Psico-tecnologia: L’abilità fonda-mentale che NON puoi perdere…

 

La tecnologia ci consente di fare una miriade di cose meravigliose, come ad esempio scrivere questo post o portarci con il nostro “navigatore dove desideriamo” ecc.

Queste facilitazioni ci stanno facendo perdere diverse abilità, alcune più importanti di altre. Oggi parliamo di quella che secondo me è l’abilità che NON puoi permetterti di perdere… buon ascolto e buona lettura 😉

 

Ascolta “173- L’Abilità mentale…che NON puoi perdere” su Spreaker.

Lo so, non è la prima volta che parliamo di questo argomento e ti avviso, non sarà neanche l’ultima. Quando ho iniziato ad analizzarlo non credevo fosse così importante e pensavo fosse una mia “opinione personale”.

Oggi, alla luce di quanto detto nel podcast, sono sempre più convinto che le cose stiano così: stiamo perdendo un sacco di abilità e per molte di queste dico “poco male” ma per altre bisogna correre ai ripari.

Come sai sono un super appassionato di tecnologia e sono davvero convinto che, se usata al meglio, possa solo portare enormi vantaggi. Tuttavia, se usata al peggio può portare anche profondi svantaggi.

 

La semplificazione per tutti

 

Uno degli emblemi della semplificazione tecnologica sono le famose “App”, chi ha la mia età sa perfettamente che le famose applicazioni non sono altro che “software” o programmi.

Non è raro vedere persone (di tutte le età) che iniziano a giocare con lo smarphone e si convincono che le “app” siano “internet”, per molti infatti “facebook è internet”. (Per fare un esempio facile).

La app è una sorta di “strumento facilitatore” che ti consente di accedere ad una qualche funzione nel modo più facile possibile.

Clicchi un pulsante e sei su facebook oppure su instagram ecc.

 

Il nostro cervello adora le cose che gli risultano facili

 

Nota non ho detto che al tuo cervello piacciono “le cose facili” ma quelle che gli risultano facili. E’ qualcosa che di certo avrai provato più volte.

Se ami i film di fantascienza e ti  portano al cinema a vederne uno probabilmente fari pochissimo sforzo nel restare attento e nella comprensione globale del film.

Se invece odi la fantascienza è probabile che tu faccia molta più fatica a seguire il film e di conseguenza a comprenderne la trama.

Questo è ciò che tutti sappiamo: ciò che ci piace è anche ciò che comprendiamo con maggiore facilità. E se fosse vero anche il contrario?

 

Ciò che è facile da capire ti piace di più

 

Secondo le ricerche sulla “fluenza cognitiva”, la facilità con la quale elabori un certo tipo di informazione, più qualcosa “fluisce cognitivamente” e più risulta piacevole.

Conosci bene anche questo fenomeno: più conosci un certo ambiente, un certo locale e più ti ci senti a tuo agio e probabilmente lo preferisci ad altri “locali” magari migliori.

E’ la famosa “zona di comfort” dove apprezzi ciò che già conosci perché non ti richiede grandi sforzi aggiuntivi. E’ qualcosa di prevedibile che ti fa sentire “come a casa”.

Quindi siamo irresistibilmente attratti da ciò che è facile per noi? Assolutamente si… e allora perché?

 

Il risparmio energetico

 

Il nostro cervellino adora risparmiare energia perché solo pochi secoli fa, se non avevi energia cerebrale sufficiente non sopravvivevi. E noi abbiamo ancora quel cervello di allora.

E’ dura da ammettere ma la nostra civiltà è andata così avanti da superare lo sviluppo evolutivo del nostro corpo. Un esempio sotto gli occhi di tutti è l’effetto “digitale”.

Ci sono ancora persone che, per vari motivi non vogliono assolutamente avere a che fare con il digitale. Non solo perché per loro è difficile ma perché lo vivono come “poco naturale”.

Ed effettivamente non è “naturale” che tuo figlio cerchi di sfogliare le immagini di un quotidiano come se fossero un touch screen.

