Ipnosi: ricerche sulle suggestioni ipnotiche

Ciao,

oggi parliamo ancora di ipnosi e in modo particolare delle così dette “suggestioni ipnotiche” che come sottolinea Zeig è molto meglio chiamare “stimolazioni”. Sono passati più di 100 anni dalla diatriba fra la Bernheim e Charcot.

Il primo esponente della Scuola di Nancy ed il secondo della nota Salpetriere . Bernheim sosteneva che l’ipnosi fosse un fenomeno dettato dalla suggestione, mentre il secondo che fosse uno stato “patologico” della mente. Ancora oggi ci sono diverse diatribe fra le scuole…ma fra queste esiste un campo “neutro”…quello delle moderne neuroscienze. (es. vedi Tart “stao o non stato”).

Oggi, attraverso le tecniche di neuro immagine è possibile vedere l’attività cerebrale in azione, osservare come gli stimoli esterni influiscono sulla fisiologia del cervello. Al contrario di quanto si possa pensare, gli studi sulla ipnosi sono nati in laboratorio e continuano ad essere fatti in laboratorio. Questo è un primato che nessun’altra “tecnologia psicologica” può vantare.

In accordo con numerosi studiosi (Reyher, 1962; Barnier& McConkey, 2003; Oakley, 2006) la ricerca sulla ipnosipuò essere suddivisa in due settori:

1) Studi strumentali: utilizzano l’ipnosi come strumento per sondare specifici fenomeni. (es. usare l’ipnosi per provocare sordità o cecità, e osservare che cosa accade nel cervello).

2) Studi intrinseci: utilizzano l’ipnosi per studiare lo stato di trance e le manovre ipnotiche stesse. (es. osservare il funzionamento del cervello in trance e notare la differenza fra suggestioni “negative e positive”).

Questa distinzione, puramente teorica, è una utile euristica per osservare la sorprendete mole di studi che sono stati svolti sulla ipnosi. Ma è chiaro che entrambi si intersecano.e a volte sono indistinguibili. La cosa che voglio farti notare è una sola: tutti gli studi con le neuro immagini dimostrano che “le suggestioni ipnotiche hanno un effetto reale sul funzionamento del cervello”

Sono molte le cose che si possono simulare e spesso i soggetti cercano di compiacere gli sperimentatori, tuttavia esistono numerose tecniche di ricerca per eliminare queste turbolenze.E cosa ancora più importante, attraverso le neuro immagini non è possibile fingere.

Nell’Università di Montréal nel Québec, Rainville P. ed il suo team di collaboratori hanno svolto un esperimento strumentale sulla modulazione del dolore in ipnosi, con o senza suggestioni. L’esperimento ha ampiamente provato che in entrambi i casi si attivano le aree di modulazione del dolore ma attraverso le suggestioni l’effetto è notevolmente più potente.

L’ esperimento non prova solo il fatto che le suggestioni hanno un effetto “reale” sul cervello, ma prova anche la teoria dello stato. Infatti esiste chi pensa che la trance sia uno stato discreto (come il sonno) e chi invece pensa sia un semplice stato transitorio…una sorta di oscillazione della coscienza. Questi esperimenti tendono verso la prima versione e confermano l’utilità delle suggestioni ipnotiche.

Concludendo: è ampiamente dimostrato che l’ ipnosi ha un reale “effetto sul cervello”, ma da quando esistono le tecniche di neuro immagine è addirittura possibile vedere se le singole suggestioni hanno un effetto…e lo hanno. Per cui quando usi l’ipnosi, ricorda che ogni parola che pronunci ha un “effetto reale” sulla fisiologia del cervello.

Fammi sapere se ti piacciono questo genere di studi, lascia un commento qui sotto.

a presto
Genna

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Ipnosi: furto ipnotico e induzioni istantanee…con Angelo De Micheli
Ipnosi: intervista a Jeffrie Zeig
Intervista a Jeffrey Zeig: tra ipnosi e comunicazione efficace
Ipnosi non verbale Vol. 1

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK