“La sindrome degli antenati”

Ciao,

sulla scia del Il bivio, esiste un altroprogramma televisivo che, appenaho tempo, guardo.

Sto parlando di Voyager, condottoda Roberto Giacobbo. Il conduttoreè assolutamente appassionato;-)dell’argomento che tratta.e questo mi piace.

Ma visto che di solito non guardo latelevisione, mi sono accorto chequalche buon samaritano, mettei Voyager su youtube.

L’argomento del video che tra pocoti mostrerò è davvero interessante,non solo perchè parla di alcunetecniche psicologiche…comelo psicodramma (Moreno)..

ma perchè mostra qualcosa su cui,devo essere franco, provo un “mezzo”scetticismo…

Perchè “mezzo” scetticismo?Perchè ci credo per metà:

– Credo nella Sincronicità degli eventi..- Non credo nella “psicologiaTransgenerazionale”

Anne Ancelin Schützenberger Terapistacon oltre quarant’anni di esperienza,sostiene che ogni individuo portacon se anche i traumi irrisolti deipropri antenati:-O

In realtà la psicogenealogia è utilizzatada molte persone…ma quale sarebbe labase di queste teorie???

L’esistenza di date strettamente correlatefra loro…membri diversi di generazionidiverse si ritrovano a vivere gli stessieventi in date simili..

Ma questo può bastare a giustificare lapratica di una teoria del genere?

Si…perchè in fondo credo che,la rappresentazione, più o meno teatrale,di alcune sene…

possano fungere da ottime metafore terapeutiche,indipendentemente dal fatto che l’ereditàsia reale o meno.

Ricordi quando ti parlavo degli studidi Lipton..dagli un’occhiata…

Come è possibile affermare che ci siaquesta influenza “racchiusa nel DNA”,quando, queste semplici righe hannoil potere di modificare il tuoDna e anche il mio??;-)

Infatti secondo la nuova biologia, ituoi pensieri e l’apprendimento possonomodificare la trascrizione dei tuoigeni…ricordi?:-)

e tu cosa ne pensi?? scrivi il tuo parerenei commenti qui sotto

A prestoGenna

Ps. Tieni presente che non voglio aprireun dibattito epistemologico sull’argomento…mi aspetto commenti sull’aspetto applicativo;-)

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3 Commenti
  • Daniele e Alessia
    Rispondi

    Ciao e scusate l’intrusione, ho trovato molto affascinante il servizio su Voyager e colpito dall’argomento ho acquistato il libro della Prof.ssa e sul sito http://www.sindromeantenati.it è aperto un forum di discussione sull’argomento psicodramma e sindrome molto interessante. Saluti Alessia

  • Cioa Annik
    e grazie mille per
    la tua testimonianza.

    La tua esperienza è sicuramente molto bella…ed entra a pieno merito nel tema del post. Infatti il dilemma che dovrebbe evidenziare il post è questo:

    Quel sentimento di “liberazione” che hai provato…è dovuto:
    a) al fatto che è REALE l’ìnfluenza
    degli antenati e tu sei riuscita a creare un equilibrio..b) oppure hai creato una meravigliosa “metafora terapeutica” per te stessa?

    Francamente la risposta non m’interessa troppo…vedo la cosa in modo pragmatico…se può essere
    utile…non vedo perchè non utilizzarla;-)

    Grazie ancora
    Genna

  • Non so se azzecca proprio con il tema del tuo articolo, però parlando dell’ “influenza dei antenati”, desideravo comunicare la mia esperienza.
    A un certo punto del mio percorso evolutivo, dové avevo anche partecipato ad alcuni seminari di Costellazioni familiari, ho sentito un bisogno quasi viscerale di costruire il mio albero genealogico. Visto che vivo a Roma ma sono francese, ho dovuto concentrare le mie ricerche durante le vacanze che sono state dedicate per due anni essenzialmente a questo scopo. Non vi dico la gioia che provavo a rimanere intere giornate sepolta negli archivi polverosi di paesini o persa nei microfilm. Sentivo un’eccitazione degna del cane che trova la pista e parte alla caccia della preda. Ho fatto delle dcoperte incredibili, ritrovato tutta la linea generazionale del mio cognome, finora sconosciuta ecc….
    Poi, l’estate scorso è successo una cosa strana: ho lavorato un’intera settimana sulla ricostruzione degli ascendenti della nonna paterna. Gli tre altri nonni erano già “completati” fino ai primi anni del 700. Alla fine dell’ultima gionata, ho chiuso l’ultimo registro e avuto la sensazione nettissima che ormai il “tavolo sul quale io appogiavo la mia vita” aveva trovato la sua quarta gamba e ormai era in equilibro!
    Sono passati quasi 9 mesi, prima di Natale ho aggiornato il mio albero e stampato quante copie mi servivano per regalare a genitori e cugini la mappa della nostra famiglia. E basta! Come se io avessi fatto il mio compito e potessi passare ad altro. Ora altri soggetti mi interessano e il passato non ne fa più parte.
    Sono in una fase della mia evoluzione dove le cose che non mi servono più se ne vanno. In qualche modo tiro le somme del passato e lo lascio andare. Ma ho avuto evidentemente bisogno di andare alla ricerca delle mie radice, di identificarle e ringraziarle, per poi proseguire verso la mia strada del tutto diversa: una pittrice dell’Anima, arte terapeuta, nata da 468 persone identificate, per la maggioranza contadine.

    Annick

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