Ipnosi e meditazione: differenze e similitudini …per quanto possibile ;-)

Ciao,

spesso la gente è curiosa di conoscercele differenze fra ipnosi e meditazione. Questo non è di certo un compito facile…tuttavia esiste chi le ha studiate in modo approfondito ( es. Charles Tart).

Affermare che: la meditazione è qualcosa di antico e al di fuori della nostra cultura …bla…bla…e per questo motivo non si può mettere “sullo stesso piano dell’ipnosi”…lo trovo al quanto limitante per chi vuole studiare gli stati modificati di coscienza…

La prima difficoltà nel paragonare meditazione ed ipnosi sta nel fatto che di entrambe ne esistono una quantità enorme. La seconda è che una (l’ipnosi)appartiene alla cultura occidentale mentre l’altra appartiene a quella orientale.

Per questo eviterò di parlare delle differenze mentre metterò in luce alcune affascinanti somiglianze.

La prima somiglianza è di origine culturale: infatti entrambe nascono e prolificano all’interno di un pensiero magico-mistico. L’ipnosi con il suo noto magnetismo animale…e la meditazione con tutto ciò che riguardale “energie sottili” ed il corpo energetico.

Oggi, entrambe queste pratiche sono entrate a far parte della nostra cultura, orientandole verso la salute.L’ipnosi, ormai è riconosciuta a livello medico…mentre esistono sempre più studi sulla validità di alcune pratiche meditative per il benessere psicologico.

Mentre ti scrivo mi rendo conto che avrei bisogno di parlartene per ore ed ore…ma cercherò di prendere inconsiderazione le cose più evidenti e mi riservo di approfondire in articoli futuri…Ecco le somiglianze principali:

1) Una sempre più limitata afferenza da parte dei recettori corporei (propriocettori, barocettori, ecc).In altre parole, stando fermo in una posizione…piano piano…il senso del corpo inizia a svanire…

2) In entrambe le pratiche si raggiungono ritmi cerebrali simili: lo stato Alfa e Theta…

3) C’è una “inversione emisferica”…cioè l’emisfero dominante (quello che funziona di più) perde “forza”mentre quello non dominante “scarica di più”…(non so se questo succede per tutte le forme di meditazione…se lo sai sei pregato di dirmelo;-))

4) Entrambe le pratiche hanno un “in” e un “out”,nell’ipnosi c’è quella descritta da Gilligan…mentrenella meditazione esiste quella “concentrativa” e quella di “apertura” (Naranjo e Ornstein).

5) la pratica continua di entrambe (in questo caso autoipnosi) porta enormi benefici non solo a livello fisiologico ma soprattutto ad un “rafforzamento dell’io”…”si diventa come una montagna”…

6) entrambe le pratiche sono d-ASC (stati discreti dicoscienza alterata) come descritto nelle affascinantiricerche di C. Tart.

Mi fermo qui…e mi riservo di continuare in futuro questo paragone che io trovo interessante;-)adesso voglio farti notare la pragmaticità di questo paragone.

Come appassionato di entrambe mi sono accorto che apprenderle significa soprattutto praticarle. Ti assicuro che i risultati sono eccezionali. Se fai il mio mestiere ed hai a che fare con le persone, apprendere come meditare, disidentificandosi e creando la giusta”dissociazione”.

Per me la cosa migliore è “utilizzarle” per uno scopo preciso. Oltre ai meravigliosi “doni della meditazione”e al “benessere psicofisico dell’ipnosi” esiste la possibilità di sviluppare specifiche risorse…tuttavia l’atteggiamento di “non giudizio”, di presenza e “dell’essere” tipico della meditazione è di certo la massima espressione del raggiungimento della felicità….meditare “senza nessuno scopo“.

Grazie per avermi letto fino a qui…aspetto le tue domande e i tuoi commenti. Ricorda che il modo più facile per segui e un blog è quello di iscriversi ai feed rss 😉

A presto
Genna

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6 Commenti
  • Si Anthos, è uno di primi segnali della modificazione della coscienza. I recettori della posizione (propriocettori) smettono di segnalare al cervello le sensazioni.

  • Quindi il "sintomo" di non sentire il proprio corpo, sentirlo a poco a poco svanire significa entrare in ipnosi/meditazione?
    Mi è capitato più di una volta, perciò chiedo, la cosa è molto interessante 🙂

  • Salve,

    mi dispiace che ci sia questo fraintendimento, perchè il metodo SAM è una semplificazione del training autogeno che ho elaborato dopo anni di studio e di pratica.

  • Dott. Romagnoli
    rispetto il suo blog e la sua attività, ma ciò che non mi torna è il perchè vanga pubblicizzato un sito come quello di Alex Billico col suo progetto SAM che è solo un altro dei tanti metodi miracolosi per fare soldi online e truffare gli ingenui.

  • Ciao Manuel…

    mi stavo proprio chiedendo come mai un post così interessante (almeno per me) non fosse ancora stato commentato direttamente…

    Grazie per il tuo
    contributo
    Genna

  • Carissimo Gennaro,

    per esperienza (e molta pratica) personale (nella meditazione grazie ad Italo Cillo e nell’ipnosi grazie a te), non posso che essere perfettamente daccordo con te quando affermi che:
    “Come appassionato di entrambe (arbitrariamente
    pendente verso l’autoipnosi) mi sono accorto che
    apprenderle significa soprattutto praticarle….Per me la cosa migliore è “utilizzarle” per uno scopo preciso. Oltre ai meravigliosi “doni della meditazione” e al “benessere psicofisico dell’ipnosi” esiste la
    possibilità di sviluppare specifiche risorse…”

    Nulla di più vero di questo ! :^)

    un abbraccio e tanti complimenti come sempre da un tuo grande ammiratore !

    Manuel

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