Ipnosi Yoga e Meditazione: Intervista a Manuel Mauri fra oriente ed occidente

 

Sai chi è il dott. Manuel Mauri? Se segui psinel probabilmente si! E’ sicuramente il collega che ho citato maggiormente in questi anni ed oggi capirai il perché!

Manuel ha un’esperienza pazzesca nel nostro mondo, tra “ipnosi Yoga e meditazione” è stato il primo titolo che mi è saltato in testa, ma come sentirai ha fatto molto molto di più…

 

Ascolta 156- Ipnosi Yoga e Meditazione: intervista al dott. Manuel Mauri…” su Spreaker.

 

Allora come ti è sembrata? Pazzesco Manuel tocca praticamente tutti i temi della crescita personale in questa splendida intervista, narrandoci storie che ci trasportano “in giro per il mondo”.

Dalla sua avventura con i diversi maestri dell’ipnosi fino alle sue esperienze in India. Credo che in Italia siano davvero pochi i professionisti che possano annoverare esperienze del genere.

Soprattutto se pensi che Manuel è molto molto giovane…ora cerchiamo di recuperare alcune tappe della sua formazione giusto per approfondire la sua preparazione.

 

Le esperienze di Manuel

 

Quando sono arrivato a Padova Manuel aveva già quasi finito i suoi esami, ed era ancora al 4 anno, e posso testimoniare di come ha preparato questi ultimi 2 esami in brevissimo tempo.

Non per niente, nella sua gioventù, era talmente bravo come insegnante di tecniche di memoria che lo mettevano fuori dalle Università a fare le presentazioni.

Queste esperienze lo hanno portato ad approfondire sempre di più la crescita personale che è passata regolarmente, prima dalla sua pelle e poi a quella degli altri (cosa non di poco conto).

 

Non tutti sanno che… in Italia è iniziato tutto dai corsi di memoria!

 

Pochi sanno che il primo vero accenno alla crescita personale (così come la conosci oggi) è iniziato proprio dai corsi di apprendimento e di mnemotecniche.

Se segui psinel lo sai perché ne abbiamo già parlato! Arrivano in Italia e portano quell’aria di freschezza, talmente innovativa da diventare una famosa collana “De Agostini”.

Così esplodono i corsi ed i vari trainer iniziano a studiare la PNL e i primi speaker motivazionali, come Tony Robbins e via dicendo.

Un periodo strano dove la gente non riusciva a capire se si trattasse di cavolate o di roba davvero seria, e a buona ragione.

 

Infatti questa apertura ha dato anche vita ad un sacco di fuffa coach

 

Da quei corsi si sono sviluppati un po’ tutti gli altri, dando vita anche alla deriva dei “fuffa coach” che da insegnanti di mnemotecniche sono diventati “allenatori della mente”.

Ma come diciamo spesso, bisogna evitare di fare di tutta l’erba un fascio. Infatti questo tipo di formazione ha dato modo a tantissime persone di interessarsi alla psicologia.

Ed infatti è ciò che è accaduto a Manuel, dandogli l’opportunità di conoscere la PNL, l’ipnosi e tante altre discipline che oggi vengono tranquillamente annoverate fra “le competenze psicologiche”.

 

Il materiale prezioso…oggi a portata di mano

 

Quando io e Manuel abbiamo iniziato a studiare queste cose, una semplice videocassetta di Erickson o di Bandler era una vera e propria rarità.

Bisognava ordinarla dagli USA, pagare un botto di soldi (sie per l’acquisto e sia per le spedizioni) e sperare che funzionasse su un videoregistratore europeo (cosa che non succedeva mai ;)).

Ricordo ancora quando Manuel mi ha dato la prima VHS, ho passato (giuro) 12 ore per copiarla su una seconda VHS attraverso un complicatissimo sistema di “masterizzazione”.

Oggi, come dico spesso, trovi la maggior parte di quei video su Youtube. Purtroppo però, oltre a tutti i soldi e la pazienza per ricevere quel materiale mancava ancora qualcosa…

 

E’ grazie a Manuel che capisco l’Inglese

 

Come molte persone ho studiato inglese a scuola e l’ho studiato male! Un po’ perché mi è toccato all’improvviso fare Francese ed un po’ perché in Italia non siamo molto bravi ad insegnare le lingue.

