Pisocologia e medicina: “3 consigli psicologici nella relazione medico-paziente”

Ciao,l’altro giorno ero a casa e mi è caduta di mano una tazzadi vetro che mi ha fatto un piccolo buco nel piede. Alloraun po’ spaventato dalla sensazione e dalla profondità deltaglio decido di andare in ospedale per controllare chenessuna scheggia di vetro sia rimasta all’interno delpiede. Mi soccorre una graziosa infermiera che, senzaneanche guardare mi tampona con violenza la ferita….appena ho iniziato ritrarre il piede le dico che mi stafacendo male e di fare più piano e lei che cosa mi dice:”su che è un taglietto, faccia l’uomo” e io le dico unacosa che l’ha mandata su tutte le furie “meno maleche non sono tutti come lei”. E’ chiaro che la miaaffermazione era antipatica e dettata dal dolore…ma dove sta la soggettività del paziente?Quella ragazza non solo mi faceva più male della ferita stessa ma non si è neanche preoccupata di vedere se avevo del vetro nel piede, motivo per cui ero corso in ospedale visto la sensazione. Quello che più mi hastupito non è la “tecnica infermieristica” che è stataperfetta … ma il fatto che non si prenda mai in esamel’idea che le persone sono “tutte diverse“. So chequesto è difficile all’interno dell’ospedale ma è assolutamente fondamentale 😉 Ecco secondo me che cosa avrebbe dovuto fare la ragazza a “livello psicologico” …3 consigli per migliorare la realazione “medico-paziente”:1) Chiedere: lo so sembra banale ma il semplice chiedere può farti risparmiare un sacco di tempo… ad esempio avrebbe potuto dirmi “come mai è così agitato?” (non ero agitato è solo un esempio ;-)) …2) Confortare: “stia tranquillo è solo un taglio e anchese ora le fa male entro poco tempo starà meglio”. Questa frase non è solo una frase di circostanza, ma una vera e propria induzione ipnotica con tanto di ricalco-guida 😉3) Rispetto per la soggettività: la soglia del doloreè soggettiva, c’è chi lo sente di più e chi meno, ed èfondamentale che la si rispetti. Pretendere che glialtri la pensino come te è il nemico numero uno dellacomunicazione ;-))Come avrai notato non ho inserito le solite tecniche chesi sentono nei corsi per medici ed infermieri. Il rapporte quant’altro, perché con un po’ di “buon senso” si possonofare grandi cose, non trovi? Ho scritto questo articoloperché la ragazza mi ha davvero fatto “girare le così dette”con il suo atteggiamento mi comunicava solo una cosa:”non vedo l’ora di finire il turno e che tu la smetta dilamentarti” …Concludendo: la maggior parte dei medici con un po’di esperienza (umana) alle spalle sanno che la psicologiaè …almeno il 50% del disagio che prova il paziente …equesto dovrebbe essere rivalutato. Invece di fare unesamino del c____ di psicologia dinamica nel corso distudi in medicina dovrebbero imparare queste cose 😉Fammi sapere che cosa ne pensi, lasciami un commento qui sotto e se vuoi seguire il mio blog tutti i giorni iscriviti ai miei feed rss e/o seguimi dal tuo account di facebook.A prestoGenna

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5 Commenti
  • Già, come ti capisco!

    Ricordo che una volta sono andata dal dentista al mare… stava usando uno di quegli arnesi che hanno anche un piccolo getto d'acqua e dopo un po' mi si era riempita la gola, non potevo deglutire e non riuscivo più a respirare, così alzo un braccio per fargli capire che ho bisogno di una pausa, lui simpaticone mi fa "si si ciao" …volevo mettergli le mani addosso!!! 🙂

  • Ciao Genna.

    Premesso che la pratica sul campo è fondamentale, penso anche io che almeno l'esame dovrebbe indicare ai medici che tipo di competenza dovranno poi sviluppare sul campo!!

    Come dice doc18 forse queste cose le accennano nei due esami di cui parla lui.

    Io posso dirti che per due volte ho avuto l'onore di tenere un corso per dirigenti ospedalieri e 3 volte per direttori di case di riposo e parlando di comunicazione emotiva spesso nessuno sapeva nulla!

    Non significa che nessuno fosse capace… anzi ma solo che non fa parte della cultura medica studiare consapevolmente queste cose e invece sono molto molto utili.

    Beh, avanti tutta… un giorno l'Accademia dei Miglioramenti sarà "obbligatoria" per i medici 🙂

    Sebastiano

  • si, si, spiega in pvt che sono troppo curioso…

    sicuramente non è la materia più difficile,ma da noi mandano tranquillamente, poi sai da professore a professore cambia…

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Doc,
    infatti ho un pò travisato la reaaltà… se vuoi ti spiego tutto in privato 😉

    Anni fa ho aiutato due amiche a fare l'esame di psicologia …ed era una dispensina del piffero. Quando c'era ancora il V.O. So che psichiatria è dura…ma quell'esamino era davvero una cavolata 😉

    Qui faccio di tutta l'erba un fascio…ma so che ci sono medici molto attenti agli aspetti psicologici :-)))

    Genna

  • Gennaaaaaaaaa, non è un esamino del c…., semplicemente l'esame di psichiatria e psicologia clinica non è finalizzato a questo, gli esami che ti danno un infarinatura sul rapporto medico paziente (almeno per la mia esperienza) sono introduzione allo studio della medicina e bioetica1, ma solo appunto un infarinatura, certe cose si apprendono sul campo osservando e copiando durante il tirocinio i medici (come diresti tu: modellare ;-)), comunque la cosa che mi stupisce di più è che tutto questo sia stato fatto dall'infermiera: da noi è il medico che controlla se ci sono corpi estranei in questi casi…

    detto ciò come va ora il piede?

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