Comunicazione non verbale: il transfert e gli errori di interpretazione

Ciao,

chissà quante volte hai sentito parlare di calibrazione, dilettura dei segnali minimi e di comunicazione non verbale.Tutti, in un modo o nell’altro pensano che poter leggerequesti “segnali” porti alla capacità pseudo-magica dileggere nel pensiero altrui. Se hai letto i miei scorsiarticoli sai che non è esattamente così che funzionanole cose…

Ci sono molti “nemici” che impediscono una buona letturadel comportamento non verbale…il primo è la personalitàunica di ogni individuo, il secondo è il contesto in cui questisi presentano…ed il terzo è il non ascoltare e osservaredavvero parlando dentro di te di cosa cercare nelcomportamento altrui…ma c’è un terzo che spesso nonviene considerato…il transfert.

Lo so questa parola presa in prestito dalla psicanalisi è ilmodo migliore per descrivere questo fenomeno: sei lie stai ascoltando quello che dice una persona…ad uncerto punto questa inizia a parlare del rapporto cheha con sua madre…ad un tratto, tu ti ritrovi a pensareal “rapporto con tu hai con madre”.

In pratica hai trans-ferito i tuoi pensieri (il tuo vissuto)partendo dalla esperienza di un’altra persona. Questo èin parole povere il fantomatico “transfert analitico”. Maperché dovrebbe essere un nemico della calibrazione?cioè della capacità di osservare e rispondere, in modoadeguato, alla comunicazione non verbale altrui?

Semplice perché se ad esempio stai parlando di un eventopiacevole che è accaduto a tua madre, ma chi ti ascoltainizia a vivere il transfert pensando ad eventi brutti,quasi sicuramente le sue micro espressioni lo mostreranno…e tu potresti pensare che quello che stai dicendo non gliinteressa o che, ancora peggio, quella persona non tirispetta…ecc…ecc…

La stessa cosa accade decine di volte durante una normaleconversazione, figuriciamoci quando sposti la tua attenzionedal linguaggio verbale a quello non verbale. In questo casonon solo le emozioni di chi osservi possono essere falsate masoprattutto le tue. In PNL si potrebbe riassumere dicendo,quando osservi le altre persone, devi restare “sensorialmentebasato”…evitando il più possibile di giudicare e di pensare alle”tue cose personali”…stai fuori da te 😉

Un ottimo modo per allenare la tua attenzione a restarecentrata sull’esterno è l’esercizio dell’hakalau che puoitrovare ben dettagliato su questo post…ricordati cheessendo un esercizio va applicato non nella vita reale, cioènelle tue interazioni personali (in famiglia, amici e partner)ma in contesti in cui puoi imparare…

…vai in un bar…in un luogo pubblico, ed allenati adosservare la gente stando “fuori di te senza giudizio”. Tiassicuro è una cosa davvero difficile, per cui, fallo in modofrazionato, cioè per alcuni istanti… poi pensa a ciò che tipare…magari facendo le tue considerazioni e poi ritornaper altri “brevi momenti” ad osservare senza giudicare.

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A prestoGenna

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2 Commenti
  • Ciao Andre…
    ottimo, non tutti i matrimoni vengono per nuocere quindi? 🙂

    Mi ricordo, ormai quasi 5 anni fa quando lo provavamo in camera mia…ti ricordi? ne è passata di acqua sotto i ponti…eppure l'hakalau è rimasto 😉

    Fatti sentire per questa sera 😀
    Genna

  • Ciao Genna..
    L'idea di entrare in hakalau è ottima!
    E' davvero uno dei pochissimi metodi che mi portano risultati concreti quando "analizzo" un evento esterno..
    Ieri ad un matrimonio mi accorgevo di farlo spesso, involontariamente, sopratutto quando avevo tutti i canali "pieni": a causa della musica, dei profumi, del movimento delle persone, mi focalizzavo sul comportamento di alcuni e lo osservavo in maniera distaccata. Ho imparato tantissimo!

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