La meditazione del marinaio

 

Ti sei mai chiesto da “che parte soffia il vento”? Questa è una domanda che solo alcune persone oggi si pongono.

Fra queste ci sono tutte quelle persone che vivono a contatto con il mare, ed un tempo era una abilità fondamentale.

Ogni volta che senti “la brezza sulla tua pelle” stai in un qualche modo praticando una forma di meditazione…

 

Ascolta “190- La Meditazione del Marinaio” su Spreaker.

 

 

Riapre MMA IV Edizione

La meditazione informale

 

Come avranno capito tutti i miei allievi diretti si tratta di una pratica informale che ho voluto trasformare in semplice esercizio.

Qualcosa che puoi applicare rapidamente, quotidianamente e senza doverti sedere con gli occhi chiusi.

Se non lo hai ancora fatto, provala! Se sei al chiuso esci, lo so che inizia a fare freddo, ma esci comunque e senti “il vento”.

Il semplice fatto di sintonizzarti sui tuoi sensi è qualcosa che ti fa bene! Perché nessuno ti insegna davvero come farlo.

 

Effetto Flynn

 

Qui su psinel abbiamo parlato tantissime volte del perché è bene praticare la presenza in ogni sua forma.

Hai mai sentito parlare dell’effetto Flynn? E’ la tendenza del genere umano a diventare “sempre più intelligenti”.

Flynn si è accorto che ogni 10 anni il QI medio della popolazione cresce di circa 3 punti.

Così se dovessi prendere la macchina del tempo e tornare a 300 anni fa il tu QI sarebbe più alto della maggior parte dei viventi.

 

Tendenza all’astrazione

 

I dati di Flynn sono stati duramente contestati, primo perché è difficile parlare di QI e secondo perché ciò che è aumentata è l’astrazione.

Secondo i ricercatori l’intelligenza che si è sviluppata maggiormente è la nostra capacità di astrarre.

Qualcoas di intuibile se ci pensi, ed è anche una delle differenze fondamentali fra noi e gli animali (oltre il linguaggio).

Il nostro mondo di relazioni umani richiede capacità di astrazione sempre più spiccate.

 

Linguaggio e pensiero

 

Il linguaggio è spesso ritenuto come la fonte del pensiero. Il linguaggio è una funziona “rappresentazionale”.

Cioè sono segni che significano qualcosa d’altro. Insomma NON puoi mangiare la parola “pizza” 😉

Per cui il linguaggio è una forma potentissima di astrazione. Ed è lui che spesso ti porta lontano dal presente.

Quando senti il vento sulla tua pelle non stai astraendo un bel niente, stai semplicemente sentendo ciò che c’è…qui e ora!

 

Radici e frutti

 

Proprio come un albero dobbiamo sia avere i piedi ben piantati, le radici e sia protendere verso l’alto.

Fuor di metafora, devi di certo allenare i tuoi processi di astrazione ma allo stesso tempo mantenere un contatto con i tuoi sensi.

Per questo i risultati di Fynn sono così interessanti per chi si occupa di presenza mentale.

Perché oltre al mondo iper incasinato, l’intelligenza artificiale ed i mondi artificiali… possiamo sviluppare la base di tutto questo.

 

La presenza

 

Sono convinto che mai come oggi sia necessario sviluppare presenza tornando ai nostri sensi.

Perché ci sono fin troppe cose che ci portano “fuori”, che ci fanno “astrarre”, proprio come il mezzo su cui stai leggendo adesso.

E come sai basta davvero poco per tornare a questi benedetti sensi: esci di casa e senti il vento sul tuo corpo.

Esci di casa e guarda il movimento delle nuvole, cercando di fare solo ed esclusivamente quello.

 

Una cosa alla volta

 

Un buon consiglio per sviluppare questa capacità è quello di provare a fare una cosa per volta.

Lo so non è facile nel nostro mondo, per questo ti devi riservare del tempo apposito per farlo.

In questo mondo caotico anche una pratica così detta “informale” ha necessità di una qualche formalizzione.

In altre parole devi dedicargli uno spazio della tua giornata, anche se piccolo, ma quotidiano.

 

Per quanto tempo?

 

Lo so che questa è la domanda che più assilla le persone: “ma per quanto tempo dovrò andare in palestra per restare in forma?”.

Per quanto tempo devi mangiare in modo sano per dimagrire e sentirti meglio?

Sono tutte domande che hanno una unica risposta: per sempre! Lo so è una risposta che fa paura ma ne vale davvero la pena.

Nessuno è obbligato a fare esercizio, a mettersi a dieta o a leggere… però la differenza (fra praticanti e non) si vede e si sente!

 

Come per l’esercizio fisico

 

Ciò che ti sto dicendo non è una mia opinione, ma è il risultato di anni di ricerche nel campo della mindfulness.

Come sentirai nell’intervista della prossima settimana, dedicata alla regolazione scientifica delle emozioni.

C’è una netta differenza sperimentale fra chi pratica 20 minuti alla settimana e chi ne pratica 20 al giorno.

Nella regolazione delle emozioni questo è dimostrato scientificamente. Proprio come l’esercizio fisico, non è un’opinione che faccia bene.

 

E’ cumulabile

 

Proprio come nell’andare in palestra la pratica della presenza è cumulabile. Più pratichi e più benefici ottieni!

Ci sono molti studi che sembrano andare tutti in questa direzione: più pratichi e più benefici ricevi.

Come sentirai la prossima settimana dalle parole di un professore di neuroscienze questa differenza è rilevabile anche con piccole quantità.

In altre parole basta davvero poco per iniziare ad addestrare i tuoi sensi alla presenza.

 

Questo significa che è facile farlo?

 

No! Tutti saprebbero comprarsi una tuta, delle belle scarpe ed iscriversi in palestra, ma solo pochi perseverano. E indovina?

Solo chi insiste, chi rinuncia ad altro per l’esercizio ottiene risultati concreti che sono visibili a tutti.

Lo stesso vale per le pratiche di consapevolezza, solo che qui è ancora più difficile perché di solito noi siamo gli ultimi a rendercene conto.

Spesso sono gli altri a notare i benefici: ci vedono più calmi, più sereni e concentrati.

 

No non è una panacea

 

Ne abbiamo parlato più volte, la bacchetta magica che risolve tutto non esiste, e neanche questa è un oggetto magico.

Si tratta di duro lavoro da fare su te stesso e non di una passeggiata. Pochi in questi anni si sono lamentati ma di solito la cosa suona così:

“Genna sono mesi che seguo i tuoi consigli e ogni tanto mi sembra proprio di stare male, è normale?”.

La mia risposta è sempre, certo che è normale! Quando esci dalla palestra nei primi mesi, come ti senti?

 

Angeli e demoni

 

Evita di spaventarti ma alcuni parlando di una dinamica fra “angeli e demoni”. Tu sai cosa ne penso in proposito, da buon scettico.

Però la metafora calza a pennello: in pratica inizialmente incontri i demoni, quelli della fatica e dello sforzo.

Ma se li affronti, guardandoli in faccia invece di scappare, accogliendoli invece di combattere, diventano angeli!

Lo so sono sempre le stesse cose, ma se ci pensi sono quelle “piccole cose” che fanno davvero la differenza non solo per chi tende ad evitare, ma in generale per la crescita personale.

 

Non si diventa illuminati immaginando figure di luce, ma diventando coscienti del buio” C. G. Jung

 

In questo noto aforisma di Jung c’è tutto quello che serve sapere per quella che oggi chiamiamo “crescita personale” che come sai per anni è stata “balletti e camminate sui carboni ardenti”.

Jung è stato fra i primi a parlare direttamente di “crescita personale” e anche di lavoro fatto su se stessi, come sanno molti esperti che mi seguono.

L’immaginazione creativa di Jung è passata alla storia come una delle prime tecniche di auto-aiuto. Anche se Jung metteva bene in guardia le persone  a stare attente a non perdersi nell’inconscio.

Credo fermamente che le pratiche di presenza servano (più o meno) a questo (e non solo). Cioè ad evitare di venir risucchiati dai propri contenuti interiori.

 

Il buio spaventa ma la luce può essere calma

 

Di certo sapere che durante pratiche formai prolungate si incontrano i demoni non fa piacere. Però è necessario saperlo, perché diventi maggiormente in grado di osservarti.

E’ il famoso conosci te stesso. Ma quello che ti propongo oggi, con questa pratica informale è qualcosa di più leggero che ti invito a fare “senza sforzo”.

Sintonizzandoti sui tuoi sensi, l’unica cosa che richiede uno sforzo è il ricordarti di farlo con una certa regolarità.

Per il resto devi essere aperto all’esperienza, senza sforzarti di sentire o di vedere qualcosa. Resta aperto a qualsiasi cosa emerga fuori o dentro di te.

Le pratiche informali possono realmente arricchire la tua vita, in ogni istante… provale e fammi sapere la tua opinione e la tua esperienza.

 

A presto
Genna

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Gestire L’ansia da cellulare con la meditazione mindfulness
Training Autogeno: “…ma quello vero di Shultz” ;-)
Ipnosi Yoga e Meditazione: Intervista a Manuel Mauri fra oriente ed occidente
Combattere Lo Stress Sviluppando “Pazienza Mentale”
Resilienza e Mindfulness: “Sopravvivere nel nuovo Millennio”
Meditazione…un percorso tortuoso ma pieno di frutti
Ecco cosa ho imparato da 4000 praticanti del Corso “10 giorni di meditazione scientifica”
Meditazione e Neuroscienze: Il pensiero involontario…

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK