Superare l’ansia: “Non pensarci è peggio? … segui l’orso bianco!

Ciao,

tempo si diceva che questa è l’era della “depressione” ma a giudicare dalla mia piccola esperienza ambulatoriale è tutta colpa dell’ ansia. Questa si presenta in molti modi diversi, ma in generale possiamo definirla come la paura di qualcosa che non si conosce, uno stato di allerta dell’organismo ingiustificata.

Durante questo stato mentale si attivano quei meccanismi di attacco-fuga che sono registrati biologicamente dentro di noi e che ci servirebbero se fossimo realmente in pericolo…peccato che oggi il pericolo maggiore sia nelle nostre teste…

Così esistono migliaia di ricerche a riguardo ed anche centinaia di trattamenti psicoterapici efficaci, fra tutti quelli più efficaci risultano sicuramente la terapia cognitivo-comportamentale e la psicoterapia ipnotica. Ma oggi non voglio parlarti dei “rimedi” fatti in casa ma di una ricerca che cerca di chiedersi se sia o meno importante cercare di accantonare il problema, quindi dire a se stessi “ok…vai tranquillo è meglio non pensarci” oppure se sia più giusto fermarsi a “ragionarci sopra”…

Per la moderna ricerca la seconda è la scelta più giusta. Seconosci la PNL sai bene che se ti dico “non pensare ad ungatto bianco” tu che cosa fai? pensi al gatto bianco.

Daniel M. Wegner, psicologo di Harvard ha condotto unaserie di esperimenti molto interessanti a proposito. Ha chiesto ad un gruppo di soggetti di “non menzionare un orso bianco” nei loro discorsi ed ha notato che questo faceva si che i soggetti ne parlassero mediamente 3 volte ogni minuto :O

I partecipanti alla ricerca di Wenger venivano invitati in una stanza in cui vi era un microfono ed un campanello.Veniva chiesto loro di parlare di un qualsiasi argomento,dopo pochi minuti dall’inizio del compito lo sperimentatore fermava i soggetti e gli chiedeva di continuare a parlare ma questa volta di farlo senza mai nominare “un orso bianco”… Ogni volta che gli fosse venuto in mente l’orso avrebbero dovuto attivare il campanello.

Non solo i soggetti attivavano il campanello 6 volte ogni 5 minuti (in media) ma arrivavano tutti a nominare a voce “l’orso bianco”. Secondo il ricercatore questa sarebbe la prova che più cerchiamo di allontanare un pensiero dalla mente e più questo ritorna. Un pò come quando abbiamo una canzoncina che ronza nelle orecchie e cerchiamo inqualche modo di farla tacere…più ci provi e più la senti.

Numerosi altri studi, che hanno utilizzato apparecchi più sofisticati (EEG, MRi, ecc.) hanno provato questo effetto ed è per questo che all’interno di numerose terapie rivolte a chi soffre di GAD (Disturbo d’Ansia Generalizzato) viene spesso chiesto di relegare un piccolo spazio di tempo in cui pensare attivamente alle proprie ansie. I cognitivi lo fanno facendo scrivere le proprie paure, gli strategici lo fanno con “la peggiore fantasia”…insomma ognuno ha tratto da queste ricerche la propria metodologia di intervento.

Ma qualcuno di molto saggio lo aveva già descritto in un suo famosissimo aforisma: “un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non c’era più nessuno” J.W. Goethe.

Nulla di più vero, questo capita in modo particolare con le paure irrazionali per cui è perfetto per l’ansia…ma non solo. Pensaci, se hai paura che accada qualcosa di reale ma non ti fermi a pensarci, ad esempio che hai l’impianto a gas della macchina che fa uno strano odore, rischi di saltare in aria :O Se invece la tua paura è irrazionale…allora fermarti a pensarci la fa dissolvere.

Concludendo: c’è qualcosa che ti preoccupa troppo e che ti procura “ansia”? allora prenditi delle piccole pause e con una sveglia dedicagli 10 minuti 3 volte alla settimana.

Vedrai che per un effetto paradosso, al termine della tua”meditazione” ridimensionerai quella preoccupazione senza neanche il bisogno che tu ci faccia sopra dei ragionamenti di tipo razionale. Si…hai capito bene…in quei minuti evita di cercare una “soluzione” pensaci e basta…al resto ci pensa la tua mente inconscia 😉

Alla prossima
Genna

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5 Commenti
  • Davero un bel post, Gennaro.

  • Ciao Genna, bellissimo articolo. Tempo fa ho letto un libro che propone una tecnica di meditazione per molti versi in linea con quello che scrivi. Si intitola " Nutri i tuoi demoni" ed è stato scritto da una studiosa e praticante buddista americana, Tsultrim Allione. In pratica l'autrice, riscoprendo ed attualizzando un'antichissima tecnica di meditazione tibetana, suggerisce di rinunciare alla lotta con i propri "demoni", la depressione, l'ansia, la paura, la rabbia… . I demoni non vanno scacciati ma nutriti, solo così potremo liberarcene! Secondo me è un libro eccezionale, se non lo avete letto ve lo consiglio.
    P.S. Genna, ma che fine ha fatto il progetto di una scuola di ipnosi on line?

  • Il concetto è sempre lo stesso. Noi siamo ciò che pensiamo. Quindi concordo pienamente con la tua riflessione. Per quanto riguarda lo stress, ha l'effetto di mettere le persone ion una situazione di attenzione e quindi distoglie la persona dalla sua situazione naturale che è quella della creazione. Purtroppo la nostra mente è una macchina perfetta e noi non la sappiamo usare al meglio. Anzi per alcuni aspetti non la sappiamo proprio usare. Viviamo di abitudini, troppo spesso sbagliate, che minano alla radice la nostra salute fisica la quale ha ripercussioni sul corretto funzionamentoo del nostro cervello. Infatti vale sempre la solita frase "mens sana in corpore sano".

    Un saluto

    Giorgio D.

  • Wow Genna, grazie mille, visto il periodo che sto vivendo, ci proverò sicuramente e ti farò sapere come procede…

    grazie ancora 😉

  • 3 volte a settimana, si può fare…
    Buona Domenica 😉

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