Tecnologia e psicologia: Come far sopravvivere il tuo cervello nell’era digitale

 

Che rapporto hai con la tecnologia? Se stai leggendo queste parole probabilmente molto migliore della maggior parte delle persone oggi in Italia.

Se poi sei un mio assiduo ascoltatore sono quasi certo che la vedi un po’ come me. Oggi voglio parlarti di come far sopravvivere il “cervello” nell’era del digital… sfruttiamo questi assistenti:

 

Ascolta “179- Psicologia e tecnologia: Usare lo smartphone come “assistente cognitivo”?” su Spreaker.

 

Se mi segui sai come la penso: noi esseri umani siamo costitutivamente tecnologici ed è ciò che ci distingue maggiormente dagli altri “animali” presenti sul pianeta.

Ok c’è il linguaggio, qualcosa che è a cavallo fra natura e cultura. Infatti sappiamo di avere parti del cervello deputate alla comprensione, produzione e articolazione linguistica (natura).

Ma allo stesso tempo sappiamo che senza “le lingue” si finirebbe in una “babele” incomprensibile (cultura). Come dice Carlo Sini: “l’alfabeto è una nostra acquisizione tecnologica”.

 

Immaginati privo di qualsiasi tecnologia, come saresti?

 

Una volta ho posto questa domanda ad un mio paziente il quale mi ha guardato e mi ha detto: “sarei l’uomo più felice del mondo senza tutti sti marchingegni elettronici”.

La risposta a questa domande è in realtà assurda: saremmo nudi o coperti di foglie e probabilmente saremmo estinti da tempo.

Si perché gli altri animali sono dotati di pellicce, di artigli, di veleni e di corazze. Noi abbiamo una pelle delicatissima che non riesce a stare neanche sotto al sole per più di un tot di ore.

Ora lasciando da parte il discorso “istinti vs pulsioni” (cavallo di battaglia di molti psicologi) è chiaro che senza tecnologia non potremmo sopravvivere.

 

Una società assistita

 

Viviamo in una società iper assistita e lo sarà sempre di più. Questa assistenza sta prendendo piede sotto forme inaspettate come “ampliamento delle nostre dotazioni cognitive”.

Non solo fra qualche anno avremo degli esoscheletri che ci permetteranno di correre a 100km/h o di sollevare pesi enormi, ma abbiamo già qualcosa del genere per il cervello.

Questo qualcosa è il tuo cellulare, quello smartphone del cavolo che hai in tasca e da cui, molto probabilmente mi stai leggendo in questo momento.

Quali sono le leggi della termodinamica? Quanto fa 23465 diviso 368? Quante repubbliche ha avuto la nostra bella Italia? Grazie allo smartphone puoi saperlo in 5 minuti.

 

Le abilità da non perdere

 

Qualche puntata fa ti ho parlato del fatto che questa deriva assistenziale ci sta facendo (chiaramente) perdere alcune abilità di base, quella più delicata per me è la lettura.

O meglio, la capacità di comprendere e gestire informazioni complesse. Questo non solo perché la nostra società è sempre più complessa ma perché:

“Tendendo al risparmio energetico (intellettuale e/o cognitivo) tendiamo a semplificare sempre di più le informazioni a scapito della nostra capacità di elaborazione delle informazioni stesse”.

 

Psicologia e tecnologia

 

La storia ha ampiamente dimostrato che la tecnologia influisce sugli usi e costumi di una data epoca. Se pensi a tutti i termini del 900′ sono tutti legati alle scoperte di quel tempo.

Psicologie e pensatori di quel tempo usano metafore che si rifanno ai campi di indagine maggiormente battuti: fisica, chimica, matematica.

Scoperte come la stampa hanno davvero cambiato il mondo. Ti basta solo vedere quanti “passi in avanti abbiamo fatto” in questi ultimi 500 anni rispetto ai precedenti 70000.

Ok ci sarebbe da discutere sul significato di “passi avanti”, ma se pensiamo alle cure mediche, ai trasporti al welfare ecc.

 

Siamo “eterni risparmiatori”

 

Mente e corpo sembrano avere un obiettivo comune: risparmiare energia in vista di una più lunga sopravvivenza.

Da quando siamo apparsi sulla terra abbiamo cercato e trovato i modi più incredibili di fare “meno sforzo”, dalla leva ai computer.

Forse non te ne sarai accorto ma questa spinta evolutiva nel campo del digital sta realmente esplodendo. Il fatto è che sono cambiati i protagonisti di questa storia.

Mentre un tempo erano le grandi fabbriche a detenere il potere economico per acquistare macchinari intelligenti, oggi tutti possiamo avere livelli di automazione mai visti.

 

E’ tutta colpa di google e facebook

 

L’intelligenza artificiale è qualcosa che conosciamo da molto tempo, da prima che esistessero i meravigliosi smarphone che abbiamo in tasca.

E’ stata l’esplosione e la competizione digitale fra questi grandi colossi, appunto google e facebook ha dare una spinta eccezionale al campo.

Si perché loro hanno a disposizione dati, web/cloud e potenza di calcolo. Pensa come fa il tuo cellulare a sapere tutto quello che sa?

Esatto, lo va a pescare in rete! E oggi lo fa alla velocità della luce e con una precisione millimetrica. Hai mai guidato dando un’occhiata a google maps? Davvero millimetrica!

 

Tutto questo porterà i nostri smartphone ad essere degli assistenti cognitivi

 

In realtà il tuo cellulare è già una sorta di assistente cognitivo, così come può esserlo una semplice agenda su cui trascrivi i tuoi appuntamenti.

Un supporto che in un qualche modo aiuta la tua memoria naturale. Oggi la nostra “memoria virtuale” è potenzialmente infinita.

E presto queste macchine dialogheranno apertamente con noi, ci aiuteranno nelle decisioni importanti e ci affiancheranno notte e giorno.

Proprio come fa già il nostro smartphone da cui fatichiamo a distaccarci.

 

Imparare ad utilizzarlo invece che temerlo

 

Oggi funziona molto l’idea di “digital detox”, inteso come una disintossicazione dal digitale nel quale siamo completamente immersi, spesso senza rendercene conto.

Così i guru saltano fuori con idee intelligenti per disintossicarsi con lunghe maratone forzate senza il cellulare sotto agli occhi.

In molti casi sono più che d’accordo, perché chi produce le varie “abilità del tuo cellulare” (le applicazioni) tende a renderle altamente “additive”, danno dipendenza.

Lo fanno apposta? Assolutamente si! Ma questo non significa che dobbiamo buttare a mare questo salto tecnologico importantissimo.

 

Tu devi essere il padrone della tecnologia e non il contrario

 

Ogni volta che usi il tuo cellulare aiuti la casa di produzione a migliorare il suo marketing, lo sapevi? Ogni volta che accedi ad un sito internet succede la stessa cosa.

Così quando scrivi un post su facebook stai aiutando Zuckerberg a fare soldi e pagare qualcuno che studi l’ultimo sistema per rendere il suo social sempre più potente (e additivo).

Questi sono i lati negativi, ma facebook ha anche molti altri lati positivi, tutti quelli legati alla promozione della propria attività.

Se fai il libero professionista o l’imprenditore e non hai mai pensato a facebook come mezzo di promozione della tua figura, o non ne hai bisogno oppure stai sbagliando qualcosa.

 

Ti faccio solo un esempio di cosa puoi fare oggi sui social

 

Sui social oggi puoi creare un canale media vero e proprio per radunare insieme persone interessate alle tue attività. E puoi farlo praticamente a costo zero.

Puoi caricare foto e video e come quasi sicuramente sai puoi fare dirette in cui coinvolgere altre persone. Lo so che sembra scontato ma solo 5 anni fa era qualcosa di costosissimo se lo volevi fare dal tuo sito.

Facebook insieme a google e altre aziende tecnologiche stanno implementando i loro algoritmi al fine di rendere tutto “assistito”.

Amazon ha da poco lanciato il suo assistente digitale “Echo” che promette di diventare una sorta di maggiordomo casalingo.

 

 

In questo video vedi Marco Montemagno che gioca con questo “Echo” e lo chiama “Alexa” che è la sua intelligenza artificiale. Come Siri e Google Go.

Nel futuro questi aggeggi prenderanno davvero decisioni al posto nostro? In realtà lo stanno già facendo, anche quando solo guardi le previsioni meteo sul tuo cellulare.

Per non parlare delle strade percorse con i vari navigatori e chi più ne ha più ne metta.

 

L’ignoranza è il male maggiore

 

Per quanto mi riguarda l’ignoranza è uno dei mali maggiori in assoluto. Ma non intesa come bassa scolarizzazione ma come mancata conoscenza, mancata curiosità.

La storia ci insegna che da sempre le persone più “anziane” hanno visto male ciò che era “più giovane”. E’ davvero una questione che si sussegue da millenni.

Personalmente apprezzo la tecnologia e credo che l’antidoto sia una sua buona conoscenza e non la sua “distruzione”.

Conoscenza che passa da un suo studio attento da parte dei ricercatori e anche da parte degli utenti finali. Che si trasforma in un nuovo modo di formare le nuove generazioni su queste tematiche.

Che hanno risvolti etici, politici, psicologici e sociali.

 

Sono contento di avere un assistente cognitivo

 

Personalmente sono felice di avere un assistente cognitivo e di non dovermi ricordare un sacco di cose inutili. Di poter dedicare più tempo a fare altre cose invece che scervellarmi su una data.

Questo non significa che non si debba studiare e approfondire, come ti ho già detto in mille modi diversi durante questo 2017… impegno e consistenza negli sforzi sono la chiave di tutto!

Da sempre chi è riuscito a gestire la tecnologia del suo tempo è stato un passo avanti a tutti… impara a gestirla e a comunicarci, scopri come sfruttarla invece di esserne sfruttato.

E fammi sapere che cosa ne pensi

Alla prossima
Genna

 

 

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