Gli Omega 3: un cibo per la mente

Ciao,

oggi hai la possibiltà di leggere un articolo molto belloe interessante che tratta di salute mentale e alimentazione.

Ma io non sono esperto in questo argomento, cosìlascio la parola al Dr. Andrea Baroncini, Medico eNutrizionista Zona….buona lettura:=======================================

Gli acidi grassi omega 3 rappresentano una risorsafondamentale per la nostra salute, in grado di svolgerenumerose funzioni preventive e terapeutiche.Rappresentano un elemento determinante nellastrategia nutrizionale pro Zona.

Come molti sanno la Zona è una filosofia alimentareideata negli anni ’90 dal biochimico Barry Sears chevoleva individuare il migliore stile di vita e lamigliore dieta in grado non solo di far perdere ilpeso in eccesso ma anche di favorire ilmantenimento della salute.

La dieta a Zona si basa in sintesi sul bilanciamentotra proteine, carboidrati e grassi ad ogni pasto espuntino. Il secondo passo è quello di sceglierele migliori fonti alimentari cioè proteine magre,carboidrati da frutta e verdura e grassi buoni.

E’ appunto tra i grassi “buoni” che possiamoclassificare gli omega 3.

Rispetto al periodo paleolitico, ma anche rispetto aquello dei secoli scorsi, l’apporto di omega 3 nellanostra dieta si è andato notevolmente riducendo finoa vedere incrementare il rapporto omega 6/ omega 3 da1a 1 fino 20 a 1 come troviamo negli Stati Uniti enegli altri paesi occidentali.

L’aumento del rapporto omega 6/omega 3 è dovutoa numerosi fattori:

• Interruzione dell’abitudine di assumere olio di fegato di merluzzo

• Aumentata assunzione di acidi grassi omega 6 che trovinegli oli di semi, nelle carni grasse, ma anche in prodottida forno a lunga conservazione.

• Diminuita concentrazione di omega 3 nelle fonti naturalicome uova, verdura e carni.

Numerosi studi epidemiologici hanno testimoniato unaumento di patologie cardiovascolari e infiammatorie(come l’artrite reumatoide) con l’aumentare delrapporto tra omega 6 ed omega 3 con la nostraalimentazione.

Ma quali sono i meccanismi d’azione principali degli omega 3?

• Prima di tutto riducono la produzione di alcune molecoleinfiammatorie dette eicosanoidi, quindi sono dei potentiantiinfiammatori.

• Poi contribuiscono a rallentare i processi di invecchiamento(effetto antiaging) in quanto rendono più fluide ed elastichele membrane cellulari.

• Un’altra importante azione è quella di stabilizzare ilbattito cardiaco agendo sui canali ionici del sodio e delcalcio, ostacolando in tal modo le aritmie come lafibrillazione atriale e venticolare che possono insorgerea seguito di un infarto.

• Una funzione scoperta negli ultimi anni è quella dimodulare la risposta genetica; in sostanza tutti sappiamoche la nostra salute dipende anche dai nostri geni.Questi noi non li possiamo cambiare, però possiamomodificare la loro risposta attenuando quella che èla nostra predisposizione ereditaria a certe patologie.

Un aspetto molto interessante degli omega 3 è la lorocapacità di migliorare la risposta cerebrale.

Già sapevamo che le popolazioni che fanno maggior uso dipesce (una ricca fonte di omega 3) come gli esquimesi o igiapponesi hanno le più basse percentuali di malattieneurodegenerative e di depressione.

Uno studio pubblicato su Arc. Gen. Psychiatry nel 1999 hachiarito molto la questione. Il dr.Andrew Stoll hasomministrato omega 3 ad alta concentrazione ( 9,6 g algiorno) a pazienti affetti da un tipo particolare didepressione definita sindrome bipolare.

I risultati sono stati straordinari, i pazienti sono statiin grado di ridurre i loro farmaci antidepressivi come illitio ed in certi casi li hanno completamente sospesi.

