La formula “segreta” della creatività!

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Ti senti una “persona creativa”? Oppure credi che la creatività sia una prerogativa esclusiva dei giovani? Pensi di non avere più l’età per avere un lampo di genio?

Queste sono alcune delle domande che hanno spinto un gruppo di ricercatori a svolgere la ricerca da cui parte il podcast di questa settimana… buon ascolto:

Ascolta 147- La formula “segreta” della creatività” su Spreaker.

In psicologia la letteratura sulla creatività è sconfinata, se ne sono infatti occupati praticamente tutti gli psicologi del passato ma solo oggi si sente parlare di corsi per la creatività.

Il motivo è semplice al giorno d’oggi nel campo del business, chi non innova chiude! Per questo dagli anni 90 circolano sempre più corsi su come diventare più creativi. Purtroppo però quest’idea non ha raggiunto il grande pubblico.

Mi riferisco all’idea che tutti possiamo essere più creativi, e tutti possiamo aumentare la nostra creatività. No lo studio di oggi non parla di questo ma di qualcosa di molto simile.

Quali sono gli scienziati più produttivi?

Questa è una delle domande a cui si riferisce lo studio (qui trovi il pdf), una domanda che sembra lontana dalla crescita personale ma se hai ascoltato il podcast sai che non è così.

Perché sapere che anche in un campo così difficile come quello scientifico ciò che conta non è solo il “talento” (inteso come dote innata) ma è un mix di preparazione ed altro è per me pura crescita personale.

Sapere che non è l’età il fattore discriminante della produttività degli scienziati ma è la loro dedizione è ancora una volta una informazione molto preziosa.

Vuoi vincere un nobel?

A parte gli scherzi, non voglio farti credere che potrai vincere un Nobel a 70 anni ma devi sapere che ci sono persona che lo hanno fatto, e non per qualcosa di inventato quando ne avevano 30.

Noi siamo zeppi di creatività, tutti noi! Questa è la informazione più preziosa da tenere a mente, soprattutto se pensi di non essere creativo, di non poter più avere quel “lampo di genio”.

Eppure basta guardarsi attorno, sapessi quante volte ho sentito raccontare di idee innovative che poi si sono avverate. Io ed altri miei amici saremmo potuti diventare davvero ricchi nel metterle in pratica.

Fare le cose!

Si la differenza fra chi ha degli ottimi colpi di genio e chi invece pensa di non averli è, oltre alla fiducia nelle idee che gli saltano in mente, è il coraggio di mettere in pratica quelle idee.

Tutti abbiamo idee creative, e questo studio lo dimostra pienamente. Anche perché non prende in considerazione solo le personalità geniali passate e presenti, ma tutti gli scienziati. (Che sottolineo, sono persone normalissime).

Avere lampi di genio richiede anche poi uno sforzo da geni per mettere in pratica le proprie idee. A ben vedere dai risultati sembra che anche per questo l’età non conti più di tanto.

Quindi non è davvero mai troppo tardi?

A quanto pare no se consideriamo le scoperte scientifiche e, a ben vedere, anche se prendiamo in considerazione le grandi imprese aziendali.

Potrei elencarti centinaia di uomini d’affari che sono diventati ricchi in tarda età, e non mi riferisco solo a persone che ci hanno provato tutta la vita e alla fine ci sono riuscite, ma anche a casi straordinari.

Il più noto è quello del “colonnello Sanders” e della sua catena di fast food, ma in realtà ce ne sono molti altri e in realtà basta guardarsi attorno.

Di certo non troverai un settantenne fra gli sviluppatori dell’ultima app di tendenza, però se guardiamo ad altri campi scopriamo che la creatività è ben distribuita fra gli uomini.

La convinzione di non essere creativi!

Conosci qualcuno che pensa di non essere per nulla creativo? Io un sacco di gente e forse è anche dovuto al mio lavoro. Ho ascoltato un sacco di persone dire di non essere creative nel mio studio.

In realtà non c’è bisogno di guardare nello studio dello psicologo, molte persone sono fortemente convinte di non essere creative.

E quando indaghi questo aspetto sai cosa scopri, che quasi tutti intendono per creatività qualcosa che ha a che fare con l’arte. E se ti dicessi che invece la creatività è maggiormente evidente in altri aspetti della vita?

L’arte non è l’unico prodotto della creatività!

Se non sai suonare uno strumento, dipingere o fare qualsiasi genere di “arte”, stai tranquillo perché la maggior parte della tua creatività viene utilizzata per risolvere problemi.

Problemi grandi o piccoli che siano, la nostra vita è costellata di problemi, chi “non ha problemi” da affrontare nella vita è praticamente “morto”!

Lo so è macabro ma è la verità! Qualcuno è arrivato a dire che è la vita stessa ad essere il problema… ecco perché non ci sarà mai un giorno in cui potrai dire di “non avere più problemi”.

Ed il tuo cervello è disegnato per fare fronte alle problematiche della vita in modo creativo. La mente con il giusto allenamento è capace di “costruire dal nulla”.

La flessibilità mentale

Esercitare la propria creatività è un po’ come fare dello stretching al cervello. Pochi sanno che da qualche tempo gli psicologi si sono fissati con l’idea di flessibilità mentale, la quale ha una propietà molto interessante:

Più sei flessibile mentalmente, cioè riesci a vedere le cose in modo diverso, riesci a pensare ipotesi contrarie alle tue, a metterti nei panni degli altri ecc. E meno sei preda dei vari problemi psicologici come ansia e depressione.

Questo la dice molto lunga sull’esercizio della creatività che è un vero e proprio flettersi della mente in direzioni nuove, inusitate o come si ama spesso citare “vedere con occhi nuovi”.

La flessibilità mentale ha molto a che fare con la creatività. Allenarti negli esercizi di questa puntata non ti assicura solo una rinnovata fiducia nel “processo creativo” ma mantiene letteralmente allenato il cervello.

Una cieca fede nel processo creativo!

Per “avere fede nel processo creativo” intendo il fatto di iniziare a credere di avere la possibilità di innovare e creare. A questo servono gli esercizi di questa settimana, tuttavia la fede da sola, non basta!

E’ necessario impegno e dedizione, questo è il messaggio principale dello studio che abbiamo citato. Gli scienziati più produttivi erano quelli più impegnati e preparati.

Lo so che quando ti guardi attorno pensi “si ma in realtà quello la è li solo perché è un tramaccione”, ce ne sono tanti soprattutto nella nostra bella Italia.

Ma credere di non poter fare le cose perché c’è dietro una “mano nascosta” che le controlla è un po’ come darla vinta a quel sistema malavitoso (se esiste in quel contesto).

Amore e impegno

Ti ricordi la puntata sull’impegno? Dove ti raccontavo che amore e impegno sono due parole molto ma molto simili? Ecco forse il modo migliore per descriverlo questo temibile “impegno”.

E’ amore! Quando ami qualcosa o qualcuno fai di tutto per lui, lo curi e lo proteggi come una parte di te stesso. Ecco che cosa intendo per dedizione, intendo anche amore.

Pensi che sia impazzito? Cosa dici, che ci sono grandi innovatori che odiavano le proprie creazioni? Si forse è vero, ma posso assicurarti che si trattava sempre di un amore, che come ogni buon amore può essere anche tormentoso.

E’ questo amore e questa cura ciò che da valore alle cose

In questo mondo fatto di velocità e di mordi e fuggi, dove una persona per spiccare deve partecipare ad un reality si è completamente persa l’idea di “amore che dura”.

L’impegno è un amore che dura! Ecco che cosa voglio dirti e spero che tu non mi abbia già preso per matto perché metto insieme termini che sembrano così distanti come l’amore, la dedizione e la creatività.

Ma secondo me è davvero il modo più semplice per mostrarti che cosa intendo per “impegno” verso qualcosa.

“Non mi piace l’abbinamento creatività e impegno”

Se molte persone potrebbero apprezzare il parallelismo tra “impegno e amore” di certo lo stesso non vale fra “creatività e dedizione”.

Secondo me questo capita oltre che per un fatto culturale anche per le caratteristiche dei “lampi di genio” che sono per l’appunto “dei lampi repentini”.

Per cui si arriva a credere che sia una forza esterna a farci avere quelle idee, che non si tratta di preparazione “nella terminologia classica” ma della semplice capacità di accogliere.

Serve solo la capacità di mettersi in ascolto

In una qualche eccezione più esoterica potremmo dire che per essere creativi basterebbe mettersi in “ascolto”! Ma in ascolto di che cosa?

I più newage pesano ad angeli e spiriti, gli psicologi del profondo ai meandri dell’inconscio ed i neuroscienziati nella giusta configurazione fisico-chimica del cervello.

L’esempio emblematico è l’ispirazione artistica, che esiste davvero! Però per quanto tu sia ispirato se non sai fare le cose, se non hai studiato, se non hai preparato il terreno dubito che riuscirai a creare chissà che!

Fare buchi nella tela!

Anche se ti ho detto che creatività non significa arte è proprio da questo mondo che riceviamo gli input più salienti sulle attività creative umane.

Lucio Fontana, artista argentino che ha lavorato per tutta la vita in Italia, faceva dei famosi squarci nelle tele. A vederle così, un ignorante di arte come me pensa: ” E che ci vuole a farlo?”.

Ma se conosci un pizzico di storia di questo artista e del movimento che ha fondato (lo spazialismo) ecco che ti rendi conto che è servita una vita intera fra dipinti e sculture.

Fontana inizia l’attività artistica nel 1921 a 22 anni e fa i suoi primi “tagli” nel 1949, non proprio giovanissimo soprattutto in quel periodo storico.

Sicuramente in quegli anni l’artista ha fatto pratica, ha studiato e si è cimentato con varie forme di creatività prima di giungere a quella che lo ha davvero reso immortale.

Non è mai davvero troppo tardi… per avere idee geniali!

Fammi sapere cosa ne pensi di questo studio e di questa puntata. Scarica il Qde che questa settimana è particolarmente ricco di risorse dedicate alla creatività.

Ci sentiamo la prossima settimana
Genna

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2 Commenti
  • Ciao Genna,
    Da quando sto leggendo il potere della Presenza di Michael Brown mi sto rendendo conto che anche la nostra cara. MF richiede impegno nonostante sia semplice tanto da credere che possa diventare inconscia… la respirazione circolare ad esempio, -almeno inizialmente non lo è, soprattutto quanfosi tratta di integrare forti emozioni da cui vorremmo fuggire… puoi parlarne meglio la settimana prossima? Grazie

    • Ciao Andrea,
      i podcast sono programmati con largo anticipo ma inizio di certo a prendere in considerazione il tuo tema perché è molto interessante. In realtà ne abbiamo un po’ parlato in passato, perché dobbiamo in realtà evitare che la presenza diventi automatica altrimenti non è più presenza 😉 Grazie a te!

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