Manuel è stato il primo a dirmi: “Genna se vuoi imparare queste cose devi conoscere l’inglese, ascolta e leggi e vedrai che impari”.

E così è stato! La gente resta a bocca aperta quando glielo dico, ho davvero imparato l’inglese ascoltando ciò che era di mio interesse… la psicologia!

Grazie a Manuel ho praticamente “consumato” quelle videocassette e poi tutto il materiale che ci siamo scambiati in questi anni di amicizia e collaborazione.

 

Gli esperimenti nella casa dello studente

 

Con Manuel abbiamo fatto parecchi strumenti e lui stesso non si tirava mai indietro quando c’era l’opportunità di poter sperimentare.

Ho visto Manuel aiutare persone a superare mal di testa (magari durante una cena) o aiutare una nostra amica (ed oggi collega affermata) a superare la paura degli aghi.

La casa dello studente dove ci siamo conosciuti era un “enorme laboratorio sociale” da cui avevamo uno sguardo privilegiato, perché già studiavamo queste cose.

Così mentre i nostri colleghi parlavano di “orale, anale e fallico” io e lui parlavamo di “linguaggio non verbale”, metaprogrammi, sistemi rappresentazionali… un altro mondo 😉

 

Il destino

 

Sembra che il destino abbia cospirato silenziosamente alle nostre spalle: dopo gli anni della casa dello studente Manuel si è trasferito ad Arezzo per studiare la terapia breve strategica.

Dopo vari incontri fortuiti io e Manuel ci siamo ritrovati (quasi casualmente) nella stessa scuola di psicoterapia ipnotica, da li sono ripartite le nostre collaborazioni.

Dopo la scuola ci siamo nuovamente un po’ persi di vista e quando ci siamo ritrovati ci siamo detti quasi all’unisono “sai che cosa fighissima sto facendo? Meditazione!” e boom si è aperto un mondo.

Scoprire di aver intrapreso entrambi un percorso di meditazione è stata l’ennesima sincronicità e l’ennesimo “confronto positivo” tra di noi.

 

16 anni di esperienze condensate

 

Non so se è emerso così chiaramente come l’ho notato personalmente, ma questa intervista condensa oltre 16 anni di “esperienze psicologiche” tra me e Manuel.

Ci siamo conosciuti nel 2000 e questo mi da modo di mostrarti anche parte del percorso di Psinel, si perché Manuel è ultra citato su queste pagine.

Sono sicuro che questa puntata può dare una risposta chiara anche a chi mi chiede spesso: “ma scusa come fai a dire di avere tutta questa esperienza nella crescita personale se sei così giovane?”.

La risposta è molto semplice: ho iniziato a studiarla e praticarla 16 anni fa! Nessun trucco, nessuna improvvisazione ma solo tanta curiosità ed impegno.

 

Quando abbiamo iniziato a conversare online… non è piaciuto a tutti tutti…

 

Come hai sentito nell’intervista Manuel ha girato il mondo per imparare ciò che sa. E fra queste avventure è stato al cospetto dei più grandi ipnotisti del pianeta.

Durante quei viaggi Manuel filmava, faceva interviste e riportava esperienze. Io, da bravo divulgatore, prendevo quel materiale e lo pubblicavo qui su psinel.

Poi un giorno ci arriva una strigliata: “non potete parlare così di queste cose, o smette di farlo o ci saranno delle conseguenze!” (era il 2010).

Erano le stesse persone che qualche anno prima mi avevano detto di stare “molto attento a ciò che pubblicavo su psinel”.

 

In qualsiasi contesto può capitare!

 

Nel 2006, quando ho dato il mio Esame di Stato per diventare psicologo, al termine del secondo colloquio mi hanno chiesto: “lei che cosa vuole fare? Che cosa le piace della psicologia?”.

Io ho risposto: “voglio fare lo psicoterapeuta e sono innamorato del lavoro di Milton Erickson”, metà della commissione che avevo davanti non sapeva letteralmente chi fosse!

Te lo dico per giustificare la pura di chi ha cercato di fermare il nostro lavoro, perché quando non si conoscono le cose spesso si ha paura di queste.

 

Vuoi un buon modello di comunicazione?

 

Allora riascolta i toni e le inflessioni dell’intervista! Manuel ha da sempre avuto una capacità straordinaria di utilizzare la comunicazione (verbale e non verbale).

Gli ho sentito usare qualsiasi tipo di modello linguistico ipnotico ed in qualsiasi contesto… anche in quelli più istituzionali Manuel riusciva a spiazzare chi si diceva “esperto della materia”.

Insomma sono davvero orgoglioso di averlo avuto come mentore e cicerone in questi anni, e sono felice di annunciare che farà da quest’anno farà parte di SPS 😉

SPS o Sviluppo Personale Scientifico è il progetto che porto avanti da qualche anno parallelamente a psinel… è un po’ la “scuola di formazione di psinel” e Manuel è un nuovo super docente!

 

Riportarci a noi stessi!

 

Una delle risposte più interessanti date da Manuel è stata quella legata a “come scegliere un corso di Yoga”. Non solo, mi ha fatto morire dal ridere con la differenza fra chi spiega e chi no.

“Se non vuoi lo spiegone vai da un maestro indiano mentre se vuoi lo spiegone vai dal napoletano!” 🙂

Ma oltre a questo aspetto divertente è stato interessante l’idea di Yoga come un “riportarsi a se stessi”, che è poi la stessa identica cosa che si fa in ogni forma di crescita personale.

Su psinel queste due parole (crescita personale) significano in realtà “conoscere se stessi” e per avviare questo processo è necessario “riportarsi a se stessi”.

Hai sentito quanta roba? Hai delle domande per Manuel?

 

Come hai sentito Manuel è ultra disponibile per una seconda intervista approfondita, per cui se hai domande specifiche, che riguardino la psicologia e la crescita personale, scrivile qui sotto.

Usa lo spazio dei commenti per lasciare le domande e quando ce ne saranno a sufficienza ripeterò l’intervista con Manuel, che come hai sentito è solo una piccola parte di ciò che può insegnarci.

Alla prossima
Genna

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27 Commenti
  • Ciao Genna , ho ascoltato l’intervista e mi ha colpito molto l’esperienza che ha raccontato Manuel quando insieme ad una amica in India guidati da dei monaci sono stati in un posto “particolare” per meditare , delle grandi pietre , un posto quasi esoterico, racconta di aver vissuto ad un certo punto della meditazione di un estasi intensa e sembra mai vissuta prima d’ora , inoltre si è realizzata una strana connessione fisica tra lui e la sua amica , pur essendo loro distanti fisicamente. Ora tutto questo mi sembra in controtendenza con l’esperienza Mindfulness che ci insegna che non esistono posti particolari per meditare , che non si vivono emozioni particolari solo perchè si pratica in un bel posto e che la meditazione è un percorso personale che non da poteri “magici” che ti consentono di collegarti mentalmente con un altra persona, volevo sapere la tua opinione in merito a questa esperienza, grazie a voi ciao

    • Ciao Giuseppe,
      si è una esperienza completamente diversa, infatti Manuel non ci stava parlando della mindfulness 😉 Ma questa è la sua esperienza, non la giudico mi limito a riportarla. Se potessi dargli una spiegazione razionale di certo direi che sono stati i classici neuroni specchio, chiunque lavori con le emozioni sa che le “emozioni sono contagiose” anche quando non si parla.

    • Ciao Giuseppe,
      si infatti non centra la mindfulness ma un’altra tecnica di meditazione..grazie per aver ascoltato con la mente aperta. L’empatia è sicuramente una chiave come il collegamento che ha fatto Genna con i neuroni specchio che va nella direzione del mio racconto niente di magico insomma. A presto!

  • Dot.manuel , mi è piaciuta l intervista tra due dottori, fatta di amicizia , vera.l avete trasmessa attraverso le vostre voci. Le ho sentite solo ora dottore, nel poco tempo che ho .avrei desiderato conoscerla di persona e imparare a praticare lo yuj.ho avuto la fortuna di conoscere il dot.romagnoli in terapia nel suo corso ed è stato un maestro molto professionale e preparato. So che non riuscirò a conoscerla, non amo molto i media e la tecnologia ,ma non fa nulla , sono contenta di aver sentito la sua voce , la vostra amicizia . E ” onoro il luogo in te , in cui dimora l intero universo .onoro il luogo in te ….. vi saluto e grazie di esserci per tutti noi , un grazie ad entrambi! Airam.

