Psicologia del Benessere: l’importanza dell’ umorismo…Jacopo Fo per l’ Accademia …

Ciao,

e già un bel pò di tempo che ti parlo dell’importanzadell’ umorismo per una psicologia del benessere…così qualche giorno fa Sebastiano Todero haintervistato per l’ Accademia Jacopo Fo

Hai visto il Video? Come avrai notato Jacopo fo è inlinea con quello che ti ho raccontato negli scorsiarticoli dedicati a questo tema…(ti ricordi le 3splendide ragazze ? ;-)) Oltre ad essere una dellepersonalità più importanti nel panorama italianodedicato al divertimento …

Nella seconda parte del video Fo parla dei memi checircolano…cioè le credenze culturali che hai appreso,e di come utilizzare la sorpresa per aprire i”canali percettivi”…grande 😉

Se noti nel video Jacopo Fo dice, più o meno, quellodi cui stavamo parlando nello scorso post: cioè lacapacità di guardare le cose da un punto di vistadifferente….questo è l’ umorismo…che detto intermini psicologesi: è una ristrutturazione.

L’ umorismo oltre ad essere un dono naturale puòessere sviluppato (argomento già affrontato negliscorsi articoli) questo può essere fatto attraversol’acquisizione di “nuove griglie interpretative”della realtà. Una serie di schemi mentali o lentiinterpretative per vedere il lato comico della vita.

Antonio Cerretelli docente di risoterapia, affermache spesso è utile esagerare in modo iperbolico iproblemi che affliggono la vita. Questo mi riportaallo scorso esercizio di Richard Bandler 😉

Ma che cosa si impara in questi concretamentein questi corsi?

Le tecniche sono assimilabili a quelle che siapprenderebbero in un corso di teatro…come basee poi come approfondimento si imparano lemetodologie tipiche della comunicazione efficace…

…quindi si spazia dalla prossemica del corpo,tutto ciò che concerne la comunicazione non verbalealle tecniche di story telling costruite appositamentea tavolino per creare sorpresa e scatenare la risata.

Cosa c’entra l’Accademia con l’ umorismo

e il divertimento?

Questa è una domanda che mi hai fatto in privatoe la risposta è molto semplice: il nono mese (o corso)della Accademia è dedicato al Divertimento e al Rilassamento… argomenti che conosciamo moltobene…oserei dire ;-))

Mi piacerebbe dirti…”iscriviti ad AdM e hai subitoquesto splendido corso”. Ma se ci segui (come Staff)sai che l’ Accademia ha degli Step precisi che sonostati studiati per il tuo Sviluppo Personale…equindi non puoi saltare direttamente a questocorso (a meno chè tu non prenda tutto l’anno;-))

Proprio ieri durante una riunione con i docenti di AdMabbiamo fatto alcune considerazioni teoriche moltointeressanti legate al cambiamento …e voglio, in partecondividerle con te:

Per Charls Tart lo scopo di qualsiasi “psicoterapia” deveessere quello di creare un osservatore interno coerente.La nostra considerazione è stata: se l’osservatore vede”i vecchi problemi” ridendoci sopra…il processo non èsolo andato a buon fine ma ha creato unanuova struttura una ri-struttura 🙂

Che te ne pare? se hai domande a riguardo io sono qui,lasciami un commento qui sotto.

A prestoGenna

Ps. l’ immagine che vedi in alto l’ho trovata nel bagnodi un noto locale milanese…indovina quale? 😉

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
I 5 “errori” della psicologia accademica
PNL e Ancore: Ancorarsi al presente con la mindfulness
“il tessuto della realtà” di Richard Bandler
Parapsicologia: “James Randi e il paranormale”
5 Commenti
  • Krystal, LOL!?

    Kind Regards,
    Buford

  • Great post! Maybe you could do a follow up on this topic!

    -Thanks,
    Deloris

  • I need to hear just what Angel will change with that 😀

  • Could be the BEST page I have read all week!!

  • non posso che condividere questo post nella sua totalità.
    Se non avessi avuto il dono dell’ironia, di me non ci sarebbe altro che una lapide da qualche parte. Lo so, la questione è stata così solo ritardata, e UN lato positivo è che ho avuto il tempo di coniare il mio epitaffio:morta dal ridere.
    Non posso quantificare tutte le volte che una risata, una battuta, un gesto buffo mi abbiano salvato da situazioni imbarazzanti, pesanti, stritolanti,insostenibili, cupe…
    Anche quando nove anni fa, mi è morto il 5° figlio di appena due anni, se non avessi avuto dei ricordi allegri vissuti con lui da solo e con gli altri membri della famiglia, non saprei dire come e se fossi sopravvissuta.
    Non ci sono parole per descrivere il dolore…è talmente grande che quasi non lo senti. Lo so sembra una contraddizione, ma chi ha avuto questa esperienza, e mi piacerebbe sapere che almeno qui nessuno l’abbia mai sperimentata, sa di cosa parlo. I miei figli sono tutti solari, e nel suo piccolo lo era che lui, perciò ricordarlo insieme agli altri nelle sue buffe posizioni, nei suoi discorsi imperfetti, nelle sue espressioni di stupore e ilarietà ci è stato di conforto: ci siamo resi conto che il tempo che abbiamo avuto per vivere insieme è stato usato bene, che nessuno di noi aveva un benchè minimo rimpianto o rimorso, che la nostra presenza corporale era unita alla nostra presenza “spirituale”… insomma “ci siamo stati” e non abbiamo nulla da rimproverarci. Questa è stato uno dei cardini portanti. Un altro lato positivo è stato quello di essere divenuti consapevoli che ognuno di noi aveva imparato a vivere il ” qui e ora” e che questo ci ha permesso di riempire la banca data dei ricordi con immagini potenzianti per il presente e perchè no, anche per il futuro.

    Per meglio dire, è l’auto ironia che mi ha tolto da un sacco di impicci. E sai come ho affinato tale dono? con uno stato modificato della coscienza, solo che non sapevo come si chiamasse questo processo. Di fatto, quando mi trovo in una situazione particolare, c’è come una parte di me che va all’esterno e osserva quello che faccio , come mi muovo, cosa dico, cerco di vedermi con gli occhi degli altri, e lì parte l’embolo della comicità, me ne impossesso e sdrammatizzo, A quel punto non ci metto nè 2 nè 3 ad ESTERnare ( lo so sono avvantaggiata in questo! 🙂 ) le mie emozioni così dirottando l’attenzione altrui su quello che dico, la distolgo da quello che faccio e la tensione si allenta e magari riesco anche a fare quello che devo.
    E sai qual è il vantaggio che sfrutto?? è quello essere consapevole che la stragrande maggioranza delle persone ha PAURA di esternare le proprie emozioni forse perchè pensa che gli altri nn le abbiano? perchè nn vogliono essere giudicati? fraintesi? apparire come sono dopo che ahnno faticato una vita per crearsi una maschera dove nascondersi?? nn lo so, ma di fatto è così.
    Se tu cominci a parlare con una persona, e magari l’argomentazione finisce sul “personale” alè! senti “l’impresa costruzioni” che in un battibaleno alza delle mura invalicabili senza pertugi, buchi o feritoie…. ma il loro punto debole è che… il cemento, per quanto a presa diretta sia, non è istantanea, quindi c’è un ragionevole lasso di tempo che se sei te stesso lo abbatti con una… risata!Il segreto è mostrarsi come si è per primi, allora l’altro si rilassa, ti misura, vede che sei come lui/lei e la cosa si risolve.
    Se invece il tuo interlocutore è uno di quelli tosti, che “nn devono chiedere mai” bhè! allora nn hai che due alternative: o rimani nel superficiale, o abbatti il muro a testate!Cmq nn sono inespugnabili, ci vuole un assedio, e poi tracolleranno anche loro, perchè sotto sotto, siamo tutti molto simili.
    mi sono persa… volevo dire che quando si parla con qualcuno, all’inizio puoi trovare un pò di resistenza, ma se sai rapportarti, rimarrai stupito di quanta voglia di condividere che c’è . Il fatto è che siamo stati educati alla scuola dell’apparire, non dell’essere, per cui capita anche a volte di essere taggati per egocentrici, originali, strambi.
    bhè! a me se danno della stramba, fanno un complimento!

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK