Parapsicologia: “l’importante è crederci” ;-)

Ciao,

ti è mai capitato di ricevere una telefonata e di sapere chi fosse prima di “alzare la cornetta”? Oppure di pensare aduna persona e dopo poco ricevere sue notizie?…per molti queste sono la prova tangibile dell’esistenza di fenomeni Extrasensoriali o ESP, come sono stati nominati nei molti studi fatti nel campo della parapsicologia.

Se mi segui avrai visto che di tanto in tanto, tiro fuori qualche articolo che sfocia nella parapsicologia. Infatti è uno dei miei passatempi studiare…in modo serio e”non serioso” questi fenomeni. Per cui ti dico che questo post sarà dedicato proprio ad una riflessione su questa affascinante “branca della psicologia”.

Esistono una montagna di ricerche dedicate ai fenomeni più disperati

Quando ho iniziato ad interessarmi ad alcuni fenomeni particolari, soprattutto legati agli stati modificati di coscienza, non credevo di trovare tante ricerche che provassero l’esistenza di fenomeni come: telepatia, pre-veggenza, lettura nel pensiero…e altro…

Magari tu, sei uno scetticone come me e starai pensando,”cavoli non mi dire che anche qui si inizia a parlare di fenomeni paranormali perché X..sJnsuU” 😉 Qui si parla di tutto ciò che ha a che fare con le manifestazioni delle potenzialità psichiche dell’uomo, anche di quelle insolite…

Ecco il paradosso: è chiaro che chi studia questi fenomeni in laboratorio debba mettersi in una posizione di neutralità (per quanto possibile) in modo da non far scattare tutti quei noti meccanismi che inficiano i risultati di ogni ricerca.

Mettersi in una posizione neutra significa non solo “evitare di credere” ma anche “evitare di non credere”. Insomma la regola è sempre quella… “chi cerca trova”…è l’osservatore che influenza ciò che osserva.

Il paradosso si delinea nel momento in cui la ricerca ci mostra un dato eccezionale:

I soggetti che partecipano e che credono nella presenza di quel determinato “potere”hanno una media significativamente più alta di “casi riusciti”,di chi invece, non ci crede! In altre parole se si chiede aduna persona di influenzare un dado, chi crede ha statisticamente più probabilità di riuscirci!

Questo dato è evidenziato da due tipi di ricerche: la prima(metanalisi) ha come scopo principale quello di rianalizzare, con le moderne tecniche di indagine statistica, la valanga di dati che sono stati raccolti negli anni passati, quando c’erano molti fondi stanziati sulla ricerca in parapsicologia.

La seconda mira ad applicare i moderni paradigmi per studiare i fenomeni parapsicologici. entrambe queste direzioni portano alla stesa conclusione: chi ci crede ha significativamente più probabilità di far accadere quel determinato fenomeno.

ATTENZIONE: questo non significa che, “chi ci crede” fasempre centro 😉 In nessuno studio si è trovato un dato checonfermasse al 100% l’efficacia di un particolare soggetto ola genuinità di un determinato fenomeno spontaneo…

Pensa che, nonostante esistano tutti questi dati, se vai da uno psichiatra e gli dici che “sei convinto di poter ricevere messaggi telepatici” rischi di essere preso per pazzo. Per non parlare poi della “visione a distanza” oppure del fatto che possa esistere la pre-cognizione (cosa realmente provata nei laboratori da Tressoldi).

Convinzioni e fede, questa sembra essere la differenza nella meta-analisi dei dati…ecco “la domanda bizzarra della domenica”. A te sono accaduti fenomeni inusuali di tipo parapsicologico? e soprattutto “ci credi” … Lascia un commento qui sotto…e se vuoi seguire il blog quotidianamente, iscriviti ai miei feed…oppure seguilo dal tuo account di facebook.

A presto
Genna

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9 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Elisa…
    hai ragione 😉
    Genna

  • …come direbbe Donnie Brasco: "che te lo dico a fare!" 😉

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Patrizia,
    e grazie per la tua
    super testimonianza 🙂

  • Ciao, sono Patrizia,
    mi fa molto piacere che oggi sul blog si accenni a questo argomento.
    Ci credo, ci studio da anni ed ho esperienza in merito anche in prima persona. Ho i piedi ben piantati in terra e dopo tantianni non mi chiedo più se crederci o no.
    Intanto chi fa questo tipo di ricerche ha qualcosadentro di inesplorabile che inesorabilmente lo guida verso i punti giusti, le persone giuste e comunque è un quid che non ti spieghi ma che ti prende tuo malgrado perchè quando certe cose le vivi sulla tua pelle e sai di essere lucido non puoi far finta che non ti accadano.
    Sono pochi, anzi pochissimi i gruppi di ricerca veramente seri e forniti di senso pratico.
    Non solo Jung, ma Froid, Hugo, e tanti altri personaggi molto conosciuti, se si scava nei loro scritti si sono occupati di parapsicologia, ecc.
    Le cose da dire…… tante sono, non si può giudicare a priori o fare come Piero Angela o il Cicap che tra l'altro in tv si contraddice persino da solo. Occorre avere una mentalità elastica, aperta e questo purtroppo non dipende solo da noi come persone umane ma anchedalla ns. evoluzione.
    Purtroppo i tanti ciarlatani in giro, hanno fatto e fanno tanti danni, anche da qui lo scetticismo ma alla base c'è la mancanza di introspezione: occore anche essere pragmatici ma direpane al pane e vino al vino.
    Il Cern cerca la "particella di Dio" secondo me con la presunzione di essere così potente da poterlo fare. Ogni giorno si dice tutto e il contrario di tutto, nuova teoria di Corbucci che finalmente ha detto la sua! Avrebbe mai pensato il mio bisnonno, mio nonno tutto ciò che è cambiato così drasticamente solo in un secolo o giu di li?
    Occorre essere più umili perchè il mistero ha sempre fatto parte dell'uomo e se scopriamo umilmente una briciolina è perchè ci è dato di scoprirlo.
    Mi sono dilungata, forse uscita fuori tema e me ne scuso.
    Grazie e a presto.
    Patrizia, ciaooooooooooooooo!!!!!!!!!!!

