Richard Bandler: “Esercizio per la Distorsione Temporale”…

Ciao,

ecco l’ ottava puntata della traduzione non ufficiale dell’ultimo libro di Richard Bandler. Oggi ti parlo di una tecnicadavvero affascinante…la distorsione temporale.

Se hai seguito l’audio esercizio dedicato alla time-line,hai già una prima infarinatura… La distorsione deltempo è una pratica che operano gli ipnotisti dasecoli…e filosoficamente ha attirato pensatori di tuttii tempi…basti solo pensare a Eraclito…

Lo hai ascoltato? E’ davvero eccezionale la semplicitàcon la quale Bandler ha modellato questa “modalità didistorsione temporale” … immaginando quel particolarefenomeno che accade quando rallenti in autostrada…Alla sua intuizione voglio aggiungere che ognuno ha ilproprio modo preferito…

Su me stesso funziona bene fare in questo modo,sperimentalo e fammi sapere:

1) Immagino l’evento che voglio passi velocemente;

2) Penso a come mi sentirò bene quando tutto sarà finito…

3) Guardo il luogo dove mi trovo fisicamente (es. casa)e immagino quando sarò nuovamente lì felice econtento che tutto sia andato alla grande 😉

Questa semplice tecnica mi ha stupito più volte, con unpò di pratica sarai sorpreso nel ritrovarti nel luogo incui ti sei immaginato quando tutto “è finito”. Spesso miè capitato di rivedere tutto come se fosse statoun deja-vù 😉

Quello che succede tecnicamente è una cosa molto notacioè, una suggestione post-ipnotica che inizia conquello che in PNL viene anche chiamato “ricalco sul futuro”.In pratica, guardandoti nel futuro attui il ricalco eimmaginandoti nel posto dove sei la suggestionepost-ipnotica…

Tutti questi paroloni descrivono un funzionamentonaturale del tuo cervello…niente magie ma solo un buonmetodo per sfruttare al meglio le tue potenzialità…

Ti è piaciuto l’esercizio? Ne hai anche tu uno”inventato” e scoperto da te? fammelo sapere lasciando uncommento qui sotto e se non lo hai ancora fattoiscriviti ai miei feed.

A prestoGenna

Ps. Pensa alla prossima volta che leggerai un mio poste ti senti bene nel farlo…e pensa a quanto potrestimigliorare continuando a farlo…Adesso ;-)))

Ecco gli altri “Audio-Esercizi” pubblicati:

1 PNL: Certificazioni… …2 Audio imperdibili 😉2 Richard Bandler: “esercizio anti-stronzi” 😉3 Richard Bandler: la time line e il tempo nella PNL…4 “Ho tanta paura da sbellicarmi”…esercizio di PNL5 “Esercizio Anti-Ansia” …6 “Esercizio PNL convinzioni”7 “Esercizio Anti-Panico…esagerare…”8 “Esercizio per la Distorsione Temporale”9 “La Cura Veloce delle Fobie”10 “Come l’ Auto-Suggestione…“11 Cambiare lo “stato d’animo”…12 Dimenticare l’amore

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11 Commenti
  • ciao Genna, grazie per la tua rapida risposta …
    ok, vediamo se ho capito, inizio immaginando che l'azione sia più lenta di quello che è realmente e la pallina più grande di quello che è realmente.
    Ma poi devo accelerare l'azione fino a che diventi più veloce della realtà in modo che poi quando mi trovo nella situazione essa – per contrasto – mi sembrerà più lenta e quindi mi sentirò come se avessi più tempo per rispondere.
    E la pallina devo ridurla man mano, perchè se io continuo ad immaginarmi la pallina grande, poi quando vado a giuocare non rischio di trovarmi male perchè la pallina è più piccola di quanto avevo immaginato?
    A quanto capisco questo esercizio mentale dovrebbe abituarmi a gestire una ipotetica situazione pensandola più difficile in modo che poi quando sono nella realtà la sento più facile …
    Anche l'esercizio che Erickson faceva fare ai tiratori: se questi fanno esercizio mentale immaginando il bersaglio più grande e vicino, poi quando vanno effettivamente a tirare non rischiano di trovarsi male perchè il bersaglio è effettivamente più piccolo e più lontano?

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Roberto,
    ti consiglio di partire con una velocità più lenta e di immaginare che la pallina sia "più grande" e più visibile non il contrario.

    Ma visto che "siamo tutti diversi" ti consiglio soprattutto di fare degli esperimenti e di giocare con le sottomodalità. Per cui:

    guarda la scena a rallanetatore dove vedi te stesso che va velocissimo come se potessi "fermare il tempo". Erickson aveva insegnato ai tiratori al bersaglio a vederlo sempre più grande e vicino. Tu puoi fare lo stesso ma giocando con le tue sottomodalità, prendi carta e penna e seleziona quelle che ti fanno sentire bene e scarta quelle che ti danno ansia.

    Genna

  • Ciao Genna,
    è possibile anche fare il contrario? Cioè fare in modo che il tempo vada più lentamente e quindi magari essere più pronti a rispondere all'avversario durante una partita di ping pong, se prima di andare a giocare lo immagini più veloce di quello che effettivamente è? Io ho provato a farlo, mi immagino il mio avversario che è più veloce il doppio della realtà ed anche la pallina che mi arriva con velocità doppia, mentre tutto intorno nella periferia le cose si svolgono molto lentamente, con l'obiettivo che poi quando sono realmente in partita ho più tempo per rispondere, ma questa visualizzazione mi crea ansia e quindi non riesco a completare l'esercizio. Cosa mi consiglieresti?
    Grazie

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Ester,

    si…effettivamente e come se fossi nata con un programma interno che ti ha “accudita”…

    la tua è davvero una straordinaria testimonianza e ti ringrazio molto per averla postata qui…

    Oltrettutto mi serve anche per ribadire che la PNl e lo sviluppo personale non hanno fatto altro che “copiare” le cose che funzionano già in natura e riprodurle….

    Grazie
    Genna

  • cavoli! ma io allora sono nata con il file della pnl dentro e lo scopro solo ora!!!! 🙂
    Io ho vissuto una vita un pò anomala, tranquillo, nn te la racconto qui!, ma questa cosa della distorsione temporale, io l’ho acquisita da piccola. Ho vissuto la mia infanzia in una famiglia affidataria con la quale stavo benissimo epur sapendo che non era la mia famiglia. Quando mia madre mi veniva a prelevare per farmi trascorrere un fine settimana con lei (cosa che detestavo, ma alla quale nn potevo sottrarmi) il venerdì sera mi addormentavo nel mio letto pensando che avrei ridormito nello stesso letto la domenica sera, quindi mi traslavo con l’immaginazione a quando mi sarei risvegliata il lunedi nella “mia” casa, “carellavo” le possibili cose che avrei fatto a casa di mia madre, cercavo di costruirmi delle cose per tenermi impegnata tutto il tempo, così le ore sarebbero passate più in fretta, che tenendomi occupata la domenica sera sarebbe arriva in fretta. La pensavo come una bolla di sapone che vaga nell’aria per un pò, poi scoppia non lasciando che una macchia sul pavimento come “prova” della sua esistenza, e una volta passata una mano di straccio, sarebbe scomparsa definitivamente

    Oppure quando dovevo superare le interrogazioni a scuola, pensavo al “dopo interrogazione” mi proiettavo nel futuro a quando la maestra mi avrebbe dato un buon voto.

    Ma smi sono spinta anche + in là: quando mia madre mi picchiava, e il 90% era solo a causa della sua impossibilità di gestire le sue emozioni ( cosa che ho capito più avanti nel tempo, cioè quando ho avuto figli anche io)mentre lei si accaniva su di me, io, nn so spiegarti come, uscivo dal mio corpo e la “guardavo la scena” e pensavo ” Dai picchiami pure tanto non mi fai male perchè io sono qui, aspetta che divento grande e poi vedremo se mi picchierai ancora … non te lo permetterò” e non piangevo nemmeno. Pessima reazione quella di non piangere, perchè una volta, più avanti nel tempo, la sentii dire una volta con mia sorella + grande queste parole: ” Mi dispiace punirla così, ma lei non piange nemmeno, segno che capisce che è per il suo bene…” mi sono spostata per non sentire il resto. Ma non ho cambiato il mio atteggiamento: ero diventata come un sasso. L’istinto della sopravvivenza? avevo 10 anni, ma sapevo chi ero e non mi svendevo!
    se il buongiorno si vede dal mattino…. adesso capisco perchè sono come sono! 🙂

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    ahhhh…adesso
    si capisce 😉

    Sembra una buona strategia…poi se su di te funziona, “estraila”, fai un modellino ed inviacelo 🙂

    Genna

  • ooooops ho dimenticato una frase.
    “che passino così tanti pensieri che la mente non ha il tempo di appunto guardare il tempo”

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Manny,

    infatti è un bel pò che non “ci sentiamo”…

    La tua tecnica sembra affascinante ma non riesco a capirla :-O Cioè…
    “che passino così tanti”…cosa?

    Genna

  • bella Genna,
    è da un po che non avevo tempo a venire visitare il blog e mentre sfogliavo i vari articoli,ho visto una parola,distorsione temporale,vabbè due,comunque bello questo metodo,lo proverò.
    Io di solito per far passare il tempo,metto la mia mente in modo che passino così tanti che non ha tempo di sapere che ora è…
    Che te ne pare… 🙂
    Ciao Manny

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Alessandro,

    bhe…se hai riso probabilmente
    ha funzionato 😉 soprattutto se
    il “cenone” è emotivamente carico..

    …poi quelli napoletani sono fra i più lunghi nella storia dell’umanità ;-))

    Si…appena hai risultati tangibili fammi sapere…è un’ottima testimonianza per me e un buon esercizio per te 😉

    Grazie
    Genna

    Ps. Ti ringrazio anche per avermi “difeso” con quel tizio su youtube…brrrrr… 😉

  • Ciao Genna, ho fatto l’esercizio del cenone di Natale e, non so perché, mi viene da ridere…non riesco proprio a trattenermi. Però credo che abbia sortito l’effetto desiderato, mi sento di poter affrontare più serenamente gli interminabili cenoni natalizi napoletani :- ). Ti farò sapere poi come effettivamente è andata.

    Ciao e grazie per gli interessanti spunti che sempre sai darci con i tuoi articoli.

    Alessandro

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