  • Dottore , cosa posso dire? Bravo al sig.manuel,anzi bravissimo.siete speciali ! Dottore è molto bravo anche lei , è molto modesto , se lo lasci dire.!

  • Ciao Genna! Complimenti per la novità delle interviste: sono fantastiche! Mi ha molto colpito il passaggio della lettura (lettura veloce e lettura “attenta/approfondita”) e di come questo sistema abbia aiutato il superamento degli esami all’università. Questa è sicuramente un’area di miglioramento che sto cercando di portare avanti…C’è qualche testo di riferimento che mi puoi consigliare? Ti ringrazio anticipatamente.

    • Ciao Andrea purtroppo non ci sono ancora dei testi di riferimento specifici..Sicuramente mi sento di consigliarti i libri di Cesare Cornoldi che si occupa di psicologia dell’apprendimento se questa area di miglioramento è interessante per te. Ciao -)

  • Fantastico Genna!
    Interessante l’intervista! Anzi già il fatto che pubblichi le interviste questo dà un grande valore aggiunto al tuo blog, perché permette di approfondire meglio certe tematiche…
    Già il fatto che tu abbia intervistato un grande praticante di Mindfulness come te mi fa pensare seriamente che questa disciplina sia la pannacea per tutto, anche per disturbi d’ansia o il DOC… puoi confermarlo? Grazie
    P.s.: Da pochi giorni sto divorandomi i libri del grande Nardone, come “Cavalca la tua tigre”… l’ho scaricato in formato audio da iBooks giusto ieri e sto riascoltandomelo molte volte… magari se ti capita di interivstarlo, puoi chiedergli in che modo possiamo esercitarci ad usare i paradossi senza fare danni? Infatti in questo libro non fa altro che ripeterci che per acquisire certe abilità bisogna esercitarsi … la mia domanda quindi è: “Come?”.
    Sto infatti capendo che se vogliamo ridurre l’effetto di un disturbo dovremmo accentuarlo (“Aggiungere la legna per spegnere il fuoco”), oppure chiedere a una persona di ripetere un comportamento sgradevole nei nostri confronti, con quella che il grande Ciro Imparato chiamava “la voce verde della calma” perché, per esempio, se si tratta del nostro partner, ci eccita (“Uccidere il serpente con il suo stesso veleno”)…
    Magari prima di usare questiu paradossi dobbiamo trovare il modo di decondizionarci dall’abitudine di reagire ai comportamenti esterni (cosa, questa, che la società incentiva grandissimamente a fare)…
    Grazie ancora

    • Ciao Andrea,
      e grazie 🙂

      Il modo migliore per uscire dal DOC è farsi aiutare da un professionista e non cercare di applicare le tecniche di Nardone da soli su se stessi. Si può fare? Si si potrebbe fare ma solo con una buona guida, infatti le tecniche strategiche le applichi su te stesso ma ti vengono date da una persona terza, altrimenti cade tutto l’impianto sistemico che ci sta dietro.

      • Ok Genna, beh in quel caso le tecniche di Nardone non intendevo di applicarle su se stesse… ti riporto un esempio, per capirci…
        Un mio amico mi ha raccontato che la sua ragazza ha dei sintomi che hanno molto a che vedere con un disturbo ossessivo compulsivo, e una delle cose che fa in maniera del tutto inconsapevole, almeno a detta sua, è autolesionarsi… Naturalmente questo accade quando ritorna con la mente a eventi passati che vuole dimenticare o che sono andati diversamente da come avrebbe voluto… Questo mio amico, praticante di PNL ha provato a usare lo Swish pattern per aiutarla a togliersi l’abitudine di autolesionarsi, ma senza risultato… Ovviamente tecniche diquesto genere, come tutta la PNL, richiede molta autoconsapevolezza… Per cui ci stiamo chiedendo se la Mindfulness possa funzionare nel suo caso… Naturalmente se possa funzionare anche per paure riguardo alfuturo e magari nelle relazioni con altre perrsone …
        Ci rendiamo conto anche che purtroppo deve arrivarci da sola a voler adottare certe pratiche … ecco perché mi è venuto in mente l’eventualità che questo mio amico potesse usare le tecniche di Nardone… Tra l’altro, con la sola conversazione e con domande strutturate e mirate, possiamo sempre indurre l’altra persona a iniziare nuovi percorsi, visto che le tentate soluzioni, a quanto pare, non hanno funzionato, almeno come volevamo.
        Grazie

  • Bravi ragazzi!!!mi avete fatto fare un salto nel passato 😊Complimenti per dedicarvi con tanta passione alla vostra professione,per continuare ad essere curiosi e tradurre tutto questo in nuove forme di aiuto x chi ha bisogno di una guida. Grandi,continuate così!

  • Intervista molto interessante. Anche molto confidenziale e informale.
    Bello sapere di tutti questi contatti avuti con famosi ipnotisti come E. Rossi, J. Zeig e M. Yapko (tra l’altro molto aperti e gentili).
    Non ho capito bene la Scuola di Yoga che ha seguito. Quale indirizzo formativo ha preso in quel ramo.
    Comunque l,o stretching derivazione occidentale delle asana dell’Hatha Yoga, è molto valido e direi anche parecchio ansiolitico.
    Conosco lo ‘Stretching dei Meridiani’ ed è molto buono su di me. Un po’ come I 5 Tibetani che ho sentito pratichi tu, Genna (o qualcosa di simile).
    Un saluto a Genna e a Manuel:-)

    • Grazie Marco,
      anche qui ci serve l’intervento di Manuel, io so solo che la scuola che ha frequentato gli ha rilasciato un certificato del CONI ma non so che scuola sia.

      Si io faccio i 10 movimenti di Tich Nath hann…e per un lungo periodo ho fatto anche i 5 tibetani 🙂

    • Ciao Marco Luca, grazie mille per il commento.
      Ho seguito diverse scuole, ma poi mi sono diplomato presso Ananda Ashram di Milano, avendo 500 ore di formazione certificata ho successivamente fatto un master di un anno in Anukalana Yoga presso la scuola Samadhi di Firenze. Attualmente sto praticando Bikram.

      • Grazie per le vs risposte veloci e simpatiche.
        Si vede che avete imparato bene dai vs maestri americani:-)

        • Grazie Marco Luca fammi sapere se ho risposto alla tua domanda in maniere esauriente o se hai bisogno di altri dettagli 🙂

          • Grazie Manuel, le tue spiegazioni sono esaustive:-)
            In questo momento non mi vengono in mente altre domande.

  • Intervista interessantissima e vi ammiro per le vostre competenze. Ne approfitto per chiedere un chiarimento sullo yoga.

    Ho da sempre rifiutato l’idea dello yoga (nonostante abbia provato due volte a frequentare una lezione introduttiva) perché lo consideravo come un misto tra posturale e stretching, con attenzione sul respiro. Amo fare sport e se lo yoga consiste nel semplice “essere presente IOS” facendo movimento, non potrei benissimo esserlo svolgendo altre attività fisiche? Ora voi parlate di posizioni particolari che aiutano ad influenzare i nostri stati d’animo e la cosa mi affascina tantissimo ma mi chiedo se dia tanti più benefici della mindfulness applicata allo sport

    • Ciao e grazie Matteo,
      purtroppo non so rispondere alla tua domanda perché anche per me andrebbe bene qualsiasi movimento fatto “con presenza”, ma di certo Manuel saprà dirti di più sulle posizioni e le loro relazioni con la mente.

    • Ciao Matteo.
      Sono due cose diverse lavorando su delle specifiche Asana(posizioni) guidato da un insegnate competente puoi sperimentare benefici molto molto profondi a livello fisico e psicologico. Questo unito a tecniche di meditazione ti porta ad un cambiamento molto più profondo nei tuoi stati d’animo.

  • Ciao Genne ti seguo da tanti anni e anche Manuel che ho conosciuto 3 anni fa ,lo stesso tra me e Manuel c’e’ stata la sincronicita’ sulla meditazione ,la voce di Manuel non si sente, siete grandi e’ stata una fortuna conscervi ,grazie

    • Grazie Maya,
      purtroppo per la voce di Manuel temo che sia il tuo device… prova ad ascoltalo con un altro apparecchio o assicurati che il tuo funzioni in stereo, perché le nostre voci sono su due canali diversi. Io lo sento bene su diversi apparecchi… fammi sapere

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