Scuola di Ipnosi: suggestioni e controllo del dolore

Ciao,

oggi ti parlo un po’ di ipnosi e più precisamente di quella”antalgica”…fra le diverse applicazioni più utili edinteressanti dell’ ipnosi è sicuramente quella legataal “controllo del dolore”.

Se mastichi un po’ l’argomento sicuramente conosci giàquesto metodo di “terapia del dolore” attraverso l’ipnosi.Se invece non ne hai mai sentito parlare, prima dimostrarti le “suggestioni”, ti faccio un piccolo riassunto.

L’ ipnosi viene utilizzata per trattare il “dolore inutile“.Il dolore è un segnale che indica che nel corpo qualcosanon sta andando bene, un campanello d’allarme. Quindiin genere è utile…

..ma esiste un tipo di “dolore inutile” cioè che sta sisegnalando che qualche cosa “non funziona bene” mapurtroppo quel qualcosa è irreversibile. Quindi sitratta di patologie che portano un dolore costantee/o intermittente…che non serve più come segnale.

Come avrai intuito l’argomento è davvero molto vastosappi che l’ ipnosi sembra essere il metodo di elezioneper trattare questi dolori. Erickson ci ha dato degliesempi eccezionali con la sua “arte ipnotica” 🙂

Gli studi sull’ ipnosi antalgica sono stati recuperatidurante la seconda guerra mondiale perchè c’era unascarsa presenza di anti-dolorifici… ma oggi la praticaipnotica legata al dolore ha fatto passi da gigante…

Quindi ora non vedremo l’ ipnosi applicata al dolore maentrerò nello specifico per mostrarti un dettaglio tecnicomolto interessante. Se hai seguito gli scorsi articoli saidiversi modi per indurre la trance e anche la differenzafra la forma di quello che dici ed il contenuto…

…nel campo dell’ ipnosi per il dolore sono stati effettuatialcuni studi affascinanti a riguardo: Kirnan e col. hannovoluto verificare se il “contenuto delle verbalizzazioni”(le suggestioni ipnotiche) avesse una qualche valenzaspecifica…

…mi spiego meglio: la verbalizzazione può avere uncontenuto che richiami direttamente l’assenza di dolore(suggestioni come: ti sentirai bene e libero dal dolore)oppure, la verbalizzazione, può non c’entrare nullae parlare di tutt’altro…

in pratica i ricercatori hanno creato 2 induzioni ipnotiche(o verbalizzazioni) una con termini che indicavano conprecisione l’assenza di dolore (es. starai bene ed il doloresvanirà completamente) e l’altra assolutamente neutra…o meglio non direttamente riferita al dolore…

Risultato? Identico, in altre parole, il contenuto dellasuggestione ipnotica non influenza la sua efficacia, maanzi, pare che restare “sui generis” (essere abilmentevaghi) porti dei risultati migliori e duraturi.

Probabilmente questo accade perché nel momento in cuidai la suggestione, ad esempio: “ti sentirai meglio”, inviicontemporaneamente un doppio messaggio: il primo è”non sentirai dolore” mentre il secondo è “ricordati cheavevi dolore”…

e come sai il tuo inconscio elabora simultaneamente i duemessaggi facendo vincere il più forte… oltretutto parlaredi qualcosa che “non c’entra nulla” aumenta la dissociazione portando la mente del soggettolontano dalla sensazione di dolore.

Lo studio sull’ ipnosi è in continua espansione, essendoritenuta una delle poche “terapie psicologiche” cheviene osservata in laboratorio… Presto nuovi ti svelerònuovi e affascinanti aspetti di queste ricerche 😉

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A prestoGenna

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1 Commento
  • nn ci posso credere, ogni volta che leggo un post ZAC la mente mi mada le immagini di un mio vissuto che è stato vissuto inconsapevolmente!
    Ero al lavoro, nel centro di accoglienza dei ragazzini. La casa famiglia era sita a 5 Km dal paese su una collina. Nevicava. Io ero in turno dal giorno prima perchè i colleghi non riuscivano salire con le loro auto.Dopo cena, mentre con alcuni stavamo riordinando la cucina e la sala da pranzo, altri stavano giocando. In quel momento gli ospiti erano 7 in un’età compresa dai 7 ai 15 anni. Premetto che io ero in attesa di operarmi al prolasso uterino e avevo in corso il “corso” di corsa! (capisci a me!! :)) Fatto sta che mentre ero nel soggiorno, dove alcuni si stavano rincorrendo, uno inavvertitamente fa leva sul tavolino basso mentre io ero proprio lì e mi arriva un’angolo del tavolino in legno massiccio proprio nel ventre. Una botta che mi ha lasciato senza respiro, e nello stesso istante ho sentito un dolore lancinante sotto ai reni “Lé!” ho pensato ” mi si è staccato ttutto! e adesso??” sai come vanno i pensieri in un nano secondo ho radiografato la situazione mentre mi lasciavo cadere sul divano dietro di me come investita da uno svenimento: ero sola con 7 ragazzini, che mi erasno tutti intorno impauriti preoccupati spaventati, nn potevo andare a telefonare a qualcuno o mandarci uno dei + grandi perchè non avevo le chiavi dell’ufficio, sentivo le forze uscire da me, sentivo il flusso fuoriuscire a fiotti, insomma un caos della madosca.
    Feci dei respiri profondi, cercando di rallentare il battito cardiaco. Il ragazzino + grande, intelligentemente mi mise dei cuscini sotto le gambe in modo che fossero + alte della testa ( come ci aveva visto fare con un ragazzino che soffriva di crisi epilettiche e meno male!!!)Prima mi sono “richiamata” “Non è successo nulla, sono stanca adesso mi riposo,sto sveglia.è tutto sotto controllo” me lo sono ripetuto all’infinito fino a quando sono riuscita di nuovo ad aprire gli occhi nn so quanto tempo sia passato perchè in quei momenti è tutto relativo! appena ho potuto parlare, sono esordita così “Ehi, Anto, fortuna che sono dimagrita, sennò come avresti fatto a sollevarmi i “zamponi”? scoppiarono tutti a ridere, forse + per l’isteria generale che per la battuta in sè. Il ragazzino che aveva colpito il tavolo scoppiò a piangere, “Io non volevo farti male non l’ho fatto apposta!” “tranquillo, Giulio, è tutto ok, lo so che nn l’hai fatto apposta, succede nel giocare ed è per questo che noi facciamo sempre le tedie e vi esortiamo a nn praticare certi giochi in casa, mica per altro, perchè sappiamo che possono succedere questi inconvenienti.” e lui ” Si ma adesso stai male, ..” nn l’ho lasciato finire “Oh Giulio! ( detto un pò alla toscana)io mica ho la tua età! mi ci vuole un pò di più a riprendermi dallo spavento… anzi sai che stando qui sdraiata mi è venuta un’idea??”
    tutti i loro volti erano un enorme punto interrogativo e io ” adesso facciamo un bel gioco TRANQUILLO stasera dormiremo tutti qui nel soggiorno, sotto alla finestra, siete pronti? bene, allora andate a prendere i vostri materassi con le coperte, faremo finta di essere dei pionieri in una terra sconosciuta, e come dei cowboy o dei pellerossa faremo finta di essere bivaccati attorno al fuoco ( che era il lampione della casa posto esteriormente fra le due finestre) e mentre guarderemo la neve cadere, a turno racconteremo una storia. Detto fatto si dileguarono ognuno a prendere il proprio materasso. Chiesi ad Anto di portarmi un sacchetto con il ghiaccio prima che tornassero i + piccoli e così fece, me lo misi sulla pancia e ignorai qualsiasi sintomo, anzi mi sentivo bene e nn mi sforzai a nn pensare a me.
    La mattina dopo, alle 7 arrivò mio marito con lo spartineve (è una delle sue attività) e con i rinforzi. Visto che la sera prima non aveva ricevuto mie notizie e nessuna risposta al tel della casa, al rientro della pulitura notturna della strada, aspettò che in paese arrivassero due mie colleghe e le caricò sul trattore così finalmente ebbi il mio cambio turno. Dietro a loro poco dopo, arrivò anche il nostro coordinatore che mi accompagnò all’ambulanza che mi portò al pronto soccorso. Cos’ i ragazzi nn ebbero nemmeno lo stress di vedermi partire con l’ambulanza: eravamo tutti salvi!

    questa esperienza mi ha insegnato che se hai dei validi e forti motivi per superare una “crisi” ce la puoi fare, e che se invece di piangerti addosso e lasciare campo libero alla paura, focalizzi la tua attenzione su ciò che è meglio per quella situazione, ottieni diversi risultati; non perdi il controllo della situazione, non provochi insulsi sensi di colpa, ( in questo caso in cui erano coinvolti ragazzini che già avevano vissuto brutte esperienze alle spalle)non crei conflitti, superi il momento, ti senti soddisfatta, sanamente orgogliosa di come hai affrontato la situazione, non sei stata un peso, hai creato un “precedente” al quale attingere in una eventuale prossima occasione in cui sei tentata di lasciar cadere il controllo.

    per dover di cronaca, al P.S. i medici si meravigliarono del fatto che il “grosso” dell’emorragia si fosse bloccato “spontaneamente”. Io nn ho detto nulla delle mie divagazioni, dissi solo che nn mi son mossa se nn per andare lì e che mi ero messa il ghiaccio. Punto. Su i retroscena ho taciuto perchè, visto che me l’ero cavata, non volevo rischiare di essere internata alla neuro… e se poi anche lì si perde la chiave???

    🙂

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