Ansia: “6 consigli per gestirla”

Ciao,

come ti dicevo in un articolo della scorsa settimana, unodei problemi psicologici più presenti è sicuramentel’ Ansia. Mi riferisco ai suoi molti modi di presentarsi,dalla “preoccupazione” per un evento irrilevante, allasua più forte manifestazione: “l’attacco di panico”. Oggiesiste una vastissima letteratura a riguardo, ti basta fareun rapido giro in libreria per rendertene conto.Ultimamente ho letto “7 mosse per liberarsi dall’ansia”di Robert Leahy, che ho trovato interessante.

Il libero mi ha incuriosito leggendo un articolo apparso su”Mente e Cervello” di questo mese. L’autore dell’articoloha estrapolato le 6 mosse migliori per gestire al megliol’ansia. Prima di vederle insieme devo fare una premessaimportante: l’ansia ha come caratteristica principalequella di essere “automatica”, cioè la vera ansia non ha unreale oggetto. Questo meccanismo automatico fa si che siamolto difficile auto-aiutarsi, per questo se credi che i tuoilivelli di ansia siano troppo alti ti consiglio di rivolgertiad uno specialista.

Ecco le 6 mosse per gestire meglio l’ansia:

1) Distinguere le peroccupazioni produttive daquelle improduttive: Stabilisci se le preoccupazioniche hai ti sono utili a qualche cosa. Chiediti che cosa c’è diutile nel preoccuparsi di questa cosa? Se la risposta è”inutile preoccuparsene” ti renderai conto che quella è disolito una “sega mentale”, cioè qualcosa che non è nellatua realtà sensibile ma solo nella tua testa. (allenati adistinguere ciò che ti gira nella testa, dalla realtà).

2) Fissa un appuntamento con la preoccupazione:come ti dicevo nello scorso post le preoccupazioni vannoaffrontate direttamente. Più cerchiamo di sfuggirle e piùqueste diventano pressanti, ecco perché è utile trascorrereun po’ di tempo (programmandolo prima) a pensare a tuttele cose che ci preoccupano. Datti un appuntamento: dalle14 alle 14e30 penserò a questa cosa che mi preoccupa.Evita di cercare una soluzione, pensaci semplicementesu… e vedrai 😉

3) Impara ad accettare l’incertezza: I buddisti lodicono da secoli, tutto cambia o alla “occidentale” pantarei. Questo concetto non deve essere capito ma “compreso”.Tutto cambia per cui è inutile cercare di controllare glieventi… bisogna accettare il fatto che esiste sempre unapercentuale di incertezza. Leahy consiglia di recitare abassa voce dei mantra paradossali, se ad esempio non riesciad addormentarti puoi ripeterti per 20 minuti di seguito lafrase “non riuscirò ad addormentarti”. Questo, per lo stessoprincipio esposto nel punto 2, eliminerà la tua voglia di”controllo”.

4) Essere consapevoli e presenti: essere consapevole,cioè presente nella realtà oggettiva che hai davanti e nonnella tua testa…elimina completamente le “seghe mentali”.Ma non solo, essere presenti significa anche vivere leemozioni che provi, ascoltarle e osservare che queste”nascono e muoiono”. Ti ho parlato del Mindfulness e diquanto l’applicazione della meditazione possa migliorarela tua capacità di restare nel qui ed ora. Cerca deglispiragli di consapevolezza durante la giornata: fermatia guardare un fiore o a godere dei raggi del sole…

5) Riconsiderare le proprie preoccupazioni:qui l’autore mescola due tecniche molto potenti, la primaè di derivazione cognitiva-comportamentale e consiste nelristrutturare coscientemente le preoccupazioni. Puoi farlochiedendoti “che cosa accadrebbe se accadesse X?”…perquanto tempo durerebbe e quanto peserebbe sulla miavita? (Sligman docet ;-)). La seconda è quella di fare unalista quotidiana delle cose per cui sei grato…

6) la giusta prospettiva temporale: prova a pensaread una tua vecchia preoccupazione ormai passata, riescia ricordarla? probabilmente no…o meglio riesci a ricordareil momento ma non le emozioni associate a quell’evento.Questo perché le preoccupazioni sono nella nostra testae quando ci ripensiamo, spesso, ci viene da sorridere.Chiaramente sto parlando di quelle preoccupazioni chesono ascrivilibili alle “seghe mentali” 😉 Chiediti, comemi sentirò fra qualche tempo? Ci riderò sopra? Bandlerdirebbe: “allora perché aspettare?” 😉

Le mosse individuate da Robert Leahy sono interessantie ti consiglio anche di leggere il libro. Prima di farlo peròprova le 6 mosse che ti ho descritto, se non riesci a placarela tua “peroccupazione” allora ti consiglio di rivolgerti adun professionista. Attenzione questo non significa che dasolo tu non possa riuscirci, ma solo che se credi che queste(le preoccupazioni) siano troppo pressanti, il professionistaè più comodo, sicuro e veloce 😉

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a prestoGenna

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4 Commenti
  • Ciao, Genna, scusa per il ritardo ma, sincronismo junghiano, stavo per l'appunto scrivendo un libretto sull'ansia & co (richiestomi urgentemente, per cui ho un po' l'ansia addosso…). Considero le mosse 2, 4 e 6 le migliori, ma molte volte basta l'ancoraggio facendo il gesto personalizzato (io uso l'occhiello pollice-indice destro: mi calma all'istante). In ogni caso, tra vari libri e libretti (PNL e dintorni) proprio ora sto leggendo 'Ansia' di Andrea Fiorenza, che ha diversi spunti (e conferme) interessanti. A presto,
    Nike (non nel senso delle scarpe… ma in ogni caso corro per la 'vittoria' – specie se alata)

  • <<…Ultimamente ho letto "7 mosse per liberarsi dall'ansia"
    di Robert Leahy…>>

    <<…Ecco le 6 mosse per gestire meglio l'ansia…>>

    E' un errore di battitura o per la settima mossa devo comprare il libro?! 😀

  • 6 consigli che cadono propio a pennello 🙂 Grazie

  • Veramente molto interessante, penso di non sbagliare di molto nel definire l'ansia "il male del secolo", anche se questa è un etichetta che non mi piace molto, ……..troppo usata
    penso che sia la meditazone sia le tecniche di rilassamento profondo che uno specialista possano aiutare molto chi ogni giorno combatte contro l'ansia.

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