Il fuffa coach… come individuarlo con 1 semplice domanda

 

La prima puntata del podcast di questo nuovo anno è dedicata ancora una volta ai “fuffa coach”, se non sai di cosa sto parlando vai subito ad ascoltare questa puntata.

Il “fuffa coach” è un modo divertente ed irriverente per proteggerti da tutte le cavolate che si dicono nel campo della crescita personale. Oggi scoprirai come riconoscere un fuffa coach con 1 semplice domanda…

 

Ascolta 153- Scovare il “fuffa coach” con 1 semplice domanda…” su Spreaker.

 

Se quando parliamo di crescita personale non parliamo di “psicologia” ma allora di che cosa stiamo parlando? Si è successo di nuovo per questo ho ripreso questo argomento.

Ero ad una cena tra amici ed un tizio inizia a raccontare la sua nuova professione di coach, precisamente di “life coach”. Mi fingo interessato e gli chiedo di spiegarmi di cosa si tratta e lui parte subito in quarta:

Il life coach ti aiuta davvero a risolvere i problemi delle persone non come fanno gli psicologi“.

Me lo ha sparato talmente secco nel muso che mi sono dovuto trattenere dal lanciargli il piatto (anni di meditazione:-)) ed invece gli ho chiesto:

Tu che cosa ne pensi della psicologia?

Mi risponde dicendo che si tratta di cose vecchie, passate, che esistono tecniche potenti e recentissime (come la PNL) che ti aiutano in pochissimo tempo.

Ok, forse l’ho tirata un po’ lunga ma alla fine è stato proficuo perché sono riuscito a convincerlo di un dato abbastanza evidente:

Tutto ciò che viene insegnato ai coach arriva dalla psicologia, non proprio tutto ovviamente perché la “psicologia” stessa è un agglomerato di conoscenze diverse.

Ma come ti ripeto spesso, è facilissimo andare ad un corso e beccare il formatore che sparla degli psicologi e poi continua a citare, spesso inconsapevolmente, i loro studi.

Quindi ecco la domanda: “Tu come valuti la psicologia e gli psicologi”?

Mentre scrivo queste righe sono perfettamente conscio che la mia professione non esiste da sempre e che non ha il copyright sul cambiamento e sulla crescita personale.

Però purtroppo esistono davvero personaggi senza scrupoli oppure semplicemente molto ignoranti che credono di poter svoltare la propria vita diventando coach.

E spesso la colpa non è loro ma di chi propone i corsi di coaching cercando di venderti non una serie di competenze ma una professione a portata di mano.

Una professione che può cambiare la vita… si di chi fa formazione a questi poveri personaggi che dopo qualche mese, se non giorno, se non ore di formazione “può fare il coach”.

Per me il coach è una persona di esperienza

Se sei in palestra e trovi un personal trainer che ha anni di esperienza nel suo lavoro, lui può diventare il tuo vero mentore per guidarti nell’ambito del fitness.

Se conosci un investitore che fa milioni di euro e che ad un certo punto decide di voler fare del business coaching con te, allora buttati subito se è il tuo desiderio.

Si, sto escludendo la parte “life coaching” perché è proprio li dentro che si annidano i centinaia se non migliaia di personaggi illusi dal marketing della formazione, di “aiutare la gente”… fare “gli spiegatori”.

Si perché il coaching è qualcosa di molto più simile ad una “formazione one-to-one”, e se fai i coach non puoi fare finta che non sia così.

Si può davvero essere “life coach”… coach della vita?

Come ti dicevo già nella scorsa puntata, i coach bravi esistono, e sono persone di esperienza che in un modo o nell’altro hanno accumulato anni di conoscenze e abilità.

Non sono persone che hanno seguito un corso o fatto una “scuola” ma sono professionisti che nella vita hanno approfondito così tanto e bene il proprio ambito da poterlo “insegnare”.

Nel senso di “insegnare” come “lasciare un segno” dentro alle persone che desiderano migliorarsi in quello specifico campo.