 

I nativi digitali

 

Questa è la storia che tutti noi stiamo vivendo, e per la prima volta lo vediamo sotto i nostri occhi, vediamo i nostri figli che schizzano sulle tastiere, al contrario di tanti attempati.

Il digitale però non ha portato solo queste innovazioni e questo “spartiacque generazionale” ma ha riportato in auge anche la scrittura.

Sms, chat, facebook ecc. sono tutte piattaforme che si nutrono principalmente di parole scritte. Si lo so, ci sono i video e gli audio, ma la scrittura la fa ancora da padrone.

Il digitale però ha fatto della semplificazione il suo cavallo di battaglia. Per questo spezzetto i paragrafi di questo blog, perché so che facilitano la tua lettura 😉

 

Le facilitazioni ci rendono sempre meno capaci?

 

E’ vero, ciò che diventa facile ci fa perdere le abilità precedenti. Se andavi sempre a lavoro a piedi e all’improvviso ci vai in auto, diventi sempre meno “resistente alla camminata”.

Così come ti raccontavo della calcolatrice, abbiamo perso la capacità di fare i conti a mente, di ricordare un numero di telefono ecc.

Molte di queste abilità va bene che si perdano? Si, sarebbe stupido percorrere 30 chilometri a piedi ogni giorno per andare a lavoro, perderesti un sacco di tempo.

Ora potresti dirmi che poi andiamo in palestra a perdere altro tempo ed avresti ragione ma il punto è un altro: quanto è utile conservare determinate abilità?

 

Alcune abilità sono  “meta-abilità”

 

Una meta-abilità è una capacità che ti è utile in altre attività. Ad esempio leggere è una di queste! Saper leggere ti è utile in ogni forma di apprendimento, qualsiasi esso sia.

Guarda caso queste famigerate “meta-abilità” sono spesso le semplici basi, i fondamentali dello sport ed i rudimenti nella musica.

E la base per poter comprendere fino in fondo il mondo è saper leggere e maneggiare concetti di una certa complessità. Non solo saper navigare in rete!

Perché se hai internet, quindi una biblioteca gigantesca di conoscenza sterminata, ma non sai che domande porre o interpretare ciò che trovi, approfondire serve solo a confondere.

 

La tecnologia è qui per restare

 

Ti do una notizia: l’era digitale è appena incominciata, guardati dietro le spalle, da quanto tempo hai la possibilità di navigare in rete?

E quanto tempo ci ha messo, ad esempio il telefono a divulgarsi? Stiamo davvero assistendo ad una svolta epocale nel campo della divulgazione del sapere umano.

Questa è la verità! Internet è ormai una nostra estensione, in quanto “esseri tecnologici”. Ricordi questa categoria? La tecnica è ciò che realmente ciò che ci differenzia dagli altri animali.

Ti ho già riempito la testa con questi concetti (in questi post) e nel Qde troverai molti altri riferimenti all’uomo “tecnologico”.

 

Quindi nel futuro non si leggerà più?

 

Se la tecnica è qui per restare viene da pensare che i libri ed i testi scritti presto si estingueranno per lasciare il passo agli audiovisivi che sembrano di più facile accesso.

Non so la risposta ma di certo chi creerà quegli audio e quei video continuerà a farlo “scrivendoli” e quindi leggendoli. Te l’ho detto, è una abilità fondamentale.

Se mi stai ancora seguendo significa sicuramente che NON sei una di quelle persone della statistica dei “non lettori italiani”… se così fosse ritieniti fortunato.

Perché chi continua a “non leggere” continuerà a farlo! Ma avrà sempre e comunque a che fare con testi, notizie e fake news con i quali fare i conti.

 

Tutti hanno il diritto di capire

 

Attenzione non sto dicendo che bisogna tornare ad utilizzare un linguaggio accademico, aulico o specialistico. Resto sempre dell’idea che comunicare in modo semplice sia la cosa migliore.

Tuttavia la nostra realtà è complessa ed per questo che sono nate numerose branche della conoscenza, per questo esiste lo specialismo che tanto viene additato.

Si è vero che essere specialisti toglie l’insieme, la gestalt! Vedi l’albero invece della foresta, però sai davvero tantissimo su quell’albero.

E condividendo le tue conoscenze con altri “specialisti della foresta” puoi in realtà restituire un quadro d’insieme molto più vasto (come nella parabola indiana dei ciechi e dell’elefante).

 

Imparare una nuova lingua

 

Se stai ancora leggendo probabilmente non hai alcun bisogno di essere spronato alla lettura. Se così fosse allora ti propongo di apprendere una nuova lingua se già non ne conosci un’altra.

La prima puntata di questo podcast era dedicata proprio al vantaggio di conoscere una seconda lingua. Ed è chiaro che fosse centrato sull’inglese, una delle lingue con più “materiale”.

Non è la più parlata al mondo ma ha di certo la lingua della “scienza”. Se conosci l’inglese puoi accedere a molta, molta più conoscenza.

Senza contare il fatto che quando impari una lingua straniera stai davvero imparando anche la tua lingua madre. Ascolta il podcast n°1 per capire fino in fondo questa idea.

Piccola anticipazione

 

Ragazzi la prossima settimana avremo come ospite Andrea Giuliodori l’autore del sito più visitato in Italia di crescita personale (efficacemente.com nel caso vivessi sulla luna;)).

Il lavoro di Andrea è davvero ammirevole per diversi motivi, che scoprirai nella prossima puntata di questo podcast, la 12° intervista di Psinel.

 

Una piccola sincronicità

 

Mentre preparavo questa puntata mi sono imbattuto in questo articolo del Corriere, dove si parla di Evan Williams, il fondatore di Twitter citato in puntata.

La sincronicità deriva dal tema dell’articolo, che per l’appunto riprende il nostro, al quale sto lavorando da circa una settimana (ci metto circa una settimana a fare una puntata).

E anche dal fatto che l’articolo sia stato pubblicato da Andrea Giuliodori, l’ospite della prossima puntata. Chissà cosa vuole dirci il nostro inconscio collettivo 😉

A presto
Genna

 

Ps. il 25 Maggio 2017 a Padova ci sarà il mitico Giulio Cesare Giacobbe, presenterà il suo ultimo libro “Vademecum Anti-Stress” ROI Edizioni.

 

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Il potere del suono e della musica
Rip it Up: Cambia il comportamento in modo scientifico con il prof. Richard Wiseman
Distorsione temporale: “Come viaggiare nel tempo con la mente”
“Cambiamento editoriale di psinel”
Sviluppo Personale: “teoria contro pratica – epistemologia della psicologia”
Meditazione… no grazie! Intervista a Giulio Cesare Giacobbe
Comune trance quotidiana: “fantasticare serve a qualcosa?”
Psicologia: “metti in circolo il tuo amore” ;-)
2 Commenti
  • Ciao Genna, sempre di più noto in giro arroganza e prepotenza…ti volevo chiedere se puoi dedicare un podcast su come gestire i prepotenti…di come fronteggiare le provocazioni senza essere sempre quelli che lasciano perdere pensando di essere superiori e saggi e intanto subiscono. Grazie Luigi

  • Ma che carino questo post… spiega perfettamente perché tutti si sentono esegeti sui social, perchè ognuno vuole dire la sua, un piccolo momento di gloria nel mare della quotidianità, ed è comprensibile, ma è anche grottesco perchè ci si arroga la pretesa di esprimersi con scarsa ma convinta conoscenza su ogni argomento, ed è per questo che Eco (e anche Garimberti) aborrono tale fenomeno. Tempo fa, ho notato che i miei interventi sul mio social di riferimento, prendevano pochissimi like e mi sembrava molto strano poichè ero sicura della validità dei contenuti e delle argomentazioni, allora mi sono applicata a capirne il perché ed era proprio l’argomentazione che non andava, troppo completa, a quel punto ho dovuto fare una scelta, a cosa ero più interessata? al piacere di dire la mia, col mio stile, o ai like? ho scelto la prima e continuo ad argomentare per mio piacere, certo con poco bottino, ma perlomeno so quello che dico.
    E anche per oggi… grazie. Un saluto

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK