I 7 vantaggi psicologici di tenere un diario

 

Negli ultimi anni sono emersi diversi “strumenti di crescita personale” più o meno efficaci e più o meno tecnologici.

Fra questi ne esiste uno davvero essenziale ma a cui si da spesso poco credito, sto parlando del “diario” e oggi vedremo come usarlo al meglio…

 

Ascolta “187- I 7 Vantaggi psicologici del diario: lo strumento più potente della crescita personale!” su Spreaker.

 

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La nostra bella letteratura è zeppa di diari che, fino a pochi decenni fa, erano l’unico modo per narrare la propria vita.

Così come oggi la narriamo attraverso Facebook, attraverso i pettegolezzi al bar, un tempo si narrava il tutto attraverso il diario.

Era anche uno dei pochi modi per preservare una sorta di “memoria storica” ed infatti il meglio della storiografia arriva proprio dai diari.

Diari di capitani e uomini straordinari che da sempre hanno questa cosa in comune, scrivono e tengono traccia di ciò che fanno!

 

Nonostante i secoli le cose non sono cambiate più di tanto

 

Nonostante lo scorrere dei decenni ancora oggi possiamo fare una generalizzazione: chi tiene un diario tiene a se stesso.

Si lo so che molti tengono un diario come forma di auto-terapia, magari perché gli è stato consigliato dallo psicologo.

Ma chi ha voglia di scrivere non lo fa solo per lenire i propri dolori o per sentirsi meglio con se stesso, lo facciamo per “tenere traccia”.

Chi non ha mai tenuto traccia dei propri successi?

 

La Vita intima

 

Per molto tempo il “diario” è stato il simbolo di una vita “segreta”, in particolare modo del mondo femminile.

E la gente si è convinta, soprattutto quella moderna, che il diario sia una cosa da femmine che soffrono e che non possono esprimersi.

Ma la verità è che ognuno di noi ha delle zone di “ombra” che non vogliamo esprimere a nessuno e a volte neanche a noi stessi.

Tenere un diario è un atto di coraggio oltre che un super esercizio come hai sentito in puntata.

 

Tenere un diario ha numerosi vantaggi

 

Scrivere un diario, oltre a consentirti di migliorare la tua scrittura per prima cosa ti consente di conoscerti meglio.

Di conoscere meglio il tuo “Se narrante”. Se mi segui sai che abbiamo un “se narrante” ed un “se esperienziale”.

Il “se narrante” è composto da storie e da storie di ricordi, ti porta avanti e indietro nel tempo progettatndo (è il nostro GPS la mente).

Mentre il “Se esperienziale” è quello che fa esperienza momento per momento, è quello che si gode davvero la vita.

 

Vantaggio 1: allenarsi con il linguaggio macchina del “se narrante”

 

Il primo vantaggio tecnico del diario è diventare più bravo a “scrivere” e quindi a manipolare concetti complessi con la scrittura.

Che è l’altra faccia della medaglia del leggere, di cui abbiamo parlato di recente come di una abilità “che NON puoi perdere”.

Il “lingauggio base del tuo Se narrante” sono le parole. Ed il nostro mondo moderno è fatto essenzialmente di parole.

Come afferma spesso Galimberti: “anche i sentimenti sono fatti di parle” se non sai usare le parole saprai esprimere poco anche i sentimenti.

 

Vantaggio 2: “conosci te stesso”

 

Forse questo è il vantaggio più importante, se ti sei mai messo a scrivere qualcosa di importante conosci bene questo effetto.

Mano mano che scrivi emergono parti di te di cui non eri completamente consapevole.

La scrittura è un’attività conscia che attinge continuamente alla nostra parte inconscia (o pre-conscia per essere precisi).

Scrivere anche di altri argomenti ti fa conoscere meglio te stesso, non devi necessariamente scrivere la storia della tua vita, anche se…

 

Vantaggio 3: Miglior accesso alle risorse personali

 

Quando nella crescita personale parliamo di “risorse” facciamo riferimento ad apprendimenti passati.

A cose che sai fare ma a cui spesso non dai particolare attenzione fino a quando non ci sono intoppi.

Questi apprendimenti sono risorse più o meno sopite ospitate nella tua memoria auto-biografica.

Scrivere di te stesso aumenta l’accesso a questi magazzini e ti aiuta a gestire al meglio le tue abilità.

 

Vantaggio 4: Migliora la defusione e la meta cognizione

 

Scrivere, come dicevamo in puntata, aiuta a defondersi da ciò che stiamo scrivendo, ad assumere una posizione “meta”.

Alcuni studi hanno dimostrato che il semplice riscrivere ricordi del passato, in modo dettagliato e preciso, aumenta la meta-cognizione.

Aumenta cioè la capacità di notare quando quei pensieri emergono durante le attività quotidiane permettendoci di gestirli al meglio.

E’ un esperienza comune, scrivere un episodio negativo in cui magari ci sentiamo ancora coinvolti, aiuta a sentirsi meno “coinvolti” (a disidentificarci).

 

Vantaggio 5: tenere traccia dei progressi

 

Tenere traccia dei propri progressi è una strategia universalmente riconosciuta e valida in tutti i campi.

Se vuoi migliorare le tue prestazioni da sportivo, devi tenerne traccia, se vuoi fare una buona dieta…devi tenerne traccia ecc.

In ogni campo della vita umana si possono trovare conferme dei benefici del tenere traccia, dalla salute fisica a quella finanziaria.

Acquisire l’abitudine di tenere traccia su un diario è un primo passo per dare il via a numerosi cambiamenti positivi.

 

Vantaggio 6: gli esercizi migliori sono complessi

 

Gli esercizi e gli strumenti di crescita personale migliori “sono complessi”, nel senso che non sono mai dei trucchetti “mordi e fuggi”.

Ma si tratta di compiti complessi e difficili da portare avanti, come la meditazione o il settimo degli obiettivi o altro.

In tutti questi casi serve perseveranza ed una lavagna mentale allargata, nel senso un supporto che ti aiuti a pensare meglio.

Tenere un diario ti aiuta e ti allena in questa direzione, rendendoti sempre più bravo nel fare i compiti “a casa”

 

Vantaggio 7: faclità l’impegno

 

Tenere un diario facilita l’impegno con esercizi nuovi. Se ad esempio già tenevi un diario per la dieta, ti sarà facile farne uno nuovo.

Se invece non hai sviluppato l’abitudine di tenere un diario, la sua costruzione (dell’abitudine) potrebbe intralciare il tuo percorso.

Inoltre avere un diario sotto mano (e sotto gli occhi) aiuta a mantenere l’impegno preso con te stesso sfruttando la leva della coerenza, abilmente illustrata da Ciladini.

 

Il potere degli artefatti cognitivi

 

Come hai capito i vantaggi del diario possono essere moltissimi perché si tratta di un “artefatto cognitivo”, un oggetto che facilita il pensiero.

Proprio come il device che stai utilizzando per leggere questo post, anche quello è qualcosa di costruito dall’uomo che aiuta a pensare.

E questa è una delle nostre specifiche come “homo sapiens”, quella di saper costruire degli artefatti complessi che estendono il nostro potenziale.

Perché se ci pensi bene tutto ciò che ci circonda è ormai tecnologico ed è ormai un artefatto cognitivo.

 

Tutto oggi è “cognitivo”

 

Con “tutto è tecnologico” intendo che l’essere umano sopravvive da sempre grazie alla tecnica.

Anche i vestiti che indossi sono “tecnica”! Ed oggi, visto che la maggior parte degli oggetti che ci circondano sono tecnologici tutto “pensa”.

Il tuo cellulare “pensa” e può esserti d’aiuto nelle tue operazioni di “pensiero” e nel futuro sempre più oggetti “penseranno”.

Per questo è un bene imparare ad usare la tecnologia piuttosto che ritrovarsi immersi in essa senza neanche rendersene conto.

 

Tenere un diario “tecnologico”

 

Anche se il diario è già di per se un oggetto tecnologico oggi ne abbiamo davvero di altissima “tecnologia”.

