Psicologia: 8 esercizi per assumersi “il rischio”.

Ciao,

ti ricordi il post sugli esercizi anti-vergogna? Ecco unvariante che proviene sempre dalla terapia cognitivo-comportamentale. Ma questa volta non si tratta della”paura di fare una brutta figura” ma sono eserciziorientati a gestire il rischio…cioè per chi pensa chele proprie azioni possano avere risvolti tremendie catastrofici.

Tuttavia, come per gli altri esercizi, anche questi se fatticon grano salis, possono essere usati per il propriosviluppo personale. Infatti sono tutti progettati per faruscire le persone dalla propria zona di comfort

1) Farsi cambiare più volte, e il più velocementepossibile una banconota di grosso taglio in diversi posti(bar, edicole, super mercati, ecc).

2) Entrare in un bar affollato, chiedere un bicchiered’acqua del rubinetto e poi uscire dicendo “no grazieora non ho più sete” 😉

3) Entrare nella discussione di un gruppo dipersone sconosciute…e “dire la tua” come se fossedel tutto naturale.

4) Confondere un negozio per un altro. Adesempio entrare da un giornalaio e chiedere se hannodella carne…o al bancone frigo di un supermercatochiedere se hanno riviste sportive 😀

5) Entrare in un negozio di abbigliamento, farsimostrare molti capi, provarli e poi uscire senzaacquistare nulla.

6) Entrare in un bar, farsi fare un caffè e poicontinuare a rimandarlo indietro sostenendo che nonè buono.

7) Chiedere l’indicazione di una via inventata aun passante e alla risposta “non lo so, mi dispiace”, dire:”non importa, ma le spiego io dove è”.

8) Acquistare un prodotto in un negozio e poi, farselocambiare diverse volte con prodotti di pari prezzo.

Eh…anche queste sono assurde, forse ancor di più diquelle dedicate a vincere la timidezza 😉 La capacitàdi assumersi il rischio che le cose possano andare male èimportante per la sopravvivenza. E’ stato dimostratoche chi sa spingersi oltre la propria percezione delrischio è di norma una persona vincente! come dice Tony Robbins “Osare è vincere”.

Allenati ad osare nelle situazioni sociali, a mano amano che diventi più bravo e spigliato nel farlo in quelladeterminata situazione, diventi sempre più bravo anchein altre situazioni simili. E’ quello che gli psicologichiamano “transfert”…cioè il trasferimento di quello chehai imparato da un compito ad un altro.

Anche in questo caso sono molto curioso di sapere qualefra questi 8 esercizi ti risulta più difficile e quale, inveceti sembra più fattibile…fammelo sapere scrivendo uncommento qui sotto e se non lo hai ancora fatto iscrivitiai miei feed rss oppure seguimi dal tuo accountdi facebook.

A prestoGenna

Ps. Anche gli esercizi sopra descritti non sono”farina del mio sacco” ma provengono dal protocolloREBT della terapia cognitivo-comportamentale.

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Coscienza collettiva: l’ uomo dei sogni
Psicologia del Benessere: Ridere fa bene al cuore…
Comunicazione efficace: “si ricorda più facebook dei giornali…”
Psicologia: “mangiare compulsivo e auto-aiuto”
25 Commenti
  • Ciao a tutti…

    @ Riccardo: ni, tranfert significa trasferire delle emozioni da una parte all'altra. Se tu ti arrabbi con il tuo prof perchè pensi a quanto ti ha fatto girare le palle un tuo amico, allora stai trasferendo quella rabbia dal tuo amico al prof…altrimenti non c'è transfert (anche se è sempre presente per molti;))

    @ Mauro: non è mai troppo tardi…il miglior antidoto anti giudizi è di certo quello legato alla meditazione. Prova questi giochini, prova la meditazione…nel caso tu non riesca da solo, ti consiglio di frequentare un qualche mio collega dalle tue parti. Si lo so è difficile trovare quello giusto, ma se lo trovi, ti fa risparmiare anni e fatica.

  • Ciao. Io sono oltre che sofferente di depressione, molto condizionato dai giudizi degli altri. Vorrei fare questi esercizi antivergogna perchè penso mi aiutino a " fregarmene " del giudizio altrui ( sempre nei limiti ) . Tu cosa ne dici? Mi piace soprattutto l'esercizio che chiedi alle ragazze di darti un bacio: spero però che non mi diano uno schiaffone ( è già successo quando ero giovane ( ora ho 51 anni: non sarò troppo vecchio per cambiare il mio modo di pensare e di interagire con gli altri no?) Ti dico che sono anche sotto cura con una psicoterapeuta e le farò presente questi esercizi. Ciao

  • il più difficile per me potrebbe essere il primo 😀

    Ultimamente per diminuire la pressione sociale che spesso mi deriva dai professori (vado al liceo) quando mi provocano li provoco a loro volta (in modo abbastanza leggero) può essere considerato una specie di transfert? o assunzione del rischio?

  • Si, infatti non sono adeguati ad una psicoterapia che si deve basare sulla soggettività del paziente/cliente. Il modellamento o shaping è uno dei fondamenti del nostro apprendimento. In questo blog non voglio fare "psicoterapia" ma dare dei consigli per migliorarsi. L'importante è comprendere il concetto di "osare"…anche se qui è un po' spinto e su questo ti do ragione…ma cosa vuoi sono passati ormai 5 anni, ero più giovane ed incosciente 😉

  • questi esercizi sono delle stupidate, non tanto perchè non funzionano ( può darsi) ma perchè sono ad un livello già troppo elevato per chi soffre di fobia sociale. La psicoterapia cc cerca di esporre gradualmente il soggetto al suo disagio..Sarebbe come chiedere ad un timido di fermare 50 ragazze in una volta sola.Un gradino per volta.

  • Ciao,
    mmmm adesso non ho il libro con me ma si chiamava proprio "homework" per il lavoro terapeutico a casa.

    Dovrebbe essere questo: http://www.catalogo.mcgraw-hill.it/catLibro.asp?item_id=1750

  • ciao gennaro scusami, potresti dirmi il titolo del libro di homework a cui ti riferivi?

  • Ciao, come puoi leggere più sopra
    gli esercizi sono stati presi dai protoccolli
    operativi della psicoterapia cognitivo-comportamentale.
    Non me li sono inventati io…però ai ragione non li fare rischi di rompere i coglioni.

  • Casualmente mi è capitato di leggere questi esercizi e trovo che siano un ottimo metodo di addestramento per diventare dei rompicoglioni. Qualsiasi problema personale si voglia risolvere andare a complicare la vita altrui è un esercizio stupido e non può portare a nulla di buono

    Purtroppo a questo mondo c'è spazio per tutti, anche per l'autore di questo blog

  • Bene, sono contento che ci sia finalmente qualcuno che dice che scrivo di psicologia spicciola 🙂

    Mi faresti quindi un esempio di psicologia più impegnata?

  • Psicologia spicciola!

  • Grazie mille per il consiglio 🙂
    in ogni modo il tuo blog mi sta aiutando tantissimo 🙂

    Alessandro

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Alessandro,
    è difficile darti una risposta così, senza sapere chi sei, che personalità hai ecc…ecc…

    ma una risposta te la sei già data…esci di casa e vai a vivere da solo. Ora non ricordo se hai messo la tua età, ma dai 18 anni in poi, sei più che autorizzato a cercare modo di vivere fuori da casa.

    Questo ti permetterà di affinare ulteriormente le tue abilità per essere più forte e meno coraggioso.

    Fidati, io vivo da solo da quando ho 20 anni, e la differenza fra chi è sempre vissuto in casa è palpabile 😉

    Oltretutto questo permette spesso una riappacificazione delle relazioni, che vissute in modo meno intenso ci permettono di osservare meglio la situazione.

    Genna

  • Ciao Genna!!! 🙂
    Volevo chiederti un consiglio…
    Anni fa mi sono avvicinato allo sviluppo personale perché ero fortemente timido.

    Io credo che ciò sia dovuto all’influenza negativa che i miei genitori e in particolare mio padre hanno avuto su di me. Mio padre è il classico padre- dittatore sempre pronto ad imporre il suo parere e sempre pronto a sminuirmi e insultarmi.
    Mi mancano due anni per finire l’università, e fino a quel momento dovrò andare avanti a sopportare questo clima di negatività che c’è in casa.
    Quando interagisco in casa con loro sono timido e persino la mia voce diventa più debole, grigia e monotona.

    Comunque grazie a due manuali (quelli del tuo amico Reborn) e grazie a molto impegno sono riuscito a vincere la timidezza e a diventare molto più sicuro di me.

    Noto tuttavia che in casa mio padre ha ancora una certa influenza su di me e spesso mi sembra che il suo modo di fare nei miei confronti vanifichi i risultati ottenuti e mi riporti ad una condizione di timido.

    Mi puoi dare un tuo parere? Come posso uscire da questo circolo vizioso?
    C’è un modo di vedere la cosa, di fare o di pensare che mi permette di liberarmi dell’influenza di mio padre??

    Grazie infinite!! 🙂 🙂

    Alessandro

  • Ciao, ho appena trovato questi interessantissimi esercizi e ho intenzione di farli già da domani. Sarei curioso di sapere se qualcuno li hai fatti tutti e se nel tempo ha beneficiato di miglioramenti e di una maggiore libertà interiore.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Ester,

    si…ci sono persone che lo fanno in automatico, e non hanno alcun "riguardo" 😉 questo può essere sia positivo e dimostrare di essere "coraggiosi", ma anche (a certi estremi) troppo spavaldi…fino a risultare "antipatici".

    All'università stavo con una ragazza che riusciva a farsi offrire da bere da tutti i baristi, e lo faceva con una disonvoltura fuori dal comune. Pensa che una volta, si è fatta cambiare il gelato perchè sgocciolava 😉

    Genna

  • :)) Troppo forte!!! mi son fatta delle risate! Quella del negozio, di farsi mostrare una quantità industriale di capi e uscire con niente, l'ho vissuta con mia cognata: lei ha fatto il putiferio, io la guardavo allibita. Un attimo prima di uscire, la commessa, credo molto abile a nascondere la stizza, ci ha salutato e io nell'uscire un pò dopo mia cognata, mi son girata verso di lei e le ho detto : "Beata lei che rimane qua, pensi a me che l'accompagno e me la devo anche sorbire tutti i giorni a casa!" Lei, con la sola testa che sbucava dalla mucchia di capi, mi fa "Auguri!" Sarei andata in Alaska a piedi piuttosto di risultare palesemente la sua l'accompagnatrice.

    @Power Ranger: mi dispiace che non hai capito il senso di questo post. Forse siamo proprio due, tu ed io, che abbiamo bisogno di fare questi esercizi, non tanto per sconvolgere il prossimo, quanto per imparare… ma che te lo dico a fare… tanto continuerai con i tuoi calcoli dell'ottimo.

    Senza polemica
    Ester

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Power Ranger,

    Primo: l'analisi "del rischio" non è quella "propiamente detta". Insomma è la traduzione di un termine appartenente ad una corrente della psicoterapia. E non quella che si fa in azienda.

    Secondo: chi ha mai parlato bene della "matrix divina e della new age?"…qui non di certo…

    Genna

  • Non capisco come questi esercizi possano aiutare a gestire il rischio. Si vede che siete psicologi;-)), un'azienda nelle vostre mani non la metterei mai.

    Nel mondo "vero", sul pianeta Terra, per gestire il rischio si usano strategie molto più concrete. In genere si ricorre a modelli probabilistici e al calcolo dell'ottimo. In pratica è la stessa matematica che viene usata nella meccanica quantistica… vabbé, che ve lo dico a fare, tanto continuerete comunque a leggere la "matrix divina" e tutta quell'altra spazzatura new age.

    Di questo passo si torna al medioevo.

    Ma mi chiedo: "io quella munnezza l'ho letta ed analizzata con attenzione, perchè voi non fate lo stesso con la matematica avanzata, la meccanica quantistica, la biologia, la fisica e la chimica?"

    Boh!!!

  • Ahahahah!!! Ma sei un genio Genna! Questa lista adesso me la stampo e da domani inizio a metterla in pratica XD Anzi, cercherò di procurarmi una banconota di grossisimo taglio e farmela cambiare fino a trasformarla in tante piccole monetine da 50 centesimi 😀 ( della serie, metteranno fuori da quel bar la mia foto barrata con scritto "Io non posso entrare" ) 🙂

  • in pratica basta imitare Gip, la Iena più irriverente della Tv 😀 ..

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Elisa,

    certo…ma non tutti 😉

    Ciao Vottorio,

    il libri sono tantissimi ma in modo particolare ho preso questi esercizi da un libro di "homework" sulla terapia cognitiva molto bello.

    Grazie
    Genna

  • la 1, la 6 e probabilmente la 7.
    🙂
    ma sia questi esercizi che altri devo assolutamente farli… prima o poi!! 🙂
    A che libro ti riferisci per la terapia comportamentale? E' uno di quelli scritti da Ellis?

  • sicuramente: 5) Entrare in un negozio di abbigliamento, farsi
    mostrare molti capi, provarli e poi uscire senza
    acquistare nulla.

    Qui la difficoltà sta nel restistere alla tentazione di comprare? 😉

    Tu hai mai provato a fare questi esercizi? 🙂

  • Ma se poi mi picchiano?
    a parte gli scherzi è molto importante uscire dalla propria zona di comfor perchè è proprio li che si cresce.

    a presto

    alberto

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK