Psicologia: l’importanza di giocare..

Ciao,

abbiamo parlato più volte dell’importanza del divertimentoe dell’umorismo nella vita. Una ricerca recentissima cimostra che un’attività che sembra apparentemente inutile,come l’umorismo appunto, sia indispensabile non solo peruna crescita migliore ma anche per prevenire determinaticomportamenti anti-sociali pericolosi.

Nel 1966 Charls Whitman, uno studente della Università dimedicina a Houston salì sulla sommità di un edificio delcampus e sparò colpendo 46 persone. Whitman era statoun ex tiratore scelto dei marines. Dopo questo evento lopsichiatra Stuart Brown fu incaricato di studiare lepersonalità a “rischio di omicidio”…

Egli intervistò parecchi detenuti scoprendo che tutti quelliche si erano macchiati di un omicidio avevano due elementiin comune: erano stati abusati da bambini all’interno delnucleo famigliare e non avevano mai giocato. Nel corso diquesti anni, Brown ha studiato ben 6000 persone e si èreso conto che la variabile più importante era proprio lamancanza di “gioco libero” durante l’infanzia.

Per “gioco libero” s’intende un tipo di gioco che non ha unasua struttura e che è inventato direttamente dal bambino.Oggi, con tutte le “macchine da gioco” che esistono è semprepiù difficile fare in modo che i bambini possano giocareliberamente con la loro fantasia…

Uno studio condotto nel 2003 alla Washington Universityha provato che il gioco attiva e sviluppa le aree cerebralicoinvolte nelle funzioni superiori, come la socializzazione,la comunicazione e la gestione delle emozioni. Ad esempiogiocare “alla lotta” attiverebbe il BDNF un fattoreneurotropico che stimola la crescita neuronale.

Ma gli effetti positivi del gioco non hanno una funzione buonasolo per il cervello in via di sviluppo. Molte ricerche provanoche gli adulti che non giocano mai rischiano di cadere in spiralidi stress e ansia, spesso senza sapere il perché…Ecco 3 modi provati per giocare anche da adulti 😉

1) Giocare con il corpo: qualsiasi gioco di tipo fisico puòessere molto utile per tenere attiva la mente e scaricare lostress. Ricorda, deve essere un gioco e non una competizione,soprattutto se non lo fai ad un livello agonistico e quindi nonsei abbastanza allenato per farlo.

2) Giocare con gli oggetti: pare che a questo livello la cosamigliore da fare sia “creare qualcosa con le proprie mani”.Quindi un qualsiasi gioco che implichi la creazione di nuove”cose” sia il migliore. Ma anche una partitella a carte con gliamici o a risiko, possono svolgere un compito simile.

3) Gioco sociale: trova un gioco che in cui tu possacoinvolgere altre persone. L’ideale sarebbe un gioco dovealcuni elementi del gruppo debbano collaborare perraggiungere uno scopo comune.

La pratica: infine la cosa più importante non è come giochio quale attività fai, ma il farlo in modo regolare. Esattamentecome tutti gli esercizi che ti servono per poter svilupparenuove abilità… (viva la pratica;-))

Lo so che sembra stano ma è così, per la crescita personale ènecessario il gioco…e questo non solo nei bambini che devonoessere abituati a giocare anche senza una “struttura”, maanche per gli adulti che pensano sia “da bambini” mettersia fare giochi, per quanto possano apparire inutili…quandogiochi entri in quella zona di flusso di cui ti ho parlatomolte volte

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A prestoGenna

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2 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Ester,

    ma come mi dai sempre ragione 😉

    inutile dirti che in realtà, mi piacerebbe conoscere degli avvenimenti che hanno permesso a te e alla tua famiglia di "stare meglio". Le storie di vita reale non hanno prezzo e sono la vera linfa di tutta la psicologia e del miglioramento personale.

    Grazie per la bella testimonianza…
    Genna

  • Ciao Genna,
    non posso che condividere in pieno questo post!
    Uffa, sto diventando monotona, una volta ogni tanto, puoi scrivere una "boiata" così posso CONTESTARE????? 🙂
    Scherzi a parte, è molto vero quello che dici. il gioco è un componente importantissimo per vivere "sani", fosse anche solo perchè divertirsi è una cosa che ci piace, e se facciamo ciò che ci piace siamo gratificati, e se siamo gratificati , di conseguenza, ci sentiamo più sereni e quando la serenità, la distensione la fa da padrona in noi, ogni situazione incresciosa che incontriamo strada facendo può essere affrontata in maniera più positiva.
    potrei stare qui giorni a scriverti degli anedotti della mia vita che testimoniano la veridicità di tutto ciò!
    tranquillo, ho usato il condizionale, quindi mi asterrò dal farlo! 😉

    dico solo che basta osservare il fatto che i bambini difficilmante li vedi arrabbiati ad oltranza. Le loro reazioni negative di solito sono a sviluppo repentino, al contrario degli adulti che invece se la legano al dito o che comunque tendono ad elucubrare pensieri poco motivanti, anzi, demotivanti su diversi strati.
    per un bambino, anche una giornata piovosa è bella… basterebbe ragionare anche su questo!

    l'ho già scritto in diversi commenti: il non prendersi troppo sul serio è uno stimolo potente per trovare soluzioni, l'ironia è un modo per sdrammattizzare molto producente. Abbiamo sempre la possibilità di scegliere come approcciarsi ad una situazione e prevenire è meglio che curare, perciò pensiamoci bene ogni volta che dobbiamo scegliere il MODO di affrontare una situazione, per OTTENERE un risultato otttimale.

    alla prox. Ciao

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