  • Ottima idea le mini-dissociazioni!
    Grazie, la tua risposta è stata illuminante!

    Appena sistemo le analisi della tesi… passo a brindare per la tua nuova casetta! 😉

    A presto!

    (forse la settimana prossima..)

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Andrea,

    quando vieni a sapere che il mondo è fatto di particelle, atomi ecc…che si comportano in modo assolutamente insospettabile…è possibile tornare indietro? 😉

    Questa è pura elasticità mentale, sapere che puoi isolare parti della tua reltà e usarle per i tuoi comodi.

    Ti ricordi il disocorso sul comportamento non verbale? tu sai molte cose che farebbero impazzire una persona che non le conosce…sai il significato del CNV, delle parole, delle implicazioni…ecc…ecc.. ma se fossì costantemente "acceso" alla ricerca di quei segnali impazziresti…

    così sei in grado di creare "mini-dissociazioni utili" 😉

    Genna

    Ps. quando vuoi passa a trovarmi nella mia nuova casetta 😉

  • Ciao Genna,
    l'idea di "crederci" mi lascia ancora più perplesso dell'idea che certe coincidenze non siano solo coincidenze. Per me, come ben sai, la problematica è un'altra: una volta che si arriva a vedere le cose da "scettici", dubitando di tutto ciò che realmente non sia decifrabile, e sopratutto di ciò che viene descritto come para-normale, è possibile un giorno tornare indietro? E' possibile, cioè, che volendo si possa tornare a pensare che quelle che ci succedono non sono "solo" coincidenze?
    ahi ahi…

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Nicola,

    "non ti scusare" mi piace molto quando i commenti diventano pura fonte di riflessione…

    Grazie 🙂
    Genna

  • Sì, mi sono capitate (e continuano) 'intersezioni' produttive tra i mondi fisico, (para)psicologico e spirituale. Qui ti rinvio a un breve stralcio del libro "In viaggio con l’Arcangelo" di Grazia Francescato, la ben nota ambientalista: “In un pomeriggio d’ottobre pedalavo di lena (…) Canticchiavo e mi guardavo intorno, intenta alla rituale ricognizione del paesaggio (…) quando d’improvviso sentii la Voce che mi intimava: “Fermati e scendi.” Anche questa volta non c’era suono alcuno, ma solo lettere dorate rapidamente stampate nella mia mente. Esterrefatta, ma senza indugiare un secondo, saltai giù dalla bici e arrancai sul pendio erboso ai lati della strada. Dal tornante dietro a me spuntò un camion, che si mise a caracollare a gran velocità giù per la discesa. Sul lato opposto della strada, in direzione inversa, un altro camion prese a salire di fretta, sbandando vistosamente verso il centro della strada. Per evitarlo, il primo camion sterzò repentinamente a destra, invadendo la proda ghiaiosa dove mi sarei trovata io se avessi continuato a pedalare. Rimasi senza fiato (…)
    Qual è il senso dello ‘stralcio’?
    È un esempio di intersezione tra “mondo fisico” e “mondo spirituale”: un intervento ‘estraneo’ al mondo fisico (la ‘voce’, ma anche le “lettere dorate”) ha dato un’ulteriore chance alla donna in bicicletta. Se invece lei avesse seguito la logica ‘ordinaria’, avrebbe continuato a pedalare e, molto probabilmente, sarebbe stata coinvolta in un incidente. Di contro, fermandosi, dando retta alla ‘illogicità’, è ‘uscita’ dalla situazione ‘critica’.
    Certo, poteva trattarsi di un caso, ma, l’essere stata aperta al “mondo spirituale”, avendo aperto il “ventaglio delle possibilità”, se non ha provocato necessariamente un intervento ‘alieno’, ha comunque sviluppato l’intuito e aperto i cosiddetti “sensi sottili”. E tutto ciò ‘attira’ risposte nuove, e quindi aumenta il ‘range’ delle scelte e delle soluzioni. Ma soprattutto, ripeto, aumenta a dismisura le capacità intuitive, in quanto – insieme alla coscienza, la “qualità della mente” normalmente in attività – fa lavorare in sinergia l’inconscio e il cosiddetto superconscio (in genere poco ‘attivi’ e, comunque, tra loro ‘sfasati’). Ecco perché conviene, in ogni caso, sviluppare una visione ‘multilivello’, ossia stratificata, della realtà (sia che la si configuri come un passaggio continuo sia che la immagini come “salti di livello” – dal livello fisico a quello eterico, astrale, mentale, spirituale – sia che, alla PNL, si ragioni 'come se'…). Accadrà così, come nel racconto autobiografico della Francescato, il realizzarsi di una co-incidenza tra uno stato psichico interiore (la voce che la intimava di fermarsi) e un evento esterno contemporaneo (il camion, che, se la donna non avesse dato retta alla sua voce interiore – o esterna? –, l’avrebbe investita).
    Certo, Jung – che di queste cose ne capiva… – non si spinge a ipotizzare esplicitamente interventi soprannaturali (e neanch’io voglio spingere a pensarlo necessariamente), ma ben sappiamo come le sue riflessioni siano al limite del teologico (a chi gli chiedeva se fosse credente: “Se credo? Ma io so!” – questa fu la sua risposta).
    Scusami per la lunghezza, ma il tema merita…
    By Nicola Perchiazzi

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