Comunicazione non verbale: “come dare carezze”

Ciao,

è da molto tempo che non ti parlo di comunicazione non verbale e, leggendo uno degli ultimi studi sulle “carezze”colgo la palla al balzo.Un’equipe di ricercatori si è “sbizzarrita” alla ricerca della”carezza perfetta”.

In modo particolare questa ricerca nasce dalla scoperta di alcuni “nuovi recettori” sottocutanei i nervi C-tattili. Questi vengono attivati quando la pelle viene toccata, mala velocità di questo “tocco” pare essere la reale discriminante fra carezze “piacevoli e non piacevoli”…

La scoperta è internazionale ed è stata effettuata in Svezia più precisamente a Goteborg in concomitanza con l’Università della North Carolina. I neuroscienziati che hanno partecipato erano capitanati da Francis McGlone e commissionati da una nota azienda britannica.

Venti soggetti hanno partecipato all’esperimento e si”sono fatti sfiorare da un robot”, in modo da poter tenere sotto controllo la variabile “velocità dello accarezzamento”….

I risultati sono stati chiari: se i nervi C-tattili vengono sfiorati o troppo velocemente o troppo lentamente non inviano sensazioni piacevoli al cervello. Pare chela velocità più adatta sia dai 4 ai 5 centimetri al secondo.

Oltretutto questi nervi C-tattili non sono disposti in tutte le parti del corpo, ma solo in quelle zone dove sono presenti i peli…cose assolutamente assente sui palmi delle mani…per cui se devi “sedurre qualcuno”è meglio che gli accarezzi, ad esempio, il dorso della mano, piuttosto che i palmi (essendo glabri).

Ecco, forse spiegato il perché, quando una persone è particolarmente timida nell’approccio con l’altro sesso le sue carezze spesso risultano inefficaci se non irritanti. Oltre a tutti gli effetti dei famosi neuroni specchio (ammesso che esistano).

McGlone afferma che, probabilmente questo è il motivo per cui amiamo fa ci accarezzare e massaggiare. Quindi presumibilmente, la velocità corretta per accarezzare gli altri e quella che provoca piacere in te stesso.

Nonostante tutto sono certo che la chiave di una vera carezza sia l’intenzione…di accarezzare.

E tu che cosa ne pensi? accarezzi spesso?  Lascia un commento qui sotto…

A presto
Genna

 

Ps. Quella di “mettersi la crema” è anche una delle prescrizioni usate nella terapia breve strategica 

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2 Commenti
  • Ciao Piero,
    si…l'intenzione è tutto 🙂

    Grazie
    Genna

  • La Forza/Pressione che esercitiamo nei toccamenti è un altro elemento chiave come la velocità ma…

    …ma(anche a mio avviso)l'elemento che fa "davvero" la differenza nel come percepiamo un toccamento…

    è nel come – in quel dato momento – interagiscono le INTENZIONI del toccante e del toccato.

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