Psicologia: coaching, counseling e psicoterapeuti

Ciao,

ti ha incuriosito il titolo? pensa che quello originale era”terapeuti di strada”…ma credo proprio che fatto cosìattiri di più l’attenzione dei diretti interessati;-)Nel mondo della “psicologia” c’è scompiglio, finalmente inEmilia Romagna un naturopata è stato condannato perl’abuso della professione di psicologo… coach e conunselortremate? 😉 eppure

eppure fra le pagine del bellissimo libretto di Jay Haley“Strateghi del potere”…datato ma davvero interessantead un tratto si legge:” Nel tentativo di educare alcuni

membri delle comunità povere affinchè diventasseroterapeuti, scoprimmo che molte delle caratteristicheconsiderate essenziali per praticare quella professioneerano in realtà superflue. La laurea, i rudimenti difilosofia e di psicologia….”Haley continua”…i corsi suoi test…tutto sembrava nonessere essenziale visto che persone prese dalla strada cuisi impartivano specifici insegnamenti, sotto un’adeguatasupervisione, potevano diventare buoni terapeuti.”. Queste parole che fanno spalancare la bocca agli psicologipiù classici non sono una novità per chi si occupa di coaching e di conunselig.insomma avevano insegnato tecniche di psicoterapia aragazzi di strada senza un background ne scientifico nefilosofico…eppure sono riusciti a formare dei terapeutiefficaci insegnando loro delle manovre standard daapplicare :-O Con questa osservazione Haley nonvoleva giustificare coach e counselor moderni… perché illibro è dell’86…ma voleva provare quali fossero lecaratteristiche che un terapeuta deve avere per essereefficace……e pare che queste caratteristiche non risiedano nellasua abilità di fare diagnosi (scoprire la patologia daisintomi) o dalla conoscenza della eziopatogenesi (laconoscenza di come si formano le patologie) ma da unapreparazione di tipo tecnico. E da come gli si insegnaad influenzare la gente :-O niente più contrario a quanto sostengono i terapeuti filosofi…che basanotutta la loro abilità nella conoscenza profonda e nonnella tecnica ;-)Un aspetto che Haley sottolinea è “sotto una adeguatasupervisione”… Haley tratta questo argomento proprioperchè lui stesso si è trovato a formare i primi terapeutidella famiglia. Parte tutto dagli studi sulla famiglia…i primi”coach” e consulenti vari…sono stati probabilmente loro.La supervisione è un aspetto che oggi manca, soprattuttonel coaching. Che cosa significa supervisione? Vuol direavere qualcuno con cui parlare dei tuoi casi e di come liaffronti…qualcuno più esperto di te che ti aiuti a svolgeremeglio il tuo lavoro di cambiamento.Tuttavia voglio ricordarti che la diagnosi e la cura, inItalia, sono prerogativa dello psicoterapeuta che haregolarmente frequentato un corso post-laurea dispecializzazione. Leggi l’inizio del post e vedrai chel’albo degli psicologi questa volta non scherza…stannocercando di standardizzare quelli che possono essereconsiderati come “atti psicologici”….quindi prerogativadegli psicologi….coach e counselor…occhio aglisviluppi di queste faccende ;-)Fammi sapere che cosa ne pensi lascia un commentoqui sotto, e se vuoi seguire il blog puoi farlo daimiei feed rss o da facebook.A prestoGenna

Ps. Ieri sera alle “Iene” hanno fatto un serviziosull’ ipnosi e c’era Marco Pacori ecco qui 2 articolicon i suoi vido di Ipnosi Non Verbale *1 * e *2 * ;-)Ragazzi hanno anche intervistato il miticodott. Angelo De Micheli …

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14 Commenti
  • Anzi il lik in questione è questo.
    http://nicolapiccinini.it/interrogazione-counselor-abuso-professione-psicologo/2010/09/.
    quello precedente è purtroppo di un corso di counseling acquisito con una settimana di corso.

  • Questi personaggi, svolgono un chiaro abuso della professione di psicologo, perchè è una balla il fatto che gli ambiti di competenza sarebbero diversi da quello dell psicologo, se si leggono le competenze dell'albo A e B dello psicologo, ci si può rendere conto, che la crescita individuale, la gestione dello stress ecc..fanno parte delle competenze dello psicologo, ed allora perchè studiare 5 anni con tanto di esami di stato e tirocini gratuiti, se poi arrivano persone che con corsetti di pochi mesi non riconosciuti si mettono a svolgere le stesse competenze di chi ha sudato sui libri? siamo in Italia il paese delle maraviglie!
    leggere il link in proporsito.
    http://www.dialogika.it/corsi/master_in_counseling_breve

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Grande Remo 🙂

  • ENTRO 2012 RICONOSCIMENTO DI TUTTI I TITOLI DI STUDIO

    15.11.2007 – Bruxelles
    Riconoscere e equiparare tutte le lauree, tutti diplomi e i certificati di formazione professionale entro il 2012. Si sono detti d'accordo i ministri dell'Istruzione dei 27 che hanno approvato un piano d'azione comune. Si elaborerà una tavola delle competenze europee che permetterà di equiparare i titoli di studi conseguiti nei diversi stati membri.

    I livelli si baseranno su conoscenza e esperienza. Il sistema verrà presentato la settimana prossima in una conferenza in cui si cercherà di incoraggiare gli Stati membri a cominciare a adeguarsi alle nuove regole. Entro il 2012 tutti i titoli di studio dovranno fare riferimento al livello europeo corrispondente.

    Ciò consentirà non solo di poter sfruttare il titolo di studio in un paese diverso da quello in cui è stato conseguito, ma permetterà di convalidare i crediti acquisiti per chi sceglie di continuare la propria formazione in un ateneo diverso da quello iniziale.

    Fonte: Euronews

    Inoltre la DIRETTIVA EUROPEA COM(2002)119, relativa al riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali tra i paesi membri della UE, e' entrata in vigore in data 11 febbraio 2004,
    quindi se io mi sono formato in Inghilterra per esempio come coach o counsellor o come hypnoterapist posso lavorate anche in Italia legalmente.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Andrea,

    mi è venuta in mente una precisazione per nulla scontata… in italia (fino a qualche anno fa) esistevano due tipi di counsellor…con due L…o con una L "Counselor"…

    se non ricordo male i primi devono essere laureati e devono fare un percorso di 3 anni…mentre i secondi fanno corsetti più semplici e veloci…

    In pratica in Italia si può anche fare così…ci si convince di saper fare qualcosa, si apre una partita iva e si fa consulenza. Senza dover mostrare nessun certificato…nessuna competenza…ecc. L'ho visto con i miei occhi…è tutto vero 😉

    Genna

    Genna

  • Ciao Elisa,
    quando ho scritto che l'Italia non è pronta al counseling ho pensato proprio a questo genere di differenze: secondo me lo psicologo dovrebbe essere "il" counselor più adatto per fare quello che scrivi tu, mentre lo psicoterapeuta è uno psicologo che si è formato ulteriormente per gestire anche i problemi più "complessi"..
    E' naturale che sino a quando non c'è regolamentazione in merito, nessuno dovrebbe sentirsi "tranquillo" nel chiedere aiuto a chi non è legittimamente preposto a farlo.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Elisa,

    anche con te sono d'accordo fino ad un certo punto 😉 lo psicoterapeuta è pratico in base alla sua scuola di provenienza. La mia, di psicoterapia ipnotica è pratica…la strategica è pratica, la cognitivo comportamentale è pratica. Chiaramente c'è più teoria che nel coaching 😉

    Grazie
    Genna

  • Penso che l'Italia sia prontissima e che le figure del coach o counsellor non tolgano lavoro a psicologi e psicoterapeuti, in quanto accolgono una fetta di "mercato" (è brutto, ma chiamiamolo così) differente.

    Dallo psicologo ci vado se ho un problema che mi affligge, se ho l'ansia, se ho problemi di coppia o in famiglia, se vivo una condizione di malessere dalla quale voglio risollevarmi..

    Dal coach ci vado perchè mi aiuti a formulare nella maniera corretta i miei obiettivi, per programmare con una persona esperta il percorso da fare in una situazione in cui voglio migliorare, che per me non rappresenta per me un punto critico, ma un valido punto di partenza.

    La mia percezione è inoltre che la psicoterapia sia piuttosto "teorica", il coaching abbastanza "pratico".

    Ovviamente questa è solo la mia opinione da non addetta ai lavori 😉

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Felix,
    è un mix di cose insieme…domani ci sarà un articolo che ti mostra un gioco che si può considerare come "l'inizio del raggiro ipnotico".

    Derren, da bravo illusionista riesce anche a rubare anche senza la tecnica ipnotica. La sua più grande abilità è quella di creare confusione a volontà per poi dirigerla dove gli serve.

    Genna

  • Ciao!
    Ho visto il servizio molto interessante delle Iene sull'ipnosi.
    Derren Brown però riesce a farsi consegnare portafogli e cellulari parlando con persone fermate a caso in strada. La mia domanda è: in quel caso lui usa solo il linguaggio oppure dietro il tutto potrebbe esserci anche qualche classico trucco da illusionista?

    Felix

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao a tutti,
    ho moderato i commenti senza rispondere…come faccio spesso quando ho un sacco di cose da fare 😉

    @ Anonimo: le tue osservazioni sono molto interessanti e ti chiedo direttamente da dove hai preso le informazioni sul 2012…grazie 🙂

    @ Andrea: Sai bene che sono completamente d'accordo con te…anche se ho dei dubbi sul fatto che l'Italia non sia ancora matura. Perchè, dal sentito dire, pare che sia più pronta ad rivolgersi ad un conunselor che non ad uno psicologo. Ma il problema sembra essere sempre quello della "paura"…E' più rassicurante dire che si va da un coach o da un consulente piuttosto che dire ai tuoi amici e colleghi :"ah…devo andare ho appuntamento con il mio psicologo" 😉

    @ Marcello: è proprio questa la questione…è difficile dargli degli elementi unici e sufficienti per poterle racchiudere in 3 categorie diverse…Ci provo (l'ho già fatto altrove ma non riesco a trovarlo :-P):

    Psicologo: un tizio che si è laureato (5 anni) fatto un tirocinio (1 anno) e un esame di stato (circa 6 mesi di studio)…

    La figura dello psicologo è poliedrica per cui qui mi riferisco solo agli psicologi clinici. Lo psicologo clinico… In questo sito trovi più o meno le differenze in modo semplice e schematico:

    http://www.energiacreativa.org/COUNS/differenze.htm

    Grazie a tutti
    Genna

  • Salve Genna,
    mi faresti una cortesia di spiegarmi la differenze "operative" tra Coaching, consuler e psicoteraupeti.
    Credo che potrebbe farci uscire dalla confusione .
    Saluti
    Marcello

  • Ciao Genna,
    parafrasando Manuel Agnelli io penso che "Non si può giocare con il cuore della gente, se non sei un professionista" … 😉

    Ho sempre pensato che ogni persona ha in sé le capacità per risolvere propri problemi e per aiutare chi è in difficoltà. Il passo dal fare il counselor secondo me è molto breve e consta nell'imparare le tecniche specifiche di aiuto. E in questo non ci vedo niente di male.

    Sono però contrario allo sviluppo del counseling in Italia solo perché secondo me i tempi non sono ancora maturi per questo genere di pratiche, in un paese in cui la stessa psicoterapia è vista come un rubar soldi alla gente "debole".

    C'è biosgno di rendere "professionale" la nostra professione, salvaguardando i clienti/pazienti dal cadere nella rete di persone incapaci. Come spesso ci siamo detti, una laurea in Psicologia e una scuola di specializzazione sono comunque indice di almeno 10 anni di studio e di pratiche. Anni in cui non sappiamo solo fare terapia, ma sappiamo anche perché ciò accade. Haley penserebbe che questo non è essenziale per la terapia in se, io credo che sia fondamentale innanzitutto per il terapeuta, chiamato a rispondere a se stesso dei motivi per cui si può "permettere" di "giocare con il cuore della gente".
    Se poi ci si imbatte in uno psicoterapeuta incapace, c'è comunque un Ordine degli Psicologi che ci tutela.
    Conosciamo counselor che "curano" dopo 3/4 weekend di seminari, bravi se ci riescono.. ma se combinano qualcosa di grave?

    Grazie per lo spazio di riflessione!

  • Italia: Ordini professionali e mafia.

    Finalmente qualcuno ha deciso da che parte stare, mi riferisco alla giustizia.

    Bisognerebbe chiedersi però dove sono stati fino adesso gli psicologi e i terapeuti, forse erano troppo occupati ad insegnare nelle stesse scuole di counselling (italiane) che nel resto del mondo funzionano senza problemi.

    Pochi sanno che probabilmente sarà come al solito una sentenza inutile per 2 motivi: 1° come dicevo sopra tutte le scuole che formano i counsellor sono composte da psicoterapeuti e dubito vista la crisi economica si possano lasciare sfuggire una fonte di guadagno così redditizia.
    2° entro il 2012 l'italia dovrà riconoscere tutte le professioni come i coach i counsellor o gli hypnoterapist
    che nell'unione europea vengono svolte regolarmente e legalmente senza necessariamente appartenere a categorie mediche o psicologiche.

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