Sviluppo Personale: come diventare un Leader ;-)

Ciao,

prendi un gruppo di persone, dagli un compito e dopopochi minuti di lavoro emerge un Leader. Questo èormai noto in tutte le ricerche nel campo dellaLeaderschip e del Team Building.

Nel post che stai per degustare ho inserito alcune dellepiù recenti scoperte nel campo dello sviluppo personaletratte dalla rivista Personality and Social Psychology.(mica pizza e fichi :D)…

Principale risultato di questi studi è che, la Leadershipè direttamente proporzionale alla “quantità di quantoparla una persona nel gruppo” e chiaramente, di comequesto viene percepito.

In due studi condotti da Anderson and Kilduff (2009) dall’Università di Berkley, i ricercatori hanno cercatodi capire come le “persone dominanti” vengonopercepite dal gruppo.

In uno dei due esperimenti, due gruppi venivano invitatia risolvere un problema matematico, gareggiando fraloro. I loro comportamento è stato video registrato eaccuratamente analizzato.

La ricerca ha mostrato che, le persone che diventanoLeader tendono ad offrire maggiori suggerimenti sucome risolvere il problema. Questi vengono percepiti,sia dal gruppo che dagli osservatori esterni, comemaggiormente competenti.

Se i contributi sono sbagliati la persona viene percepitacome leader? Scommetto che hai detto di si…e inveceil secondo di questi studi dimostra che, non è tanto ilvalore del suggerimento…ma la frequenza con quanto parla :-O

E’ ovvio che se, oltre alla frequenza dell’eloquio siaggiungono competenza e successo (nel risolvere ilcompito) la leadership aumenta decisamente.

Entrambi questi studi sono stati fatti partendo da unasituazione di “parità” fra i soggetti…mentre questo nellarealtà accade raramente…e la leadership è influenzatada altri fattori, come il ruolo sociale e il denaro….

…ma grazie a queste piccole dritte puoi aumentarela probabilità di essere percepito come Leader quandolo ritieni più opportuno 😉

cosa ne pensi? è possibile che il semplice “parlaredi più aumenti la Leadership? Lasciami un commento…e iscriviti ai miei Feed.

A prestoGenna

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6 Commenti
  • Ciao Ragazzi,
    che bello trovare
    tutti questi commenti
    Grazie 🙂

    X Manny: ammazza che ragionamento 😉 si effettivamente esiste un fattore che viene spesso nominato come “leadership situazionale”. Se ad esempio io conosco un luogo…e tutta la mia compagnia no…io divento, in quella situazione un leader…

    quello che “manovra i burattini” da dietro le quinte…non è propriamente un leader. Un leader si assume la responsabilità del comando. Essere Leder non è necessariamente sinonimo di “potere”… In altre parole, stimo chi eticamente “sposta i fili” ma non lo definirei classicamente “leader”…

    X BH e Alessandro: si esattamente questo…
    casualemente…tu e Alessandro avete dato una interpretazione simile…

    la condizione principe è quella di “avere il coraggio di prendere la parola ed assumersene (conseguentemente) la responsabilità…

    Grazie a tutti
    Genna

  • Ciao Andrea,

    sono pienamente d’accordo gli elementi che hai elencato fanno tutti parte di un buon leader…

    L’esperimento postato è solo, come già hai sottolineato, una “prova da laboratorio”…

    Grazie per il tuo
    contributo
    Genna

  • Alessandro Cosimetti
    Rispondi

    Chi è solito esporsi frequentemente mostra maggior coraggio, dote che da sempre affascina e catalizza interesse su di sé.

    Alessandro

  • è uno studio che conferma quanto si vede sempre nella vita di tutti i giorni.
    A me è capitato tantissime volte che, durante un’attività di gruppo, quello che parlava di più, anche se parlava senza cognizione di causa, arrivando anche a dire delle emerite…. , veniva ascoltato e diventava un punto di riferimento per tutti gli altri.

    Probabilmente il nostro inconscio dice “se ha il CORAGGIO di aprire bocca, vuol dire che ha competenze nell’argomento” e, qualora egli sbagli “vabbè, almeno ha avuto il CORAGGIO di proporre una soluzione”

    Nella parola che ho scritto in maiuscolo c’è forse la chiave di questo meccanismo 😉 la qualità che più viene apprezzata in un leader.

  • io credo che un vero leader sia quello che non sembra essere il leader, cioè “l’uomo dietro le quinte”,diciamo quello che manovra i burattini senza che se ne rendano conto.
    Un leader tradizionale si può spodestare dal suo posto e rimpiazzare facilmente,ma quando non sai chi è??
    E se fosse l’uomo dietro le quinte ad aver spodestato il leader tradizionale con l’aiuto inconsapevole degli altri elementi del gruppo perchè non gli faceva più comodo il capo attuale per i suoi scopi??!
    Dimmi cosa ne pensi…
    Ciao

  • trovo interessante quanto scrivi ( e piacevole come lo scrivi); credo questi studi scontino spesso un che di artificiosità, poichè fanno riferimento a situazioni di ‘laboratorio’ di durata limitata e ove i partecipanti non necessariamente sono concretamente determinati.
    credo che nel quotidiano la leadership sia in buona parte legata all’autorevolezza riconosciuta grazie alla capacità dimostrata di risolvere situazioni e momenti, assumendo la responsabilità.
    grazie per i tuoi contributi e, se di tuoi interesse, sono motivato a dialogare su questo tema.
    Andrea

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