Psicologia Ambientale: l’influenza dei colori sulle prestazioni cognitive

Ciao,

quali sono i colori prevalenti del blog? una ricerca moltointeressante ha provato l’esistenza di una correlazionefra il colore “dell’ambiente” e le prestazioni cognitive.

Non è la prima volta che ti racconto che, alcuni elementidell’ambiente possono realmente influenzare le tueprestazioni mentali…ti ricordi la scena della natura? 😉

Esatto allo stesso modo sono stati testati due “comunicolori”…in pratica i ricercatori hanno sottoposto alcunisoggetti ad una serie di compiti dove come sfondo eranopresenti: o il blu o il rosso…

La scoperta è davvero interessante se ti piace quellache viene anche definita come “psicologia ambientale“;cioè di come l’ambiente è in grado di influenzare la tuapsicologia (e viceversa).

Ecco i risultati degli esperimenti:

Rui Zhu, psicologa e ricercatrice della British Columbiaha manipolato le testure (gli sfondi) di un computermentre i soggetti risolvevano alcuni compiti cognitividifferenti.

1 Risultato: quando i soggetti avevano uno sfondo dicolore ROSSO erano più bravi in compiti che richiedevanoabilità nello scovare i dettagli…come trovare gli erroriall’interno di un testo (questo è stato testato rispetto alcolore bianco-neutro e al colore blu).

2 Risultato: quando lo sfondo era BLU i soggetti eranopiù portati a dare soluzioni creative. In pratica il blustimola la creatività. Il compito assegnato era quello didescrivere quante cose era possibile fare con unmattone 😉

La spiegazione data dalla ricercatrice è di origine cognitiva,in pratica associamo i colori a determinati eventi dellavita reale. Ad esempio il rosso è associato ad un contestodi allarme, per cui bisogna stare attenti…mentre il blu èmaggiormente associato alla tranquillità e rievoca il mareed il cielo…

Essendo abbastanza d’accordo con l’ipotesi presentata milimito ad aggiungere che il blu, essendo associato a qualcosadi “tranquillo” potrebbe far scattare più facilmente quelmeccanismo che in letteratura viene definito come Flowe che hai visto negli scorsi post 😉

E tu che cosa ne pensi? di che colore è il tuo ambiente dilavoro? lascia un commento qui sotto e se non lo haiancora fatto iscriviti ai miei feed rss.

A prestoGenna

Ps. Nella Dinamica Mentale il Rosso è il primo colore, forseessndo ancora in Beta stai più attento ai particolari dellezone del corpo da rilassare…mentre il blu è il terz’ultimocolore…dedicato appunto al rilassamento profondodell’Alfa/theta 😉

PPs. Sono al mio week di ipno-formazione quindi cimetterò un pò per rispondere alle tue domande e ai tuoicommenti.

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3 Commenti
  • leggere l'intero blog, pretty good

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Nicola…

    Complimenti per il tuo approfondimento… sia psicologico che storico.

    Grazie
    Genna

  • Ciao Genna,
    giuste considerazioni!
    Come ben sai, la Gestalt applicata all’architettura e al townscape – v. gli studi di Kevin Lynch – mette in gran risalto il colore come uno dei ‘segnali’ che incidono nel profondo dell’utente di un ‘luogo’, diventando così uno degli elementi ‘direttori’ e ‘indicatori’ dello stesso. Non solo, incidono sulla stessa ‘mappa mentale’ (per non dire la ‘coscienza’ e il subconscio) di chi frequenta i luoghi stessi.
    E poi non ci scordiamo che, nell’antichità, spesso rosso e nero erano associati, se non addirittuta omologati (il nero fa paura come il rosso…), tant’è che nei primi scacchi – quelli indiani – c’era il bianco e il rosso (non il nero). Come, d’altronde, l’azzurro, nelle varie tonalità, era il colore più apprezzato nel medioevo e nel rinascimento, mentre il marrone era – perchè più facile da ottenere – il più comune. Insomma, cielo versus terra…
    Nicola Perchiazzi (dal caos la stella danzante)

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