Comunicazione non verbale: neuroni specchio e le interazioni sociali..

Ciao,

neuroni specchio, quante volte mi hai sentito dirlo? Tantissime fino a raccontarti che esistono studi che tentanodi dimostrare la loro INesistenza ! Ma Rizzolatti e tuttoil suo staff, oltre ad aver “risposto per le rime” continuano le loro affascinanti ricerche.

Lo studio che ti presento oggi fa parte di quella ricercadi base che spesso sembra non avere referenti con la realtà concreta. Ma se hai seguito un po’ la vicenda, sai che questo non conta molto quando si parla di neuroni specchio.

Infatti con questi si sta cercando di spiegare un pò tutto il funzionamento neurofisiologico di come vanno le interazioni fra gli esseri umani. E’ come se dentro la tua testa ci fosse questa antenna che invia messaggi e li riceve…senza che tu te renda conto.

In questo studio, il messaggio che si veicola sembra essere quello dello spazio prossemico, cioè lo spazio che ti circonda e che si modifica in base alle situazioni. E’ infatti stra note negli studi sulla comunicazione non verbale che esistano almeno 4 “zone”…

Una zona pubblica, a due o tre metri, quando parli ad un gruppo di sconosciuti. Una zona sociale, alla distanza che ci sarebbe se i due interlocutori allungassero le braccia per toccarsi (circa 1,5 m), quando parli ad un conoscente o ad un collega…una zona personale: che corrisponde alla lunghezza del tuo braccio protratto in avanti, spazio valicato solo da amicie parenti.

La zona intima che corrisponde alla lunghezza dell’avambraccio. Sei libero di toccare, guardare negli occhie percepire tutte le emozioni contenute nella conversazione.

Non tutti sanno che il primo a fare questo genere di studi è stato l’etologo e studioso del comportamento umano Kornard Lorenz…il papà dell’imprinting (quello delle paperelle). Lo scienziato affermava che lo spazio fra una persona e l’altra non fosse “vuoto”, ma denso di significati non verbali in base ai movimenti di avvicinamento e allontanamento.

Lo studio ha dimostrato che esistono 2 tipi di neuroni specchio e che essi si attivano e si disattivano proprio in base alla distanza dell’interlocutore. Per essere attivati questi hanno bisogno divedere un movimento, se questo movimento avviene all’internoo all’esterno delle varie zone prossemiche, si attivano solo quelliche si ipotizza servono per la vicinanza o per la lontananza…

I ricercatori hanno già tratto alcune ipotesi interessanti. Ineuroni specchio quindi non sarebbero solo implicati nelriconoscimento di quello che gli altri “stanno facendo” mati fanno anche “sapere” come e quando intereagire conloro…

I neuroni specchio sono una delle scoperte più interessantidi questo secolo, non solo secondo me… ma anche secondogran parte della comunità scientifica. Mi auguro che Rizollatti vinca il Nobel 😉

E tu che cosa ne pensi? Lascia un commento qui sotto.

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Andrea,

    ottima osservazione! mi fa stra ridere (una cosa triste) che racconta Watzlavick …non mi ricordo in quale libro…

    insomma racconta che in uno stadio in Brasile hanno dovuto alzare le paratie perchè gli europei volavano giù dagli anelli…In pratica i brasiliani molto calienti, avendo zone prossemiche differenti, si avvicinavano troppo e gli europei volavano di sotto.

    Lo so la notizia di uno che cade non è bella…ma la dinamica mi fa ridere 😉

    Sarebbe fico metterli li e compararli, come ho fatto per quelli sulle percentuali del CNV…

    Tanti ci vedremo prestissimo, penso per l'aperitivo ;-D

    Grazie per il super contributo
    Genna

  • Ciao Genna,
    mentre leggevo il post di oggi pensavo al fatto che le zone prossemiche sono state misurate con quelle determinate distanze in alcune zone della terra (U.S.A. e America del Nord, alcune aree dell'Europa centrale e dell'est), ma poi cambiano notevolmente in altre zone. Sai bene come anche in Italia ci sia differenza tra Nord e Sud nel "mantenere le distanze". Eppure ci sono dati ancora più "intriganti": pare che in Cina non esista una "zona sociale" (ma solo pubblica e intima) mentre in gran parte dell'Africa Centrale la zona pubblica e quella sociale hanno misure molto più dilatate, se non ricordo male si arriva ad una zona sociale di 7/8 metri. Mentre la zona intima è molto più ristretta (si parla di cm)! Purtroppo per ora non ho sottomano lo studio (la serie di studi), ma appena lo scovo te lo passo!
    Che figo sarebbe riuscire a "vedere" come funzionano i neuroni specchio in quelle situazioni! Se davvero fungono da "antenna", quando le distanze si allungano cosa succede? Avrà davvero ragione la meccanica quantistica? 😉
    Un caro saluto!

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