Psicologia e Architettura: pensare meglio in un ambiente migliore

Ciao,

ti ricordi quando abbiamo parlato dell’effetto della natura sulle prestazioni cognitive? e di quando abbiamo invece visto l’effetto dei colori sulla mente? Tutti questi studi hanno un’unica radice, cercare l’ambiente più adatto per migliorare determinate prestazioni.

Tutto ha avuto inizio intorno agli anni 50, quando i servizi ospedalieri dedicati a tenere i “matti” si sono resi conto di quanto l’ambiente avesse una profonda influenza sul modo di comportarsi e di pensare dei degenti presenti nelle strutture.

Da allora ne è “passata di acqua sotto i ponti” e oggi,anche grazie alla psicologia ambientale sappiamo quanto è importante è il luogo in cui ti trovi per stimolare in te le diverse caratteristiche che ti possono servire per stare meglio e svolgere al massimo il tuo lavoro.

Oggi è lunedì, e se mi segui sai che di solito qui sul blog c’è un audio esercizio…purtroppo, come ti ho anche già detto qui in “ferie” non riesco a registrare come si deve e per questo motivo rimanderò gli audio fino a quando… o trovo un modo per registrarli ed uplodarli oppure sino a quando non sarò tornato a Padova (verso fine agosto)…

Come potrai immaginare l’argomento della psicologia ambientale è vastissimo…ed è davvero interessante,perché in grado di dare dei consigli molto pratici e soprattutto sperimentalmente provati per migliorare la qualità della vita. Oggi ti racconto un po’ di storia che ci possa permettere di entrare con il “bagaglio giusto” all’interno di questo affascinante campo.

Negli anni 50 Jonas Salk, premio Nobel per la biologia stava cercando di scoprire un vaccino per la polio…in un luogo (pare) buio ed angusto. Per concertarsi Slak decise di fare un viaggio in Italia, per l’esattezza ad Assisi, e di ritirarsi in un monastero. Fu proprio in questo luogo che lo scienziato ebbe le intuizioni che lo portarono a vincere il premio Nobel.

Salk si convinse fermamente che fosse stato l’ambiente ad averlo stimolato…le passeggiate all’interno di quei chiostri, la natura e gli spazi ampi. Da questa sua intuizione nasce lo studio della psicologia ambientale. Slak si mise subito a collaborare con un noto architetto del suo tempo, Louis Khan per costruire un luogo che stimolasse la creatività degli scienziati…

Da questa collaborazione nacque il Salk Istitute a La Jolla in California. Oggi architetti e psicologi collaborano in modo attivo, perché esiste una enorme mole di studi che prova che “l’ambiente influenza la mente”. Oggi istituti come la Academy of Neuroscience of Architecture di San Diego stanno collaborando ed hanno collaborato a costruire nuovi ambienti che stimolino l’apprendimento,come le scuole…

Ecco uno studio che ti da un consiglio molto prezioso…per i creativi e non solo…

Joan Meyers-Levy docente di marketing in Minnesota ha svolto diversi esperimenti per determinare l’effetto che ha l’altezza del soffitto sul modo di pensare delle persone. Meyers-Levy, nel 2007, ha “messo” 100 soggetti in 2 tipi diverse di stanze: una con un soffitto alto 2 metri e l’altro con un soffitto alto 3 metri…

Successivamente ha chiesto ai partecipanti di classificare alcune attività sportive…prendendole da una lista di 10 articoli …in categorie a scelta. I risultati hanno dimostrato che, i soggetti che erano nella stanza con il soffitto più alto elaboravano categorie più astratte…mentre quelli con il soffitto più basso (2m) erano più orientati ad una classificazione concreta…

La ricerca suggerisce che un soffitto più alto aiuti a creare “pensieri più alti”…poiché il soggetto si sente più libero. Adesso qualcuno potrebbe pensare che questo sia il “soffitto più adatto”…si ma solo se lo scopo è quello di pensare per astratto, mentre in una sala operatoria,ad esempio, sarebbe molto più utile avere un soffitto basso….

Concludendo: la psicologia ambientale ha fatto passi da gigante, dai colori alle forme che ci circondano tutto può influenzare il tuo modo di pensare. Se hai la possibilità di migliorare il tuo ambiente di lavoro segui i consigli sulla altezza del soffitto e vedrai che ci saranno delle meravigliose sorprese nel tuo modo di pensare…

Come ti ho già anticipato l’articolo non è finito, perché questa disciplina è enorme e in continua evoluzione…prima di scrivere il prossimo post su questo argomento mi piacerebbe sapere la tua opinione….

A presto
Genna

Ps. per gli addetti ai lavori: quando parlo di psicologia ambientale non intendo proprio quella accademica, ma il termine mi piaceva così tanto che lo preso in prestito;-)

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9 Commenti
  • Grazie mille Michela…aspettiamo tue notizie 🙂

  • Non sono a conoscenza di studi sperimentali sul feng shui.
    Dubito ve ne siano da parte di consulenti cinesi, loro sono tradizionalisti e devoti. Però qualche occidentale potrebbe averne fatti.
    Sono interessata al tema e ho già interpellato un paio di esperti per saperne di più Ti terrò aggiornato.

    Michela

  • Grazie per il commento Michela
    e per l'apporto professionale.

    Esistono studi sperimentali sul Feng Shui?

  • Buonasera Gennaro.

    Certo, l'ambiente ha un peso importante su pensieri e azioni. Purtroppo al giorno d'oggi se ne sa ancora poco e meno si fa per rendere consapevoli le persone.

    Ho letto il commento di "psicoterapia" è ho visto che conosce o pratica il feng shui.

    Sono un architetto e mi occupo d'interior design come libera professionista dal 1995. Nel 2002 due, dopo 3 anni di corsi e studi di feng shui, ho iniziato a fare le prime consulenze. In questi giorni sto iniziando a scrivere il mio primo manuale di feng shui per gli spazi lavorativi.

    La gente non si rende conto che, mediamente, trascorrerà circa un terzo della propria vita lavorando. Per questo dovrebbe essere data molta più importanza ad una progettazione mirata al benessere (inteso nel senso più ampio del termine) sui luoghi di lavoro, almeno tanto quanto la si dovrebbe dare alle camere, nelle quali trascorriamo l'altro terzo dei giorni.

    Ho piacere di rimanere in contatto con te, pertanto ti ho inserito nelle cerchie della mia Pagina Professionale, Spazi Fluidi, su Google Plus.

    Buon lavoro!

    Michela Martini

  • Ciao Erica,
    innanzi tutto ti ringrazio, ti do del tu, perchè è consuetudine su questo blog:)

    Ho scritto diversi articoli legati all'ambiente che ci circonda e alla psicologia… puoi cercarli con parole chiave come (embodied cognition, colori, percezione)…puoi farlo sia nel motore di ricerca qui sul blog o su google.

    Purtroppo non riesco a "modificare i commenti" per cui non sono riuscito a cancellare la tua email…adesso è pubblica… per cui ti consiglio di cancellare il post e riscrivere il commento (se ti va ;))

    …se trovi materiale interessante sarei felice di essere citato in bibliografia (cioè, cita il blog ;))

    Grazie
    Genna

  • salve io sono rimasta molto appassionata dal suo articolo ed ho deciso di fare la mia tesina su quest'argomento, avrebbe per caso qualche altro esempio (oltre al soffitto) su cui potrei lavorare? o magari qualche consiglio!!
    le lascio il mio indirizzo email erica.bergamini@hotmail.it
    la ringrazio già da ora.
    complimenti per il blog!
    Eri

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Grazie Stefano,
    vado subito a correggere…
    Genna

  • Il tema è importante, e ringrazio l'autore, anche se l'articolo contiene alcune inesattezze: ad es. fu Sabin (non Salk) a non brevettare il proprio vaccino; e Salk non ha mai ricevuto il Nobel.

    Occorrerebbe poi qualcosa di più concreto e meno "intuitivo", cioè una piì stretta collaborazione sperimentale tra architettura e psicologia. Una buona base sono gli studi di Christopher Alexander.

    Ciao,

    Stefano

  • Vivere in armonia con lo spazio che ci circonda significa vivere bene con se stessi.
    anche l'illuminazione è molto importante e chi già si orienta al Feng Shui sa che le luci sono un ottimo rimedio per recuperare un gua mancante, poste all’esterno dell’abitazione, rivolte verso la parte mancante.
    E’ importante una buona illuminazione in tutti i locali; più forte per le stanze dedicate all’attività come la cucina o lo studio, più dolce nelle stanze dedicate al riposo, come la camera da letto o, per chi la pratica, la stanza della meditazione.
    E’ importante, inoltre, illuminare bene le scale e i corridoi, specie se lunghi e angusti.
    Una luce al gua della creatività stimola la crescita intellettiva e la voglia di creare situazioni della vita e del lavoro sempre nuove.

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