PNL: studi e storia della Cura Veloce delle Fobie…

Ciao,

conosci la Cura veloce delle fobie della PNL? Ne abbiamo parlato un sacco di volte e mostrato anche la procedura completa per applicarla.

Oggi voglio condividere con te un pezzettino di storia legata a questa stravolgente tecnica ed anche esaminarla in modo “sperimentale”.

La Storia: Richard Bandler racconta che, durante gli albori della PNL mise degli annunci sul giornale alla ricerca di persone che avessero avuto una fobia ma che l’avessero anche superata. (Al contrario di quanto faccia la psicopatologia classica che studia i “malati”).

Ottenuto un cospicuo numero di soggetti Bandler studiò quale fosse “la differenza che fa la differenza” e si resoconto che c’erano due differenze:

1) La differenza più evidente e costante era il passaggio da un sistema visivo ricordato ad uno visivo costruito…

2) La seconda differenza, che era però risultata essere più soggettiva, era che, chi aveva superato le proprie fobie tendeva a vedersi fuori dalla scena. In modo dissociato piuttosto che associato…cioè in prima persona.

Questo è un racconto di Bandler, cioè non sappiamo se è vero o meno. Se per caso hai maggiori info a riguardo fammelo sapere…lo stesso Zio Rich in uno dei suoi lavori più recenti (time for a change) racconta che…

…le prime intuizioni sulle sottomodalità gli sono venute mentre osservava il lavoro di Milton Erickson, e in altri suoi prodotti racconta di averle scoperte in altri modi diversi…insomma le storie sono molte…Ma ora ti parlo,della sperimentazione…

La intuizioni della PNL sono state sottoposti a molti studi e in diversi ambiti della psicopatologia. Marla Beth Libermann (1984) della Università di St. Luise ha studiato 12 soggetti con fobie specifiche (che vengono spesso sottovalutate ma possono risultare fortemente invalidanti)…

Ottenendo risultati interessanti, sia per quanto riguardala fobia specifica che per quanto riguardava il benessere totale dei soggetti, che hanno iniziato a sentirsi meno paurosi su altri aspetti della vita.

La psicologa ha anche fatto qualcosa di estremamente interessante, ha sottoposto i soggetti ad una scala disuggestionabilità, scoprendo che non vi era una relazione fra predisposizione all’ipnosi e risultati con la PNL…questo argomento merita un articolo a parte.

Quest’ultima considerazione cosa ti fa pensare? lascia un commento qui sotto e fammelo sapere 🙂

A presto
Genna

 

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6 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Grazie per il prezioso
    contributo Roland…

    adesso la parola a Mr. Mind 😉

    Genna

  • Ciao Genna,
    intervengo per chiedere e capire se nella sua esperienza con lo schizofrenico Mr mind ha concluso -o meno – gli incontri con un ricalco sul futuro.

    Cioè chiedendo al paziente di proiettarsi in una situazione – nel futuro prossimo – dove si immagina di vivere una circostanza in cui può accedere al nuovo comportamento senza che siano presenti ne il terapeuta ne l'ambiente in cui si è lavorato.

    Questo consente di escludere, come attivatore del nuovo comportamento, il terapeuta e l'ambiente; e associare l'avvio a qualcos'altro… che solitamente corrisponde a quello che precedentemente attivava il vecchio comportamento indesiderato.

    Poichè capita che si insinuino, nel lavoro che si stà svolgendo, ancoraggi involontari come – appunto – la presenza del terapeuta o qualunque altra cosa che riguarda l'ambiente in cui ci si trova…e spesso capita che il paziente rimane vincolato da queste ancore e ne ha bisogno per accedere al nuovo comportamento.

    Tutto quì. Credo che la durata e quindi l'avvio del nuovo comportamento acquisito dipenda principalmentente da questa fase finale del lavoro che si svolge.

    Capita spesso anche a me di non terminare le sessioni con la giusta considerazione per questa fase… appagandomi del risultato ottenuto quando il soggetto è ancora di fronte a me…ma poi, come ho capito, non dura.

    Grazie per il tuo commento Mr Mind…mi ha aiutato a riflettere sulla circostanza e ad attribuire maggior importanza alla fase finale delle sessioni.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Mr. Mind,

    no, non ho mai lavorato con veri schizofrenici ma solo con qualche psicotico, e le cose non mi sono andate bene 😛 anche io come te ho avuto risultati transitori…

    Bandler è uno dei pochi al mondo che dichiara di curare la schizofrenia…

    Personalmente non credo che la PNL sia one shot, per carità qualche volta nella mia esperienza lo è stata, soprattutto con le fobie…ma in generale ci vogliono più interventi.

    Se voglio farti prendere l'aereo ci metto 5 minuti (per dire ;-)) ma poi questo non significa che tutte le "seghe mentali" che hai costruito attorno all'aereo in anni di rimuginamenti siano sparite per sempre…

    Per avere una "guarigione istantanea" c'è quasi sempre bisogno di una esperienza emozionale correttiva che arrivi dalla realtà…e non sempre questo è possibile. Cioè se "elimini la paura dell'aereo" questo non significa che poi la persona un secondo dopo prenderà l'aereo…

    Insomma le variabili sono tantissime perchè ognuno di noi è diverso… e la PNL, nonostante sia molto efficace è veloce, raramente è one shot 😉 (almeno nella mia esperienza)…

    Grazie
    Genna

    Ps. sei il Mr. Mind di "mente"?

  • Ti racconto una esperienza che ho avuto:
    Zio Rich dice sempre che gli schizofrenici sono i pazienti più facili da trattare.

    Consapevole di ciò, quando mi sono trovato di fronte un signore di mezza età che sembrava uscito dalla zucca malata di Bandler
    e che viveva in un mondo dove tutti lo multavano,
    ho provato con la pnl.

    Bè, di tentativi ne ho fatti tanti,
    una quarantina, praticamente ogni volta che lo incontravo.
    E buona parte delle volte la reazione è stata simile a quella descritta da Richard.

    L'unico inconveniente, non da poco, è che l'effetto è stato sempre e solo momentaneo.

    Tu hai qualche esperienza con questa categoria di disturbi?

    La pnl è davvero "one shot one kill" come si dice ai corsi?

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Andrea,

    che bella notizia 🙂 non vedo l'ora di sapere come è andata la tua presentazione…

    Utilizzo i tuoi complimenti per sottolineare che tratterò a lungo i legami fra PNL e gli studi…lo sai sono un riecatore "mancato" (nel senso accademico del termine)

    Grazie Mille
    Genna

  • Ciao Genna,
    questo post, come la maggior parte dei tuoi post, andrebbe fatto leggere a tutti i "professoroni" che trattano la PNL come una setta, stile Scientology.
    Se è vero che la PNL nasce come una discplina pragmatica, è anche vero che nel corso degli anni si è sviluppata una gran mole di studi nei confronti delle sue intuizioni e che i risultati andrebbero discussi nell'ambito della Psicologia "tradizionale".
    Oggi però è stato compiuto un primo passo ufficiale: il tuo blog è "penetrato" nei luoghi accademici!!!
    Ho usato alcuni tuoi post come strumento di ricerca e come supporto durante una lezione nella facoltà di Psicologia di Padova!
    La lezione verteva sulle emozioni e sulla loro espressione, e la prof. era Vanda Lucia Zammuner, che conosci bene e che ha fatto grandi complimenti al tuo lavoro!
    Ciao ciao!
    Buona giornata!

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