Emozioni: 5 consigli per far “sbollire la Rabbia”…

Ciao,

mi hai chiesto perché ho scritto un libro sul rilassamentola risposta è davvero semplice, perché è quello che praticoda più tempo e che mi ha dato i risultati migliori. Oggi vogliorecuperare una confessione che ti ho fatto molto tempo fasu me stesso…

L’intelligenza emotiva è probabilmente una delle scopertepiù interessanti nel campo della psicologia, il riconoscerel’importanza di saper gestire le emozioni, invece che cercaredi accantonarle ha fatto fare passi da gigante a tutta lapsicologia che si occupa di benessere e miglioramento.

L’emozione che mi è stato sempre difficile controllare èsicuramente “la rabbia”. Tutti ci arrabbiamo è un normalemeccanismo evolutivo; ma dopo averne sperimentato peranni gli effetti negativi ho deciso di cambiare ecco perchého scritto un libro sul Rilassamento 😉

Ma anche la “rabbia”, come tutte le emozioni ha la suaragion d’essere…tuttavia numerose ricerche hanno piùvolte dimostrato come questa emozione procuri danni alnostro organismo, rilasciando sostanze tossiche nel nostrocorpo. Soprattutto in una società come la nostra, dove iveri pericoli in cui serve “tutta quella energia” nonesistono più 😉

Ecco 5 consigli tratti dalla moderna ricerca nel campodelle emozioni per apprendere a controllare la rabbia:

1) Allontanarsi dall’evento/persona che ci ha fattoarrabbiare – la vecchia tattica dello “sbollire” (sembraessere fra le più efficaci).

2) Riprendere attività di routine in modo da distrarsi.Questa tecnica è molto simile alla prima, consente disbollire e riflettere…fa affluire il sangue dalle zone antiche(di attacco-fuga) a quelle moderne del cervello(di pensiero e raziocigno).

3) Parlarne con amico può essere utile, ma bisognatrovare “la persona giusta”. Infatti pare che sia moltopiù utile parlare con persone positive con un buonsenso dell’humor…

4) Scrivere le proprie emozioni, mettere tutto nero subianco provando a mettersi nei panni della controparte.E’ utile anche inviare lettere (ma la Prof. ValentinaD’Urso sconsiglia le e-mail, troppo veloci per poterlerileggere e “sbollire”)….

5) Praticare una qualche forma di “controllo emotivo”,ad esempio meditando e/o rilassandoti. In questo modoabitui la mente a modificare il tuo stato moltovelocemente e soprattutto, quando nei haidavvero bisogno.

…come avrai notato sono tutti “consigli della nonna”come quello di contare da 10 a 1 prima di parlare e cosedel genere. Pare che questi consigli siano i più utili anchenei laboratori di psicologia dove si studia il controllo e lagestione delle emozioni….”cara saggezza popolare” 😉

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A prestoGenna

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16 Commenti
  • Maria Elena Coppola
    Rispondi

    Salve,signor Romagnoli ,mille grazie per aver scritto questo articolo!Seguirò per filo e per segno i suoi consigli!io ho 21 anni e fin da piccola ho dentro una rabbia fortissima e non riesco a farla sbollire se non prendendomela con altre persone,ma sono certa che ora i suoi consigli funzionino!Non so proprio come ringraziarla.Mi limito a porgerle dei cordiali saluti.

  • Ciao Genna! Io soffro di attacchi di ira. Per fortuna mi capitano raramente, però spesso mi succede di sentire una sensazione di rabbia, ansia, palpitazioni. Mi capita quando quando leggo qualcosa che non mi piace, qualcosa che mi offende, oppure quando vedo un video in cui ci sono delle persone in cui mi identifico e che subiscono delle angherie…A volte ho paura anche per la mia salute perchè sento un senso di malessere. Credo che alla base di questo problema ci sia la mia enorme insicurezza. Grazie Genna!

