Ecco perchè un “coach” deve essere più bravo di un terapeuta!

Ciao,

oggi ti parlo di una questione decisamente scottante nel panorama della psicologia e dello sviluppo personale.

Come di certo saprai, il modello forte di riferimento della psicoterapia ci arriva dritto dritto da oltre 100 anni fa e si tratta della ultra popolare psicoanalisi.

Anche se oggi la psicoanalisi ortodossa è ormai”roba da museo”, l’80% della popolazione vede lo psicoterapeuta (e in generale chiunque si occupi di salute mentale) come uno psicanalista.

Attento: le osservazioni che sto per “proporti” sono irritanti, che tu sia psicologo e/o psicoterapeuta oppure un coach 😉

La psicoanalisi è fondata sulla interpretazione: la persona parala, parala e parla e il terapeuta ascolta e ascolta sino a quando non si accende una lampadina (insight) che fa “comprendere il significato al terapeuta” che lo restituisce al paziente.

Insomma TUTTO è basato sul contenuto e sull’ascolto (più o meno) di quello che sta dicendo il paziente….e sulle “intuizioni”dell’analista.

Nel coaching, il cliente parla, parla e risponde a domande precise che portano i suoi “processi di pensiero” nella direzione ottimale.

Qui c’è meno attenzione sul contenuto, è più “perizia”nel processo (più rivolto al “come” che al “perché”)…quindi “attivazione di processi già esistenti all’interno della persona”.

Il continuum che ti propongo è più o meno questo: Interpretazione (contenuto) Vs. processo

Ma quale sarà la forma “corretta d’intervento”? una è più giusta dell’altra? e perchè il coach, dovrebbe essere “più bravo del terapeuta?” (ovviamente questa è una provocazione)

Molte persone mi dicono: “Genna, io sono bravo ad ascoltare e capisco bene le persone…penso che sarei un ottimo terapeuta e/o coach”.

Purtroppo il “saper ascoltare” NON basta…sono convinto(e ne era convinto anche M. Erickson…vedi “L’uomo di Febbraio”) ma bisogna…poi saper guidare il processo della persona, nella giusta direzione. Attivando quei processi (risorse) utili in quel determinato contesto.

Quindi, mentre il terapeuta classico (che ti ripeto NON esiste quasi più) è centrato sul “capire la persona”…il coach è centrato sul “scoprire” potenzialità e risorse(quindi i processi).

Virtualmente parlando…guidare i processi di un’altra persona, senza averla “capita” è ancora più difficile che capire e guidare (oltre ad essere un paradosso).

Il Coaching è diventato famoso grazie alla PNL…la quale è rintracciabile per un 70% nel lavoro di M. Erickson il quale era convinto che ci volessero entrambe le abilità.Ascoltare il contenuto, attivando i processi mentali del cliente lavorando all’interno del suo mondo.

In PNL si dice spesso di fare attenzione SOLO al processo,come forse ti sarai già reso conto…questo è utopico…è impossibile osservare esclusivamente il processo senza ascoltare il contenuto, perché?

Perché la mente è una ricercatrice di “significati”…e il significato delle comunicazioni che arrivano dal tuo cliente, sono un mix di contenuto e di processo.

Immagina di ascoltare un cliente che ti dice questo: “vede quando parlo di mio marito vedo dentro di me tutto nero e questo mi butta pesantemente giù“.

Un coach esperto di PNL svelerebbe subito la struttura del VAK (visivo, auditivo e Kenestesico) nascosta nella frase…ma potrebbe “perdersi” la relazione con il marito che, magari prima non era stata nominata.

O viceversa, uno psicanalista ortodosso, vedrebbe solo la relazione con il padre restando cieco al processo di rappresentazioni interne a cui sta accedendo il cliente.

In realtà…sono necessari entrambi gli aspetti  l’avevi già capito vero? E’ lo stesso Erickson a dirlo “la psicoterapia è attivazione dei processi mentali…”(qui per psicoterapia Erickson intendeva tutti i modelli di aiuto visto che nascono quasi tutti da lui, PNL compresa).

Ma come fai a capire i processi mentali…se non ascolti il cliente? Ti assicuro che c’è bisogno di entrambi gli aspetti…sia quello del contenuto dia quello del processo.

E allo stesso modo ci sono momenti dell’intervento in cuiè meglio rivolgersi al contenuto e altri dove è meglio notare il processo.

Quindi perché il titolo di questo post è così provocatorio?

