Comunicazione non verbale: emozioni bambini e adulti a confronto…

Ciao,

se leggi questo blog molto probabilmente conosci cosa sonole micro espressioni di Paul Ekaman…il più grande espertomondiale di emozioni e in modo particolare di come questevengano riconosciute. La domanda che si sono posti iricercatori dello studio che vedrai tra poco è semplice”l’età delle persone influenza la loro capacità diriconoscere le emozioni?”.

Ad un esame poco attento la domanda sembra banale: “èchiaro che un bambino non può riconoscere emozioni comeil senso di colpa”…ma la risposta non è così semplice… vistoche le strutture cerebrali adibite a questo compito sonogià presenti e attive dai primi 5 anni di età del bambino.

Ora guarda questa foto qui accanto edimmi se secondo te il volto staesprimendo rabbia o paura?

La risposta è molto difficile da dare,visto che la foto non è quella classicama è stata ritoccata con un software dimorphing che i ricercatori hanno ancheusato per determinare se ci fosserodelle differenze nel riconoscere leemozioni da parte dei bambini, degliadolescenti e in fine degli adulti.

Come vedi nell’immagine, qui sotto, le foto sono le stesseutilizzate da Ekamn, solo che sono state ritoccate alcomputer diminuendo gradualmente o accentuando quisegnali non verbali che sono connotati alla emozionestessa. Il risultato è stato quello atteso: i migliori ariconoscere le emozioni sono gli adulti, seguiti dagliadolescenti e poi dai bambini.

Grazie al programma di morphing sono riusciti a creareuna soluzione di continuità fra una emozione e l’altra.Anche se la risposta era intuitiva, grazie a questo studioi ricercatori e i neuroscienziati si sono accorti che l’area(o le aree) del cervello implicate nel riconoscimento delleemozioni continua a svilupparsi per tutta la vita.Essendo questa una abilità vitale.

Mi piace molto questo studio perché dimostra come, alcontrario di molte altre cose, invecchiando diventiamopiù bravi nel riconoscere il linguaggio non verbale. Inpratica mi piace sapere che invecchiando non si va soloin contro alla perdita progressiva di qualcosa…ma ancheverso una saggezza che ai nostri tempi è andata perduta.

Un modo per aiutare questa area a svilupparsi è ilrilassamento 😉 si infatti è sperimentalmente provatoche entrare in stati modificati di coscienza, cambiandole proprie onde cerebrali, ha la capacità di accrescereporzioni della corteccia pre-frontale destra, cheelabora il linguaggio extra-verbale…cioè non verbale.

Se vuoi leggerti tutto lo studio completo, clicca qui, efammi sapere che cosa ne pensi lasciando un commentoqui sotto e se ti piace il mio blog, seguimi attraverso ifeed rss oppure dal tuo account di facebook.

A prestoGenna

Ps. l’età influenza anche la produzione linguistica delleemozioni...leggi l’estratto della mia tesi di laurea 😉

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2 Commenti
  • Ciao Slavica
    è impossibile da stabilire perché ha in se i tratti di entrambe le emozioni.

    È vero alla scienza non aggiunge nulla…ma fa bene a tutto il resto.:-)

  • "mi piace sapere che invecchiando non si va solo
    in contro alla perdita progressiva di qualcosa…ma anche
    verso una saggezza che ai nostri tempi è andata
    perduta."

    Mi piace questo passaggio, anche se, a differenza dal resto, non c'è nessun value added alla scienza..

    Allora qual era l'emozione della prima faccia? Fear towards anger?

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