Sviluppo Personale: Team Building e Sport…

Ciao,

ricordi l’articolo sullo sport ed il colore delle maglie? beneoggi ti parlo di uno studio davvero molto interessantecondotto sulle squadre di calcio… I Team che hanno avutomeno cambi sono quelli che in medi hanno vinto di più…

Lo psicologo sociale Mark Van Vugut e i suoi collaboratorihanno esaminato i risultati della Premier League inglesecon quelli della serie A italiana….risultati analoghi sonostati trovati nel basket e nelle orchestre…

I risultati della ricerca hanno portato gli studiosi adaffermare che il successo di un buon team building èdato dall’unione e dalla coordinazione e dalla motivazionedei giocatori. Cose che nello “sviluppo personale eaziendale si sa da anni 😉

In pratica il continuo tourover non permetterebbe il notoaffiatamento di gruppo…lo stesso accade quando si cambiaspesso il commissario tecnico e altri elementi cheformano il gruppo.

Chi conosce un pò di psicologia del lavoro sà quanto èimportante nella costituzione dei gruppi il clima e la culturache si vengono a creare, spessissimo, in modo implicito…cioè inconsapevole

Il gruppo come un sistema si auto-organizza e, per le leggidella sistemica, ogni elemento che viene cambiato in unsistema influenza il sistema intero. La Gestalt afferma daquasi un secolo che, la somma degli elementi (i giocatori)è più della somma stessa…in questo caso è un “gruppo”.

Van Vugt ha esaminato ben nove stagioni calcistiche, dal1998 al 1999 e dal 2006 al 2007…ad esempio, le squadrecome il Manchester United, che hanno un alto indice distabilità (c’è poco ricambio di giocatori) sono anche quelleche hanno ottenuto i risultati calcistici migliori.

Ovviamente esistono diversi altri fattori che influenzanoi risultati delle squadre di calcio, come l’età dei giocatori,le diverse gestioni e lo spirito di gruppo…tutte variabiliche i ricercatori hanno preso in esame per ottenerequesto risultato: un’alta relazione fra stabilità delgruppo e successo…

Sono certo che questo dato possa essere esteso, con ladovuta cautela a contesti di team building ad altorendimento…come ad esempio fare corsi di sviluppopersonale ad alta stabilità, magari ad un livello aziendalemigliorerebbe sia l’apprendimento che le prestazioni…

Sai…non sono appassionato di calcio, se invece tu losei pensa alla stabilità della tua squadra del cuore e dimmise conferma questi dati…lasciami un commento…

A prestoGenna

****************************************************Auguri a tutte le Mamme****************************************************Ps. mi scuso per l’0rario e i piccoli errori, ma sonoa Milano…e mi sono perso l’articolo per oggi…efortunatamente ho trovato questo di riserva…

Articolo di Riferimento:M. Van Hugt, R. Hart, T. Leader (in stampa). Does stabilityfoster team performance? A European football (soccer)inquiry.

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8 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Alex,
    ottimo aiuto direi!
    grazie 🙂
    Genna

  • lo sport sta al team building ed alla costruzione del gruppo, come il sale sta alla minestra! da quel tocco in piu' per far vivere al gruppo una vera esperienza di gruppo!
    La PNL è uno strumento ed allo stesso tempo un percorso evolutivo. Ho visto diversi gruppi conciliare un buon lavoro di team building con un'impostazione strutturata.. mi viene in mente: sunnyway o recreation working. in generale tutte le news sui team building le trovo su: team building news
    spero di essere stato di aiuto! 🙂

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    ciao Barbara…

    si era un post da rifinire e mi ha salvato…perché l’ho dovuto pubblicare così come era dal cellulare (come questa risposta.:-).

    Grazie per l’appezzamento.:-)
    Genna

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    ciao Piersilvio

    Mi sono accorto di aver utilizzato un termine improprio…turnover che c’entra poco con la natura della ricerca…che è sulla stabilità dei giocatori “fuori dalla partita”

    Come ho scritto sono molto ignorante sulla questione calcio…

    Grazie per la precisazione..
    Genna

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    prego Ester:-)

    Si effettivamente “l’unione fa la forza” è un’affermazione più che azzeccata…

    L’uomo è in grado di fare grandi cose quando l’unione di cervelli è condivisa e valida…

    Grazie Ester
    Genna

  • Ciao Gennaro …. intanto grazie per l’augurio (sono una mamma anche io e lo accetto volentieri).

    Meno male che questo è un articolo di riserva … sembra tutto tranne che di riserva: ottimo e preciso.

    Barbara Massini

  • Secondo me lo studio andrebbe approfondito maggiormente distinguendo tra il tournover e i cambi dovuti a motivi tattici o a cali fisici.
    Giusto per non confondere la CAUSA con l’EFFETTO.

    Quando una squadra va in svantaggio, l’allenatore quasi sempre cambia i giocatori.
    Nonostante i cambi, ovviamente, la partita rimane in salita.
    In una squadra che vince quasi sempre, invece, questo fenomeno si verifica raramente.

    Insomma, il discorso è lungo e le variabili sono tante.

    Il dato di fatto e che per le molte partite giocate durante la stagione, avere una panchina ben fornita è essenziale.
    E I giocatori devono capire che sono una squadra sempre, anche quando non vanno in campo.
    Il Manchester è l’esempio più evidente di quanto ho affermato:
    Ha una panchina che panchina non è,
    formata da giocatori che in italia potrebbero benissimo fare i titolari al Milan o alla Juve.
    Ed è proprio grazie alla panchina che è arrivata in finale di Champions.

  • Ciao Genna, grazie per gli auguri, innanzi tutto.

    Io di calcio non ci capisco niente, ma sul fatto di “squadra” mi trovi pienamente d’accordo, infatti non si dice anche “l’unione fa la forza”?

    Essere un gruppo affiatato, cioè consapevole di ciò che accomuna, delle divergenze, dei punti di forza, di quelli meno forti, la condivisione degli obiettivi, il vedersi come UNO con le relative mansioni ( come un corpo unico costituito da diverse membra con compiti specifici)produce una forza, una determinazione veramente forte. Difficilmente un team con queste caratteristiche disattende l’obiettivo, e se succede, è in grado di analizzare e trovare la congiunzione debole e adottare la strategia appropriata per colmare la lacuna.

    Certo, per ottenere tutto questo ci vuole affiatamento fra i componenti, concentrazione sui punti comuni lasciando da parte ciò che può essere anche non condiviso da tutti e che comunque sarebbe ininfluente sulla realizzazione dell’obiettivo.

    Per me è stato così in diversi campi: lo studio, il coro, il lavoro tra i bambini, e soprattutto la famiglia, vero campo di battaglia! 🙂

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