Dopo questa prima ricerca clinica altri studi hannoattestato la potenzialità degli omega 3 nel prevenire enel trattare la sindrome depressiva ma anche di migliorareil livello dell’umore in genere. Questi risultati si sonovisti anche in donne in gravidanza le quali hanno ridottoil rischio di depressione post partum che in certi casiporta a risultati drammatici.

Una patologia neurologica molto frequente negli ultimi anniè la ADHD cioè il deficit di attenzione con iperattività neibambini. Tale sindrome riduce di molto il rendimentoscolastico di questi piccoli pazienti e rende la vita dei lorogenitori molto difficile.

Il dr.Barry Sears ha studiato questi bambini ed ha scopertoche il loro metabolismo porta a consumare rapidamente gliacidi grassi omega 3, la conseguenza è un valore del rapportoomega 6/ omega 3 molto alto. Bene, con una integrazionemassiccia di omega 3, superiore a 10g al giorno, si sono vistinotevoli miglioramenti nel comportamento di questi pazientisoprattutto sullo stato di iperattività.

Come è possibile un azione così efficace?

Prima di tutto bisogna ricordare che gli omega 3 sono unacomponente essenziale del nostro cervello ( soprattutto ilDHA) quindi fornire i “mattoni” giusti ne potenzia ilfunzionamento. In oltre alcune patologie neurologichecome la depressione e l’Alzheimer sono malattieinfiammatorie e come tutte le malattie infiammatorierispondono bene ad una integrazione massicciacon omega3.

Vista l’importanza di questi acidi grassi polinsaturi perla salute del nostro sistema nervoso quale può essere lastrategia giusta per incrementarne l’assunzione?

Intanto cominciamo a dire che alcuni alimenti ne sono ricchie quindi la loro assunzione alimentare è molto utile.

La frutta secca come le noci, uova, verdura e carni daallevamento biologico forniscono un tipo di omega 3 a catenacorto detto alfa-linolenico. Ancora più importantel’assunzione di pesce che fornisce EPA e DHA che sono lemolecole più attive nel nostro organismo.

I pesci più ricchi di omega 3 sono il salmone (1,6g/100),ed il pesce azzurro in genere come sardine(2g/100),alici( 2g/100) e sgombri (1,8g/100).

Non ne contengono invece i pesci magri come la sogliolaed il nasello.

Non dimentichiamoci poi che il pesce può conteneresostanze tossiche come diossina e mercurio e chequeste sono più abbondanti nei grossi pesci comeil tonno ed il pesce spada che stanno al verticedella catena alimentare.

Una buona idea è quella di utilizzare degli integratori abase di olio di pesce concentrato e distillato che sonoprivi di sostanze tossiche e possono essere assuntianche tutti i giorni.

Il dr.Sears consiglia le seguenti dosi:

– Nessuna patologia cronica: 2,5 g di EPA + DHA

– Obesità, diabete e malattie 5 g cardiovascolari

– Dolore cronico 7,5 g

– Malattie neurologiche >10 g

Va in fine considerato che l’assunzione di omega 3andrebbe inserita in una più ampia strategia nutrizionalepro Zona che faccia cioè abbondante uso di verdura efrutta ricche di grandi quantità di antiossidanti epolifenoli.

Gli omega 3 come tutti gli acidi grassi poliinsaturi sonomolecole facilmente ossidabili. Se l’alimentazione è poverao mancante di antiossidanti (come succede nella tipicadieta occidentale da fast food) l’assunzione di omega 3può non essere utile o anche diventare dannosa per laformazione di acidi grassi ossidati in grado didanneggiare le nostre cellule.

Dr. Andrea Baroncini

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A prestoGenna

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2 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Alessandro,

    grazie mille per la “testimonianza” 😉

    Genna

  • Alessandro Cosimetti
    Rispondi

    Applico la Zona da circa 10 anni e non mi sono mai sentito così in forma e in salute come in questi anni. Assumo pochi integratori tra cui gli immancabili acidi grassi omega 3.

    Alessandro

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