PNL: psicoterapia cognitivo-comportamentale…Abert Ellis

Ciao,

conosci la storia della PNL? molti appassionati di questaaffascinante disciplina non conoscono davvero il suo”passato”… Questo non significa che non la sappianousare, ma è spesso utile sapere cosa hanno fatto e dadove nascono “le cose”…

Se nella vita riparo televisioni sarò poco interessato aconoscere come si riparavano le Tv di un tempo etantomento a saperne l’evoluzione nella storia….ma sevoglio: fare ricerca ed innovare…sarà utilissimo sapereche cosa hanno combinato quelli che sono arrivati primadi me. In questo modo evito di ripetere gli errori chehanno fatto i miei predecessori.

Pochi sanno che la PNL può essere inserita in una cornicepiù ampia, nella psicoterapia cognitivo-comportamentale.A questo proposito voglio citare uno dei padri fondatori diquesta disciplina…Albert Ellis… psicologo e psicoterapeutache ha apportato profonde modifiche nel campo della psicoterapia moderna…un vero genio 😉

Ellis, è stato uno dei primi psicologi ha mescolare diversiorientamenti: partendo dalla filosofia degli stoici, passandoper una formazione psicoanalitica…e arrivando alla nuovaconcezione congitivistica. Ellis è stato uno dei primi amettere in relazione le “convinzioni” con le emozioni…evidenziando come le prime (nella maggior parte dei casi)guidino le seconde… (A–>B–>C)

La tecnica psicoterapica di Ellis oggi prende il nome diREBT (Rational-Emotive Behaviour Therapy)…in cui lapartica consiste nell’individuare le convinzioni disfunzionalie fare in modo che i soggetti le modifichino, in modo efficacecon convinzioni funzionali…per il raggiungimento dei loroobiettivi ed un innalzamento della qualità della vita.

l’ABC…modello di ricerca clinica di Ellis è sicuramente unadelle “lenti di ingrandimento” maggiormente utilizzate nelcampo della psicoterapia. ABC è un acronimo che sta per:

>A (Activeting Event) Eventi Attivanti, cioè che cosafa scattare il comportamento disfunzionale…imprevisi,problemi da risolvere, fatti concreti ecc…

>B (Belif System) “sistema di convinzioni” sonotutte le convinzioni, pregiudizi, pensieri, percezioni,interpretazioni, norme, regole, valori…e anche le immaginimentali e le fantasie…

>C (Conesquences) Conseguenze…cioè come si sente(emozioni) e come si comporta (comportamenti) legati allaesperienza attivante (A).

Se conosci la PNL, non ti sarà difficile fare un immediatoparallelo fra questo modello ed il modo di “vedere ilcomportamento” da parte di chi utilizza gli strumentidella PNL…e quali sono le parti da analizzare perpoter intervenire ed attivare il cambiamento.

La A potrebbe essere il trigger (o l’ancora) che fa scattarela strategia interna…a sua volta questa è determinatadalle nostre esperienze, convinzioni e immagini interiori(B)…che porta a provare emozioni e ad agire in undeterminato modo (C).

Questo parallelo, che potrebbe apparire come semplicisticoe naturale non lo era fino alla nascita del cognitivismo e delcostruttivismo che vedono l’uomo come attivo costruttoredella realtà e gli danno la responsabilità delle proprie azioni.Infatti, le persone (e un tempo anche gli psicologi)pensavano che A causasse C…senza fregarsene di cosaaccadeva in mezzo.

Quando un “piennellissta” si avvicina a queste disciplinenon è raro che esclami “ma questa è PNL!”…perché il 70%delle tecniche di cambiamento arrivano proprio da qui…Dagli esercizi più divertenti di Bandler a quelli più teoricidi Dilts, nessuno di questi si esime dall’aver attinto apiene mani dal patrimonio cognitivo-comportamentale.

Tutto il concetto di cambiamento in PNL è dettato dallalogica congitivo-comportamentale (TOTE). Abilmentemescolata con altre discipline, come l’ipnosi ericksonianae tanto altro. Ma anche lo stesso Ellis ha creato un mixpartendo da queste discipline…ecc…

Insomma come avrai capito, sono qui a discutere sul fattose sia “nato prima l’uovo o la gallina” 😉 la cosa ad un livellopratico NON conta nulla…ma ti ripeto: se vuoi fare ricercae innovare è necessario che tu conosca questi aspetti finidella disciplina che ruota attorno al cambiamento.

Concludendo: Erickson, Perls e la Satir non sono gli unicida cui Bandler e Grinder hanno attinto per creare la PNL.Ma, intorno agli anni 50, si sono sviluppate diversi tipi dipsicoterapia che ne hanno segnato fortemente il modo diattuare il cambiamento. Il modello ABC può essereparagonato ed utilizzato…anche dai Piennellisiti 😉

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A prestoGenna

Ps. se ti interessa la tecnica cognitivo-comportamentalefammelo sapere lasciando un commento…e cercherò diaccontentare le tue richieste 😉

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9 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Bella Fabio,
    ottimo commento 😉

  • Ellis è stato un grande, anche se per parlare di terapia cognitivo-comportamentale, dobbiamo rifarci ad Aron Beck, diciamo che Ellis è stato un precursore, epistemicamente parlando, possiamo però affermare, che sono nati altri approcci legati alla teoria cognitivista, come quella di Guidano (cognitiva, post-razionalista, dove si da importanza al ruolo dell'emozione).
    Riguardo ale critiche a noi psicologi, che dire? spesso vengono da gente che non sa di cosa parla, e qui metto la piaga su alcuni p.coach, che pensano di fare i terpauti, criticando la psicologia, solo perchè hanno fato un master in PNL

  • necessita di verificare:)

  • vittorio di resta
    Rispondi

    parlavo proprio l'atra sera con un'amica di PNL e di psicoterapia cognitivo-comportamentale. Nessuno dei due conosceva la disciplina dell'altro e abbiamo scoperto che avevano molte cose in comune.
    Ora mi fa paicere trovare una conferma in questo post.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Enrica,

    Watzlawick ed Ellis erano contemporanei…e sono entrambi dei rivoluzionari geniali del loro tempo.

    Tutti e due costruttivisti, entrambi di formazione analitica e soprattutto entrambi terapeuti efficaci e creativi.

    Hai fatto un'ottima scelta…quindi, correggimi se sbaglio, vuoi fare la counsellor?

    La strategica è una delle mie scuole preferite…fammi sapere come va il percorso 😉

    Genna

  • Non sono nè psicologa, nè piennellista, ma la somiglianza fra quello che ho letto di Ellis e della Pnl ha colpito molto anche me. Questo tipo di argomenti mi affascinano ormai da un bel po' e mi chiedevo infatti, volendoli approfondire, cosa mia sarebbe convenuto di più, se frequentare un corso di PNL o iscrivermi alla facoltà di Psicologia (nonostante la mia non più tenere età).
    Poi ho deciso di tradire entrambe e di iscrivermi ad un corso di courseling strategico della scuola di Nardone, che comincerò a settembre :-)))
    Sbaglio o c'è anche lo zampino di Wratzlawick da qualche parte???
    E' solo una mia impressione?
    Enrica

  • Esatto!
    Anche io non volevo proprio puntare il dito sugli anti-psicologi.. (anche se ho un ppò il dente avvelenato :-P)
    Mi piace l'idea che in quest'epoca la cultura sia talmente condivisa che in tanti possano migliorare le proprie conoscenze, e con questa metafora è ancora più chiara la differenza tra chi impara per migliorarsi (sviluppo personale) e chi lo fa per "migliorare" (ricerca)..

    E per domani…
    ho un misto tra curiosità e vergogna…

    P.S.
    Potresti fare un post (magari l'hai già scritto :-P) sulla difficoltà a guardarsi/ascoltarsi in un video?

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Andrea,

    anche a me piace la metafora 😉 ma con questa non voglio additare chi "insulta" gli psicologi…non me ne frega nulla 😉

    Più che altro, come sai benissimo, mi piace "mettere i puntini sulle i"…e creare dei confini nella giungla moderna di psicologia e sviluppo personale.

    Sono anche convinto che possano esistere NON psicologi che hanno letto e studiato per passione tutto il necessario per poter fare ricerca ed innovare…

    ma è molto più facile trovare queste competenze fra gli psicologi 😉

    E del parallelo fra le intuizioni di Ellis e la PNL non mi dici niente? 😉

    E' già pronto il post per domani…con una tua foto spettacolare…per non parlare del video 😉

  • Ciao Genna!
    Come ti dicevo ieri,
    la metafora della televisione mi ha illuminato! Mi piace perché può essere vista come un utile metro di misura per valutare le proprie e altrui competenze, per sapere cosa possiamo e cosa non possiamo fare: chi desidera fare ricerca e innovazione non può basarsi unicamente su 2 libri di psicologia che ha letto. Chi invece desidera migliorarsi può (ma non necessariamente) fare a meno degli studi approfonditi e dedicarsi unicamente alla pratica.. ma non può arrogarsi il diritto di "insultare" gli psicologi di essere dei "venditori di fumo" solo perché teorizzano anziché praticare e sembra si facciano "seghe mentali" (ops..). La teoria di Ellis nei confronti della PNL è un esempio calzante!
    Compliments 😉

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