Metaprogrammi: Riferimento esterno ed interno…sulla tua fronte ;-)

Ciao,

la scorsa settimana ti ho introdotto ai metaprogrammidella PNL..ricordi? se non sai cosa sono clicca qui e poiritorna 😉 In particolare ti ho mostrato come utilizzare illinguaggio per motivare e persuadere facendo leva suquesti “bug della mente”…La teoria alla base è che chiusa prevalentemente uno stile “di metaprogramma” (es.è più “via da”) mostra questo aspetto non solo nel suocomportamento ma prima di tutto nel suo linguaggio.

Ascoltando quello che le persone dicono possiamodedurre il loro “stile” e ricalcarlo. Prima di iniziare tiinvito a fare un piccolo gioco che forse hai già fatto…bhevediamo …”disegnati, con un dito, la lettera G” sullafornte…su non starci a pensare disegnala e basta ;-)allora in quale direzione l’hai disegnata? L’hai fatta inmodo che solo tu potessi leggerla o in modo che anchegli altri potessero farlo?

Se lo hai fatto in modo che “solo tu potessi leggerla”allora secondo Wiseman, sei una persona a “basso automonitoraggio”…cioè ti importa di meno delle opinionialtrui…se invece hai fatto in modo che la leggessero glialtri allora hai un “alto auto-monitoraggio”. Ti importamolto di cosa pensa la gente e come tu appari a loro.Questa stessa categoria era stata anche indagata dallaPNL sotto il nome di “Riferimento”…

Per Riferimento si intende dove porti la tua attenzionequando devi scegliere di fare una determinata azione.Secondo lo “stile rifermento” esistono persone che hannomaggiormente riferimento interno e persone chehanno un riferimento esterno. Le prime sono quellea “basso automonitoraggio”, mentre le seconde sonoquelle “ad alto”. Facciamo un classico esempio di chi vain un negozio a comprarsi una nuova camicia…

…chi ha un riferimento interno sa bene come vuoleessere visto, per cui andrà dritto senza chiedere nienteproverà la camicia e se gli piace la prende. Mentre chiha un riferimento esterno, per prima cosa chiederà allacommessa, e poi magari alla sua fidanzata, e poi al suoparrucchiere…e avanti così…cercando continua menteun feedbak all’esterno. Questo potrebbe fartipensare che “l’interno” sia più forte dell’ “esterno”…

…il riferimento, e questo vale per tutti i metaprogrammiè contestuale (cioè in alcuni contesti sei più interno ed inaltri più esterno…se ci pensi, meno ne sai di una certacosa e più devi essere esterno)…per cui esisteranno lepersone giuste al posto giusto…Ad esempio un venditoredovrà essere a riferimento interno (altrimenti al primo noche si sente dire si deprime ;-)) mentre un responsabilenell’ufficio acquisti sarà meglio a riferimento esterno.

Come fare per riconoscerli, basta porre la domanda:”come fai a sapere di aver fatto bene…(o male) X”? o”cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?”.

La struttura della frase Rif. Interna: utilizza moltoil “l’ho fatto io”…come Pippo Baudo 😉 Pongono resistenzase gli dici che cosa devono fare. Valutano i loro risultatibasandosi sui loro precedenti risultati. Si mettono spessoal centro del discorso, raccontando le loro esperienze masenza darti il tempo di valutare se sei d’accordo o meno.

Struttura della frase “riferimento esterno”:cercano persone o fonti esterne che possano giudicare perloro. Questo non significa che un semplice giudizio esternole guidi, ma che hanno il bisogno di quel giudizio per poterprocedere con il loro processo decisionale. Confrontano illoro lavoro con standard esterni di altre persone, o condelle norme prefissate…ecc. Le informazioni esternevengono prese molto seriamente…

Il Linguaggio di Influenza, cioè le parole che fannoleva sui diversi stili. nel caso del Rifermento Interno:dipende da te…solo tu puoi decidere…prendi la decisione…scegli tu…potresti prendere in considerazione…che cosane pensi?…ecco le informazioni per decidere…suggeriscoche tu ci rifletta…appena hai preso una decisione chiama…

Linguaggio di influenza per riferimento esterno:Altri lo noteranno…renditi conto…è stato approvato da…fari un figurone…prendi coscienza…pinco pallo dice che…gli esperti dicono che…studi scientifici riportano…ecc…

Bene, penso che anche per oggi sia sufficiente. Adessovai nel mondo reale “è prova” ad ascoltare cosa diconole persone e cerca di individuare quale stile hanno inquel determinato momento. Mi raccomando, ora ne saigià due di distinzioni: Riferimento e Direzione. Per cuicerca di notare entrambi i metaprogrammi e, se puoiinteragendo usa il linguaggio di influenza.

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A prestoGenna

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6 Commenti
  • Ciao Genna, molto interessante!! (come tutti gli argomenti che tratti), con il giochino della g mi ha rilevato una cosa che già sapevo di me e cioè uso il riferimento esterno, anzi troppo, l'educazione rigida ricevuta in particolare da mia madre, mi spinge ad essere troppo dipendente da fattori esterni, ora vorrei liberarmi un pò da questa "zavorra" e fare un pò più di riferimento interno. Suggerimenti?
    Francesco.

  • Ciao Daniela,

    non esiste quello migliore in assoluto, ma esiste quello giusto al momento giusto. Una persona "adulta" (nell'accezione di adulto psicologico) è in grado di passare da uno all'altro metaprogramma in base alla situazione…

    Grazie
    Genna

    Ps. eheh-.- grazie Elisa:-)

  • io ultimamente mi vedo piu' nella categoria diciamo esterna se cosi posso dire 🙂 kissa' la cosa forse e' connessa con la mia timidezza .. prima quasi mai ( e mi preferisco com'ero prima :)) ) ma da un po' di tempo chiedo il parere degli altri un po' spesso 😮
    Daniela

  • eheh fantastico 🙂

  • Un grazie al volo fra
    un cliente e l'altro 😉
    Genna

  • Estremamente interessante questo argomento Genna! 😉 il giochetto della G mi ha sorpreso!

    Attendo altri articoli del genere 😉

    Grazie Ciao!
    Claudio

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