I Segreti del Metamodello della PNL…”moderna”

Ciao,

l’argomento di cui vorrei parlare oggi è caro a tutti gli appassionati di Programmazione neruolinguistica (PNL).

Come molti sanno la PNL nasce dallo studio delle persone di  “successo”. Si sono cercate persone che riuscivano a fare bene le cose e successivamente si sono studiate.

Questo studio in PNL prende il nome di “modellamento”, cioè la sistematizzazione di quegli elementi e strategie che fanno la differenza.

 

Così se voglio imparare a fare una pizza ho tre scelte:

 

1) comprare un libro di ricette per la pizza
2) proseguo per prove ed errori…
3) andare dal mio amico Michele…che ha una certa esperienza ed osservarlo sul lavoro.

 

La PNL ha osservato i pizzaioli all’opera…con la grande fortuna di NON essere dei pizzaioli.
Questo gli ha permesso di astrarsi dal contesto(in quel periodo quello terapeutico)e di vedere le cose dall’alto.

Da questo studio nasce il Metamodello…ossia per poter indagare il modello del mondo della persona che abbiamo preso a modello.

Conosci già il metamodello ma non riesci ad applicarlo nella vita di tutti i giorni? Clicca Qui …alla fine diquesto articolo troverai video che ti mostra come fare 😉

L’insegnamento del metamodello, soprattutto in Italia, è rimasto fermo alla sua prima forumlazione. Pochi oggiseguono i suoi sviluppi e ne rendono partecipi i lorocorsisti.

Il Metamodello nel corso dei 30 anni di studi della PNL è stato modificato molte volte. Ogni trainer ha aggiunto,cambiato o eliminato categorie e sconvolto la sua struttura.Esistono ormai centinaia – non esagero – di distinzioni linguistiche del metamodello.

Il Metamodello viene presentato per la prima volta al pubblico nel libro “la struttura della magia” nel 1975. Un libro impegnativo, scritto secondo dogmi accademici…destinato a diventare il primo libro di Programmazione Neurolinguistica.

Il primo segreto che voglio svelarti è questo:il metamodello non va all’infinito!
Come saprai le domande del Metamodello servono per fare luce sulla struttura profonda del parlante.

Leggendola “struttura della magia” puoi notare che le contestazioni(challenge – sfida) non hanno una fine.

Pochi sanno che Chomsky, il creatore della GrammaticaTrasformazionale (quindi della maggior parte dei concetti del metamodello) ha abbandonato il concetto di SPgià negli anni 80.

Non solo, la sua GT è stata completamente soppiantata daimpianti teorici come la linguistica cognitiva e la semantica generativa. Negli anni R. Dilts, uno dei più prolifici studiosi di PNL,ha notato che “è impossibile estrarre tutte le informazioni” e anzi in certi contesti è assolutamente controproducente.

Questo concetto purtroppo non è così conosciuto…vedo Spesso schiere di studenti di PNL che vanno in giroa farsi gli affari degli altri;-) …Il metamodello usato alla cieca porta al litigio…questo è assolutamente assicurato…provaci, vai da un tuo amico e chiedigli: ” ciao come stai?”… e da lì in poi metamodella tutto quello che dice…entro 30 minuti ti odierà;-)

Dilts afferma che il Metamodello deve servire a “prendere una persona in cattive acque e portarla in un posto migliore!”.Quindi per utilizzare al meglio il metamodello la prima cosa che bisogna avere è un obiettivo chiaro.

Sembra una banalità agli occhi di un esperto, ma in realtà non avere un obiettivo può generare dei grossi danni…si perchè il metamodello è davvero potente…sia in positivo che in negativo. Sta a te decidere come usarlo…

Il secondo segreto, ancora meno preso in esame, è che,scavare sino a quella che noi pensiamo essere la Struttura Profonda, non è necessario (oltre ad essere teoricamente impossibile).

Infatti la maggior parte delle problemi che si generano ad un meta-livello. Andare al di sotto di questo meta-livello non è utile…anzi se conosci la sistemica sai che sono sempre i livelli superiori a controllare la “direzione” di quelli inferiori.

Da queste condiderazioni nasceranno gli Slaight of Mouthdi R. Dilts e i Meta-stati di M. Hall…e molto altro.

Facciamo un passo indietro nella storia del Metamodello.Nel 1980 esce un libro di S. Lankton “Magia Pratica” ilquale mette a disposizione dei terapeuti le metodologie della PNL.

Lankton è stato uno degli studenti di M. Erickson…è stato anche uno fra i pochi a stare a contatto conil “maestro” per molto tempo.

Lankton divide il metamodello in livelli logici. Sino a quel momento era stato suddiviso sulla base, prima dei processi di modellamento: generalizzazione, cancellazione e distorsione e poi in base alla difficoltà…quindi dalla categoria più semplice a quella più difficile e viceversa.

Infatti il metamodello contiene delle categorie più semplici da identificare, come la cancellazione (“mi hanno ferito” è semplice capire che manca qualcosa) e la generalizzazione (“tutti mi odiano)…sino alla più difficile distorsione… (“prima di comprendere questi concetti rileggi i vecchi articoli”…è difficile andare a cercare tutte le presupposizioni presenti in questa frase).

Attraverso questo modello e in base alle moderne scoperte sulla linguistica posso tranquillamente affermare che il Metamodello non è un modello linguistico(non è solo quello) ma un modello logico!

Riprendiamo l’esempio precedente più una piccola aggiunta:”prima di comprendere questi concetti rileggi i vecchi articoliquesto ti farà capire molte cose” da che cosa puoi partire per analizzare questa frase? partiamo dalle cancellazioni?oppure dalle nominalizzazioni?

Partire da una di queste categorie è inutile…anzi è spesso controproducente a meno che nella frase, una di queste categorie non evidenzi pesantemente un limite.

Ecco il modello di Lankton…più tardi ripreso da Bandler (infatti dice che è suo;-):

PRESUPPOSIZIONI

DISTORSIONI
Equivalenza complessa
Causa/effetto
Nominalizzazione

GENERALIZZAZIONI

Performative perdute
Operatori modali
Quantificatori universali

CANCELLAZIONI
Indici referenziali non specificati
Verbi non specificati
Cancellazioni comparative
cancellazioni semplici

Adesso prendi la frase precedente e, seguendo questoschema inizia a metamodellarla…>- Che cosa presuppone? “che comprenderai i concetti e che ci sono dei vecchi articoli e che questi ti farannocapire molte cose”.

Già l’esame delle presupposizioni inizia a renderemolto più chiaro l’obiettivo della frase.

Vediamo la Causa/effetto: “leggere gli articoli…ti farà capire molte cose“. Anche questo ha un significato importante quando vogliamo capire il che cosa ci sta dicendo questa frase.

Tutte le restanti categorie vengono dopo…è chiaro chequesta classificazione è la migliore da utilizzare quandovuoi metamodellare. Ops l’ho fatto di nuovo hopresupposto e cancellato…come vedi impercettibile;-)

Durante i corsi di PNL si dovrebbero spiegare benequesti concetti e si dovrebbe fare in modo che i trainernon restino attaccati alle vecchie concezioni…altrimentisi cade continuamente nel vecchio paradigma pissi-cologico.Della serie: “visto che lo ha detto Freud è vero!”…brrrr;-)

Un altro aspetto importante in questo è la concezionecomportamentista del metamodello. Ai suoi albori la PNLnasceva per contrasto ad un modello comporatmentistastimolo-risposta.

Infatti fu proprio Chomsky a dare una botta devastanteal comportamentismo prima dell’avvento del congintivismo.

Secondo il comportamentismo le parole sono “stimoli”che fanno scattare delle “risposte associative”…e delle“rappresentazioni interne”…punto e basta!

Il linguaggio tuttavia non opera esclusivamente in modo associativo e rappresentativo…ma opera anche costruendo”cornici di significato”, “categorie”, nuovi contesti.

Questo significa che le parole non solo fanno nascere in noi associazioni e rappresentazioni, ma ne creano di nuove,come nuove strutture sovra-ordinate che daranno in futuro una direzione alle nostre associazioni e rappresentazioni.

Questo è il motivo per cui ci è utile tenere a mente il metamodello per livelli logici. Andando ad indagare la struttura sovra-elevata, non solo è più facile dare un senso alla frase, ma siamo in grado di modificare associazioni e rappresentazioni dal pannello di controllo…dalla meta cornice di riferimento.

Complimenti per essere arrivato sino a qui;)

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A presto
Genna

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4 Commenti
  • complimenti! Chiaro e ben espresso…oops quante violazioni avrò fatto??? Grazie! :=)

  • Grazie Eugenio

    io l’ho sentita da Bandler;-)
    ed è la pura verità…spero, in
    questi giorni di avere il tempo
    di fare la continuazione…

    Ce ne sono davvero tantissimi di modelli ispirati al “metamodello”.

    a presto
    Gennaro

  • Pardon, la battuta l’ho sentita da Andrea Favaretto.
    Ciao

  • Il metamodello usato alla cieca porta al litigio… mi ricorda una battuta che ho sentito fare a Max Favaretto di HRD: quando l’amico esausto dalle tue domande ti manda a quel paese tu gli puoi rispondere: “Ma specificamente dove devo andare?”

    Ottimo articolo. Molto approfondito.

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