Meditazione… no grazie! Intervista a Giulio Cesare Giacobbe

 

 

Finalmente ci sono riuscito ed ho intervistato Giulio Cesare Giacobbe che credo non abbia bisogno di presentazioni essendo l’autore di psicologia oggi più noto in Italia.

Ci parlerà dei suoi libri, di come ha sviluppato e scoperto la sua teoria e la sua strana esperienza in un monastero nel cuore dell’india…

 

Ascolta “166- Intervista a Giulio Cesare Giacobbe… Meditazione? No grazie…” su Spreaker.

Vieni a dare un’occhiata a MMA III° Edizione

Meditazione …no grazie!

 

Se hai ascoltato la puntata di certo puoi immaginare perché ho intitolato così questa puntata: un po’ per provocarti ed un po’ per commentare l’esperienza “monastica” di Giulio Cesare Giacobbe.

Avevo letto in uno dei suoi libri di questa storia così ho deciso di chiederglielo, onestamente non mi aspettavo una risposta del genere, non sapevo delle sue opinioni in proposito.

La cosa mi ha colpito, se ascolti con attenzione il noto autore non ci dice “la meditazione è una cavolata evitatela” ma ci dice ” non ho trovato niente di esaltante in quel luogo”…ed aggiunge:

“Pochi conoscono davvero l’insegnamento del buddha”… e per spiegare a fondo questo passaggio ho deciso di inserire questo video qui sotto, appena hai tempo guardalo:

 

 

Il vero insegnamento del Buddha

 

Come hai sentito in questa conferenza, di cui potremmo discutere davvero a lungo, per Giulio Cesare Giacobbe l’insegnamento buddista è una sorta di “soluzione psicologica alla sofferenza”.

Ed in effetti se leggi con attenzione cosa ci ha detto il primo Buddha su come si pratica la meditazione puoi scoprire facilmente che ci sono pochi riferimenti ad aspetti religiosi.

Ma ci sono molti punti di collegamento con la psicologia, si parla di “sofferenza” intesa come insoddisfazione nella vita. Qualcosa che oggi dilaga sempre di più.

E devo ammetterlo: non sono per nulla sorpreso di ciò che il prof. Giacobbe dice nel podcast sui monaci e su ciò che ha trovato in India.

 

Religione e scienza

 

Se hai scaricato il mio report sulla meditazione moderna sai che questo attributo “moderno” sta proprio ad indicare una forma di esercizio divincolato dall’aspetto religioso.

No, non sono un paladino della scienza a tutti i costi ma devo ammettere che il meccanismo di base che da vantaggi in ogni tipo di meditazione può essere spiegato al di la di ogni religione.

Lascia che mi spieghi meglio: il fatto che una pratica millenaria oggi venga decretata come efficace non significa che quella tecnica tragga il proprio potere dal “divino”.

Ma significa che ce la siamo portata dietro perché donava dei vantaggi, anche se non sapevamo esattamente quali meccanismi ci fossero sotto (come nell’esempio del cavallo e dell’aspirina che faccio nel report).

 

Questo significa che la meditazione non fa parte della religione

 

Certo che ne fa parte e nasce probabilmente in contesti religioso-spirituali ma ci sono buone probabilità che i diversi insegnamenti religiosi siano arrivati a noi non per motivi di “fede”.

Ma per motivi evolutivi. Ti facci un esempio: oggi sappiamo che quando viene a mancare una persona cara è bene elaborare il lutto lasciando spazio a quel momento.

Tutte le religioni possiedono dei rituali che in un qualche modo fanno questo: lasciano spazio di elaborazione del lutto.

Anche nella religione cristiana ci sono rituali e litanie per aiutare le persone a digerire meglio i traumi e i lutti della vita.

 

In ogni religione troviamo metodi per alleviare la sofferenza umana

 

Ora questo è il mio punto di vista, quello che ha fatto nascere il report sulla meditazione moderna ed anche i percorsi di meditazione che proponiamo su Psinel.

Questo ovviamente non significa che chi segue i precetti religiosi di una qualsiasi dottrina sia “stupido” o addirittura subumano.

Qui sotto trovi un video dove Giulio Cesare Giacobbe ci parla dello Yoga e quindi anche della meditazione (che vede come stato di “trance”).

Cercherò di approfondire meglio questo aspetto nel Qde in modo da essere molto chiaro con chi è appassionato di queste materie. Intanto guarda questo video intorno dal 15° minuto in poi…

 

 

L’uomo che non deve chiedere mai

 

Questa frase di uno spot ormai obsoleto rimbalza fra le orecchie di tutti i maschietti con oltre 30 anni di età. Una frase che significa ciò che significa…

…il vero uomo non chiede perché non ha bisogno di niente e di nessuno. Ok oggi questa frase sembra essersi trasformata in qualcosa di terribile come:

Non chiedo perché mi è tutto dovuto ma non credo che la pubblicità intendesse questo così come non lo intende Giulio Cesare Giacobbe nella 8° intervista di Psinel.

 

La psicologia evolutiva

 

Ciò che invece intende il prof. Giacobbe è qualcosa che moltissimi italiani sanno da tempo: prima di poter badare al prossimo devi imparare a badare a te stesso.

Un concetto talmente semplice da essersi perso fra le carte dei baci perugina. Si la società del benessere unita alle diverse crisi che ci attraversano hanno contribuito ai “bamboccioni”.

No tranquillo non ce l’ho con le persone che sono costrette a vivere ancora con i genitori, so bene che il fenomeno è molto complesso ma con chi si adagia su questa situazione.

Poi trovare la teoria evolutiva di Giacobbe in questo post ed anche nel suo libro manifesto “Alla ricerca delle coccole perdute”.

 

La nevrosi infantile

 

Secondo l’autore il 90% delle persone soffrirebbe di “nevrosi infantile” cioè della tendenza ad appoggiarsi agli altri come se fossero dei bambini dipendenti.

Ed infatti il consiglio che ci da è molto forte e diretto: “imparate a vivere da soli senza l’aiuto di nessuno” ed ovviamente lo fa con il suo stile provocatorio.

Non so se hai notato ma Giulio Cesare Giacobbe non è provocatorio solo nei suoi libri, lo è anche nelle conferenze ed anche quando è ospite di un podcast… è coerente con il suo personaggio.

Ci sono molti modi per descrivere la “nevrosi infantile” ma quello descritto nei suoi libri è fra i migliori in assoluto.

 

La metafora degli scoiattoli

 

Immagina un branco di scoiattoli che stanno imparando a procacciarsi da mangiare. Il loro compito è riuscire a salire sui rami più alti degli alberi per procurarsi bacche e frutta.

Alcuni di questi imparano a salire e procurarsi il cibo per se stessi, questi sono gli adulti. Via via che salgono scoprono anche come procurarsi più cibo del dovuto.

Quando il cibo abbonda possono donarlo ad altri e diventare così “genitori”. Poi ci sono gli scoiattoli che non riescono a procurarsi le bacche e restano sotto in attesa che qualcuno gliele procuri.

Questi sono “i bambini”! Quindi la condizione di bambino non è data dall’età anagrafica ma dalla capacità o meno di salire sugli alberi e procurare cibo per se e per gli altri.

 

Le bacche ed il cibo sono: Amore

 

Fuori dalla metafora ciò che intende dire Giacobbe è che chi è capace di darsi amore ed averne a sufficienza per darlo agli altri diventa genitore.

Il problema è che le persone “mettono su famiglia” prima ancora di aver sviluppato queste abilità che gli consentirebbero una “indipendenza”.

Indipendenza che è primariamente emotiva ma che si può riconoscere anche da una “dipendenza materiale”. Per questo ci invita tutti ad uscire di casa e “cavarcela da soli”.

Lo so che in questo periodo di crisi sociale sembra uno schiaffo sentirsi dire certe cose, ma lascia che ti dica che Giacobbe le afferma da decenni, ancora prima di questa tremenda crisi.

 

Gli insegnamenti di Giacobbe

 

Ci tengo quindi a dirti che il punto di vista della psicologia evolutiva (non quella accademica ma quella descritta dal prof.) è un ottimo punto di vista al giorno d’oggi.

Che per quanto mi riguarda non significa “pensa solo a te stesso” quindi l’apoteosi dell’individualismo sfrenato ma significa invece…

…se non sai badare a te stesso difficilmente saprai badare agli altri. E la causa di queste mancanze (piccole o grandi) possono essere ritrovate nel tuo grado di evoluzione personale.

Qui sotto trovi un’intervista approfondita fatta da Luca Mazzucchelli al prof. Giacobbe, dove puoi trovare una descrizione maggiormente approfondita del suo metodo.

 

 

Per me la meditazione oggi, deve essere scientifica

 

Come avrai intuito ciò che dice Giacobbe può essere realmente visto come un “stai lontano dalla meditazione perché chi la fa non arriva da nessuna parte”.

Ovviamente si tratta di una provocazione derivata dalla sua esperienza personale, situazione che meriterebbe più di un approfondimento visto che non credo sia stata una “inutile esperienza”.

L’unica cosa con cui sono pienamente d’accordo è sul fatto che la meditazione debba essere insegnata così come viene trasmessa nella tradizione Vipassana, quella del primo Buddha.

Perché li non ci sono pochissime tracce di “credenze religiose” e c’è tanta tanta buona psicologia valida tutt’oggi!

 

Assaggioli, immagine dell’Io e la disidentificazione

 

Il prof. Giacobbe ci rivela che le sue teorie partono da quelle di Roberto Assaggioli. Se segui psinel probabilmente sai di chi stiamo parlando.

Assaggioli è stato fra i primi a parlare di concetti come “immagine dell’Io” o meglio di “modellamento inconscio attraverso l’immaginazione”.

In pratica ti faceva immaginare di diventare il tuo “te stesso migliore di sempre” (come descriveva dopo di lui Maxwell Maltz) con l’intento di creare una “potente immagine di se”.

Assaggioli è stato anche fra i primi a parlare di tecniche orientali in occidente. E’ stato il primo professionista della mente a parlare di disidentificazione (partendo dall’oriente) per scoprire se stessi.

 

Per quanto possa sembrare semplice non lo è!

 

Come vedi per quanto le parole del professore possano apparire semplici e spesso esilaranti hanno delle basi molto forti. Fondamenta su cui ha basato il suo traning per il cambiamento personale.

 

 

Quello che hai ascoltato qui sopra è la mia versione del training del prof. Giacobbe. E’ solo una simulazione non è il training originale.

Come hai sentito non c’entra praticamente niente con l’idea di meditazione (almeno come la vediamo su psinel) ed è molto più simile ad un audio di auto-ipnosi.

Se vuoi sapere cosa ne pensa il prof. dell’ipnosi ti basta leggere cosa dice a pagina 107 del libro “La paura è una sega mentale“.

La faccenda è davvero più complessa di così, per questo ti invito ad approfondirla nel QdE (Quaderno degli esercizi) di questa settimana.

E come sempre lascio a te la parola, lascia un commento qui sotto e fammi sapere cosa ne pensi.

Alla prossima
Genna

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6 Commenti
  • Io concordo un po’ con tutti: col professore, con Genna, con Carmen…non vorrei sembrare “veltroniana” 😉
    Il professore è un provocatore, ma concordo sul fatto che certe scelte sono una fuga dalla realtà. Ma condivido proprio tutto quello che è il tuo pensiero riguardo la crescita personale e in particolare la meditazione.
    Se riesco a risolvere i problemi con il mio computer ( non sono ancora riuscita ad aprire i files del corso di meditazione di base, se non il pdf) provo a iscrivermi al MMA.
    Inoltre trovo le interviste sempre molto interessanti perché sentire altri punti di vista sulla crescita personale è arricchente.
    L’appuntamento settimanale con la tua audio newsletter è una delle importanti abitudini che ho introdotto dall’inizio dell’anno, insieme agli esercizi mattutini e alla meditazione quotidiana. In perfetto stile psinel, se ne ho compreso il senso.
    Profondamente grazie.
    Fulvia

  • Ciao Gennaro, per quanto riguarda all’andare a vivere da soli… può essere definito come “uscire dalla tua zona di comfort”? E un Po lo stesso concetto? Poi vorrei sapere come posso superare l’ansia per andare a trovare un lavoro e superare anche quella di un colloquio… grazie !

    • Ciao Emanuele
      si è un concetto molto simile ed è lo stesso concetto che potrebbe aiutarti con l’ansia.

      Se è troppo alta la cosa migliore da fare è rivolgersi ad un professionista. Tra qualche mese uscirà un mio percorso online sull’ansia ma non è rivolto alle forme più “dure” di questa manifestazione (attacchi di panico e ansia generalizzata).

      Nel frattempo sul blog trovi tanti post che parlano di come aiutarti con l’ansia, fai una ricerca. Altra cosa che ritengo fondamentale è la meditazione di consapevolezza, scarica il mio report.

  • Conosco i libri del prof. Giacobbe e la poliedrica e complessa personalità del personaggio. Quello che dice sui monaci è vero quanto è vero che nell’universo mondo ci sono gli scemi e ci sono gli intelligenti. Innanzitutto, la ripetizione dei mantra è “tecnicamente” una modalità mentale che sgombera la mente dai pensieri e per questo ha un effetto decongestionante di per sè. Ho avuto modo di frequentare il monastero italiano “Santacittarama” e i monaci che ho sentito parlare sono tuttaltro che ignoranti su quello che fanno e che dicono. La comunità umana accoglie tutti, quelli fragili, quelli meno dotati, quelli che non si impegnano, quelli più skilled, e perchè un monastero dovrebbe fare eccezione? Giulio Cesare Giacobbe, uomo colto e per certi versi geniale, è soprattutto un provocatore con una buona dose di narcisismo, come da manuale, e va bene così. Riguardo alle interviste personalmente le trovo molto interessanti, a volerne tenere conto esiste anche un target meno manualizzato, diciamo così.
    Un caro saluto, grazie e alla prox
    Carmen

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