  • Tutto OK, ma… quando mi piglia la rabbia non riesco a far partire prima la mia parte razionale. Quindi succede un macello. In questo periodo poi ho problemi concreti con associate crisi di panico, rabbia, rancore… Proverò i tuoi 5 consigli.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Jessica

    in quel caso tu non sei più arrabbiata ma in qualche modo imbarazzata. Continuo ad esortarti nel cercare articoli, come ad esempio gli articoli sulle cose "assurde" da fare per vincere la timidezza. (cerca timidezza)

  • Ciao caro Gennaro,ho trovato l'argomento che cercavo e ti ringrazio;ogni tuo post serve a riequilibrare il mio conscio dal mio inconscio.Adesso sono un pò più tranquilla.Una cosa ti volevo chiedere:Io,se sono arrabbiata con una persona e mi "allontano"da lei,anche sbollita la rabbia ,fatico a riavvicinarmi perchè mi considero un'ipocrita,non riesco a limitare il discorso all'episodio,o è bianco o è nero?forse sono troppo perfezionista….ecco forse mi sono anche risposta da sola..!!un abbraccio jessi

  • Grazie Ester per i tuoi consigli e scusa il ritardo nel risponderti.
    Hai ragione quando dici che ci "autolimitiamo" con le affermazioni che diciamo ed e' questa la parte piu' complicata insieme al gestire in modo costruttivo questa emozione.
    Cerchiamo di impegnarci a rendere questa vita meno rabbiosa e piu' serena (piu' facile a dirsi che a farsi). Buona serata ciao Ivan

  • Ciao Ivan,
    ho letto il tuo commento e la risposta di Genna: sono d'accordo. Ho solo un piccolo suggerimento da dart. Hai scritto:"Gestire questa sensazione e' difficilissimo se non impossibile,…"
    Fai attenzione perchè dicendoti questo, ti autolimiti. E' molto importante come parliamo a noi stessi perchè il nostro cervello registra tutto, e con questa frase lui traduce "la rabbia è ingestibile".
    Probabilmente hai scritto di getto, a pelle ( non sai quanto ti capisco perchè io faccio lo stesso 🙂 )per rendere chiaro e condivisibile il tuo pensiero. Comunque sia questo è un ottimo inizio per cominciare a metteredei paletti alla rabbia così che non si "gasi" e si illuda di poter aver la meglio su di noi, perchè così non è!
    Scusa la mia pignoleria, ma a volte sono i dettagli a fare la differenza.
    Condivido anche la sensazione del "post rabbia sfogata", altro punto a favore della convenienza di non reagire immediatamente. Non mi ero soffermata su questo particolare molto importante: grazie per avermelo ricordato.

    Un salutone e… avanti così, un passo dopo l'altro versoil controllo di noi stessi!
    Ciao.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Ivan,

    i consigli che trovi nel post sono davvero molto preziosi. Immagino che tu abbia provato molte cose, ma ti assicuro che in questo campo sono le più semplici a vincere.

    Devi bypassare quello che Goleman chiama "black out emotivo"…in pratica il momento in cui "non ci vedi più".

    Inizia a non parlare quando ti arrabbi, evita di rispondere e cambia aria…e prima di affrontare per bene il problema assicurati di esserti sbollito.

    La rabbia è comulativa, per cui se ad esempio stai andando a lavoro e ti arrabbi in auto (come capita a molti) se poi qualcuno ti irrita la tua soglia è già più bassa…per cui scatti prima.

    Se ogni consiglio che segui non funziona e questo ti procura dei disagi importanti nella vita di tutti i giorni ti consiglio di rivolgerti ad un terapeuta esperto. Cioè che abbia già trattato casi silmili.

    Genna

  • ciao Genna chi ti scrive convive perennemente con l'emozione distruttiva della rabbia, anche se ultimamente gli episodi sono meno frequenti. Concordo con Ester per le sensazioni fisiche che uno prova in quei momenti e sopratutto col fatto che le decisioni prese in quel momento esplosivo non sono delle migliori ma a volte succede di farsi trasportare. In questi anni mi sono dedicato allo studio di discipline orientali (shiatsu, medicina e diagnosi orientale, meditazione..) nelle quali ho trovato alcune delle risposte necessarie a capire il nostro funzionamento e l'origine di questo "male" che avvelena tutto il nostro corpo. Gestire questa sensazione e' difficilissimo se non impossibile, e' come se di colpo non siamo piu' padroni di noi stessi e ci trasformiamo in bestie prive di scrupoli e freni.
    Cio' che e' strano e' che anche sfogando tutta la rabbia alla fine si sta' male sia fisicamente che psicologicamente, dimostrazione questa che la rabbia avvelena il nostro organismo in modo totale e progressivo.
    un saluto e grazie per qualunque consiglio tu voglia darmi.IVAN

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Alberto,

    ottimo consiglio, soprattutto perchè deriva da un tuo modo (credo) naturale di affrontare la cosa.

    Questa è tutta l'essenza della PNL, prendere consigli come il tuo è quello di altre persone (se guardi in questi giorni, mi sembra Elisa, ha postato qualcosa di simile per il mal di testa)…e applicarli su altre persone per vedere se funzionano.

    Grazie
    Genna

  • Genna,
    io come tecnica consiglio pure di utilizzare la visualizzazione.
    7 anni fa ero ancora dipendente di banca ma avevo un capo filiale che proprio non sopportavo.
    Quando mi faceva arrabbiare mi distaccavo da quella situazione come dici tu, e rivedevo nella mia mente la stessa scena che mi ha fatto arrabbiare ma "buffa".
    Cioè vedono il mio capo filiale in modo buffo.

    Tutto ciò era utile per "sbollire" la situazione.

    Spero di aver dato un piccolo contributo.

    A presto

    Alberto

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao a tutti,

    X Ester: mia sorella ha sofferto per anni alla tiroide (tutt'ora) e so bene quanto il suo umore si modifichi in quei momenti tanto da trasformarla…bisogna ricordare che gli ormoni sono strettamente collegati al cervello e viceversa…

    Il tuo consiglio è prezioso "non prendere mai decisioni in quel momento"…è una cosa saggissima, e aggiungerei in nessuno stato negativo…compresa paura, disgusto, disprezzo, ecc… Quando il nostro organismo è "avvelenato" da queste emozioni non funziona come dovrebbe e prende pessime decisioni…

    Bello anche "l'atto psicomagico" (come direbbe il grandissimo Jodorowsky) del gettare nel WC la propria rabbia 😉

    X Enrica: bhe…tu essendo un medico sai tutto di queste interazioni ormone-cervello-organo 😉

    Più che esistere diversi tipi di rabbia esistono diverse cose che ci fanno arrabbiare in modo differente…non so se mi spiego…

    la rabbia di solito deriva dal non essere riuscito a raggiungere un determinato obiettivo. Questa è una delle definizioni accademiche, ma può arrivare anche per altri motivi…ad esempio quando qualcuno che ci sta a cuore subisce delle ingiustizie…ecc…ecc..

    e forse, da questo punto di vista possiamo parlare di più "tiplogie di rabbia"…

    pensa che negli USA i giudici spediscono quasi il 70% dei condannati per crimini violenti a fare "terapie contro per gestire questa emozione" (vedi il film "terapia d'urto")…questo ci fa capire quanto sia importante questa emozione nella nostra società.

    Grazie
    Genna

  • La rabbia: una delle emozioni che mi incuriosiscono di più. Sarà perchè è quella che controllo meno? Non tanto "esternamente", quando "internamente".

    Se e quando ti è possibile, mi piacerebbe un approfondimento sui vari tipi di rabbia. La rabbia è una? o sono tante?

    Anche se non mi è capitato di leggere nulla su questo (non ancora), immagino che se anche sia una, le sfaccettature siano però tante.

    In particolare sono incuriosita dal rapporto rabbia – dolore.

    Enrica

  • Ciao Genna,
    post condivisibile su tutta la linea, non che gli altri non lo siano, solo che da profana, quersto tipo di post è più ala mia portata! 🙂
    Quelle che hai descritto sono dei "trucchi" che adotto anche io. Di norma ce ne vuole per mandarmi fuori dalle staffe, ma quando questo succede…. apriti cielo!!!! C'è stato un periodo della mia vita in cui, tra lo sfasamento tiroideo e la conseguente pressione alta, ero facile agi sbalzi di umore e quindi più soggetta alle arrabbiature le quali aumentavano di intensità perchè il fatto di innervosirmi … mi faceva innervosire. Lo so, può sembrare un controsenso, ma ti asicuro che chi soffre o ha sofferto di tiroide capisce molto bene ciò che voglio dire!
    Fatto sta che, dopo il primo devastante attacco di nervoso, mi sono spaventata per quello che stavo vivendo: avevo perso il controllo di me stessa. Bruttissima sensazione quando ti senti il cuore che batte a mille, che sembra voglia uscire dalla gola, le orecchie invase da un fastidiosissimo ronzio assordante, una forza devastante e incontrollabile, il cervello che va per i fatti suoi e quindi l'impossibilità di coordinarlo coi movimenti… insomma il caos! Bene, ho imparato ad isolarmi un attimo prima dell'escandescenza. Esco dalla stanza, o comunque mi sposto senza proferire parole dal luogo problematico, respiro profondamente inspirando col naso ed espirando con la bocca, nella mente mi visualizzo sdraiata su un'amaca in rica al mare sotto le palme e mi dico "io sono calma, sono molto calma, questo non è un attacco personale, è solo per la circostanza" me lo ripeto mentre respiro fino a quando il cuore rallenta. Di solito non mi ci vuole molto. Evito comunque di ritornare sul "luogo del delitto", se posso farlo, e mi "distraggo" con qualcosa che mi dà piacere. Insomma, ritrovo me stessa, poi in un secondo momento, a sangue freddo, riprendo la questione in mano con tutti gli annessi e connessi. Di solito non parlo con nessuno perchè so che direi cose che non penso, solo per il gusto di far del male e siccme le parole non sai dove vanno a finire, meglio evitare.
    Se proprio non posso fare quello descritto sopra, mi sposto ugualmente dal posto, poi prendo un pezzo di carta, ci scrivo tutto quello che mi passa per la zucca, scarabocchio dei teschi 🙂 i geroglifici dei fumetti, per intenderci, scrivo quello che farei, le parolacce, e via andare e poi quando non ho + niente da scrivere, o straccio in mille pezzi e lo butto nel water…. che soddisfazione tirare la catenella!!! i miei guai sono finiti nel pozzetto biologico: che bello! è proprio il loro posto! Poi mi immagino la scena, mi vedo coi miei capelli rossi lunghi, il viso paonazzo e mi dico : fortuna che nn sono per strada, sennò fermerei tutto il traffico come un semaforo… sai che casino?? e me la rido. Fortuna che la vena autoironica è nata con me, mi ha salvato da un sacco di situazioni difficili e/o imbarazzanti. Mai prendersi troppo sul serio, specie quando si è arrabbiati.
    IO aggiungerei una cosa: NON PRENDERE ALCUNA DECISIONE IN QUEGLI STATI D'ANIMO perchè 99,9 su 100 è una pessima soluzione. Se poi lo fai e fai l'insana scelta di dirla, ti rovini con le tue mani perchè poi, sbollito il momento, ti ridimensioni e vedi la cosa per quella che è, e dopo come la metti con ciò che hai detto?? se ti vuoi salvare la faccia, sei in un bel casino!! PERCHE' COMPLICARSI LA VITA? meglio mandare giù un boccone amaro in più che sentirsi costretti a comportarsi o dire cose che in fondo non ci rappresentano.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Paolo,

    ottima ipotesi, mi piaccino sempre le teorie evolutive 😉
    grazie per il link

    Genna

  • ciao Genna
    mi immagino sempre che quando bisogna eliminare uno stress, se non si può agire sulla fonte, bisogna agire sul soggetto. Per esempio, tra gli scimpanzè c'è, da parte del maschio alfa, una certa attenzione a far sbollire gli stressati per causa sua. Perchè?
    Ritengo che lo stressato, non potendo agire sullo stressor in maniera diretta, come ad esempio dandogli una sonora bastonata o maltrattandolo in altro modo 😉
    'cerca', per così dire, strategie alternative, in parte scaricando il proprio stress su suoi sottoposti (se è un maschio beta p.e. su femmine o maschi giovani)in parte elaborando tattiche di 'vendetta' come p.e. le associazioni tra maschi.
    Per farla breve, formulo l'ipotesi che dalla gestione alternativa dello stress, animali dotati di discreta massa cerebrale, possano sviluppare tecniche alternative all'attacco bruto e più efficienti di questo. Un po' quello che è successo agli umani.
    Detto ciò ti faccio i miei complimets per il tuo blog (l'ho linkato) e ti saluto.
    Bye

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