Il modeling della PNL funziona davvero? Devi davvero cercare “un campione”?

 

La PNL si fonda sull’idea di riuscire a cogliere la “struttura dell’eccellenza” a partire da un “modello di eccellenza”. Cercando di estrarre da questo modello “le strategie mentali di successo”.

Oggi vediamo perché questa idea può essere davvero “sbagliata” se vista in modo troppo estremo e come avviare un reale “processo di modellamento”.

 

Ascolta “175- Il “modellamento” della PNL funziona davvero? Ecco come farlo funzionare…” su Spreaker.

 

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Mi sembra già di sentirti urlare caro “paladino della PNL” che pensa di aver capito tutto del mondo psichico perché ha partecipato ad un seminario di ben 20 ore.

Lo ripeto da anni, la PNL è stato uno dei primi “amori psicologici” e puoi trovare la descrizione di questa bizzarra relazione in questa puntata.

Puntata che ha fatto girare le scatole a non pochi “strenui difensori della PNL” che hanno cercato di difendere la loro creatura. Oggi però, cari amici ciò che stiamo dicendo è di una certa rilevanza.

Ne abbiamo accennato nella precedente puntata con Andrea Giuliodori, il quale ne aveva da poco discusso con il suo enorme pubblico. Il concetto base è questo:

 

Se vuoi imparare da un “modello” fai in modo che non sia “troppo più bravo di te”

 

Come dici? E’ una cosa scontata? Si è vero, chiunque con un pizzico di ragionamento può arrivare a capire che se vuole diventare bravo in qualcosa deve trovare un maestro.

E chiunque sa che questo maestro deve essere capace di semplificare i movimenti per renderli “leggibili” all’allievo. Altrimenti farebbe solo sfoggio della propria bravura.

Tuttavia questo concetto nella PNL non è poi così chiaro ed in realtà non lo è in tutto il campo della crescita personale.

“Leggi le bibliografie dei grandi”, direbbe un qualsiasi guru di questo campo, e non avrebbe proprio tutti i torti a meno che…

 

Estrarre la strategia segreta del campione

 

A meno che non si tenti di “estrarre la strategia segreta dei campioni” una sorta di formula magica in grado di trasformare chiunque da neofita in professionista.

Però poco fa ti ho anche detto che “non così male”, nel senso che leggere le biografie dei campioni è utile per diversi motivi: il primo è di certo quello ispirazionale.

Il campione ti ispira e ti motiva ed il secondo è quello che più preferisco: il fatto che se il campione è stato sufficientemente onesto avrà inserito il suo vero segreto…

…che non ci sono segreti! O meglio uno c’è, e si chiama impegno e determinazione. Si tratta di farsi davvero il “mazzo” per ottenere ciò che si desidera.

 

Questa è la parte che piace meno in assoluto

 

Come sempre le persone sono alla ricerca della “scorciatoia magica” ed ogni volta che qualcuno mette in discussione una di queste “pillole della giovinezza” si alza un polverone.

Adoriamo immaginare che esista un “codice segreto” per migliorarci, per apprendere le cose un po’ come Neo in Matrix, hai presente? T’installo un software nel cervello e poco dopo sai fare tutto.

Si è vero, sei in grado di apprendere qualsiasi cosa, anche se sei grandicello. Il tuo cervello è progettato per apprendere e lo farà fino al tuo ultimo respiro.

Però questo non significa che lo si possa fare in un battito di ciglia, è necessario impegno ed applicazione. Proprio come in ogni ambito della vita!

 

L’apprendimento è imitazione

 

L’apprendimento è essenzialmente imitazione, ormai lo sappiamo davvero bene e sappiamo che senza quei famosi “neuroni specchio” difficilmente riusciremmo a farlo.

“Quindi anche il modeling funziona?”. Certo! Sei predisposto a modellare il comportamento altrui, ci sono migliaia di studi fatti con “osservazioni in video” che lo dimostrano.

Ma è qualcosa di molto più simile all’ “andare a bottega” che estrarre i segreti del mestiere attraverso un metodo. A Napoli c’è un espressione precisa “rubare con gli occhi”.

Quando i pittori “andavano a bottega” passavano ore ed ore ad imitare i propri maestri senza una istruzione formale. Da quei gesti si capiva subito chi aveva la stoffa… del modellatore.

 

“Nessuno nasce imparato”

 

All’inizio tutti imitiamo uno o più modelli senza esserne consapevoli, poi crescendo diventiamo via via sempre più coscienti dell’influenza di questi “esempi”.

O almeno così dovrebbe capitarci! Ma non sempre perché l’influenza delle altre persone è implicita nella relazione, in altre parole è “inconsapevole”.

Spesso ci accorgiamo di questo quando siamo in coppia, quando ci accorgiamo di utilizzare frasi e terminologie del nostro partner.

O ancora più spesso capita che siano gli altri a farci rendere conto di queste “imitazioni inconsce” magari dicendoci… “non è possibile che ogni volta che stai con Marco usi quelle parole”.

 

Chi va con lo zoppo…

 

L’idea di modeling è la stessa che sta alla base del famoso proverbio “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Sulla scia di questa osservazione nascono convinzioni più o meno utili.

Nella crescita personale da anni si dice: “sei la somma delle 5 persone che frequenti maggiormente” ed è chiaro che si tratta di una frase molto vera ad un osservatore esterno.

Ma come ho scritto nel numero 261 di Psicologia Contemporanea per la mia rubrica “Self-Help scientifico”, questa convinzione è anche pericolosa.

Infatti molte delle persone che meno sopportiamo sono proprio quelle che ci stanno accanto. Ti consiglio di recuperare quel numero perché va contro questa idea classica.

 

La “strategia VAKOG”

 

Qualsiasi esperto di PNL sa perfettamente a cosa mi riferisco con questa sigla “VAKOG” ed anche con l’idea di strategia legata a questo acronimo.

VAKOG sta per “Visivo, Auditivo, Kinestetico, Olfattivo e Gustativo”, i nostri sensi che fungono da “canali rappresentazionali”.

In pratica attraverso i tuoi sensi crei delle rappresentazioni interiori che si riferiscono proprio al canale con cui le hai filtrate (secondo la PNL e secondo il primo cognitivismo).

In pratica dentro di te hai rappresentazioni visive, auditive e sensoriali della realtà esterna. Secondo i primi teorici della PNL bisognava osservare questo modo di rappresentare.

 

“Un pattern generalizzabile”

 

Quindi, se trovi un bravissimo pittore, una delle modalità per imitarne l’eccellenza è quella di chiedergli che cosa pensa, sente e vede quando sta dipingendo o poco prima.

Una volta compreso che “immagino il paesaggio, poi sento una voce che guida la mia mano ed una sensazione di appagamento allo stomaco”, ti basta testare questa strategia interna.

Cioè provare tu stesso ad immaginare il paesaggio, sentire quella voce proprio come la sente lui e percepire sensazioni allo stomaco proprio come le sue.

Tutto questo dovrebbe migliorare la tua arte o addirittura farla sembrare simile a quella dell’artista che stai “modellando”.

 

Le strategie della PNL

 

Queste strategie VAKOG sono comparse formalmente nel libro compendio “PNL” che, devi sapere è stato disconosciuto dalla maggior parte degli stessi autori.

E’ lo stesso Dilts spesso a raccontarci che quelle erano “solo ipotesi” di come sarebbe potuto funzionare il nostro cervello e non delle informazioni scientifiche sul suo funzionamento.

Nonostante questo sia di pubblico dominio esistono tutt’ora persone che vanno in giro ad estrapolare la strategia VAKOG per il modellamento.

Come ti raccontavo, cosa non del tutto assurda da un punto di vista fenomenologico ma di davvero difficile applicazione pratica.

 

L’accusa di pseudo-scienza

 

Il CICAP accusa da anni la PNL di essere una pseudo-scienza, cioè una forma finta di scienza che si avvale di un linguaggio scientifico per ingannare.

Non sono completamente d’accordo, piuttosto direi che la PNL utilizza un linguaggio scientifico obsoleto, perché fermi ad un tipo di “cognitivismo in nuce”.

La tecnica preferita della pseudo-scienze è questa: “elemento scientifico reale” + “elemento non scientifico”.

E’ una sorta di falso sillogismo dove la premessa è vera e gli elementi che la sostengono non lo sono, esempio:

“Nel mondo subatomico esiste una interazione non locale e questo spiega perché riesci a presentire i pensieri delle persone a te care”.

 

La ricerca di “senso”

 

Il nostro cervello oltre ad altre mille tendenze ha l’irresistibile desiderio di “trovare un senso alle cose”. Noi siamo degli “individuatori di regolarità”.

Il nostro cervello è disegnato per scovare le regolarità tra le cose. Se ogni volta che ascolti il mio podcast ti senti bene, forse potresti arrivare a pensare che sia la mia voce “speciale”.

Invece potrebbe essere il semplice fatto di distrarti dal tuo mondo, o il fatto che ciò che sto dicendo rispecchia la tua situazione attuale ecc.

Ricerchiamo regolarità tanto da creare false convinzioni e peggio che mai, superstizioni: “meglio indossare la maglia fortunata oggi”.

 

Proprio come “Skinner ed i suoi piccioni”

 

B. Skinner è stato uno degli psicologi più importanti dello scorso secolo, un comportamentista per eccellenza che ha scoperto alcune leggi del comportamento valide tutt’oggi.

Fra queste aveva anche osservato il comportamento “superstizioso dei piccioni”. Dove dimostrava che anche i “piccioni” vanno alla ricerca di regolarità.

Ma non è questo il punto, in realtà Skinner fa parte di una serie di studiosi che ha portato il metodo scientifico nella ricerca psicologia.

 

Come vedi nel video, Skinner utilizza “l’interruttore” per rinforzare il comportamento casuale dei piccioni.

Nel comportamentismo il termine “modellamento” assume ancora un altro significato: come una forma di apprendimento guidato da rinforzi positivi e negativi.

Ma il video serve per capire come si sviluppa la “scaramanzia del piccione” ed anche per parlare di “ancoraggio”.

E’ anche grazie a Skinner che esistono le “ancore”

 

Nella PNL ci sono tecniche storiche, una di queste è l’ancoraggio. L’associare uno stato interiore ad uno stimolo esterno (o anche interno) che ne faciliti il richiamo.

In realtà l’ancoraggio non è così raffinato come il condizionamento operante di Skinner, ed è sicuramente basato più sull’idea di condizionamento classico, quello di Pavlov.

Pochi sanno però che Pavlov tentò spesso di ripetere i propri “condizionamenti” in pubblico ma raramente ci riuscì. Perché c’erano troppe distrazioni per l’animale.

Questo istinto “investigativo” dell’animale (così come lo aveva chiamato) lo abbiamo anche noi, con diverse problematiche legate alla complessità del nostro “pensiero”.

Le “ancore della PNL” funzionano ed ovviamente “non sono della PNL” ma appartengono a tutta una tradizione legata all’ipnosi (sarebbero i trigger ipnotici).

 

 

Conferenzieri o professionisti?

 

Ti lascio con quest’ultima diatriba che mi riservo di approfondire in un prossimo podcast, il fatto che c’è una grossa confusione fra “conferenzieri di professione e professionisti del settore”.

E’ un paradosso presente in diverse discipline ma nella crescita personale lo è ancora di più… il fatto che esistano “conferenzieri per professione”.

Persone che nella vita parlano in pubblico ma non svolgono attivamente la professione che insegnano… questo è un grosso problema!

Io voglio imparare le cose da chi ha le “mani in pasta” e non da chi va in giro a dire “di avere le mani in pasta”… approfondiremo il tutto nel Qde 😉

Alla prossima
Genna

 

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