Svelare le bugie: “stili cognitivi e questionari verbali…la nuova macchina della verità”…

Ciao,

ti ricordi gli articoli su come “stanare le bugie“? la ricerca in questo campo è in continua e florida produzione. Se mi segui sai anche perciò che questo non è affatto facile perchè in realtà la nostra mente è un vero e proprio labirinto.

Oggi basta accendere la televisione di sera per essere invasi da serie che trattano di criminali e spesso si vede la famosa”macchina della verità” (o poligrafo) tuttavia pochi sanno che in realtà spesso il poligrafo da risultati poco attendibili.

Così negli anni si sono sviluppate differenti tecniche che utilizzano macchine che registrano i parametri fisiologici. E tutte si basano sul presupposto che esista una differenza sostanziale di funzionamento fra quando dici una menzogna o dici la verità.

Poligrafo, EEG (Elettroencefalogramma), fRMI (risonanza magnetica funzionale) sono tutti modi interessanti per “guardare dentro la testa” ma la ricercainsiste sul fatto che non siano attendibili.

L’attendibilità non è dovuta alla qualità della registrazione (le macchine funzionano) ma alle troppe variabili non controllabili che possono rendere la registrazione fallace… (eventi esterni, cibo, qualità del sonno, alcool, ecc.)..

Evitare di dare peso alle differenze individuali oppure cadere nell’errore di Otello (non credere alla veritàspingendo l’imputato a dare falsa testimonianza “non verbale”).

Ultimamente per risolvere questo problema sono nati nuovi strumenti che si basano sull’ analisi del contenuto verbale…in pratica si assume che una storia finta siasemanticamente e sintatticamente differenteda una storia vera.

Se hai seguito i post precedenti sugli stili cognitivi e ti sonopiaciuti…tieniti forte 😉 infatti uno di questi strumenti (cene sono molti) si basa proprio su questi..

Johnson Raye sostiene che la nostra memoria organizzile informazioni secondo 4 criteri: dati contestuali(spazio-tempo), dati sensoriali (VAKOG), dati semantici (cosa significa cosa) e operazioni cognitive.

Lo strumento (un questionario) utilizzato si chiama”Memory Characteristics Questionnaire” e indaga lequattro caratteristiche viste prima…che in gergo vengono chiamate Reality Monitoring.

In pratica gli eventi realmente accaduti ottengono dei punteggi più alti sulle scale che misurano i dati percettivie contestuali…rispetto alle operazioni cognitivee semantiche.

Quando raccontiamo un evento realmente accaduto tendiamo ad utilizzare i dati che abbiamopercepito, ascoltato e visto lo contestualizziamo nellospazio e nel tempo piuttosto che dargli un significatopreciso.

Concludendo: “siamo alle solite”…non esiste ancora una vera e propria macchina della vertià tuttavia sonocontento che la ricerca si sia spostata verso l’utilizzo di altri strumenti più semplici come il questionario che hai visto adesso…

oltretutto…la ricerca rema a favore di tutte quelle intuizioni che lo sviluppo personale, la PNL e l’ipnosihanno sempre saputo (vedi gli stili cognitivi) è questo è davvero una buona notizia.

Tu cosa ne pensi? lasciami un commento qui sottoe se non lo hai ancora fatto iscriviti ai miei feed.

A presto
Genna

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