Da questo emerge chiaramente che “essere esperti della vita” come si descrive il “life coach” è qualcosa di molto molto difficile!

“Eh no, il life coach conosce tecniche che ti migliorano la vita”

Certo e che cosa sono queste “tecniche”? Cose come ad esempio il “setting degli obiettivi”? Parlare dei valori, scovare le nostre profonde motivazioni?

Ah ok, tutta roba presa chiaramente dal mondo della psicologia e allora se “non stiamo parlando di psicologia” di cosa parliamo?

Di solito poi il fuffa coach adora sparlare di cose che non conosce e visto che pensa che la “consulenza psicologica sia una passeggiata” si lancia su proprie teorizzazioni.

Altro segno distintivo del fuffa coach è propri l’inventarsi nuove teorie, per carità lo facciamo tutti, ma quando ne conosci 2 di teorie è facile pensare di avere intuizioni.

Ecco il mio nuovo metodo per vivere una vita felice in soli 30 giorni

Hai mai sentito affermazioni del genere? Di tanto in tanto le faccio anche io, ma a differenza di ciò che stiamo parlando, cerco di motivare il tutto con una semplice cosa:

Citare per filo e per segno perché dico ciò che dico motivandolo attraverso la letteratura psicologica più aderente a quel discorso. Io non m’invento niente!

Ed invece il “fuffa coach” ha proprio la passione della “sparata violenta” dove urla ai 4 venti di aver scoperto il segreto della “felicità” che guarda caso ha scoperto lui alla veneranda età di 32 anni!

 “Ciao Genna, secondo te posso fare il coach a 21 anni?”

Giuro che mi hanno davvero fatto questa domanda, la risposta è “no cazzo”! Non puoi perché sono meno di 5 anni che hai iniziato a capire come girano le cose e anche molto meno di questo ti illudi di saperne.

No non esiste un’età e di certo ci saranno ventenni illuminati che possono aiutare le persone, ma non credo proprio che a vent’anni si possa fare un mestiere simile.

Ciò che capita caro fuffa coach, se mi stai leggendo ora lo capirai ancora meglio, è che ad un certo punto ti scontri con la dura realtà.

Spero che i fuffa coach abbiano successo!

Sotto sotto spero che abbiano davvero successo, sai perché? Perché così iniziano a lavorare, a vedere persone vere e a capire che per fare questo mestiere serve preparazione.

Solo chi ha provato a fare qualche esperimento con gli amici o a qualche corso può pensare che aiutare il prossimo sia una cosa “facile e redditizia”. Non lo è per niente!

E’ un lavoro come tanti altri e necessita una profonda preparazione, pena lo stordimento personale. E si caro amico fuffa coach, le persone quando ci parlano ci influenzano.

E se non sei pronto a gestire questa “influenza” finirai nel mio studio, come ne sono già passati molti in questi anni 😉

Caro fuffa coach sei libero di non credermi

Ora puoi pensare che tutto ciò che ho scritto sia frutto di un professionista frustrato che cerca di difendere la propria categoria (potrebbe essere così no?)…

…ma la verità è che sono anni che bazzico in questo mondo ed ho visto nascere il movimento del coaching da dentro ed ho davvero avuto modo di vedere quanti fuffa coach ci sono.

E sono persone che hanno davvero bisogno di me, c’è stato un periodo (credo 2 o 3 anni fa) che il 30% dei miei pazienti era un coach o un aspirante tale.

Partono dicendo che vogliono imparare qualcosa da me e finisce che invece hanno bisogno di terapia. Ma insisto, non mi credere.

Fidati della tua esperienza, se da tempo stai pensando di andare da un coach, vacci ma ricordati le nostre piccole domandine, giusto per capire.

 120 ore per diventare coach o “fuffa coach”

Proprio mentre scrivo questo post mi è arrivata l’ennesima proposta per diventare un “mental coach” di successo con 120 ore di formazione!

Ammazza 120 ore mica “pizza e fichi” ma non solo, l’offerta è legata al fatto che dopo lavorerai con “il loro gruppo”. Questa è quasi l’ultima novità in questo campo:

Una sorta di “multilevel marketing” del coaching, dove si cerca di creare del networking attraverso i corsi di formazione… come si è sempre fatto ma in modo ancora più fuffaruolo.

Si perché in 120 ore non impari neanche l’ABC della psicologia che sta dietro ad un lavoro così importante come il “coach” o meglio il “mental coach”, che è un modo diverso di dire “life coach”.

 Il coaching oggi è un ottimo business

Come ti raccontavo nella prima puntata, una delle mosse più intelligenti fatta da coach e trainer di PNL è stata quella di “posizionarsi contro la psicologia”.

E’ una vecchia mossa di marketing che funziona sempre, dalla notte dei tempi! Avere un bel nemico comune da combattere, in questo caso gli psicologi e la psicologia.

C’è un piccolo problema però, il gioco qui dura davvero poco, perché non puoi sputare nello stesso piatto da cui trai la maggior parte dei tuoi “contenuti”.

Andava bene fino a qualche anno fa, ma oggi la gente è sempre più competente e desidera avere informazioni di qualità, non si accontenta più del “primo risultato che trova”.

 Non ci posso fare niente “io tifo per la psicologia”

Lo sai è tutta colpa della mia professione ma io tifo per la psicologia che, al contrario di quanto si creda non è la “cura dei matti” o peggio ancora dei “deboli”.

I miei clienti/pazienti sono persone cazzute, quasi sempre persone straordinarie che per qualche motivo hanno richiesto la mia consulenza.

Molto raramente sono delle “pappe molli” senza spinta dorsale. Si ci sono anche quelli ma sono molti meno rispetto alle persone davvero forti.

Forza che però in alcuni casi si ritorce contro di loro! La rigidità di un “ossessivo” gli permette di sviluppare capacità di organizzazione fuori dal comune.

Le “categorie mediche” indeboliscono il “brand della psicologia”

Parlare di patologie, così come ho fatto poco fa dicendo “ossessivo” è deleterio per l’immagine (o brand) della psicologia e dello psicologo.

La psicoterapia è da oltre 50 anni vista come un metodo di crescita personale, ti basta ascoltare qualche convegno degli anni 60 tenuto ad Esalen.

La psicoterapia di quegli anni, quelli del movimento del potenziale umano (Maslow, Perls e compagnia bella) era un inno alla crescita personale sotto ogni punto di vista.

Altro che “cura dei pazzi”. Solo che noi europei abbiamo una storia ancora più radicata, con tanta filosofia, la Chiesa e tante forze contrastanti.

Si lo psicologo si occupa anche di sofferenza

Lo psicologo si occupa anche di sofferenza e la sua “terapia delle parole” è ormai riconosciuta come efficace almeno quanto quella farmacologica.

Questo significa allora che lo psicologo non può aiutarti a crescere, a cambiare o a raggiungere i tuoi obiettivi? Assolutamente no, visto che si tratta di qualcosa di molto simile ma in altre aree della vita.

Ti ricordi la metafora della macchina? Saper elaborare un’auto per farle fare i 300 km/h necessita della capacità anche di saper aggiustare quell’auto se ha dei problemi.

La capacità di “elaborarla” cioè prepararla in modo che migliori le performance richiede anche la capacità di conoscere come funzionano i problemi eventuali.

E se quelle 120 ore le facesse uno psicologo?

Qualche tempo fa in un podcast dedicato al “marketing” (business caffeina) il famoso imprenditore italiano Piernicola De Maria (super esperto di formazione) ha detto:

Insomma ragazzi, ma perché un coach dovrebbe saperne di più di uno psicologo?” ed è proprio ciò che continuo a chiedermi da anni. Ma scusa, capisco che non si voglia andare dal “dottore dei matti”…

…ma se questo ha studiato anche altro? Se ha studiato anche lui le “tecniche del coaching”? Beh allora è chiaro che esiste una sorta di dispercezione del mio vero lavoro, che non si occupa solo di “patologia”.

I miei colleghi si occupano di crescita personale da quando la psicologia è nata, ti basta andare a dare un’occhiata agli scritti di Abraham Maslow e a tutto il movimento del potenziale umano. Se ci si mette pure il cinema con Siani!

Alessandro Siani, simpatico comico e attore partenopeo è uscito nelle sale nel 2016 con “Mister Felicità” un film che, a quanto mi hanno riferito (non l’ho visto) mette in risalto il “mental coach”.

Se ci si mette pure il cinema siamo rovinati mi viene da pensare, per fortuna, sempre in ambito cinematografico da un po’ di tempo gira un video molto divertente dell’attore Gary Oldman…

Ahahah sei riuscito a vederlo? Se non capisci l’inglese ti riassumo cosa dice: in pratica inizia dicendo che per diventare attore ha dovuto studiare parecchio e farsi il mazzo.

Dopodiché inizia ad inveire contro i giocatori di pallacanestro quando vogliono fare gli attori. Fa troppo ridere quando dopo la sfuriata dice: “hai sentito l’emozione che ho trasmesso? Io posso farlo tu no“!

A parte gli scherzi è lo stesso che potrei dire per i miei colleghi coach, noi psicologi studiamo anni (e non si tratta solo di studio teorico) e passiamo attraverso le “prove del fuoco”…

…poi un giorno arriva “mister felicità” ed oplà non c’è più bisogno di persone davvero preparate e di studi realmente importanti.

Insomma, credo di aver scritto il post più lungo di sempre, ma poteri continuare ancora per ore. Aiutami a far crescere questa discussione facendomi sapere cosa ne pensi.

Buon 2017 da psinel
Genna

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27 Commenti
  • Per noi, che dottore abbiamo assaporato il sale nella vita, che abbiamo sofferto , perché abbiamo perso persone care,figli in giovane eta’,o per chi non riesce nemmeno piu a sorridere perché la vita l ha messo di fronte ad ostacoli grandi come montagne e non ha piu gli arti per superarli , né la voglia per farlo. Non servono i truffa coach come li chiamo io! Servono professionisti come lei dottore ! Non persone che s improvvisano psicologi , per chi soffre non c’è bisogno di aggiungere altra sofferenza! Gia ‘ la vita dura ce ne regala abbastanza ogni santo giorno! Grazie dottore , servono persone preparate , oneste e professionali ,e chi s improvvisa ci fa solo perdere tempo e denaro , e non ne abbiamo da buttare via, lavoriamo 14 ore al giorno con stipendio magro indi cari truffa coach , studiate x altri anni e tanti ,è meglio per noi tutti! Grazie dottore , grazie a lei ,sto meglio!

  • Ciao Gennaro, avrei una domanda a proposito di coaching e counseling. Da circa un paio di anni ho iniziato ad approfondire i temi di crescita personale, anche perché il ramo della psicologia mi ha sempre affascinata. E infatti mi accorgo sempre più della stretta correlazione tra le due materie. Pur sapendone molto poco, vedo intorno a me un prolificare incontrollato di coach e counselor che mi sembrano del tutto fuffosi e a cui non mi rivolgerei mai. Eppure, mi chiedo, esiste qualche percorso non universitario che possa permettere a qualcuno di veramente motivato di intraprendere un percorso che porti a offrire un certo tipo di consulenza? Naturalmente la figura professionale di uno psicologo o psicoterapeuta è di altro livello, ma sarei curiosa di sapere se possa essere valida una strada che non sia iscriversi a un corso di laurea in psicologia. Grazie per l’attenzione.

    • Ciao Valentina
      per me il coach non nasce da una scuola specifica perché si è formato nel proprio campo. Un ex sportivo, un allenatore, un personal trainer con anni di esperienza che decidono di diventare consulenti nella propria materia, perché hanno anni di esperienza e studi alle spalle. Queste persone di certo possono approfondire le proprie capacità di trasmissioni delle abilità seguendo i corsi per coach (delle varie federazioni più o meno ufficiali) ma non è questo ha dargli gli strumenti per fare il coach. Spero di essermi spiegato meglio! Se invece vuoi aiutare le persone nella vita, perché lo senti come una vocazione interiore, perché adori questi campi, allora se hai le competenze di cui parlavo puoi fare una scuola per coach o seguire dei corsi, comprare libri ecc. Se non hai quelle competenze specifiche allora il mio consiglio è quello di fare psicologia, ormai con le lauree brevi non è più così difficile ad ogni età.

  • Ciao Genna, concordo con tutto ciò che hai scritto! Anche io come psicologa cerco nel mio piccolo di diffondere la cultura psy e le sue basi scientifiche. Sono venuta a diretta conoscenza di danni che alcuni sedicenti coach o a volte “professionisti new age ” (chiamiamoli così!) hanno procurato ad alcune persone. Condivido anche che ci siano psicologi non adeguatamente aggiornati o appassionati del proprio lavoro e che rischiano di macchiare la professione. Ciò che consiglio sempre è di cercare info sul professionista a cui ci si rivolge e…provare! Proprio come dici bene tu anche nel podcast.
    Volevo aggiungere alla lista che hai scritto come risposta anche l’Analisi Transazionale come approccio che punta alla consapevolezza e crescita personale! 😉

    • Grazie Eleonora,
      assolutamente si la analisi transazionale è un super approccio che punta (anche) alla crescita personale. Spesso penso che se la PNL non si fosse imposta negli anni 90 come “metodica formativa psi” lo avrebbe fatto la AT 😉

  • Mie esperienze con Psicologi Psichiatri Ipnotisti.
    1. Incuriosito da un suo libro andai da una psicologa per conoscerla, cercò di sedurmi spudoratamente.
    2. mia madre stava per mancare, andai da uno psicologo, che si rivelò molto simpatico ma i cui sistemi di terapia breve non funzionarono affatto. Passò tutto (ansia a mille) spontaneamente in 2-3 mesi.
    3. Mi recai da un ipnotista per aiutarmi ad essere più rilassato nei rapporti umani. Fu una esperienza traumatica. Mentre ero lì ad occhi chiusi, questo si dimenava in modo dissennato…Per me si trattò di persona completamente alterata…ed ho detto tutto.
    In sintesi se dovessi dare un consiglio è quello di stare molto ATTENTI sia in caso di psicologi ufficialmente iscritti all’albo sia per quanto riguarda i fuffa coach che a me sembrano un po’ esaltati, ma forse, poichè spiccatamente fanfaroni anche più immediatamente individuabili.

    • Ciao Marco
      e grazie per la tua testimonianza.

      Sei sicuro che “l’ipnotista” fosse uno psicologo psicoterapeuta?
      E cosa intendi per si “dimenava”?

      Grazie

      • Ciao Marco
        ho appena letto la risposta che mi hai chiesto di non pubblicare (ovviamente non lo farò)
        ma volevo difendere la mia professione e condividere con chi non potrà approfondire la tua
        esperienza che tu sei stato nelle mani di un criminale. Non conta che fosse un collega
        perché ciò che mi hai raccontato esula completamente da questa professione!

        Chiunque si approfitti della propria posizione per “fare ciò che mi hai raccontato” non è
        un fuffa coach è semplicemente un criminale da perseguire.

        Ti ringrazio per il coraggio che hai avuto a condividere la tua esperienza.

        • Grazie ancora. Le tue parole di solidarietà fanno terapia. Nel senso che mi sento rilassato e più libero. Questo conta moltissimo. Così come nel 2° caso (che avevo menzionato del primo post). Quello psicologo simpaticissimo, non mi aiutò con le tecniche strategiche di Nardone, ma mi è rimasto impresso per sempre con il suo modo di fare. E’ questa, se mi consenti, la Terapia vera. Grazie Gennaro.

  • Ciao Gennaro e grazie per il tuo articolo 🙂 ho 25 anni, da quando ne avevo 17 che mi muovo nel mondo della formazione e crescita personale, seppure il mio percorso universitario sia stato piuttosto lontano dagli studi psicologici ( archeologia+cooperazione internazionale). Sin dai 17 ho studiato applicando le tecniche di apprendimento rapido e pnl su me stessa e so benissimo di avere un percorso molto lungo da fare ancora seppure ora abbia intrapreso un percorso che formi i cosiddetti coach. Ho avuto l’accortezza di scegliere per il mio percorso di formazione, trainer con un certo tipo di referenze e atteggiamento, evitando proprio quell’incoerenza che chiami a gran voce nel tuo articolo. La mia è sempre stata una vocazione per cui anche se sono giovane, ho sempre lavorato per trasmettere la mia buona influenza con tante persone anche più grandi di me, lavorando sempre sulla struttura dell’atteggiamento perchè so che è quello che posso fare, quello che negli altri posso ‘controllare’ e che tutto il resto va lasciato a chi ha studiato per andare oltre, e come diceva uno dei miei formatori ‘ andare fino al punto in cui sai come tornare indietro’.
    Personalmente, voglio migliorare per aiutare il mio prossimo a migliorarsi così da creare e lasciare qualcosa migliore di come l’ho trovato e spero di poterci riuscire, anche se ho ancora tanto da imparare e sono nella fase dei vent’anni 🙂 buon 2017!

  • Sono d’accordo, però mi piacerebbe col mio psicologo fare un lavoro mirato sull’autostima nei rapporti interpersonali… e mi sembra che non mi faccia fare nulla di concreto. Dopodiché cerco su google e trovo bizzeffe di coach che propongono percorsi personali mirati a questo (alla modica cifra di 150€ a sessione “perché non preoccuparti che io in 5 sessioni -1h ciascuna- ti faccio avere dei risultati tangibili e devo pur valorizzare un lavoro così efficace e potente”………) e sono un po’tentata di vedere quale mai angheria abbiano escogitato per farti avere l’autostima di un supereroe in 5 ore.
    Quindi se ci fosse qualcuno di convincente (a prezzi che può permettersi una studentessa universitaria) ……………

    • Ciao Michela,
      purtroppo non tutti i miei colleghi sono anche esperti ed aperti alla crescita personale, in modo specifico (mi dispiace dirlo) sono tutti quei colleghi di una certa scuola di pensiero vecchia che fa distinzione fra “salute mentale” e “crescita personale”. Sono chiaramente due cose differenti ma fino ad un certo punto… ti nomino le scuole di psicologia che invece hanno affinità con la crescita personale a cui potresti rivolgerti… è solo un abbozzo:

      – Terapeuti cognitivi comportamentali (soprattutto di terza ondata)
      – Terapeuti Ericksoniani (che utilizzino l’ipnosi come psicoterapia)
      – Terapeuti strategici
      – Terapeuti sistemico familiari
      – Terapeuti corporei (dalla bioenergetica in poi)
      – Terapeuti Junghiani (di ampio respiro)

      Ce ne sono molti altri, ma tutti questi hanno nel loro “statuto” la crescita personale e in alcuni casi veri e propri programmi per l’autostima come quella che tu descrivi. Puoi trovare anche colleghi bravi che prendono 40€… ma ovviamente non esiste una previsione di quanto tempo ci voglia per raggiungere i tuoi obiettivi.

      Per quanto mi riguarda puoi andare dal coach che ti dice che in 5 ore ti aumenta l’autostima, può darsi anche che tu possa trovare uno di quei “fenomeni” di cui parlo nel podcast, ma è molto molto facile che sia un fuffa-coach 😉

  • Simone Cucinotta
    Rispondi

    Ciao Gennaro.
    Apprezzo come avrai capito la tua professionalità essendo tuo allievo in MMA e avendo recentemente acquistato il tuo corso per l’orientamento al conseguimento degli obiettivi, che devo ancora iniziare a studiare.Io non sono né psicologo né psicoterapeuta, tuttavia all’età di quasi 50 anni ho maturato notevoli competenze nel campo della direzione aziendale pubblica, delle arti marziali, del tango argentino, della programmazione neuro linguistica, della meditazione, dell’orientamento al conseguimento degli obiettivi …tutte materie che continuo a studiare principalmente per la mia crescita personale acquisendo tecniche che non esito a mettere a disposizione nel Comune che dirigo i versi i miei amici o allievi. Concludo dicendo che le abilità sono fatte dalla coltivazione dei talenti personali attraverso le esperienze e leconoscenza virgola in una parola dalla competenze maturate, al di là dei titoli accademici e dei riconoscimenti ufficiali. Chiudo confermando la mia enorme stima nelle tue capacità di formatore per averle sperimentate personalmente. Un abbraccio e buon anno.

  • Sono un pò perplesso dal fatto che tu stessa genna, dovendo rispondere alla domanda: quanti anni hai? Non passeresti la domanda del test per via di mancanza di esperienza 😉

    • Ciao Anonimo
      con tanto di email anonima (che ti ricordo posso vedere solo io),
      forse hai fatto i conti male sembro giovine ma non lo sono …rifai i conticini 😉

  • Grazie Gennaro per questo articolo. Ebbene sì, ci sono caduto anch’io nella trappola dei fuffa coach. Qualche anno fa in un momento di difficoltà personale mi sono avvicinato ad uno di questi pensando di trovare spunto per dare una svolta alla vita. Preso dall’entusiasmo e dal mio desiderio di poter davvero fare un lavoro di aiuto alle persone, mi son fatto persuadere a frequentare una serie di(costosi) corsi, alla fine dei quali, mi era stato detto, avrei potuto intraprendere una professione gratificante e ben pagata. Quando mi sono accorto che accostarsi alla vita delle persone non è come manipolare un materiale qualsiasi, ma che ci vuole, oltre che il desiderio sincero di aiutare il cliente, una preparazione e una esperienza che nessun corso di 32 o 64 o 100 o 200 ore ti può dare, ho compreso che questi corsi, spesso, sono solo una scorciatoia che non porta da nessuna parte. Non voglio generalizzare e dire che tutti i coach sono fuffa, anzi, ne conosco anch’io uno bravo e preparato.
    Però quando hai a che fare con la vita delle persone vale il “primo non nuocere”, fosse anche solo al portafoglio. Comunque non mi sono arreso. Il mio desiderio è di poter davvero un giorno aiutare chi ha bisogno di superare un ostacolo, una difficoltà momentanea o trovare motivazione e risorse personali per raggiungere i propri obbiettivi. Così l’anno scorso mi sono iscritto all’università, scienze e tecniche psicologiche. Il mese prossimo darò il quinto esame. Qui si studia per davvero, e più studio, più comprendo quanto questa sia la strada giusta, insieme ad un percorso personale guidato da un professionista.
    Ancora non so quando riuscirò e che cosa riuscirò a fare. Ho un lavoro che già mi impegna parecchio, e, non ultimo, non sono più un giovanotto, ho 59 anni, ma sai, come ha detto qualcuno che non ricordo, “non rinunciare a un sogno solo perché pensi che ci vorrà troppo tempo per realizzarlo: il tempo, passerà comunque”. Ciao, e auguri di buon anno.

  • Grandioso genna, viva la psicologia, psicoterapia e sopratutto l’etica( dai a Cesare quello che è di Cesare). Credo che non c’è bisogno di dire che si è un Coach, e si far esperimentare nella pratica alla persona di fronte. Glorioso 2017 genna

  • Si sono d’accordo con quanto affermi, non ci si Improvvisa ne tantomeno si usano tecniche che non si conoscono.
    Anche se queste tecniche permettono di recitare la parte del “profondo conoscitore”.
    È vero che in.molti, troppi si improvvisano “pseudocoachdiqualchecosa” senza averne esperienza e/o competenza…e ci aggiungo anche una qualità per me importante…il talento…e questo ovviamente vale per tutti, ho conosciuto e conosco diversi psicologi a cui mancano le caratteristiche di cui sopra.
    Inoltre e concludo conosco molti Coach professionisti e di successo che non hanno alcuna laurea in psicologia …eppure fanno e sanno fare il loro lavoro con scrupolosa consapevolezza, soprattutto perché trattasi di materiale umano.
    Credo che le generalizzazioni non diano un quadro definito del panorama. Grazie per l’attenzione
    Bu9n anno

  • È l’ormai nota diatriba coach psicologi.
    Io dal canto mio collaboro anche con psicologi o viceversa loro collaborano con me. E va bene così. Sai, per me il discorso pienamente condiviso non è solo riferito a psicologo meglio o peggio di coach o viceversa, tu hai toccato un tasto dolente di questa professione che, non essendo regolata dalla legge, basta che qualcuno legga un libro e si fregi del diritto o del titolo di coach. Non si tratta solo di curriculum o di corsi, certo quelli sono fondamentali, ma questa professione la puoi definire tale solo con l’esperienza, solo quando sbatti il muso contro le reali situazioni delle persone che non trovi in nessun libro.. io dal canto mio sono convinto che faee il coach vuol dire principalmente essere coach in ogni momento. E ormai quando in ogni comportamento ciò avviene mi ritrovo dopo qualche tempo a riflettere su una determinata cosa è mi viene in mente un determinato atteggiamento vissuto. Solo così si può trasferire in maniera corretta e soprattutto congruente l’essenza del coaching. Chi lo fa per bene e per passione prima o poi viene fuori per forza e viene riconosciuto tale dai propri clienti. Quelli che leggendo un libro e sono coach alla fine sono destinati a soccombere. Ma per me non è importante che soccombano gli altri, per me è importantissimo trasferire al mio cliente che lui può. E la più bella soddisfazione è vederne i risultati anche a distanza di svariati mesi.

  • Grandissimo Gennaro! Non posso che sottoscrivere tutto quello che hai espresso nel tuo articolo. Ti confesso che, quando qualcuno mi chiede che lavoro faccio, evito di dire semplicemente “il coach”: un po’ perchè temo di essere confuso con i personaggi ai quali fai riferimento, un po’ perchè dopo 6 anni che faccio questo lavoro…ancora non me la sento di fregiarmi di un tale titolo 😉 Di solito me la cavo con un “fornisco supporto alle persone nel gestire meglio i loro obiettivi e quelli del loro team”. Complimenti e buon 2017!

    • Grazie Filippo
      tu sei uno dei pochi che potrebbe fregiarsi del “titolo di coach” e apprezzo ancora di più che tu non lo faccia, anche perché non ne hai bisogno, le tue esperienze parlano per te (oltre al titolo di studio ;))
      Grazie ancora e buon 2017!

  • Grazie Genna dei tuoi articoli sempre interessanti…ma come ci si può affidare ad “esperti” che dopo aver frequentato alcuni di fine settimana si propongono come esperti del cambiamento…parrucchiere che fanno le counselor…autisti che sono diventati coach…invece di formarsi seriamente all’Università e in scuole di specialità…ma chi deve controllare dov’è? Ma è vero che negli USA ci sono sia i counselor che i coach? Un altra domanda ma secondo te in Italia i coach, tranne i 4/5 famosi lavorano? E i counselor hanno chi si rivolge a loro? Io credo che il mondo dei coach e dei counselor sia un buon business per chi ha messo in piedi queste tipologie di corsi. Luigi

    • Ciao Luigi
      hai perfettamente ragione..

      in USA esistono si i coach ma sono tutte persone come quelle che descrivo in puntata e non improvvisati che hanno seguito qualche corso. Tra le altre cose pochi sanno che per fare il counselor negli USA bisogna seguire un percorso universitario specifico, non come in Italia dove uno decide di fare “il counselor” e segue una scuola privata con qualche ora di formazione.

      Non è vero che in America è tutto più libero, se fai cavolate a livello professionale ti crocifiggono (giustamente). E’ chiaro però che anche li esistono i furbacchioni ma posso assicurarti che sono molto diversi dai nostri che credono di aver scoperto “una professione” a portata di mano.

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