Perché spesso si sente dire: “il coaching non è terapia” e viceversa la “terapia non è coaching” invece io sono convinto che una “terapia moderna” sia un po’ di entrambi…

il coach NON può fare a meno di ascoltare i contenuti di chi gli parla (e anche qui ci saranno forme di transfert che tu sia il coach più preparato del mondo o meno) e il terapeuta NON può fare a meno di notare porzioni di processo (come ad esempio il comportamento non verbale…ecc.) .

Prima di lasciarti lo spazio per un commento, concludosvelando…che cosa intendo per transfert nella parentesiqui sopra;-)

Il transfert capita quando: il tuo cliente sta parlando di SUA madre e TU pensi a TUA madre. Ti è mai capitato? Certo è un fenomeno inevitabile di cui è importante essere coscienti durante un qualsiasi lavoro con altre persone!

Ok…aspetto un tuo commento…

A presto
Genna

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5 Commenti
  • Ciao Andrea

    sono tornato sino a questo post…solo per dirti che hai perfettamente ragione…

    Quando ho scritto il post ho preso in considerazione solo quegli aspetti che mi “stuzzicavano al momento”;-)

    La relazione è la base di tutte le interazioni umane e della vita intera…così se dovessi approfondire questo argomento potrei scrivere tomi su tomi;-)

    Basta dare una rapida occhiata ai testi di Bateson e quelli di moderna fisica quantistica (come l’entanglement)…in pratica senza scomodare uno psicoterapeuta vedremmo che la risposta è sempre quella : RELAZIONE.

    Cavolo continuano arrivarmi dei commenti, come il tuo, che dovrebbero essere trasformati in post…

    Quindi resta collegato che prima o poi ti chiederò il permesso per farlo;-)

    Buona estate
    Genna

  • La relazione!
    La risposta, alla domanda che non poni, è la relazione. Lo psicoterapeuta (sia esso psicanalista o altro) così come lo psicologo e il coach utilizzano e lavorano sulla dinamica tra le due persone. Cambia il setting, cambia l’obiettivo, cambia il committente ma la relazione è sempre l’elemento fondante. Lo psicanalista classico cerca di risolvere il transfert attuale del paziente per lavorare sui blocchi passati e far emergere le strutture e le dinamiche genitoriali passate; il terapeuta l’eriksoniano crea il rapport e lavora sul “qui ed ora” sottendendo strutture inconsce del lì ed allora (passato o futuro); il coach invece… (dillo tu che sei più informato). Ma in tutti i casi il facus è la relazione che la persona instaura con gli oggetti del proprio campo (per dirla alla Lewin). Quando parliamo di motivazione, atteggiamento, leadership, manie, com-pulsioni o tailoring non facciamo altro che parlare di come le persone si mettono in relazione con obiettivi, oggetti, gruppi, capi, paure, desideri o pazienti. E la relazione è appunto quel mix di processo e contenuto che caratterizza il rapporto che noi abbiamo con le specifiche cose che ci circondano, con gli oggetti che compongono il nostro mondo.
    Viene da te un ragazzo che non sa che lavoro vuol fare da grande; tu utilizzerai tutti gli strumenti che ritieni più idonei nel campo dell’orientamento, o dello sviluppo personale o della terapia ma non puoi esimerti dal comprendere in che relazione si pone lui nei tuoi confronti e magari anche nei confronti del lavoro e del futuro. Perché viene da te, chi lo ha mandato, cosa si aspetta, come lo chiede, perché in questo specifico momento, ecc.. sono domande che non puoi esimerti dal porti; sia tu coach, psicoterapeuta, oreintatore o similia. Sostanzialmente indaghi il contenuto della sua domanda e il processo con il quale te la pone, in altre parole: in che relazione si pone con il mondo che lo circonda.

    O almeno così la penso io
    Andrea

  • Grazie Manuel
    e grazie Massimo…

    Questo post è stato scritto “tutto d’un fiato”…e quando ho trovato i vostri commenti sono stato felicemente colpito;-)

    Il mio inconscio deve aver fatto un buon lavoro:-P

    Grazie ancora
    Genna

  • A Genna e Manuel

    Sono d’accordo con Manuel che è d’accordo con Genna.
    Sarete d’accordo con me che Genna è un grande!!!
    Con quella foto nuova poi….
    Scherzi a parte è solo un modo per rinnovarti la mia stima..

    Massimo

  • Grande Genna!
    Un post alla dinamite!

    Mi trovo sotto diversi punti di vista in accordo con te, questo post dovrebbe girare su tutta la rete!

    Molto spesso infatti le persone prendono delle decisioni sulla base di “scarse informazioni”, e a volte si rilevano “pessime decisioni”..

    Penso che questo tuo post possa essere d’aiuto a molti..

    Ciao
    Manuel

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