercatori svilupperanno questo argomento…che forse si potrebbeanche definire come “neo-fisiognomica”…Fammi sapereche cosa ne pensi, lasciami un commento qui sotto e se vuoiseguire il mio blog tutti i giorni iscriviti ai miei feed rss e/o seguimi dal tuo account di facebook.

A prestoGenna

Ps. riesci a vedere l’immagine su in alto? di quale tifidi di più? 😉

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1 Commento
  • Ciao Genna,
    in molte accademie di Naturopatia si studia la MORFOPSICOLOGIA. Che a quanto pare ha delle similitudin e attinenze alla fisognomica. Io l'ho trovata molto precisa e affidabile applicata su di me e su amici.
    Ne hai mai sentito parlare? Cosa ne pensi?
    A presto, Claudio

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