Il migliore probabilmente lo porti sempre con te, e questa è già una delle caratteristiche che lo rendono “il migliore”… è il tuo smartphone.

In realtà anche un cellulare vecchio può andare bene per prendere appunti, ma di solito uno smartphone è molto meglio.

Nel Qde discuteremo approfnoditamente perché può essere utili e abbandonare “carta e penna” nonostante gli studi puntino su questi.

 

Metafore e realtà

 

Scrivere così come leggere ti aiuta a trasformare i “dati di realtà in metafore e viceversa”. E’ un duro lavoro di traduzione.

Come sai siamo inzuppati nelle narrazioni, storie che ci precedono e che in cui viviamo a volte senza rendercene conto.

Trasformiamo la reatlà (ammesso che esista ;)) in metafora (rappresentazioni del mondo) consentendoci di sbirciare “dietro”.

Quando scrivi diventi capace di dare rapide occhiate a questo processo di trasformazione.

 

Un buon speleologo è preparato o ha una guida

 

Il diario è uno strumento eccezionale in base a cosa decidi di farci, dal semplice usarlo come traccia dei tuoi successi allo scavare dentro di te.

Il mio consiglio è quello di abituarti ad utilizzarlo in modo sereno con piccoli esercizi e mano mano avventurarti dentro te stesso.

Ricordandoti che non è questo lo scopo del diario, ma è quello di fungere da artefatto cognitivo che facilita “il pensiero”.

Scavare adeguatamente dentro di se richiede preparazione e in molti casi richiede una guida esperta.

 

Dei e demoni

 

Quando lavori onestamente con te stesso, con qualsiasi strumento di crescita personale incontrerai sempre “demoni” che con il lavoro si trasformano in “dei”.

Lo sanno bene i praticanti di meditazione (gli “Asura”) quando pratichi con un certo impegno arrivano proprio i demoni, per questo molti smettono e per questo molti neanche cominciano.

Anche usare il diario in modo autentico porta ad effetti simili. Evita di preoccuparti, ricordati che ogni volta che incontri un demone in realtà hai appena trovato un dio… il tuo dio interiore.

Ok sono tutte metafore d’accordo? 😉 Però rendono benissimo l’idea.

 

Alla prossima
Genna

 

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6 Commenti
  • Ciao Genna,
    vorrei raccontarti la mia esperienza.
    Ho iniziato a scrivere il mio diario a Gennaio del 2015.
    Uso quaderni e penna (sono ormai al settimo quaderno); scrivo quasi tutti i giorni (per lo più, quando ho qualcosa da annotare e/o quando ho voglia). Scrivo di tutto: pensieri, obbiettivi, sensazioni belle e brutte, emozioni, ecc.
    Talvolta prendo appunti sul mio smartphone, così da poter riportare tutto nel mio quaderno.
    Ho preso l’abitudine a prendermi una pausa estiva di circa un mese, per poi fare un piccolo riepilogo al rientro delle vacanze estive.
    A distanza di anni, mi sono reso conto che è un ottimo metodo di sfogo per non tenersi tutto dentro e sopratutto, per rileggere com’ero e dire “si, sono migliorato”.
    Un’altra cosa che ho notato è che quando devo scrivere qualcosa (una lettera, un’email, ma anche nell’espressione orale), riesco ad essere più spontaneo ed emotivo.
    Consiglio a tutti di prendere l’abitudine di scrivere “a se stessi, per se stessi”.

    Per quanto riguarda la sigla è sicuramente più professionale; preferivo però di più però la tua voce (non so, mi da quel senso di intimità).

    Per il resto continua così, sei un grande 😀
    Ciao Genna.

  • Complimenti! Podcast molto interessante e anche la sigla mi è piaciuta. Spero di riuscire a trovare il modo di mettere”le stelle” e trovare gli esercizi! Grazie

  • Ciao Gennaro bell’articolo, la nuova sigla non è che mi piaccia molto, troppo “fighetta” e fredda, preferisco la tua di voce 😉

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