Psicologia: il “peso delle cose…e la persuasione”

Ciao,

le metafore cinestesiche (così le chiameremmo in PNL) sulla pesantezza o leggerezza di qualcosa sono comuni:”è un affare pesante”…”mi sento a cuor leggero”..ecc..sono metafore utilizzate nel linguaggio di tutti i giorni.Eppure un team di ricercatori ha provato come “il peso di un oggetto” può influenzare…davvero… la nostra cognizione (come pensiamo e ci comportiamo).

L’esperimento svolto da Nils Jostmann e collaboratori consisteva nel sottoporre alcuni soggetti a diversi compiti.La variabile che caratterizzava il compito, in realtà non era il compito stesso ma il peso fisico della cartelletta che veniva data in dotazione ai soggetti per svolgere il compito. Più pesava la cartelletta e più la percezione delle cose accresceva…

Questo accadeva sia per quel che riguarda elementi fisici su cui non ricade nessun effetto di “desiderabilità sociale“…come ad esempio il giudicare il valore di una valuta straniera…e sia in casi di valutazione personale o come la viene chiamata “Embodiment of Importance”(personificazione dell’importanza). I soggetti con una cartelletta più pesante valutavano i loro sperimentatori come più competenti…e ascoltavano di più e meglio le loro istruzioni.

Questo studio tornerà di sicuro utile a chi sta studiandole tecniche della persuasione. Chiaramente non mi riferisco a “come fregare gli altri” ma semplicemente a come fare in modo che la propria comunicazione venga percepita come il più “accattivante possibile”. Poi sta alla tua etica personale… Qui la intendo più come “convincere”… con-vincere = vincere insieme.

L’ambiente che ti circonda non è una cosa “accessoria”ma diviene parte della tua esperienza a tutto tondo…sia fuori che dentro… i colori, le forme, i suoni, gli odori e le sensazioni (guarda caso i sistemi rappresentazionali)influenzano la nostra mente così come essa è influenzata dai ricordi e dalle emozioni. Se ti piacciono questo tipo di studi ti consiglio di aggiornarti sullo “stato dell’arte” della Embodied Cognition.

Gli studi in psicologia sociale, ergonomia e di psicologia ambientale dimostrano essere oggi fra le applicazioni più pratiche nel campo della “psicologia postmoderna“. Infatti anche se molte persone identificano lo psicologo come lo “strizzacervelli” (cioè lo psicologo clinico e/o psicoterapeuta) … in realtà … lo psicologo può essere di diversi tipi ed occuparsi di cose estremamente diverse.

Bene, quindi se non ne eri a conoscenza ora sai che la”psicologia clinica” è solo una branca della psicologia…e che esiste un forte legame fra psicologia teorica epsicologia applicata. Come vedi le cose si intrecciano perché si tratta sempre di come “funzioniamo”;-)

Il tuo “mouse” è pesante? …e che cosa ne pensi del post? 🙂 lascia un commento qui sotto e se non lo hai ancora fatto iscriviti ai miei feed oppure seguimi dal tuo account di facebook.

Alla prossima
Genna

 

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4 Commenti
  • Si é un effetto intuibile, ma c'entra poco con la psicologia delle emozioni.

  • Per chi conosce veramente la psicologia analogica si tratta di un risultato ovvio, che non avrebbe nemmeno meritato una ricerca.
    Gratifica e sarai penalizzato, penalizza e sarai gratificato. Far trasportare una cartella pesante equivale a penalizzare, quindi crea potenziale, carisma, magnetismo, verso chi ha richiesto il compito. Elementare, Watson.

  • mirkamelie@libero.it
    Rispondi

    Interessante davvero, forse non è proprio l'argomento di cui si parla però io sperimento sempre l'effetto strano che ha sulle persone l'essere accolti da un sorriso, non se lo aspettano, sapete!?!

  • bello! 🙂 quando studiavo avevo un corso che si chiamava "cromatologia", studiavamo il colore, l'impatto che ha sulla gente e i diversi significati che gli si attribuisce in base al contesto sociale.

    Facevamo degli esercizi particolarissimi, si trattava di rappresentare un colore senza usare il colore stesso, ma comunicando la sensazione che trasmette oppure rappresentare un'emozione attraverso forme e colori, senza possibilmente scadere nella banalità di "amore- cuore- rosso" 🙂

    Tutto questo per dire che da quel corso ho iniziato a notare quanto il colore, ma anche il volume o la forma, influenzi la gente, sai ad esempio che il verde è uno dei colori meno comprati nell'abbigliamento? La gente lo abbina più facilmente a pensieri negativi: la guerra (le mimetiche e i colori militari), i soldi (essere al verde), la muffa… e vende ancora meno nei periodi in cui ci sono dei conflitti importanti, guerre o periodi di tensione… e pensare che a me viene in mente l'erbetta di un prato all'inglese se mi dicono "verde" 😉

    Buona giornata 🙂

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